La caduta del modello sociale

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La caduta del modello sociale

HOTEL & TOURISM MANAGEMENT GROUP
Pubblicato da Mino Reganato in Turismo · 26 Agosto 2021
Tags: pandemiacrisisocialemodelloturismo
A mio avviso la pandemia nella sua nefasta sporta presenta anche un elemento positivo, comune in tutte le criticità del passato. La ricostruzione di un modello che soppianterà quello attuale. Socialmente stiamo assistendo, anche se con il freno tirato, alla decadenza di un bieco nazionalismo degli Stati (e del falso valore della comunità europea) a causa della pandemia che ovviamente non rispetta confini geografici. Si è appurato che la gestione di una criticità così globale non può dipendere dal singolo stato ma da un intervento a livello mondiale, uguale per tutti i continenti (poveri e ricchi). Se si continua con un atteggiamento individualista, la pandemia durerà altri 3 anni e questo oggi, è risaputo. Questa criticità sta sgretolando un modello economico globale che dovrà necessariamente cambiare, non ultimo per il fatto che "democraticamente" sta minando anche i poteri forti. Qualche giorno fa sentivo una notizia del deficit che le ultime olimpiadi apporteranno al Paese del Sol Levante: qualcuno parla di oltre 40 milioni di dollari (anche qui il modello organizzativo delle Olimpiadi ha terminato il suo corso. Le passate edizioni sono state un "bagno di sangue" per gli Stati organizzatori) per mancati incassi per la pandemia. I corsi e ricorsi della storia lo insegnano: qualsiasi criticità che sia dovuta a una guerra, a elementi naturali o pandemie obbligatoriamente apporta radicali cambiamenti.
 
A latere poi, volando basso sulle problematiche che il comparto turistico sta affrontando oggi, si assiste a un totale disinteresse per le sorti del settore economico che più di altri, apporta benefici alla bilancia economica nazionale. La soluzione come sempre dovrebbe scaturire da intese comunitarie che all’unisono dovrebbero attuare una linea di condotta unica al fine di permettere il libero scambio di persone in quella che utopisticamente viene chiamata Comunità Europea. In Italia poi, vi è la mancanza (voluta) di professionisti competenti atti a gestire politicamente l'organizzazione turistica tutta che alla stregua della sanità (e assistiamo ai disastri compiuti e di quelli a venire), viene demandata ad entità politiche che tendono a "non scontentare nessuno".



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