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		<title><![CDATA[I nostri articoli]]></title>
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		<description><![CDATA[Corsi e ricorsi del settore turistico & alberghiero]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Wed, 22 Oct 2025 09:37:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[L’hotel oltre il gate: il nuovo volto dell’ospitalità aeroportuale]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000070"><div><header aria-label="Intestazione articolo"><span class="fs14lh1-5 cf1">C’era un tempo in cui l’hotel in prossimità di un aeroporto era poco più di un dormitorio di servizio, una struttura utile, certo, ma priva di fascino con camere anonime, moquette ingrigite dal passaggio di trolley, reception chiuse a orari improbabili e un bar notturno che serviva caffè annacquati a viaggiatori insonni. Oggi quella fotografia appartiene al passato. L’ospitalità aeroportuale sta vivendo una rivoluzione silenziosa ma profonda, un nuovo paradigma che fonde design, comfort, business e sostenibilità, trasformando i luoghi del transito in esperienze di permanenza. Gli hotel sorti attorno agli hub internazionali non sono più spazi da attraversare ma da vivere, diventano luoghi di esperienza, punti d’incontro tra il viaggio e la destinazione, tra il tempo d’attesa e il tempo vissuto. A guidare questa trasformazione è una domanda sempre più raffinata con viaggiatori che vogliono ottimizzare il tempo tra due voli, manager che trasformano il layover in occasione di networking, famiglie che anticipano la partenza di un giorno per vivere la vacanza senza stress, così l’hotel aeroportuale smette di essere un rifugio temporaneo e si trasforma in un ecosistema dell’accoglienza contemporanea, dove tutto si muove intorno a una nuova idea di tempo e comfort. Le notizie più recenti del settore confermano la direzione del cambiamento. Il gruppo austriaco JP Hospitality ha rilanciato il marchio Pan Am Hotels, ispirandosi al fascino vintage dell’epoca d’oro dell’aviazione ma con una visione ultramoderna, quella di creare una rete europea di strutture aeroportuali di fascia medio-alta che offrano esperienze complete, non più hotel “vicini all’aeroporto”, ma hotel per chi vive l’aeroporto come parte del viaggio. In parallelo, la European Travel Commission ha lanciato la campagna “Unlock an Unexpected Upgrade”, un invito ai viaggiatori a scoprire stili di viaggio più sostenibili e autentici. L’idea è chiara: non basta arrivare in una destinazione, bisogna abitarla, anche solo per poche ore, anche in spazi liminali come un terminal o un hotel di transito. Il fenomeno si innesta su un trend globale quale l’espansione del turismo aereo post-pandemia e la crescente domanda di flessibilità. I confini tra business e leisure sono ormai sfumati, secondo la logica del bleisure, quella fusione tra lavoro e piacere che ha ridefinito il modo di concepire il tempo libero, in questo contesto, l’hotel aeroportuale diventa un laboratorio ideale per ripensare i codici dell’accoglienza. Oggi la nuova ospitalità aeroportuale si fonda su un principio dove ogni ora conta. Chi viaggia in aereo vive una relazione peculiare con il tempo, ha fretta ma cerca comfort, è di passaggio, ma desidera sentirsi a casa e le strutture che intercettano questa psicologia e la traducono in design e servizi vincono la sfida del futuro. Gli hotel di nuova generazione, come il Moxy di Marriott o gli YotelAir diffusi in scali come Amsterdam, Singapore e Londra, propongono spazi modulabili, camere compatte ma curate, aree comuni pensate per socializzare, lavorare o semplicemente rilassarsi, non più una camera come rifugio, ma come nodo di connessione. Le hall diventano coworking temporanei, i ristoranti offrono menu smart-gourmet adatti a chi ha un’ora o un pomeriggio, le spa si orientano verso formule express con offerte relax anche di mezz’ora prima del volo, una doccia rigenerante tra due meeting, una stanza insonorizzata dove dormire tre ore senza dover prenotare una notte intera. È la filosofia del micro-stay o day use evoluto, un modello tariffario che abbatte la rigidità del check-in e monetizza ogni fascia oraria, portando nuova linfa al revenue management. Tra i neologismi che meglio descrivono questo cambiamento, spicca quello di “staycation d’aviazione” cioè vivere un’esperienza alberghiera in prossimità di un aeroporto non come transito ma come scelta consapevole. Sempre più persone prenotano una notte o un weekend in un hotel aeroportuale per anticipare il viaggio, evitare stress logistico o concedersi un momento di decompressione dopo un volo lungo. Ma c’è di più, molte coppie o professionisti scelgono questi spazi per brevi fughe urbane, per sentirsi altrove senza davvero partire. In un mondo dove il viaggio è simbolo di libertà, l’aeroporto assume un fascino particolare, non solo quale punto di partenza o di arrivo ma il luogo del possibile, dove si incrociano destini e direzioni. Gli hotel che riescono a tradurre questa suggestione in un’esperienza fatta di luci, silenzi e storytelling conquistano una nuova tipologia di ospiti: i viaggiatori emotivi. Sul piano architettonico, l’hotel aeroportuale 2.0 abbandona l’estetica fredda e impersonale per abbracciare il design esperienziale. Materiali acusticamente isolanti, luci calde, elementi naturali che mitigano il senso di “non luogo” con progetti che incorporano pareti vetrate con vista sulle piste o sulle torri di controllo, trasformando l’attesa dei decolli in un teatro di emozioni visive. La tecnologia diventa alleata della personalizzazione con check-in automatizzati, assistenti digitali vocali in camera, illuminazione che si adatta ai fusi orari, connessioni superveloci e piattaforme integrate con i voli in quanto ll cliente aeroportuale predilige velocità, comfort e coerenza. Gli hotel che garantiscono un’esperienza senza interruzioni (dall’arrivo con la navetta all’imbarco, passando per una colazione perfetta), costruiscono una reputazione di valore superiore a quella di molti alberghi urbani, è un nuovo tipo di lusso, basato non sull’opulenza ma sull’efficienza e sull’armonia del tempo. Il cambiamento non è solo estetico o funzionale è soprattutto gestionale. Gestire un hotel aeroportuale richiede un know-how specifico, un equilibrio tra standard operativi rigorosi e flessibilità. L’occupazione non segue la stagionalità classica del turismo leisure ma i flussi aerei, i picchi di business travel e i grandi eventi. Il revenue management deve basarsi su analisi predittive integrate con i dati dei voli, i calendari congressuali e l’andamento delle tariffe aeree e la logistica diventa cruciale dove il servizio navetta deve essere efficiente come un orologio svizzero, la ristorazione deve coprire 24 ore su 24, il personale deve essere poliglotta e formato alla gestione di ospiti con culture e tempi diversi. Anche il fattore umano cambia. Lo staff non accoglie solo chi arriva in vacanza, ma chi è in transito, chi ha perso un volo, chi è reduce da 15 ore di jet lag o chi si ferma per una riunione di un’ora quindi serve empatia, rapidità di risposta, capacità di leggere l’umore e trasformare il disagio in conforto, in pratica un’accoglienza più psicologica che fisica. Sul fronte economico, il comparto F&amp;B mostra una contrazione dei margini, soprattutto per gli hotel business e aeroportuali. Il motivo è semplice, il viaggiatore moderno consuma meno pasti completi e più esperienze gastronomiche leggere, personalizzabili, immediate. Il classico ristorante interno con menù rigido e servizio tradizionale non regge più, le formule vincenti sono il grab-and-go gourmet, i corner con piatti healthy pronti o i format “chef table” a rotazione. Un F&amp;B intelligente può diventare leva di branding difatti alcuni resort di lusso, come il Soneva Fushi alle Maldive hanno aperto lounge-ristoranti negli aeroporti per offrire ai viaggiatori un “assaggio” dell’esperienza in arrivo. Portare un frammento dell’hotel dentro l’aeroporto e viceversa, è una strategia che fonde promozione e servizio. Un altro effetto interessante riguarda la destinazione turistica. L’hotel aeroportuale, un tempo percepito come “fuori contesto”, diventa parte integrante della rete ricettiva di una città. Molti scali europei si trovano oggi in aree strategiche, collegate a poli fieristici, parchi, outlet, centri congressi e hub tecnologici ecco allora che l’hotel aeroportuale si trasforma in punto d’ingresso esperienziale alla destinazione. Nel caso italiano, pensiamo a Fiumicino o Malpensa: strutture come l’Hilton Rome Airport o lo Sheraton Milan Malpensa stanno evolvendo verso modelli “aperti”, con servizi fruibili anche dai non ospiti presso i propri ristoranti, le spa e gli spazi coworking oltre a creare partnership con enti di promozione turistica locale. In un futuro non lontano potremmo vedere veri e propri “airport district” dove si fondono turismo, affari, eventi e cultura, con gli hotel come epicentro di comunità temporanee e qui la sostenibilità diventa parola chiave. Gli hotel aeroportuali, costruiti in aree congestionate, devono ridurre il proprio impatto con sistemi energetici avanzati, materiali eco-compatibili e processi circolari e già ora, molti si stanno dotando di impianti fotovoltaici, recupero delle acque grigie e certificazioni LEED. Anche la mobilità interna diventa green con navette elettriche, biciclette pieghevoli per i dipendenti, partnership con operatori di trasporto sostenibile ma la sostenibilità non è solo ecologica è anche umana. L’albergo aeroportuale è spesso il primo luogo che un viaggiatore incontra arrivando in un Paese e qui si misura la capacità di accoglienza culturale, la cortesia, la professionalità, è il biglietto da visita di un intero sistema turistico. Un ruolo fondamentale lo gioca la comunicazione visiva. L’immagine dell’hotel aeroportuale contemporaneo non è più quella della stanza grigia ma quella di un luogo sospeso, poetico, dove la luce del tramonto filtra sulle piste e i viaggiatori diventano comparse di un film collettivo. Comunicare questa identità significa costruire un racconto coerente con fotografie che evocano movimento, soglia, partenza e ritorno. Un buon visual storytelling può trasformare un hotel di transito in un’icona di design e accoglienza e già molti brand lo stanno capendo e investono in shooting d’autore, video emozionali, campagne che raccontano la bellezza dell’attesa. In un mondo dove l’esperienza comincia online, la prima fotografia vale quanto un sorriso alla reception. Guardando avanti, gli analisti parlano di “airport cities” quali poli urbanistici completi con hotel, coworking, retail, residenze temporanee e centri congressi integrati, un modello già sperimentato in Asia e Medio Oriente che si prepara a decollare anche in Europa. In queste nuove città del tempo, l’hotel diventa spazio fluido, con funzioni multiple, camere che diventano uffici, sale riunioni trasformabili in eventi digitali, rooftop con vista pista per aperitivi al tramonto, gallerie fotografiche e mostre temporanee legate al tema del viaggio. L’ospitalità non è più legata al pernottamento ma al tempo condiviso dove ogni ospite vive il suo “viaggio dentro il viaggio” e l’albergo diventa un microcosmo di emozioni, efficienza e bellezza. L’hotel aeroportuale è il simbolo perfetto del turismo del futuro, ibrido, connesso, esperienziale, sostenibile e racchiude in sé tutti i linguaggi dell’ospitalità moderna, l’efficienza del business, l’intimità del leisure, la fluidità del digitale e la poesia del viaggio. Chi lo sa interpretare non vende più camere, ma tempo ben vissuto e in un’epoca in cui il tempo è il vero lusso, questo fa tutta la differenza.</span><br></header></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 07:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ITS Academy: la nuova officina del turismo italiano]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Formazione"><![CDATA[Formazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006F"><div><header aria-label="Intestazione articolo"><span class="fs14lh1-5"><strong><em><span class="cf1">Come la formazione tecnica superiore sta reinventando le professioni dell’ospitalità.</span></em></strong><br></span></header></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Negli ultimi anni mi capita spesso di riflettere su quanto la parola “formazione” sia diventata fragile nel turismo italiano. Si parla di competenze, di professionalità, di ricambio generazionale ma troppo spesso restano parole sospese, scollegate dalla realtà delle imprese. Gli ITS Academy o Istituti Tecnologici Superiori, rappresentano invece una possibilità concreta di riportare la formazione dentro la vita vera del lavoro, quella fatta di decisioni quotidiane, di errori, di risultati misurabili e di clienti reali.</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Tuttavia, perché questa opportunità diventi davvero un valore, occorre fare un passo ulteriore: la qualità di questi percorsi dipenderà, in larga misura, dalla qualità e dal profilo dei docenti. A mio avviso, chi insegna negli ITS dedicati al turismo dovrebbe possedere una conoscenza pratica e vissuta in più ambiti del settore come l’albergo, il tour operator, l’agenzia di viaggi, il destination management, l’organizzazione di eventi, la gestione dei flussi internazionali, solo chi ha sperimentato sulla propria pelle le dinamiche del mercato può trasmettere agli studenti una visione completa, concreta, interdisciplinare del mondo turistico. Non basta una lunga militanza in un solo comparto, serve un orizzonte più ampio, una cultura del turismo come sistema integrato, dove ogni segmento dall’accoglienza al marketing, dalla distribuzione al territorio, contribuisce al risultato finale. È da questa convinzione che nasce la riflessione che segue “se vogliamo un turismo capace di competere e di innovare, dobbiamo costruire scuole che sappiano insegnare il mestiere, ma anche l’intelligenza e la responsabilità di chi vive il turismo come un organismo complesso”. Gli ITS Academy possono diventare la vera officina del turismo italiano, a patto che chi li guida porti in aula non solo le slide, ma il proprio vissuto.</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Negli ultimi anni, mentre il turismo italiano cerca di reinventarsi dopo i colpi della pandemia e i cambiamenti strutturali del mercato, un nuovo protagonista è entrato in scena: l’ITS Academy. Dietro questa sigla che per molti suona ancora come qualcosa di lontano e tecnico, si nasconde invece una delle leve più promettenti per il rilancio dell’ospitalità italiana sono la parte più innovativa del sistema educativo nazionale e rappresentano la risposta più concreta al bisogno di formare professionisti capaci di muoversi con naturalezza tra turismo, tecnologia e sostenibilità. Per decenni si è pensato al turismo come a un settore prevalentemente umanistico fatto di relazioni, lingue straniere e competenze gestionali ma la realtà, oggi, è ben diversa. Gli alberghi sono diventati microcosmi tecnologici, i villaggi vacanze sono vere e proprie città temporanee, le destinazioni turistiche devono gestire flussi di dati, energia, sicurezza e comunicazione. Il turismo moderno è un sistema complesso che vive di integrazioni tra domotica e accoglienza, tra analisi dati e gestione delle esperienze, tra mobilità sostenibile e comfort ambientale ecco allora che l’ITS Academy entra in scena non come alternativa, ma come completamento necessario della formazione turistica tradizionale.</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">A differenza delle università, spesso troppo teoriche, o delle scuole professionali classiche, troppo generaliste, gli ITS nascono per rispondere a esigenze reali delle imprese. Ogni corso è progettato insieme alle aziende del territorio con una logica di co-progettazione che traduce i bisogni del mercato in percorsi di studio concreti, il risultato è un modello formativo agile, dinamico che offre agli studenti non solo competenze ma un contatto diretto con il mondo del lavoro. In molti casi, le imprese stesse contribuiscono alla docenza e ospitano i tirocinanti, trasformando l’aula in un laboratorio di impresa. Nel turismo, questa formula trova terreno fertile! Oggi gli operatori del settore lamentano una carenza cronica di personale qualificato in quanto mancano cuochi, camerieri, receptionist ma soprattutto mancano tecnici specializzati, figure capaci di integrare conoscenza tecnologica e sensibilità per l’ospitalità e l’ITS offre proprio questo tipo di professionalità. Pensiamo al tecnico per la gestione dell’energia e della sostenibilità, figura sempre più richiesta dagli hotel che intendono ridurre i consumi e migliorare l’efficienza energetica oppure al data analyst del turismo, capace di interpretare i flussi dei visitatori e ottimizzare la promozione di una destinazione. Ci sono poi i tecnici della domotica applicata all’hospitality, che progettano camere “intelligenti”, in grado di adattare luce, temperatura e comfort alle preferenze dell’ospite, tutte professioni nuove, ibride, che nascono proprio dall’incrocio tra la cultura tecnica e quella turistica. Un ITS che si occupa di turismo non forma dunque semplicemente receptionist evoluti, ma tecnici del viaggio e dell’accoglienza, persone in grado di usare strumenti digitali, gestire piattaforme di prenotazione, comprendere i meccanismi del marketing online, conoscere i principi della sostenibilità e al tempo stesso, saper leggere le emozioni dell’ospite. Il turismo moderno, infatti, non è solo prodotto ma esperienza, e l’esperienza nasce anche dalla capacità tecnica di creare ambienti confortevoli, efficienti, sostenibili.</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Nell’ultimo triennio gli ITS legati al turismo si sono moltiplicati in tutta Italia, dal Veneto alla Puglia, dal Lazio all’Emilia-Romagna sino al Molise, dunque, diverse regioni hanno compreso che la formazione tecnica può diventare una chiave per dare nuova linfa al settore. L’ITS Academy Turismo Veneto ad esempio, collabora direttamente con le catene alberghiere e i consorzi locali per formare specialisti dell’hospitality management e del turismo digitale mentre in Puglia, un ITS ha avviato un percorso dedicato alla gestione sostenibile delle strutture ricettive, con moduli su energie rinnovabili e certificazioni ambientali. Nel Lazio si sperimenta l’integrazione tra ITS del turismo e ITS dedicati all’efficienza energetica creando figure ibride che uniscono competenze di facility management e conoscenze alberghiere. Sono esperienze che mostrano un’Italia viva, capace di innovare anche nella formazione, e che mettono in discussione la vecchia idea secondo cui il turismo si impara solo “sul campo”. Eppure, il mondo alberghiero ha ancora molto da fare per aprirsi a questo nuovo modello, troppo spesso gli albergatori lamentano la mancanza di personale ma raramente partecipano in modo attivo ai processi formativi. Gli ITS, invece, si basano proprio su questa collaborazione non si tratta solo di ospitare stagisti ma di contribuire alla creazione dei programmi, di raccontare le proprie esigenze, di indicare le competenze necessarie per affrontare la quotidianità di un hotel moderno. Un albergatore che collabora con un ITS non si limita a formare giovani, ma investe nel proprio futuro, costruendo un bacino di talenti già tarati sulle esigenze della struttura. È un modo per trasformare la carenza di personale in un’opportunità di crescita condivisa. La grande sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: unire scuola e impresa, formazione e produzione, teoria e pratica. In un’epoca in cui tutto cambia velocemente, la formazione deve diventare continua, fluida, adattiva, gli ITS rappresentano un modello che va in questa direzione. I corsi durano in media due anni, sono gestiti da fondazioni pubblico-private e offrono una didattica orientata al “saper fare”. L’80% dei docenti proviene dal mondo del lavoro, e oltre il 70% degli studenti trova occupazione entro un anno dal diploma, numeri che nel turismo potrebbero fare la differenza, perché oggi la principale debolezza del settore non è la mancanza di idee, ma di competenze operative. Gli ITS offrono inoltre una straordinaria opportunità per affrontare un tema spesso trascurato: la sostenibilità. Un hotel non è sostenibile solo perché adotta prodotti ecologici o riduce la plastica ma perché sa gestire in modo efficiente le proprie risorse quali energia, acqua, manutenzione, personale. Tutto questo richiede competenze tecniche precise e formare tecnici della sostenibilità turistica significa dunque, creare figure in grado di leggere i consumi, proporre soluzioni, dialogare con ingegneri e direttori d’albergo e in questo dialogo tra tecnica e umanità si nasconde la chiave del turismo del futuro.</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Ma gli ITS non sono solo una scuola di mestiere sono anche una scuola di mentalità dove gli studenti imparano a lavorare per progetti, a collaborare, a risolvere problemi reali è un approccio che somiglia molto a quello che si vive in un hotel e dove ogni giorno bisogna trovare soluzioni pratiche, gestire emergenze, pianificare risorse. Chi esce da un ITS non ha solo competenze tecniche ma una visione d’impresa, una cultura dell’efficienza e della responsabilità e questo è un valore che nel turismo vale oro, perché l’ospitalità non è solo accogliere ma anche gestire, anticipare, innovare. In molte regioni italiane si stanno già sperimentando sinergie tra ITS e DMO (Destination Management Organization) con progetti che coinvolgono studenti nella costruzione di piani di marketing territoriale, nella mappatura digitale dei flussi turistici o nella progettazione di esperienze immersive, ciò rappresenta un nuovo modo di fare turismo, dove il sapere tecnico incontra la creatività e dove le nuove generazioni possono finalmente vedere una carriera solida e stimolante in un settore spesso considerato precario. Anche la tecnologia spinge in questa direzione. L’intelligenza artificiale, i big data, i sistemi di prenotazione automatizzata, la realtà aumentata applicata alle visite culturali tutto questo richiede persone formate, capaci di gestire strumenti digitali complessi senza perdere il contatto umano. L’ITS può diventare la “palestra” ideale per queste nuove professioni, perché permette di costruire competenze pratiche su basi teoriche leggere, con una formazione continua e aggiornabile perché la rapidità con cui il turismo evolve non consente più di affidarsi solo all’esperienza o all’improvvisazione, servono percorsi strutturati che uniscano la concretezza dell’officina e la visione del laboratorio. Guardando al futuro, gli ITS potrebbero essere anche una risposta al grande problema dello spopolamento giovanile dei territori minori in quanto la creazione di corsi ITS in borghi e aree interne legati al turismo rurale e alla valorizzazione dei beni culturali, significherebbe trattenere i giovani sul territorio, offrendo loro un motivo per restare e una prospettiva di lavoro concreta. Un ITS diffuso e connesso alle comunità locali può diventare uno strumento di sviluppo territoriale, una sorta di “motore del turismo esperienziale” che nasce dove il turismo si fa davvero e non dove si studia in astratto. Il turismo italiano ha bisogno di competenze nuove di una cultura tecnica applicata all’accoglienza, di un patto formativo tra scuole, imprese e istituzioni e gli ITS sono una delle poche innovazioni educative degli ultimi decenni che hanno dimostrato di funzionare eppure, il loro potenziale nel turismo è ancora parzialmente inespresso. Servirebbe una politica più coraggiosa che incentivasse la nascita di ITS tematici dedicati all’hospitality con moduli su sostenibilità, gestione energetica, comunicazione digitale e design dell’esperienza turistica servirebbe, soprattutto, una visione condivisa tra chi forma e chi accoglie, tra chi progetta e chi dirige un albergo.</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">In un Paese come l’Italia dove il turismo vale più del 13% del PIL non si può lasciare la formazione al caso. Ogni ospite, ogni territorio, ogni struttura rappresenta un sistema da conoscere e migliorare e per farlo servono figure preparate, capaci di connettere sapere tecnico e sensibilità umana. Forse, nei prossimi anni, sentiremo sempre più spesso di direttori d’hotel che arrivano da un ITS, di project manager formati in questi istituti, di tecnici della sostenibilità che nascono nei laboratori dove un tempo si studiavano circuiti o sistemi di automazione sarà la prova che il turismo ha finalmente smesso di essere solo emozione e bellezza, e ha iniziato a riconoscere il valore della competenza. Un’ospitalità intelligente, consapevole, capace di parlare il linguaggio della tecnologia senza perdere quello dell’accoglienza.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">In fondo, l’Italia è sempre stata una scuola di arte e ingegno e oggi può tornare a esserlo nel turismo, grazie a un modello formativo che guarda avanti ma resta radicato nel territorio, perché il futuro dell’ospitalità non nascerà nei corridoi delle università ma nei laboratori dove la teoria incontra la pratica e dove ogni giovane può imparare che accogliere significa anche costruire, progettare, innovare.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 07:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ristorazione d’albergo, la svolta possibile]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006E"><div><span class="fs14lh1-5 cf1">C’è un luogo che in molti alberghi italiani vive a metà, sospeso tra potenzialità e abitudine è il ristorante interno, un reparto spesso considerato un servizio accessorio, un’estensione naturale della cucina che serve la colazione, le mezze pensioni e le cene dei clienti in casa. In troppi casi, però, è un reparto che non genera un’identità propria, non comunica verso l’esterno, non ha un’anima eppure, in un tempo in cui le persone scelgono sempre più spesso un ristorante indipendente per uscire la sera con gli amici, la famiglia o la persona amata, proprio il ristorante d’albergo potrebbe tornare a essere una delle leve più forti dell’ospitalità, se solo imparasse a comportarsi come un ristorante autonomo, capace di vivere e respirare anche fuori dal perimetro della camera venduta. Il primo passo, come sempre, è mentale. Finché il ristorante viene percepito come un servizio “per gli ospiti”, resterà un reparto a rendimento variabile, che lavora quando l’hotel è pieno e chiude quando la stagione finisce. Un ristorante che funziona, invece, deve essere pensato come un’impresa dentro l’impresa non un accessorio, ma un’attività autonoma, con la propria strategia, i propri obiettivi, il proprio pubblico. È un cambio di paradigma radicale, perché sposta il focus dal servizio al valore, dal “cosa dobbiamo offrire” al “cosa vogliamo diventare” ed è qui che inizia la rinascita. Un ristorante d’albergo che vuole comportarsi come un indipendente deve prima di tutto avere un’identità non può chiamarsi semplicemente “Ristorante dell’Hotel Excelsior” o “La Veranda dell’Albergo Riviera”, perché in quel modo resta invisibile nella mente di chi cerca un luogo dove cenare. Ha bisogno di un nome proprio, di un racconto e di un’anima coerente con il territorio o con l’esperienza che propone. Può essere una trattoria contemporanea legata ai sapori locali, un bistrot urbano dentro un business hotel, una terrazza gourmet con cucina di mare, l’importante è che comunichi qualcosa che vada oltre la camera d’albergo: una filosofia, un’atmosfera, un linguaggio. Quando un nome evoca un luogo, una storia o un’emozione, il ristorante inizia a vivere di vita propria. Avere un’identità significa anche scegliere il pubblico a cui parlare. Un ristorante d’albergo non può rivolgersi genericamente “a tutti”, perché il risultato è l’anonimato deve capire chi vuole sedere ai suoi tavoli: coppie, famiglie, clienti business, residenti locali, turisti gourmet e ogni categoria richiede un’offerta, un ritmo e una comunicazione diversi. Chi punta sulla clientela del territorio deve proporre menù dinamici, eventi stagionali, collaborazioni con produttori locali. Chi serve anche il pubblico dell’albergo deve offrire formule più snelle, pranzi veloci, servizi in orari flessibili ma la vera sfida è far convivere le due anime: quella dell’ospite di passaggio e quella del cliente abituale, creando un luogo che si adatta senza perdere coerenza. Nessun ristorante può funzionare se non comunica, e qui si gioca una delle partite più decisive. Troppi ristoranti d’albergo vivono rinchiusi dentro la comunicazione istituzionale dell’hotel, finendo per sparire in mezzo a post sulle camere, offerte weekend e sale congressi ma un ristorante indipendente si promuove diversamente, ha un profilo social dedicato, un’identità visiva autonoma, una pagina Google Business con recensioni proprie, un calendario di eventi, foto dei piatti e del team. Racconta la sua quotidianità con lo chef che spadella, il produttore che consegna l’olio, la coppia che brinda a un anniversario è un racconto semplice ma costante, che genera fiducia e curiosità. Le persone non scelgono solo dove mangiare, scelgono di chi fidarsi e questa fiducia si costruisce con la coerenza e con la trasparenza del racconto. In questa narrazione il volto dello chef diventa fondamentale. Ogni ristorante indipendente ha un volto riconoscibile e lo chef è il suo ambasciatore naturale. Nel ristorante d’albergo lo chef deve uscire dalla cucina, presentarsi, raccontare la propria visione, farsi vedere non serve diventare una celebrità televisiva, ma occorre dare un nome e un’anima alla cucina. Lo chef è colui che può collegare il locale al territorio, raccontando la provenienza degli ingredienti e il senso delle ricette ed è lui che tende a costruire la fiducia del pubblico e a trasformare la curiosità in ritorno. Ma anche il piatto migliore ha bisogno di un contesto che lo valorizzi. L’esperienza complessiva conta tanto quanto la cucina dove l’atmosfera, la luce, la musica, la mise en place, il tono del servizio comunicano se il locale è vivo oppure no. Troppi ristoranti d’albergo soffrono ancora di un ambiente impersonale, illuminato da neon o luci bianche, arredato come una sala per colazioni eppure, basterebbe poco per cambiare tutto come ad esempio una luce calda, un sottofondo musicale curato, una disposizione dei tavoli più intima, un tocco di personalità. Il cliente esterno non cerca solo un pasto, ma un momento e quando un ristorante d’albergo riesce a offrirglielo, ha già vinto mezza battaglia. C’è poi il tema dei prezzi, spesso trattato con troppa timidezza. Molti albergatori temono che un menù “importante” scoraggi la clientela interna o che un prezzo troppo basso faccia perdere immagine ma la verità è che la coerenza paga più della prudenza, meglio pochi piatti eccellenti a un prezzo corretto, che un menù infinito e privo di carattere. Il cliente non cerca il risparmio, cerca un’esperienza che valga ciò che costa, l’importante è che ogni elemento, dal piatto all’ambiente, sia allineato al posizionamento scelto. Se il locale vuole essere un bistrot, lo si percepisce dal servizio, se punta all’alta cucina, lo si capisce dall’impiattamento e dal racconto. La chiarezza è il primo segno di professionalità. Un ruolo cruciale lo gioca il personale di sala. Spesso è visto come un reparto secondario ma in realtà è la voce viva del ristorante. Un cameriere che racconta la provenienza del vino o spiega con passione un piatto diventa parte integrante dell’esperienza. In un ristorante d’albergo che vuole aprirsi al pubblico esterno, il personale di sala deve essere formato, motivato e orgoglioso del proprio ruolo non deve servire, ma accogliere non deve recitare, ma dialogare ed è questo che fa la differenza tra un servizio anonimo e un’esperienza ricordata. Quando un ristorante d’albergo inizia a lavorare bene, il legame con il territorio diventa naturale. Collaborare con produttori locali, ospitare eventi gastronomici, partecipare a festival e rassegne, aprirsi alla comunità, tutto contribuisce a costruire un’identità condivisa. L’albergo smette di essere un corpo estraneo e diventa una parte viva della città. Questo rapporto di fiducia con il pubblico locale è il capitale più prezioso che un ristorante possa avere infatti è il cliente del posto, quello che torna, che porta amici, che parla bene di te, che ti fa diventare “un posto dove si sta bene”. Un’altra chiave per far funzionare un ristorante d’albergo come un indipendente è la capacità di creare appuntamenti. I ristoranti che hanno successo non vivono solo di passaggio, ma di fidelizzazione, propongono serate a tema, cene con il produttore, menu stagionali, degustazioni, serate musicali o semplici momenti di convivialità. Ogni evento diventa un’occasione per tornare e per parlare del locale. Un ristorante che organizza la “Cena d’Autunno”, la “Settimana del mare” o “La domenica in famiglia” entra nel calendario mentale del cliente non è più un luogo dove si capita: è un luogo dove si ritorna. Naturalmente, dietro ogni scelta c’è la necessità di una gestione precisa. Trattare il ristorante come un’impresa autonoma significa avere conti separati, analisi mensili, controllo dei costi e degli obiettivi serve monitorare i coperti, il food cost, la marginalità, le recensioni, la quota di clientela esterna solo così si capisce se il ristorante funziona davvero e se la direzione intrapresa è sostenibile. Un ristorante che comunica, che cresce e che produce risultati tangibili diventa non solo un valore d’immagine, ma una fonte di reddito autonoma, capace di bilanciare i momenti di bassa occupazione dell’hotel. A quel punto si verifica un fenomeno interessante: il successo del ristorante si riflette sull’intero albergo. Quando la comunità locale percepisce l’hotel come “un posto dove si mangia bene”, cambia anche la percezione dell’intera struttura. L’albergo non è più solo un luogo per turisti, ma un punto di riferimento cittadino e le persone iniziano a frequentarlo per piacere, non per necessità. Nascono nuove opportunità come piccoli eventi privati, matrimoni, pranzi aziendali, collaborazioni con produttori e artisti locali. È un circolo virtuoso che rafforza sia la redditività sia l’immagine complessiva della struttura. Tutto questo, però, richiede una visione chiara e una guida. Non basta cambiare menù o accendere una pagina social, serve un progetto strategico che unisca analisi economica, formazione del personale, restyling dell’identità e marketing integrato. È un percorso di rilancio che deve partire dalla diagnosi e arrivare alla trasformazione, con una tabella di marcia precisa e risultati misurabili. In definitiva, il ristorante d’albergo non è condannato a restare un servizio marginale può diventare una destinazione autonoma, un polo d’attrazione per il pubblico locale e un valore aggiunto per l’hotel. Può tornare a essere quel luogo d’incontro che un tempo rappresentava la vita sociale della città e la chiave è una sola: smettere di pensarlo come “ristorante dell’hotel” e iniziare a concepirlo come “ristorante che vive nell’hotel”. Negli anni, mi è capitato di accompagnare diverse strutture in questo percorso di trasformazione e posso dire che ogni volta, quando la visione si concretizza, il cambiamento è sorprendente. I coperti aumentano, il passaparola cresce, l’immagine dell’albergo si rinnova e spesso, la clientela esterna diventa anche cliente dell’hotel, in un effetto di ritorno naturale è la dimostrazione che la ristorazione alberghiera, se gestita con professionalità e coraggio, può tornare ad avere un ruolo centrale nel turismo italiano, recuperando quella dimensione di esperienza che oggi rappresenta la vera frontiera dell’accoglienza.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 07:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Oro a cinque stelle: come gli investimenti nel lusso stanno trasformando le località balneari italiane]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006D"><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">C’è un’Italia che riluce d’oro e d’azzurro, un’Italia che investe, rinasce, e si trasforma sotto le insegne scintillanti di nuovi hotel a cinque stelle. Dalle spiagge della Versilia alle calette segrete del Salento, passando per la Riviera ligure, il litorale campano e la Sardegna, le località balneari italiane stanno vivendo una nuova stagione di metamorfosi turistica. La miccia? Gli investimenti nel comparto del lusso, sempre più mirati, selettivi e legati a esperienze ad alto valore aggiunto. Nel corso dell’ultimo biennio, si è assistito a un autentico</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><em><span class="fs14lh1-5 cf1">boom</span></em></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"> </span><span class="cf1">di acquisizioni e ristrutturazioni nel comparto dell’hotellerie di fascia alta. Secondo uno studio recente condotto da EY e Confindustria Alberghi, oltre il 60% degli investimenti nel settore ricettivo è stato destinato a strutture di categoria 4 e 5 stelle, con una predilezione per location marittime, spesso in territori finora poco battuti dal turismo d’élite. Non si tratta solo delle solite destinazioni da cartolina. Se Capri e Portofino continuano a brillare, oggi anche città come Gaeta, Maratea, Otranto, Cefalù, Alghero, Cagliari, Vieste e San Felice Circeo si ritrovano protagoniste di un processo di riposizionamento: da “meta balneare di medio profilo” a “destinazione esperienziale di alta gamma”. Il capitale arriva da fondi internazionali, gruppi alberghieri globali, family office italiani e persino imprenditori locali che, stanchi di una stagione turistica compressa e povera di marginalità, decidono di rilanciare puntando sull’esclusività. Il gruppo LVMH, ad esempio, ha annunciato l’apertura di nuove strutture della collezione Cheval Blanc lungo la costa tirrenica. Four Seasons ha messo gli occhi su strutture storiche da riconvertire mentre Bulgari Hotels &amp; Resorts e Mandarin Oriental si contendono alcune perle della costiera amalfitana. Il fondo statunitense Oaktree ha investito pesantemente nel restyling di resort a Villasimius e nella zona del Golfo di Orosei. Questi operatori non acquistano “solo hotel”, acquistano territorio, identità, narrazione. L’elemento mare, infatti, non è più sufficiente, serve una dimensione narrativa forte: borgo, storia, enogastronomia, accesso esclusivo, e una regia del servizio che elevi ogni soggiorno a esperienza. Non è tutto oro quel che luccica: se da un lato questi investimenti portano lavoro, riqualificazione urbana, innalzamento della qualità media del servizio e destagionalizzazione, dall’altro rischiano di modificare in profondità l’identità delle località costiere. La gentrificazione turistica è già visibile in alcune zone della Puglia, della Sardegna e della Sicilia. Case vacanza e hotel boutique acquistati da società estere stanno rendendo difficile per gli abitanti del posto restare nei propri centri storici, in parallelo, i prezzi di ristoranti, stabilimenti balneari e servizi crescono, segmentando il pubblico e mettendo in crisi la fascia media del turismo domestico. E ancora: la corsa al lusso rischia di schiacciare le piccole strutture ricettive, quelle che hanno tenuto in piedi l’economia del turismo locale per decenni, molti B&amp;B e piccoli hotel familiari si trovano oggi costretti ad alzare l’asticella o a uscire dal mercato. Il nodo cruciale, per chi opera nel settore e per le amministrazioni locali, è proprio qui: saper attrarre investimenti senza tradire il</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><em><span class="fs14lh1-5 cf1">genius loci</span></em></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">, il lusso deve diventare un</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><em><span class="fs14lh1-5 cf1">ponte</span></em></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">, non un recinto, deve offrire esperienze alte, sì, ma legate a ciò che il territorio è davvero, come prodotti locali, artigianato, comunità, natura. L’esempio virtuoso arriva da alcuni resort in Calabria e Basilicata che, attraverso protocolli con le comunità locali, integrano nei loro pacchetti visite a cantine, frantoi, laboratori artigiani, percorsi naturalistici e momenti di autentico scambio culturale. L’ingresso del lusso ha aperto anche una nuova domanda di professionalità nel comparto, le strutture di fascia alta richiedono profili formati, multilingue, capaci di narrare, oltre che servire. Cresce la richiesta di concierge esperienziali, sommelier del territorio, personal butler, e destination manager che sappiano costruire relazioni tra hotel, operatori, enti pubblici e privati. E qui torna il tema della formazione: i territori che vogliono davvero attrarre turismo di qualità devono investire su scuole alberghiere, ITS turistici e percorsi formativi legati alle nuove professioni del lusso e dell’esperienza. Per non restare spettatori passivi, le località costiere devono dotarsi di piani strategici non basta accogliere un fondo o un gruppo alberghiero, bisogna prevedere impatti, orientare i flussi, creare tavoli di lavoro permanenti tra istituzioni, imprenditori e residenti. La regia politica deve garantire equilibrio in quanto un turismo di fascia alta può e deve coesistere con quello familiare, quello culturale, quello scolastico a patto che si pianifichi che si mettano in campo strumenti urbanistici, incentivi alla riqualificazione delle strutture esistenti, promozione internazionale mirata e comunicazione integrata tra pubblico e privato. Gli investimenti nel lusso stanno, di fatto, ridisegnando l’Italia delle vacanze e se ben gestiti, questi processi possono rappresentare un’occasione straordinaria per emancipare destinazioni storicamente “sottostimate”, diversificare l’offerta, aumentare i margini economici e valorizzare le eccellenze locali. Ma serve consapevolezza, serve progettualità e serve anche un’etica dell’ospitalità che metta al centro non solo il Cliente, ma il territorio e chi lo abita, il rischio altrimenti, è di creare paradisi dorati circondati da deserti sociali. L’obiettivo, invece, dev’essere costruire un modello italiano di ospitalità balneare di lusso che non dimentichi mai la sua anima più profonda: quella dell’accoglienza, della bellezza e della condivisione.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Oct 2025 06:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Turismo globale in rivoluzione: gli alberghi italiani sono pronti?]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006C"><div><span class="fs14lh1-5">L’Italia, da sempre culla del turismo mondiale, si trova oggi davanti a un bivio cruciale. Da un lato la forza di un patrimonio culturale e paesaggistico ineguagliabile, dall’altro la sfida di un mercato globale che corre veloce, spinto da nuove tecnologie, nuove sensibilità e nuove abitudini di viaggio. Nei prossimi dieci anni la domanda turistica sarà più fluida, esigente e segmentata che mai e il settore alberghiero dovrà interpretare i segnali di questa evoluzione per costruire un’offerta capace non solo di accogliere, ma di sorprendere e fidelizzare.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il turismo internazionale ha dimostrato, nonostante crisi e instabilità geopolitiche, una resilienza straordinaria. L’Organizzazione Mondiale del Turismo prevede che entro il 2035 i viaggiatori internazionali supereranno abbondantemente il miliardo e mezzo con una crescente quota proveniente da Asia, Sud America e Africa. Non sarà più l’Europa, da sola, a dettare il ritmo in quanto la mappa dei flussi turistici si sta ridisegnando e l’Italia dovrà imparare a dialogare con culture, aspettative e modelli di consumo molto diversi tra loro.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">I viaggiatori del futuro saranno più attenti alla sostenibilità, più sensibili alla componente esperienziale e più guidati da tecnologie immersive che influenzano la scelta della destinazione già nel momento della ricerca online. Il prezzo resterà una variabile importante, ma non basterà più a determinare la scelta: conteranno reputazione, valori etici, personalizzazione del servizio e capacità di “fare comunità” attorno al brand.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">L’Italia non può più affidarsi esclusivamente al suo ruolo di scrigno di bellezze. Il rischio è quello di trasformarsi in un museo a cielo aperto che attrae per inerzia ma non innova. Il turismo che verrà non cerca soltanto monumenti, cerca storie da vivere non bastano il Colosseo, la Costiera Amalfitana o Venezia se l’esperienza alberghiera si riduce a una camera pulita e un check-in rapido. Gli alberghi italiani dovranno diventare “hub di esperienze” luoghi dove il soggiorno si intreccia con attività culturali, gastronomiche, sportive, olistiche. Strutture che non si limitano a fornire un tetto, ma che interpretano e amplificano il territorio, trasformandosi in ambasciatori autentici della destinazione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">A mio avviso per creare il tipo di offerta da sviluppare è utile analizzare i segmenti emergenti del turismo mondiale:</span></div><ul><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Turismo esperienziale e culturale</span></strong><span class="cf1">: i viaggiatori cercano autenticità. Vogliono entrare in contatto con le comunità locali, partecipare a laboratori artigianali, degustazioni, percorsi nella natura, lezioni di cucina. Gli alberghi dovranno allearsi con reti locali di produttori e operatori culturali.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Turismo del benessere e slow tourism</span></strong><span class="cf1">: spa, yoga retreat, alimentazione sana, digital detox. Il tempo lento diventerà un lusso, e l’Italia ha le condizioni perfette per proporlo attraverso i suoi borghi, le campagne e i paesaggi incontaminati.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Turismo business ibrido (bleisure)</span></strong><span class="cf1">: il confine tra viaggio di lavoro e vacanza è sempre più sottile. Serviranno hotel con spazi di coworking, sale meeting flessibili, ma anche offerte di svago integrate.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Turismo senior e intergenerazionale</span></strong><span class="cf1">: la popolazione europea e asiatica invecchia, ma resta attiva. Gli alberghi dovranno pensare a servizi inclusivi, confortevoli, che favoriscano la socialità. Parallelamente, crescerà il turismo multigenerazionale quindi famiglie con nonni e nipoti che viaggiano insieme.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Turismo digitale e nomadi globali</span></strong><span class="cf1">: sempre più persone lavorano in remoto viaggiando. Per loro servono strutture con connessioni eccellenti, spazi dedicati al lavoro e una community internazionale.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Turismo sostenibile e responsabile</span></strong><span class="cf1">: i viaggiatori valuteranno l’impronta ecologica della struttura, l’utilizzo di energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti, le politiche di inclusione e responsabilità sociale.</span></span></li></ul><div><span class="fs14lh1-5">Dunque, se fino a ieri l’albergo era il “luogo di passaggio” tra la città e il turista, oggi deve diventare esso stesso parte integrante dell’esperienza di viaggio. Ciò significa ripensare in profondità gli spazi, i servizi e la comunicazione.</span></div><ul><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Architettura e design</span></strong><span class="cf1">: hotel che dialogano con il paesaggio e con la storia del luogo, senza cadere in stereotipi. Camere personalizzabili, ambienti modulari, materiali sostenibili.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Tecnologia</span></strong><span class="cf1">: intelligenza artificiale per il revenue management e per la personalizzazione dei servizi, app dedicate per la gestione del soggiorno, realtà aumentata per raccontare il territorio. Ma attenzione: la tecnologia deve semplificare, non sostituire l’accoglienza umana.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Food &amp; beverage</span></strong><span class="cf1">: il ristorante dell’hotel non è più un servizio accessorio, ma un laboratorio di identità. Menu che raccontano la filiera corta, chef che dialogano con i produttori, esperienze gastronomiche da condividere anche con i non ospiti.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Spazi comuni</span></strong><span class="cf1">: da hall anonima a luogo vivo, con librerie, eventi culturali, musica, coworking. L’hotel diventa piazza contemporanea.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Formazione del personale</span></strong><span class="cf1">: la vera differenza resterà sempre la qualità umana. Un personale formato a comunicare, ascoltare, proporre soluzioni creative sarà il cuore pulsante della nuova ospitalità.</span></span></li></ul><div><span class="fs14lh1-5">E arriviamo al punto cruciale dei prossimi anni: la sfida della sostenibilità.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Non è più un’opzione, ma una condizione di sopravvivenza. Gli hotel che nei prossimi anni non intraprenderanno un percorso di sostenibilità ambientale rischiano di essere esclusi dai circuiti internazionali. Certificazioni, riduzione della plastica, risparmio energetico, mobilità elettrica, recupero delle acque piovane, tutto ciò non sarà solo un valore etico, ma un requisito commerciale. Parallelamente, la sostenibilità dovrà essere anche sociale: inclusione, parità di genere, valorizzazione dei giovani professionisti. Un albergo che rispetta queste dimensioni diventa più attrattivo per una clientela globale consapevole.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Altro elemento è il modo di promuovere la territorialità ed il suo contenitore. La promozione non potrà più basarsi solo su foto patinate e descrizioni standard ed il marketing turistico dovrà diventare <strong>storytelling autentico</strong>, raccontare le persone dietro la struttura, i legami con il territorio, le trasformazioni in atto. Le recensioni online, i social media e i micro-influencer locali saranno più potenti di qualsiasi campagna pubblicitaria tradizionale. E l’hotel dovrà imparare a generare contenuti costanti: blog, video, podcast, esperienze digitali che alimentano la community.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">In Italia continua a persistere il problema di sempre come la classica “spada di Damocle” a causa della estrema frammentazione del settore alberghiero italiano. Molte strutture familiari, spesso incapaci di affrontare investimenti significativi a causa di ristrettezza di vedute o per mancanza di risorse economiche, rischiano di restare indietro e servirà un grande sforzo di aggregazione, reti d’impresa, consorzi, forme di partnership pubblico-private. Eppure, la forza dell’Italia è proprio nella varietà delle sue strutture: piccoli alberghi diffusi nei borghi, grandi catene internazionali nelle città d’arte, resort balneari e montani. Se coordinata, questa ricchezza può diventare un modello unico al mondo: un turismo multiforme ma coerente, dove ogni ospite trova il suo spazio.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Guardando avanti, l’offerta alberghiera italiana dovrà muoversi su tre direttrici fondamentali:</span></div><ol><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Innovazione senza snaturamento</span></strong><span class="cf1">: portare la tecnologia al servizio dell’ospitalità senza perdere l’anima dell’accoglienza italiana.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Territorialità come valore aggiunto</span></strong><span class="cf1">: l’hotel deve diventare ambasciatore del territorio, intrecciando la propria identità con quella della comunità locale.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Sostenibilità integrata</span></strong><span class="cf1">: ambientale, sociale, economica. Non un “plus”, ma la base di ogni proposta.</span></span></li></ol><div><span class="fs14lh1-5">Il turismo mondiale è entrato in una fase nuova, più complessa, più competitiva, ma anche più ricca di opportunità. L’Italia ha tutte le carte in regola per restare al centro della scena, ma a una condizione che i suoi alberghi smettano di considerarsi meri custodi di camere e inizino a vedersi come <strong>laboratori di futuro</strong>.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il prossimo decennio sarà quello in cui la differenza la farà chi saprà unire radici e innovazione, tradizione e tecnologia, servizio e narrazione. In questo equilibrio, delicato ma possibile, si gioca il futuro dell’ospitalità italiana.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Sep 2025 08:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perché non introdurre un pagamento mensile delle tasse per i forfettari?]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Economia"><![CDATA[Economia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006B"><div><span class="fs14lh1-5">Ho scelto di pubblicare questa riflessione perché il tema tocca da vicino anche il comparto turistico e alberghiero. In questo settore, infatti, lavorano moltissimi professionisti che operano con partita IVA in regime forfettario: guide turistiche, accompagnatori, interpreti, fotografi, consulenti di marketing e comunicazione, formatori specializzati, organizzatori di eventi, agenzie incoming di piccole dimensioni, accompagnatori naturalistici, autisti NCC e perfino piccole strutture extralberghiere gestite in forma familiare. Tutte figure fondamentali per il buon funzionamento della filiera turistica, ma spesso schiacciate da un sistema fiscale che non dialoga con la realtà del loro lavoro quotidiano, fatto di stagionalità, incassi variabili e margini spesso sottili.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il regime forfettario, introdotto in Italia con l’obiettivo di semplificare la vita ai piccoli imprenditori e ai professionisti, è stato salutato come una conquista di civiltà fiscale. Aliquota chiara, riduzione della burocrazia, semplificazione contabile: questi i tre pilastri su cui si è retto e grazie ai quali centinaia di migliaia di partite IVA hanno trovato una via più sostenibile per avviare e gestire la propria attività tuttavia, dietro questa apparente linearità si cela una contraddizione che molti conoscono bene: il calendario fiscale.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il sistema attuale, infatti, non prevede che il forfettario paghi le imposte in modo progressivo e diluito seguendo il ritmo del proprio fatturato, al contrario, i versamenti si concentrano in due scadenze principali, a giugno e novembre, con saldo e acconto, una modalità che nasce da una logica tributaria antica, legata a modelli di riscossione ormai superati e che produce squilibri sempre più insostenibili in un contesto economico dove la liquidità e la capacità di pianificazione sono vitali.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Chi è in regime forfettario lo sa bene: il primo anno si paga poco o nulla, ma già dal secondo arriva la “mazzata”, perché al saldo si somma l’acconto sull’anno successivo, così può capitare di trovarsi a versare cifre spropositate, anche superiori al reddito realmente incassato nei mesi precedenti, con la conseguenza che non pochi professionisti finiscono in difficoltà o costretti a rateizzare. Nel turismo questo problema si amplifica: pensiamo a una guida turistica che concentra i guadagni in primavera ed estate e si trova a dover pagare imposte elevate in mesi in cui le entrate sono quasi azzerate non è un caso che uno dei problemi più comuni tra i piccoli autonomi sia la gestione dell’ansia legata al dover “tenere da parte” un gruzzolo per il fisco, senza però avere un vero strumento che li aiuti a farlo in modo ordinato e automatico.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">A questo punto la domanda è naturale: perché non introdurre un sistema di pagamento <b>mensile o bimestrale</b>, che segua il principio “paghi quando guadagni”? Non sarebbe più logico, più equo e più in linea con la realtà quotidiana delle partite IVA?</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il paragone con il modello anglosassone è illuminante. Nel Regno Unito, e in altri paesi che adottano il sistema <b>Pay As You Earn (PAYE)</b>, il concetto è semplice, le imposte vengono trattenute mese per mese, contestualmente alla maturazione del reddito. Un lavoratore dipendente riceve il netto in busta paga già al netto delle tasse mentre un autonomo versa contributi e imposte in maniera progressiva, calcolati sui ricavi reali e non su previsioni. È un meccanismo che garantisce una gestione equilibrata, riduce il rischio di insolvenze e soprattutto rende trasparente il rapporto tra reddito e fisco.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Traslare questo principio nel contesto italiano dei forfettari non è un’utopia, anzi, oggi esistono già gli strumenti tecnici per renderlo possibile. Con l’obbligo della <b>fatturazione elettronica</b> e il passaggio attraverso lo <b>SDI (Sistema di Interscambio)</b>, ogni singola fattura emessa da un professionista forfettario viene registrata in tempo reale dunque non solo l’Agenzia delle Entrate, ma anche i commercialisti hanno accesso a questi dati, con la possibilità di monitorare mese per mese l’andamento del fatturato.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Questo significa che il problema della verifica non esiste più e se fino a qualche anno fa si poteva obiettare che l’amministrazione non aveva strumenti rapidi per conoscere i ricavi effettivi di un forfettario, oggi questa scusa cade. Le fatture sono digitali, tracciate, consultabili e a maggior ragione considerando che il regime forfettario prevede un <b>tetto massimo di 85.000 euro annui di fatturato</b>, parliamo di numeri contenuti, facili da gestire e da verificare.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Immaginiamo dunque un sistema PAYE applicato ai forfettari: ogni mese o bimestrale, sulla base delle fatture emesse e incassate, viene calcolata la quota di imposta da versare. Se a gennaio fatturo 3.000 euro, pago il 15% (o il 5% se sono nei primi anni di attività) su quel valore. Se a febbraio fatturo meno, ad esempio 1.200 euro, pago la percentuale corrispondente, il tutto con un versamento snello, magari automatizzato tramite F24 digitale.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Certo, resta il nodo dei tempi di incasso. In Italia, salvo accordi specifici, il termine legale per pagare una fattura è di <b>30 giorni dal ricevimento della merce o del servizio</b>, tuttavia, chi lavora nel turismo sa bene che può capitare che una o più fatture vengano saldate oltre il mese, per ragioni legate alla stagionalità o ai ritardi degli operatori. In questi casi il rischio è evidente, dover comunque versare imposte su somme non ancora effettivamente incassate ma anche davanti a questa criticità, il principio di una tassazione dilazionata e “morbida” resterebbe valido, perché distribuire i pagamenti in maniera progressiva è comunque più sostenibile che concentrare tutto in due maxi-scadenze annuali.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Quali sarebbero i vantaggi? </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Prima di tutto la <b>sostenibilità psicologica ed economica</b>. Invece di vivere con l’incubo delle scadenze estive e autunnali, il professionista saprebbe di dover affrontare un impegno costante, diluito e proporzionato al proprio fatturato. Niente più “mazzate” da migliaia di euro in una sola volta, ma una gestione lineare della liquidità. In secondo luogo, ci sarebbe una maggiore <b>certezza gestionale</b>: il forfettario potrebbe programmare entrate e uscite sapendo che ogni mese dovrà accantonare una cifra precisa. Questo, a sua volta, rafforzerebbe la capacità di pianificazione a medio termine e ridurrebbe i casi di insolvenza o di evasione involontaria.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Un sistema mensile porterebbe anche benefici indiretti. Innanzitutto, migliorerebbe il rapporto tra Stato e contribuenti infatti una percezione di un fisco che accompagna, anziché punire, renderebbe più sereno e collaborativo il clima generale. Inoltre, diluendo gli incassi erariali lungo tutto l’anno, lo Stato stesso avrebbe flussi di cassa più regolari e prevedibili.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Naturalmente, ogni proposta di riforma incontra ostacoli. I primi riguardano la <b>burocrazia</b>: passare da un sistema di acconti e saldi a uno mensile/bimestrale richiederebbe un cambio radicale nelle procedure, nei software gestionali e nei rapporti con i commercialisti, c’è poi la questione dei costi. Un controllo mensile o bimestrale, anziché annuale, potrebbe tradursi in un aggravio di lavoro per gli studi professionali ma anche questo argomento perde di peso se si considera che oggi i commercialisti hanno accesso diretto allo SDI e possono monitorare i flussi in modo quasi automatico.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">E qui si apre un ulteriore spunto: perché non lasciare al contribuente la <b>scelta</b>? </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Chi ha un’attività con ricavi costanti durante l’anno potrebbe continuare a preferire la modalità classica di saldo e acconto, chi invece lavora in settori stagionali come il turismo, l’agricoltura o gli eventi, dove i guadagni sono concentrati in alcuni mesi, avrebbe tutto l’interesse a optare per un sistema PAYE che distribuisca il carico fiscale in maniera più equa e proporzionata ai flussi reali di cassa.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il vero ostacolo, più che tecnico, è culturale. L’Italia resta legata a un modello fiscale novecentesco, che ragiona in termini di previsioni, acconti e saldi ma è una resistenza che prima o poi dovrà essere superata, perché il mondo del lavoro autonomo sta cambiando e non può più permettersi di subire un sistema che penalizza proprio sul fronte più delicato: la gestione della liquidità.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">In conclusione, la questione non è se un sistema PAYE per i forfettari sia possibile, è già tecnicamente attuabile, grazie alla fatturazione elettronica e al tetto massimo di ricavi che rende i controlli gestibili, la vera domanda è quando e con quale coraggio politico si deciderà di affrontare il cambiamento. Perché se davvero il regime forfettario vuole essere un sostegno e non solo un’etichetta, deve garantire non solo aliquote agevolate e meno burocrazia, ma anche un sistema di pagamento equo, sostenibile e moderno. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Un sistema che non lasci i piccoli imprenditori del turismo — così come di altri settori — a temere il calendario, ma che li accompagni mese per mese nella loro crescita.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 08:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Hotel, è tempo di stipendi meritocratici?]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006A"><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Nel mondo dell’ospitalità ci sono </span><span class="cf1"></span><span class="cf1">temi che restano avvolti da un silenzio prudente, quasi fossero tabù da non toccare. Uno di questi è lo stipendio dei lavoratori d’hotel. È paradossale, tutti sanno che il cuore pulsante di una struttura non sono i muri, né i letti, né tantomeno i software di gestione, ma le persone che ogni giorno danno vita all’accoglienza. Receptionist, cameriere ai piani, addetti alla sala, cuochi, manutentori sono loro a determinare l’esperienza del cliente, a renderla positiva o negativa, a influenzare in maniera decisiva quelle recensioni che oggi valgono quanto una campagna pubblicitaria eppure proprio questi lavoratori continuano a vivere dentro un modello retributivo immobile, vecchio di decenni, fatto di stipendi fissi spesso al minimo sindacale, qualche straordinario pagato quando va bene e mance che in molti casi sono ormai un ricordo del passato.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La domanda, allora, sorge spontanea e vuole essere volutamente provocatoria: se lo schema fosse diverso? Se lo stipendio dei lavoratori d’hotel fosse composto da una base fissa più una percentuale legata ai risultati della struttura? Una sorta di partnership economica che trasformi i dipendenti in co-protagonisti del successo. Fantascienza, utopia, o una possibilità reale capace di scardinare vecchie certezze e aprire scenari nuovi? In fondo, perché un direttore commerciale o un revenue manager possono contare su bonus e incentivi e un receptionist no? Perché un cameriere di sala deve accontentarsi di un salario fisso quando la qualità del suo servizio incide direttamente sul punteggio delle recensioni e quindi sul volume delle prenotazioni? Perché un’addetta ai piani che rifà la camera con cura maniacale non può beneficiare, almeno in parte, del valore che sta generando per l’hotel?</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Gli imprenditori, va detto, hanno una risposta pronta, non si può trasferire il rischio d’impresa sul dipendente. Un’osservazione legittima, perché chi investe capitali si assume responsabilità che devono rimanere sue ma la provocazione non riguarda il rischio, bensì i benefici. Nessuno propone di togliere sicurezza economica ai lavoratori si tratta, piuttosto, di aggiungere un riconoscimento in più, una quota variabile che non sostituisce ma integra, una parte fissa garantita, dignitosa e sufficiente a vivere, e accanto ad essa una percentuale legata a parametri chiari e misurabili quindi non solo fatturato, che dipende anche da variabili esterne come l’andamento dei mercati o il meteo, ma recensioni online, upselling, tasso di ritorno della clientela, efficienza nella gestione delle risorse, riduzione degli sprechi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Pensiamo a cosa potrebbe cambiare. In un hotel dove ogni recensione positiva diventa anche una piccola soddisfazione economica, il sorriso non sarebbe più solo un gesto di cortesia ma un valore tangibile. In un contesto dove proporre un upgrade o un late check-out non è un compito imposto dall’alto ma un’occasione di guadagno condiviso, la motivazione crescerebbe in modo naturale. I vantaggi sarebbero evidenti, maggiore partecipazione, un senso di appartenenza più forte, riduzione del turnover e un’attenzione ai dettagli che oggi spesso sfugge perché invisibile agli occhi della proprietà ma non a quelli del cliente.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Certo, il modello avrebbe bisogno di regole precise per non trasformarsi nell’ennesimo strumento di sfruttamento. Il rischio, infatti, è che una quota variabile mal gestita diventi l’alibi per abbassare la base fissa e spingere i dipendenti a lavorare di più con la promessa di bonus irraggiungibili. Sarebbe il caporalato in versione elegante e questo va evitato a ogni costo. Perché il fisso deve restare il pilastro, la garanzia di dignità e stabilità, mentre la percentuale deve rappresentare un premio reale, ottenibile e proporzionato.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Fuori dall’Italia, esperienze simili esistono già. Nel mondo anglosassone, molte catene internazionali prevedono bonus collegati alla soddisfazione dei clienti o al raggiungimento di target collettivi, perfino nella ristorazione di fascia alta, in alcuni casi, una parte dello stipendio è legata al gradimento espresso dai clienti. In Italia, invece, la resistenza è soprattutto culturale. Qui il lavoro d’hotel viene ancora percepito come servizio esecutivo e invisibile, il cameriere che apparecchia, la cameriera che rifà i letti, il receptionist che consegna le chiavi, figure importanti ma viste come pedine sostituibili, non come partner di un’impresa. Portare un modello misto significherebbe ribaltare questa mentalità e riconoscere che anche chi lavora “in basso” contribuisce ai risultati “in alto”.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">E i lavoratori, come reagirebbero? Le voci sono contrastanti. Molti giovani, abituati a logiche meritocratiche e meno inclini ad accettare passivamente schemi rigidi, vedrebbero di buon occhio un sistema che consente di guadagnare di più se si lavora meglio, altri, invece, preferiscono la sicurezza, sapere esattamente quanto si guadagna a fine mese senza dover dipendere da variabili esterne. È un dibattito che divide, ma che dimostra quanto il tema sia vivo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">In definitiva, il nodo sta tutto qui, vogliamo dipendenti che timbrano il cartellino aspettando la fine del turno o collaboratori che hanno un interesse diretto nella crescita dell’hotel? Il settore alberghiero italiano non può continuare a lamentarsi di personale demotivato, stipendi bassi e difficoltà a trovare risorse senza mettere in discussione i modelli retributivi, forse la via di uscita è proprio in un equilibrio nuovo, un fisso che garantisca dignità e una percentuale che restituisca orgoglio, senso di appartenenza e partecipazione ai risultati.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Sarebbe una piccola rivoluzione, certo, forse utopica, forse prematura, ma necessaria almeno come discussione perché se un hotel funziona, se cresce, se conquista recensioni e clienti, il merito non è mai solo del proprietario, è di tutti, dal direttore al ragazzo che sparecchia i tavoli. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">E allora perché continuare a far finta che non sia così?</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 13:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Agosto salvato dagli arrivi dall’estero: tra il 1° e il 18, il 53% dei turisti è straniero]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000069"><div>Agosto ha ritrovato ossigeno grazie ai viaggiatori internazionali. Tra il 1° e il 18 del mese, la componente straniera ha toccato il 53% degli arrivi complessivi, riequilibrando una stagione che, specie sulle coste, ha sofferto i giorni feriali e ha visto gli italiani concentrarsi sui soli weekend o scegliere l’estero per prezzi più competitivi. Il dato – diffuso in queste ore da più rilevazioni sul periodo di Ferragosto – si inserisce in un quadro di crescita degli arrivi complessivi di inizio mese (+9,3% sul 2024 in molte stime operative), confermando il ruolo anticiclico della domanda inbound. (dati presenti su<span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Discussione</span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">notiziario</span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">eolie.it</span>)</div><div>La tendenza è coerente con gli indicatori che accompagnano l’estate 2025: già nei primi undici giorni di agosto, il Viminale ha registrato quasi 7,95 milioni di arrivi, +13,1% anno su anno, segnale di una domanda robusta che ha trovato nella componente estera il suo motore principale. A livello di prodotto, ad andare forte non sono solo le città d’arte, si è vista una buona tenuta delle località di montagna e un andamento più incerto dei litorali, penalizzati dal caro-prezzi e da una maggiore sensibilità al meteo e al budget delle famiglie italiane.(dati presenti su<span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sky TG24</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Adnkronos</span>)</div><div>Perché proprio gli stranieri hanno “salvato” agosto? La spiegazione è duplice. Sul lato dell’offerta, l’Italia è rimasta una destinazione desiderabile e ben connessa infatti ENIT stimava a inizio estate 27 milioni di passeggeri attesi negli aeroporti italiani nel quadrimestre caldo, di cui quasi 19 milioni in arrivo dall’estero, sostenuti da una rete di collegamenti e da una programmazione voli più estesa rispetto all’anno scorso. Sul lato della domanda, la capacità di spesa del turista internazionale – soprattutto extra UE – si conferma superiore, secondo le elaborazioni sulla bilancia turistica, la spesa degli stranieri in Italia resta nettamente più alta di quella degli italiani all’estero, fattore che aiuta margini e tenuta dei conti di strutture e destinazioni. (dati presenti su<span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">ENIT</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sky TG24</span>)</div><div>Intanto, sul fronte domestico, la fotografia è meno lineare. Le famiglie italiane hanno accorciato i soggiorni, concentrandosi su partenze brevi e spesso nel fine settimana, un modello che svuota i lidi nei giorni lavorativi e rende più difficile per i balneari stabilizzare ricavi e turn over dei servizi. Diversi osservatori hanno sottolineato il peso del carovita sul potere d’acquisto, più italiani scelgono mete estere percepite come più convenienti o quando restano in Italia, diluiscono la spesa e riducono le notti. È un cambio di abitudini che ridisegna il cuore della stagione e obbliga le imprese a ripensare prezzi e pacchetti. (vedi<span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">El País</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il Post</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Corriere della Sera</span>)</div><div>Guardando ai numeri di contesto, le associazioni di categoria indicano per l’estate un volume complessivo di presenze sostanzialmente stabile o in lieve crescita, con una flessione della componente domestica parzialmente compensata dall’inbound. Le stime tra giugno e agosto parlano di oltre 100 milioni di presenze, con un contributo estero in aumento soprattutto da Francia, Germania e Paesi Bassi, proprio questi mercati hanno sostenuto agosto nelle settimane chiave, innestandosi su flussi aerei e stradali consolidati. Il segnale è chiaro, l’Italia resta altamente competitiva presso il pubblico europeo, mentre la domanda interna si muove in modo selettivo. (v.<span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Open</span>)</div><div>Il dato del 53% di quota straniera nei primi diciotto giorni del mese va quindi letto come una cartina di tornasole di tendenze più profonde, in atto da mesi. Istat già nel primo trimestre dell’anno indicava, per la prima volta in maniera strutturale, una prevalenza di presenze straniere su quelle dei residenti (51,6%), un indizio che la stagione avrebbe potuto contare sul paracadute dell’inbound nelle fasi più delicate. L’agosto 2025 ha confermato questa dinamica, offrendo una boccata d’aria a molte imprese e amministrazioni locali impegnate a far tornare i conti in un contesto di costi energetici e del lavoro in crescita.(v.<span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Istituto Nazionale di Statistica</span>)</div><div>Le implicazioni operative sono evidenti:</div><div>- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;la programmazione commerciale deve guardare con ancora maggiore attenzione ai mercati source di prossimità (Germania, Francia, Svizzera, Austria, Paesi Bassi) e consolidare canali di vendita diretta in lingua, con pricing dinamico e politiche di cancellazione chiare.</div><div>- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;servono prodotti più segmentati – family-friendly e premium – e servizi ancillari capaci di far crescere lo scontrino medio nelle giornate feriali (esperienze, ristorazione di qualità, sport acquatici soft, micro-eventi serali).</div><div>- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;il coordinamento territoriale con aeroporti, DMO e trasporti locali diventa decisivo per convertire i flussi in arrivi reali sulle coste meno battute. In un mercato dove gli italiani comprimono durate e budget, l’internazionale è la leva che stabilizza ricavi e occupazione.</div><div>Resta il nodo dei lidi balneari: l’alternanza pieno-vuoto tra weekend e feriali rende fragile la gestione. Qui l’inbound può essere agganciato con offerte “midweek” dedicate agli stranieri che pianificano all’ultimo, con comunicazione real time in lingua e partnership con hotel e tour operator delle città vicine. La fidelizzazione passa da comfort tangibili (ombrelloni più distanziati, docce gratuite, aree family) e dall’inclusività dei servizi (accessi e attrezzature per persone con mobilità ridotta) mentre sul prezzo si può lavorare con fasce orarie e membership stagionali per attenuare la percezione di caro-lido. Sono scelte micro ma con effetti macro su tasso di occupazione e marginalità.</div><div>In conclusione, l’agosto 2025 racconta un’Italia turistica che regge grazie alla domanda internazionale. I numeri delle prime settimane del mese, con la quota di stranieri al 53% e gli arrivi in crescita, confermano che il brand Paese è solido, ma anche che il mercato domestico va riconquistato con politiche di prezzo più intelligenti e prodotti più aderenti ai nuovi comportamenti di viaggio. Chi saprà leggere questo doppio segnale – presidiare l’inbound e ritarare l’offerta per gli italiani – potrà trasformare un “agosto salvato” in un autunno sostenibile e in una programmazione 2026 più resiliente. (v.<span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Discussione</span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">notiziario</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">eolie.it</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sky TG24</span>)</div><div>Il dato del 53% di quota straniera tra il 1° e il 18 agosto 2025 proviene da rilevazioni diffuse a ridosso di Ferragosto. Per il quadro generale sono stati considerati anche i dati di Ministero dell’Interno, ENIT, Banca d’Italia e analisi di settore citate. (v.<span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Discussione</span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">notiziario</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">eolie.it</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sky TG24+1</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span style="text-decoration-style: solid; text-decoration-color: rgb(10, 102, 194);" class="fs12lh1-5 cf1 ff1">ENIT</span>)</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 10:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lidi e stabilimenti balneari: è necessario un ricambio gestionale]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000068"><div><span class="fs14lh1-5">𝗟’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗹𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗶 𝗹𝗶𝗱𝗶 𝗯𝗮𝗹𝗻𝗲𝗮𝗿𝗶 𝗲̀ 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗰𝘂𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 𝗲 𝘀𝘂𝗶 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝗠𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗮 𝗺𝗶𝗼 𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝗼, 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗺𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝘃𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗹𝗶𝗰𝗵𝗲́ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗿𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗿𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗿𝗲𝗽𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗿𝗲𝗻𝗱. 𝗜𝗻 𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗮 𝘃𝗶 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝘁𝗼𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗼𝗱𝗶𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗮𝗱 (𝘃𝗼𝗹𝗲𝗿) 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗶𝗻 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝗨𝗻 𝗮𝗰𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗽𝗹𝗮𝗻 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗲 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘁𝗲: </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝟭. 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗖𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲 𝘁𝗮𝗿𝗶𝗳𝗳𝗲 𝗱𝗶𝗻𝗮𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗼 𝗮𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮 (𝗲𝘀. 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗺𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝗶𝗻𝗶 𝗼 𝗻𝗲𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶). </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝗢𝗳𝗳𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗽𝗮𝗰𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗼 𝗮𝗯𝗯𝗼𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗰𝗮𝗹𝗺𝗶𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼. 𝗜𝗻𝘁𝗿𝗼𝗱𝘂𝗿𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝘂𝗹𝗮 “𝗽𝗮𝘆-𝗽𝗲𝗿-𝘂𝘀𝗲” 𝘀𝘂 𝘀𝗱𝗿𝗮𝗶𝗼 𝗲 𝗼𝗺𝗯𝗿𝗲𝗹𝗹𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗿𝗲. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝟮. 𝗘𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗼𝗺𝗯𝗿𝗲𝗹𝗹𝗼𝗻𝗲 </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝗔𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝘃𝗲: 𝘀𝘂𝗽, 𝗸𝗮𝘆𝗮𝗸, 𝗯𝗲𝗮𝗰𝗵 𝘃𝗼𝗹𝗹𝗲𝘆, 𝘆𝗼𝗴𝗮 𝗶𝗻 𝘀𝗽𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗹𝗯𝗮. 𝗦𝗲𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗮 𝘁𝗲𝗺𝗮: 𝗰𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮, 𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮𝗹𝗶, 𝗱𝗲𝗴𝘂𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. 𝗘𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶: 𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶, 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶, 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗵𝗲. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝟯. 𝗠𝗮𝗿𝗸𝗲𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗿𝗮𝘁𝗼 </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝗖𝗮𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 𝗴𝗲𝗼𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗲 𝗹𝗮𝘀𝘁 𝗺𝗶𝗻𝘂𝘁𝗲. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝗖𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗺𝗶𝗰𝗿𝗼-𝗶𝗻𝗳𝗹𝘂𝗲𝗻𝗰𝗲𝗿 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗶 𝗮𝗹 𝘁𝗮𝗿𝗴𝗲𝘁 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲. 𝗖𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗪𝗵𝗮𝘁𝘀𝗔𝗽𝗽 𝗼 𝗧𝗲𝗹𝗲𝗴𝗿𝗮𝗺 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗰𝗹𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘂 𝗺𝗲𝘁𝗲𝗼, 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝟰. 𝗔𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝗣𝗮𝗰𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗵𝗼𝘁𝗲𝗹 𝗲 𝗕&amp;𝗕 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝗱𝗮𝗻𝗼 𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮𝗹 𝗹𝗶𝗱𝗼. 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗼𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗱𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 (𝗲𝘀𝗰𝘂𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 + 𝗺𝗮𝗿𝗲). </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝟱. 𝗔𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗳𝗼𝗿𝘁 </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝗠𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶: 𝗱𝗼𝗰𝗰𝗲 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗲, 𝘇𝗼𝗻𝗲 𝗱’𝗼𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗲𝘅𝘁𝗿𝗮, 𝗪𝗶-𝗙𝗶 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗼. 𝗖𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗿𝗲𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝘃𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗿𝗶𝗱𝗼𝘁𝘁𝗮 (𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗼). 𝗢𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝗿𝗶.</span></div><div> <span class="fs14lh1-5">𝟲. 𝗥𝗶𝗱𝘂𝗿𝗿𝗲 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗻𝗶 </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝗜𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝘁𝗲𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝘁𝗼, 𝗼𝗳𝗳𝗿𝗶𝗿𝗲 “𝗯𝘂𝗼𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮” 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗲. 𝗔𝗺𝗽𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝘁𝘁𝗶𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗲 𝗻𝘂𝘃𝗼𝗹𝗼𝘀𝗲 (𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗺𝗮𝗿𝗲, 𝗮𝗿𝗲𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘅, 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗼𝗼𝗿). </span></div><div><span class="fs14lh1-5">𝗨𝗻 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗳𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗮 𝗺𝗶𝗼 𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝗼, 𝘂𝗻’𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗲 𝗺𝗮 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗿𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗵𝗮 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼, 𝗰𝗵𝗶𝘂𝘀𝗼 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗲𝗹𝗹𝗲𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗮𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗶. 𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗿𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗱𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 (𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗱𝗲𝗿𝗼𝗴𝗮) 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗲.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Aug 2025 09:58:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Case a un euro: perché il progetto non riesce a decollare?]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Economia"><![CDATA[Economia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000067"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel silenzio sospeso di tanti
borghi italiani svuotati dal tempo, un’idea ha fatto parlare di sé in tutto il
mondo: quella di vendere case a un euro. Un gesto simbolico, forte, che
prometteva non solo un tetto a prezzo irrisorio, ma un’intera filosofia di
rinascita, un'Italia che si rialza, che si reinventa partendo dalle sue ferite:
i paesi abbandonati, le case murate, i bambini mai nati, gli anziani rimasti a
presidiare i ricordi.</span><br></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il progetto delle “case a un
euro” nasce ufficialmente alla fine degli anni Duemila, ma è solo nel decennio
successivo che si trasforma in fenomeno mediatico globale, telegiornali
americani, blog di viaggiatori australiani, influencer giapponesi, riviste
tedesche, tutti affascinati dall’idea di comprare una casa in Italia al prezzo
simbolico di una moneta da un euro. Una trovata di marketing territoriale tanto
semplice quanto potente ma, come spesso accade, la realtà è più complessa della
suggestione.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">A distanza di anni, la
domanda è lecita: perché il progetto non è mai decollato davvero, se non in
pochissime eccezioni? Dove si è inceppato quel sogno così fotogenico, così
appetibile per i giornali e così apparentemente vantaggioso per i territori
coinvolti?</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La risposta, come sempre in
Italia, sta nei dettagli e nei dettagli, spesso, si nasconde il diavolo.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">L’idea in sé è affascinante:
il comune mette a disposizione immobili disabitati o abbandonati, ottenuti
attraverso rinunce ereditarie, donazioni, oppure tramite accordi con
proprietari che non vogliono più pagare IMU o manutenzioni. Il prezzo simbolico
serve a sancire un patto: l’acquirente deve impegnarsi a ristrutturare
l’immobile entro un termine stabilito (di solito due o tre anni) e, in alcuni
casi, a risiedervi stabilmente o ad aprirvi un’attività. Tuttavia, quello che
sulla carta sembra un accordo win-win dove il borgo recupera e l’acquirente
ottiene una casa, nella pratica si scontra con ostacoli che pochi immaginano,
soprattutto tra chi arriva da oltre confine con il sogno dell’Italia da
cartolina.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Innanzitutto, la burocrazia! &nbsp;Avviare un progetto di ristrutturazione in
Italia non è mai banale, tra vincoli paesaggistici, norme antisismiche, piani
regolatori spesso obsoleti e una giungla di permessi edilizi, anche il più
determinato degli stranieri si trova facilmente disorientato. In molti comuni
non esiste un servizio di assistenza dedicato, né una regia tecnica che
accompagni passo-passo l’acquirente. Chi compra si ritrova da solo, alle prese
con geometri, ingegneri, moduli in italiano, richieste di documenti, scadenze
poco chiare. Il sogno si trasforma in fatica, e spesso si spegne ancora prima
di cominciare.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Poi ci sono i costi reali,
che sono ben diversi dall’euro simbolico! Ristrutturare una casa antica in un
centro storico può facilmente costare decine di migliaia di euro. I lavori
devono rispettare vincoli stilistici, usare materiali specifici, e molto spesso
richiedono interventi strutturali complessi. A questi costi si aggiungono
quelli notarili, catastali, assicurativi, e in alcuni casi una fideiussione
bancaria da depositare a garanzia dell’impegno.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ma il vero nodo, quello che
molti borghi non hanno voluto affrontare, è che una casa non basta per far
tornare la vita. L’errore strutturale del progetto è stato pensare che bastasse
vendere edifici per ripopolare comunità ma le persone non si trasferiscono solo
per un tetto, lo fanno per una rete di servizi, per opportunità lavorative, per
infrastrutture, per scuola e sanità, per mobilità e connessioni digitali. In
molti dei paesi che hanno avviato il progetto, questi elementi sono mancati, le
scuole erano già chiuse, i negozi svaniti, le strade impervie, la rete internet
assente. Come si può pensare di trattenere una famiglia giovane, un
imprenditore, un artista, se tutto attorno è vuoto o inaccessibile?</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Non va dimenticato poi che
molte di queste case sono ruderi veri e propri, non abitazioni semplicemente
trascurate con tetti crollati, mura compromesse, impianti inesistenti. Case che
nessuno ha più abitato da mezzo secolo e dunque la loro ristrutturazione non è
un intervento cosmetico ma un'opera di ricostruzione profonda, complessa,
costosa, spesso proibitiva per chi pensava di vivere un’avventura romantica tra
le colline.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">E infine, c’è l’elemento
umano e organizzativo: la gestione locale. In molti comuni, pur animati da
buone intenzioni, è mancata una visione strategica, una professionalità
adeguata, una capacità di fare sistema. L’iniziativa è stata trattata come
un’operazione spot, buona per far parlare del paese sui giornali, ma non inserita
in un disegno più ampio di rigenerazione territoriale, non si è pensato a
creare reti di imprese locali pronte a supportare le ristrutturazioni, non si è
costruita una proposta integrata fatta di accoglienza, turismo, coworking,
attività culturali. Il risultato è che molti progetti si sono arenati,
lasciando dietro di sé solo qualche titolo e poche case davvero recuperate.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ci sono però alcune eccezioni
virtuose che mostrano come il progetto possa funzionare, se accompagnato da una
regia intelligente come Gangi in Sicilia, Sambuca, Ollolai in Sardegna. Borghi
che hanno saputo abbinare la vendita delle case a un euro a strategie di
promozione turistica, eventi, incentivi, reti professionali, investimenti
paralleli. Dove c’è stata una visione e un’assistenza reale per chi acquistava,
sono arrivati risultati ma si tratta ancora di mosche bianche in un panorama
frammentato e spesso improvvisato.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Forse è giunto il momento di
cambiare paradigma, non pensare più alla “casa a un euro” come a un prodotto da
vendere, ma al borgo come progetto di vita da costruire, offrire a chi arriva
non solo un immobile, ma un’opportunità di lavoro, di comunità, di creatività.
Pensare a modelli di abitare sostenibile, dove la casa è solo una parte di un
ecosistema fatto di relazioni, servizi, bellezza e funzionalità.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Perché la vera sfida non è
vendere case, <u>ma ricostruire luoghi dove valga la pena abitare,</u> con
tutto ciò che questo comporta e finché non si affronterà questa complessità con
competenza, visione e coraggio, l’Italia continuerà a vendere sogni a un euro ma
a un prezzo, spesso, troppo alto da pagare per chi ci crede davvero.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 07:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ricatto digitale: quando gli influencer minacciano l’ospitalità]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000065"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nell’attuale ecosistema dell’ospitalità, dominato da una comunicazione rapida, visuale e digitale, il rapporto tra albergatori e influencer si è progressivamente intensificato, trasformandosi da occasione di visibilità in una relazione spesso ambigua, a tratti pericolosa. I social network hanno offerto al mondo alberghiero una vetrina inedita e potenzialmente potente: una recensione su Instagram, una story ambientata nella hall, un reel girato in piscina possono, in pochi secondi, raggiungere migliaia di potenziali clienti. Non c’è struttura ricettiva che oggi non sia stata almeno una volta contattata da chi si propone come influencer o content creator, chiedendo un soggiorno gratuito, una cena, un massaggio spa o altri servizi in cambio di visibilità digitale. In teoria, nulla di illegittimo, in quanto la collaborazione tra un hotel e un professionista dell’immagine può generare risultati positivi, se fondata su obiettivi chiari, pubblico coerente e reciproca valorizzazione ma nella realtà, questo equilibrio si spezza sempre più spesso.</span><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Accade infatti che, di fronte a un rifiuto giustificato, ponderato o semplicemente dovuto all’assenza di interesse, alcuni sedicenti influencer reagiscano in modo scomposto. Le testimonianze raccolte da numerosi operatori del settore parlano di recensioni negative pubblicate a distanza di poche ore, spesso su piattaforme come TripAdvisor, Google o Booking, da profili che non risultano aver mai soggiornato nella struttura, altri raccontano di attacchi via social, con post denigratori, messaggi privati ai follower o accuse di “scarsa disponibilità” da parte della struttura. In alcuni casi si tratta di semplici tentativi di intimidazione, in altri di vere e proprie strategie di pressione psicologica, dove la promessa implicita è che chi rifiuta la collaborazione deve aspettarsi un danno reputazionale.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Si tratta, a tutti gli effetti, di un nuovo tipo di minaccia, meno tangibile rispetto a quelle classiche, ma altrettanto insidiosa. Il cosiddetto micro-ricatto reputazionale, infatti, agisce nell’ombra dell’algoritmo, colpendo la percezione pubblica di una struttura senza offrire all’albergatore reali strumenti di difesa immediata. Le piattaforme di recensione, pur dotate di policy che proibiscono abusi e falsificazioni, sono spesso lente nell’intervenire o restie a cancellare contenuti sospetti, soprattutto quando mascherati da giudizi “soggettivi”.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La difficoltà principale, però, non risiede solo nella risposta alle aggressioni, ma nella prevenzione, infatti molti albergatori, pur avvertendo la fragilità di questo sistema, si trovano costretti a scegliere tra due mali: accettare la collaborazione, anche se priva di ritorno concreto, oppure affrontare il rischio di una recensione velenosa e gratuita. Si tratta di una dinamica che crea frustrazione, disorientamento e una sensazione diffusa di vulnerabilità.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Eppure, esistono contromisure concrete. È fondamentale dotarsi di un protocollo interno chiaro, capace di regolamentare qualsiasi proposta di collaborazione. Questo documento dovrebbe prevedere l’obbligo per chi si propone di fornire un media kit completo, dati reali di engagement, analisi del pubblico e referenze professionali precedenti ed inoltre, dovrebbe specificare che ogni eventuale collaborazione è soggetta a una valutazione strategica, in linea con l’identità del brand e gli obiettivi di comunicazione della struttura. Una volta selezionati, i partner digitali devono essere considerati tali, non ospiti di favore, e trattati con lo stesso rigore professionale che si applica a un fotografo o a un consulente di marketing.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Accanto a questo approccio strutturato, diventa indispensabile monitorare attivamente la reputazione online, utilizzando strumenti dedicati di web reputation e, se necessario, avvalendosi del supporto legale per fronteggiare eventuali contenuti diffamatori. Un altro aspetto spesso sottovalutato è la formazione del personale. Il ricevimento, così come la direzione, dovrebbe essere preparato a rispondere in modo fermo ma cortese, documentato e strategico, alle richieste più discutibili, evitando reazioni emotive o comunicazioni approssimative che possono aggravare la situazione.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">È altresì essenziale che l’albergatore non si senta solo in questa battaglia silenziosa. Le associazioni di categoria dovrebbero fare rete, condividere segnalazioni, costruire banche dati affidabili e promuovere una cultura della collaborazione digitale basata su etica, trasparenza e verifica. Non è sufficiente difendersi: occorre agire in modo proattivo, selezionando influencer che condividano davvero i valori della struttura, e costruendo narrazioni indipendenti, capaci di raccontare l’anima dell’hotel senza dipendere da endorsement esterni.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il mondo degli influencer, come ogni altro settore, ha bisogno di una regolamentazione matura, di codici etici condivisi e di una distinzione netta tra professionisti e opportunisti ma fino a quando questo non accadrà, resta alla responsabilità dell’albergatore proteggere con determinazione la propria reputazione, non come scudo difensivo, ma come espressione del proprio valore, costruito ogni giorno con lavoro, coerenza e rispetto.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Perché la vera recensione, quella che trasforma un soggiorno in un’esperienza indimenticabile non nasce da un like o da una story, ma dalla qualità autentica dell’accoglienza, quella che nessun algoritmo può misurare e nessuna recensione può comprare.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 12:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dietro le quinte dell’accoglienza: la vita vera di chi lavora in hotel]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000063"><div><span class="fs14lh1-5">Quando entri in un hotel, che sia un boutique hotel
di lusso a Roma, un resort affacciato sulla spiaggia di Gaeta o un business
hotel nel centro di Milano, la prima cosa che percepisci è l’armonia. Un saluto
cordiale al check-in, una stanza perfettamente pulita, un profumo sottile
nell’aria, un sorriso gentile al buffet della colazione. È la facciata elegante
di un’industria che vive di dettagli ma che spesso nasconde dietro le quinte
una realtà fatta di sacrificio, turni massacranti, vite spezzate in mille fusi
orari emotivi.</span><br></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Questo è un viaggio immaginario ma vero nel
backstage dell’Ospitalità dove le storie non sono scritte nei dépliant ma nella
pelle e nella memoria di chi lavora ogni giorno per rendere il soggiorno altrui
una parentesi perfetta. Ho cercato di dare un volto e una storia immaginaria ma
veritiera, alle mille storie alle quali ho assistito e ascoltato nei tanti anni
di vita professionale. Tutte uguali e votate al sacrificio più immane,
un atto di rinuncia spesso compiuto per un “amore infinito” verso una
professione dove la perdita di qualcosa di prezioso, come il tempo e gli
affetti cari è scontata!</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Giovanni ha 54 anni e da 35 lavora in cucina.
"Non ho mai fatto una Pasqua con mia moglie. Natale? A volte ci vediamo
per un caffè il 26 pomeriggio", dice sorridendo mentre accende la cappa e
affila il coltello. Lavora in un hotel a cinque stelle a Taormina, dove la
vista è poesia, ma la cucina è guerra: inizia alle 6, finisce alle 23. Le pause
sono una chimera. "La parte più dura non è cucinare per 120/150 coperti,
ma stare sempre in piedi, con il sorriso che devi cucirti addosso anche se hai
il ginocchio a pezzi e non parli con tuo figlio da tre settimane." Gli
chef degli hotel non sono quelli dei reality show, sono soldati e vivono dentro
celle frigorifere d’estate e in una sauna d’inverno, hanno il viso segnato dal
vapore e le mani bruciate dall’olio. "A fine stagione ci si guarda in
faccia e non ci si riconosce", aggiunge, eppure, Giovanni torna ogni anno
"perché un Ospite che ti dice grazie per quel risotto, te lo porti dentro
fino all’inverno."</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Elisa ha 29 anni, lavora in un hotel a Roma, a due
passi da via Veneto. Laurea in lingue, master in hospitality, parla quattro
lingue fluentemente. "Ma qui devi parlare soprattutto il linguaggio della
pazienza", dice. Turni anche di notte, clienti arroganti, viaggiatori
distratti, manager che pretendono l’impossibile. "Una volta ho trovato una
coppia tedesca che piangeva in reception: avevano perso il portafoglio. Gli ho
pagato il taxi di tasca mia." La reception è l’epicentro emotivo di un
hotel, Elisa sorride quando arriva il pullman dei giapponesi alle 22, anche se
è lì dalle 7 del mattino. "Una volta una signora anziana si è persa in
città, ha chiamato in lacrime, sono uscita io, a piedi, e l’ho riportata
indietro." Di queste cose non si scrive nei report di brand reputation
eppure sono la vera essenza dell’accoglienza. Dietro ogni sorriso c’è una
stanchezza sopita, un fidanzato lasciato, una madre che vive lontana. "A
volte mi sento un’attrice sul palco, ma quel palco è casa mia, ma mi piace
pensare che sto aiutando qualcuno a sentirsi accolto."</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">C’è un’intera umanità che lavora mentre gli altri
escono a fare colazione: sono le cameriere ai piani, oggi chiamate
"governanti" per rispetto, anche se il rispetto spesso resta solo
sulla carta. Maria viene da Quito, Ecuador. Lavora in un grande hotel sul
litorale laziale, pulisce 18 camere al giorno, "che poi sono 20 perché il
gruppo francese arriva in anticipo. "Non c’è ascensore di servizio, si
fanno le scale con carrelli da 40 kg. ho avuto due ernie, ma se dici che stai
male, ti cambiano con un’altra. Molte cameriere non sono in regola, alcune
vengono da cooperative che le “affittano” agli hotel, con contratti da brividi.
Noi siamo come le formiche, lavoriamo senza far rumore, senza sporcare, senza
fermarci, ma se smettiamo, tutto si ferma" Le loro mani sono veloci, le
gambe gonfie, i cuori lontani. "Mio figlio ha 9 anni, è in Colombia, gli
mando vocali la sera mentre piego gli asciugamani." Le governanti sono le
vere registe della qualità alberghiera eppure, i Clienti spesso non sanno
neppure che esistono.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Andrea lavora in un hotel di lusso di Amalfi è
barman da 15 anni e ha il dono raro dell’ascolto. "In un bar d’albergo la
gente si confessa. C’è chi racconta la sua infelicità, chi la sua infedeltà,
chi brinda a un figlio appena nato o a un divorzio appena firmato. Il bancone è
una specie di confessionale laico! Una volta un Cliente tedesco veniva ogni
sera e beveva lo stesso cocktail guardando il mare, dopo una settimana mi ha
detto che veniva lì per sentire la voce di sua moglie, morta da poco. Diceva
che il mare parlava." Andrea lavora dalle 17 alle 2, a volte anche di più,
nessuna domenica libera da aprile a ottobre ma ogni bicchiere versato è un
gesto d’amore e ogni brindisi è un ponte tra mondi. Quando esce dal lavoro, la
città dorme, i suoi amici che non riesce mai a vedere, hanno vite “normali”.
Lui vive tra shaker e parole non dette!</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Aldo ha 61 anni, ha fatto il portiere di notte per
40. "Vedi passare la vita, come nei film, ma sei tu, fermo, che guardi il
tempo correre." Lavora in un albergo quattro stelle a Roma dice che la
notte è la vera prova dell’accoglienza. "Se c’è un’emergenza, sei solo.
Una volta ho salvato la vita ad un Cliente in preda a un attacco cardiaco,
grazie al corso di primo soccorso a cui annualmente partecipo: si era sentito
male proprio davanti la reception. Ancora oggi mi scrive messaggi di infinite
grazie” Il portiere di notte conosce tutto: le scappatelle, i pianti nei
corridoi, le solitudini che si travestono da vacanze. "A volte accendo la
musica a basso volume nella hall, metto il “Notturno” di Chopin così sembra che
anche l’hotel dorma con me."</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La vita degli stagionali invece è una vera e
propria corsa a ostacoli. Marco ha 24 anni e lavora nei villaggi turistici da
quando ne ha 19. "Sei pagato per far sorridere, anche se dormi 4 ore e
mangi al volo. Animatore, cameriere, addetto alle escursioni, facciamo tutto ma
a settembre scompariamo nel senso che nessuno si ricorda più di noi. Molti
vivono in alloggi condivisi, spesso arrangiati, lontani dagli standard
dell’hotel in cui lavorano, alimentiamo in modo preponderante il fatturato
della struttura e nemmeno un grazie a fine stagione” Eppure, Marco sogna di
aprire un piccolo B&amp;B "per far sentire gli Ospiti ben accolti, come io
non mi sono mai sentito"</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Dietro ogni stanza perfetta c’è una governante che
ha stretto i denti per non cedere alla stanchezza, dietro ogni cocktail c’è un
barman che sa ascoltare più di uno psicologo, dietro ogni pasto servito c’è uno
chef che ha sacrificato metà della sua vita. L’hotel è un organismo vivente e
il suo battito viene da queste persone invisibili. La retorica dell’ospitalità
spesso parla di brand reputation, di customer journey ma la verità è che <b>un
hotel vive soprattutto “per il cuore” di chi ci lavora</b> e il futuro del
settore, se vuole essere davvero sostenibile, non può prescindere dal
riconoscimento di questo capitale umano. Bisognerebbe raccontarli di più questi
volti, farli uscire dall’anonimato dando loro la parola e metterli in prima
pagina accanto alle stelle dell’hotel perché <b>le vere stelle sono loro</b>:
uomini e donne che ogni giorno dietro le quinte, rendono il mondo
dell’accoglienza un posto dove sentirsi, finalmente a casa.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 17:14:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gaeta, una destinazione tra mare e memoria]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000062"><div>Incastonata tra il Mar Tirreno e le propaggini meridionali del Lazio,<strong> Gaeta </strong>si presenta come un luogo sospeso tra storia, natura e spiritualità. Non è soltanto una meta balneare, ma un autentico palinsesto di epoche, popoli e tradizioni che si stratificano in ogni pietra, in ogni scorcio, in ogni sapore. Le origini della città affondano nel mito: secondo Virgilio, il nome Gaeta deriverebbe dalla nutrice di Enea, Caieta, qui sepolta ma è con l’età romana che Gaeta assume i contorni di una località privilegiata, scelta dalle famiglie patrizie per l’edificazione di sontuose ville marittime, le cui rovine punteggiano ancora oggi la costa. In epoca medievale, divenne punto strategico conteso da Bizantini, Longobardi e poi Normanni, fino a trasformarsi in uno dei più importanti centri fortificati del Regno di Napoli.</div><div>Gaeta è anche cultura popolare e memoria civile, la sua posizione strategica la rese protagonista di importanti eventi storici, tra cui l’assedio del 1860-61, durante il quale Francesco II di Borbone resistette per mesi alle truppe piemontesi, in quel momento Gaeta fu a tutti gli effetti la seconda capitale del Regno delle Due Sicilie, ultimo baluardo della dinastia borbonica. L’assedio, che si concluse con la capitolazione il 13 febbraio 1861, rappresenta uno degli episodi più drammatici e controversi del Risorgimento italiano. A differenza della narrazione ufficiale, che dipinge l’unificazione come un processo naturale e condiviso, l’episodio di Gaeta ci ricorda che l’annessione del Regno delle Due Sicilie fu il risultato di una guerra non dichiarata, condotta contro uno Stato sovrano che, nel corso dei secoli, aveva contribuito enormemente allo sviluppo culturale, scientifico e commerciale del Mediterraneo. L’epilogo dell’unificazione passò dunque per le ferite di una città bombardata e isolata, ma mai piegata nello spirito.</div><div>L’architettura della città è una narrazione a cielo aperto: il Castello Angioino-Aragonese, che domina il promontorio, è testimonianza visiva delle varie dominazioni succedutesi, mentre la Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano con il suo imponente campanile romanico, racconta la profonda vocazione religiosa della città. Altrettanto significativa è la Chiesa di San Giovanni a Mare, costruita su un edificio di culto paleocristiano e poi trasformata in epoca romanica, con le sue cupole maiolicate e il suggestivo affaccio sul porto. Uno dei luoghi più evocativi resta senza dubbio il Santuario della Montagna Spaccata, incastonato tra le fenditure della roccia a picco sul mare dove la leggenda vuole che la montagna si sia spaccata nel momento della morte di Cristo, rendendo questo luogo uno dei più carichi di spiritualità di tutto il Sud Italia. Eppoi, la Grotta del Turco, con le sue acque profonde e la luce filtrata dai tagli di roccia, completa questo scenario d’incanto, dove la natura si fa teologia. Il Mausoleo di Lucio Munazio Planco, sul Monte Orlando, rappresenta invece il legame profondo con l’antichità romana, in un contesto naturale protetto che unisce archeologia e paesaggio. Monte Orlando stesso è oggi parte di un parco regionale che valorizza l’equilibrio tra natura e storia, con percorsi immersivi tra bastioni borbonici, sentieri naturalistici e vedute mozzafiato sul golfo.</div><div>La città conserva anche una vivace tradizione marinaresca, testimoniata dalla storica Festa della Madonna di Porto Salvo, con la processione delle barche illuminate che ogni anno affascina residenti e visitatori. Camminare lungo Via Indipendenza, tra botteghe storiche, profumi di tiella appena sfornata e scorci improvvisi sul mare, significa immergersi in un ritmo di vita lento, autentico, profondamente identitario.</div><div>Gaeta oggi si propone come <strong>destinazione ideale per un turismo culturale esperienziale</strong>: dai percorsi di trekking nel Parco di Monte Orlando, tra fortificazioni borboniche e sentieri panoramici, alle visite guidate nei siti storici, fino alla scoperta dell’enogastronomia locale, con la tiella e le olive di Gaeta protagoniste di una cucina semplice ma carica di sapore e memoria.</div><div>In un contesto in cui le destinazioni balneari spesso sacrificano la propria anima sull’altare dell’omologazione turistica, Gaeta resiste con dignità e orgoglio, offrendo un modello di sviluppo sostenibile, rispettoso del patrimonio e capace di dialogare con le esigenze del visitatore contemporaneo. Il suo valore storico e culturale non è soltanto nelle pietre, nei monumenti o nei musei, ma nella capacità di far sentire ogni visitatore parte di un racconto più grande, che dal mito arriva fino a noi, attraversando secoli di storia, civiltà e memoria collettiva.</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 08:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Come l’IA potrebbe salvare le pensioni dei lavoratori del settore turistico-alberghiero.]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Economia"><![CDATA[Economia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000061"><div><span class="fs14lh1-5">L’intelligenza artificiale non solo entra nelle nostre vite
ma inizia a riscrivere le regole del lavoro e del valore economico. L’idea che
sia proprio l’IA a pagarci la pensione potrebbe sembrare provocatoria eppure,
nelle recenti dichiarazioni di Valeria Vittimberga, direttrice generale
dell’INPS, questa visione ha assunto contorni sorprendenti di plausibilità. </span><b class="fs14lh1-5">Quanto
è emerso nel corso della trasmissione Codice, la vita è digitale, in onda su
Rai1</b><span class="fs14lh1-5"> non è solo uno slogan da talk show, ma l’espressione concreta di
una riflessione sistemica su come la tecnologia possa diventare alleata del
welfare in un’Italia che invecchia e in cui i contributi dei lavoratori non
bastano più.</span><br></div>

<div>Per chi opera nel settore turistico-alberghiero, da sempre
soggetto a stagionalità, discontinuità contributive e turni massacranti spesso
mal retribuiti, questa prospettiva è tanto affascinante quanto urgente. I
lavoratori dell’ospitalità sono il cuore pulsante dell’economia esperienziale
italiana, ma raramente riescono a costruire una pensione solida tra contratti a
chiamata, part-time involontari e contributi versati a singhiozzo, la vecchiaia
è più spesso sinonimo di incertezza che di riposo.</div>

<div>La proposta della Vittimberga rovescia lo schema
tradizionale: non più solo anni di lavoro e versamenti previdenziali come unico
criterio per maturare la pensione, ma anche il valore digitale, relazionale e
informativo che ciascun lavoratore produce, anche dopo il pensionamento, una
sorta di "gemello digitale" che continua a generare valore. Nel
turismo, dove il sapere è spesso pratico, orale, fatto di gesti e relazioni,
questo concetto potrebbe diventare rivoluzionario. Pensiamo ad un maître che ha
trascorso 40 anni accogliendo Ospiti con classe, riconoscendo a colpo d’occhio
clienti affezionati, risolvendo problemi in tempo reale con diplomazia e
savoir-faire oppure a una governante d’albergo che conosce ogni stanza come le
proprie tasche, sa dove intervenire prima che accada il problema, e forma nuove
leve con un colpo d’occhio o ancor di più uno Chef che ha saputo creare nuove
ricette attraverso tentativi di sperimentazione. Queste competenze, oggi,
spariscono con la persona che va in pensione ma cosa accadrebbe se queste
esperienze potessero essere "digitalizzate", formalizzate,
trasformate in procedure, contenuti formativi, algoritmi predittivi?</div>

<div>Il concetto di asset digitale personale è esattamente
questo: un patrimonio immateriale che continua a generare utilità anche quando
il lavoratore è uscito dal mercato e nell’hotellerie dove il passaggio
generazionale delle competenze è spesso caotico ciò potrebbe essere la chiave
per valorizzare il lavoro svolto, trasformandolo in rendita anche dopo la
pensione. </div>

<div>Vittimberga suggerisce che questo valore dovrebbe poter
essere tassato, riconosciuto e capitalizzato ed il gemello digitale diventa
quindi una sorta di "lavoratore invisibile" che paga contributi ed il
lavoratore in pensione dunque, continua a beneficiare del valore prodotto dalla
propria versione digitale. In un settore come quello alberghiero, dove il turn
over è altissimo, questa innovazione potrebbe generare continuità e memoria
aziendale, abbattendo costi di formazione e migliorando la qualità del servizio.</div>

<div>E non è tutto! </div>

<div>Con l’adozione di sistemi di IA personalizzati, un
receptionist che va in pensione potrebbe lasciare il proprio avatar digitale a
disposizione del front office, capace di gestire richieste, aggiornare booking
engine, rispondere in più lingue e trasferire dati e feedback in tempo reale.
Un concierge virtuale che incarna le esperienze di una carriera intera questo
non solo aggiunge valore all’impresa, ma crea una nuova forma di previdenza:
quella fondata sulla capacità del sapere di restare attivo anche senza il corpo
che lo produce.</div>

<div>Tutto questo, naturalmente, richiede una rivoluzione
normativa di un sistema pensionistico che oggi si basa unicamente su versamenti
e retribuzioni. Domani, forse, potremmo avere un sistema misto, in cui le IA
personali sono soggette a contribuzione, esattamente come un lavoratore
autonomo e per il settore turistico-alberghiero crea una chance straordinaria
per dare dignità economica anche a professioni frammentate, stagionali, a volte
invisibili alle statistiche ufficiali, ma è anche una sfida culturale. Le
competenze informali devono essere codificate, il sapere pratico deve essere
digitalizzato, e le imprese devono investire nella formazione digitale dei
propri collaboratori solo così l’IA non sarà una minaccia, ma un’estensione
virtuosa del lavoro umano.</div>

<div>Se ben strutturato, questo meccanismo può finalmente offrire
al settore turistico-alberghiero italiano un sistema previdenziale degno del
valore che i suoi lavoratori generano non più solo pensioni da fame per chi ha
lavorato a chiamata nei mesi estivi ma un riconoscimento concreto del sapere
maturato sul campo, anche oltre la soglia dell’età pensionabile.</div>

<div>In conclusione, il futuro del welfare non può più essere
pensato con strumenti del passato se l’intelligenza artificiale può diventare
parte attiva dell’economia allora dovrebbe anche partecipare al finanziamento
della previdenza e in questo nuovo scenario, i lavoratori del turismo, spesso
ultimi nella scala gerarchica del riconoscimento economico, potrebbero
finalmente vedere valorizzata la loro esperienza. </div>

<div>Non più solo lavoratori stagionali, ma produttori di
capitale immateriale che continua a generare valore e a pagare, finalmente, una
pensione più giusta.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 07:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il costo della felicità: l’indebitamento da vacanza come strategia contemporanea di benessere]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005F"><div><span class="fs14lh1-5">In un tempo in cui il concetto di benessere ha assunto una centralità assoluta nelle dinamiche sociali e personali, la vacanza ha progressivamente abbandonato la dimensione del lusso per collocarsi nella sfera della necessità. Il</span><span class="fs14lh1-5"> </span><strong class="fs14lh1-5">viaggio</strong><span class="fs14lh1-5">, l’evasione, la pausa rigenerante non rappresentano più solamente un premio al lavoro svolto ma un</span><span class="fs14lh1-5"> </span><strong class="fs14lh1-5">elemento fondante della salute mentale</strong><span class="fs14lh1-5">, della coesione familiare, della capacità di affrontare il quotidiano. In tale contesto, il crescente</span><strong class="fs14lh1-5"> ricorso all’indebitamento </strong><span class="fs14lh1-5">per finanziare il tempo libero e il turismo personale si configura come un fenomeno che merita un’analisi priva di pregiudizi, lontana dalle letture puramente moralistiche o contabili, e più vicina alle logiche di una società che muta e si adatta. Il dato iniziale da considerare è che una quota significativa della popolazione italiana non possiede risorse liquide sufficienti per permettersi una vacanza tradizionale!</span><br></div><div><article><div><span class="fs14lh1-5">Secondo le più recenti indagini, circa un terzo delle famiglie a basso reddito non è in grado di sostenere la spesa di una settimana fuori casa eppure, nello stesso tempo, <strong>si osserva un’espansione dell’offerta di prestiti finalizzati, dilazioni di pagamento, formule di credito al consumo</strong> orientate proprio al comparto turistico. Vacanze a rate, pagamenti posticipati, finanziamenti senza anticipo: strumenti che in altri ambiti sarebbero considerati opzioni secondarie, diventano soluzioni primarie per un bisogno che è ormai interiorizzato.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">L’indebitamento per le vacanze dunque, non può più essere letto unicamente come un’espressione di superficialità o consumo irresponsabile, esso è invece la risposta concreta a una domanda di benessere che non trovando riscontro in un’equità redistributiva o in politiche pubbliche di sostegno al turismo sociale, si orienta verso il mercato finanziario. A fronte di un crescente disagio lavorativo, di livelli di stress elevati, di una precarietà esistenziale che intacca anche le relazioni familiari,<strong> il bisogno di una pausa significativa viene percepito come irrinunciabile</strong>. In questa chiave, il debito non rappresenta una fuga dalla realtà, ma piuttosto un ponte per raggiungere una condizione psicologica di equilibrio, spesso essenziale per ripartire.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Le<strong> motivazioni </strong>alla base di questa scelta sono molteplici e stratificate. Esistono spinte legate alla dimensione familiare – la volontà di offrire ai figli esperienze formative, il desiderio di non apparire esclusi dai riti collettivi del tempo libero, così come componenti emotive, relazionali, simboliche. La vacanza diventa uno strumento per affermare la propria normalità, per rivendicare una forma di dignità sociale che passa anche attraverso il tempo dedicato a sé stessi, si tratta di un investimento, non soltanto in senso economico, ma esistenziale. Il sacrificio finanziario è compensato da un beneficio psicologico che, nella percezione di molti, è superiore alla fatica del rimborso.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Dal punto di vista della <strong>psicologia comportamentale</strong>, numerosi studi confermano che il solo pensiero di una vacanza genera un innalzamento dei livelli ormoni legati al piacere e alla motivazione. La programmazione del viaggio attiva aree cerebrali connesse all’aspettativa positiva, mentre l’esperienza vissuta, se gratificante, contribuisce alla riduzione del cortisolo, l’ormone dello stress. In altre parole, la vacanza non è soltanto tempo libero: è tempo terapeutico, tempo rigenerativo, tempo identitario e se le risorse non lo permettono, ecco che il credito interviene come mediatore tra la realtà e il desiderio, tra il limite materiale e l’aspirazione a una migliore qualità della vita.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Questo scenario si arricchisce ulteriormente se si osserva il <strong>ruolo della comunicazione e del marketing turistico</strong>. Da anni ormai, il messaggio veicolato dalle campagne pubblicitarie è centrato sulla legittimazione della vacanza come diritto: “Hai lavorato duramente, te lo meriti”, “Crea ricordi che durano per sempre”, “Dona un sorriso ai tuoi cari”. Il turismo, soprattutto quello esperienziale, viene promosso come un percorso verso la felicità ed in tale narrazione, l’indebitamento diventa implicitamente autorizzato, se non addirittura incoraggiato. Le agenzie di viaggio, i tour operator e le piattaforme digitali offrono pacchetti completi con opzioni di pagamento frazionato, contribuendo alla diffusione del messaggio secondo cui “il benessere non può aspettare”.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il <strong>rischio</strong>, tuttavia, è che questa normalizzazione del debito per fini ricreativi si trasformi in una deriva. La ripetitività del comportamento, la sottovalutazione dell’impatto economico nel medio-lungo periodo, la somma di piccoli prestiti che diventano un’unica grande esposizione, possono condurre al sovraindebitamento. <strong>Il confine tra debito funzionale e debito patologico è sottile</strong>, e spesso viene oltrepassato inavvertitamente, specialmente in contesti dove mancano strumenti di educazione finanziaria diffusa ed in questo senso, la dimensione culturale del fenomeno non può essere trascurata. In molte famiglie italiane, la vacanza rappresenta un elemento di identità collettiva, una sorta di “prova” di appartenenza sociale. Non partire diventa quasi una sconfitta personale, un motivo di vergogna o di disagio ed ecco che il debito, anche se gravoso, viene scelto per evitare l’esclusione simbolica.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">I numeri, a conferma di quanto detto, mostrano una tendenza chiara:<strong> nel 2024, oltre il 19% degli italiani ha ricorso a strumenti di credito per sostenere le spese legate alle ferie</strong>. Un dato in costante crescita, che coinvolge prevalentemente la fascia tra i 30 e i 50 anni, ovvero soggetti in piena età lavorativa, spesso con figli e ciò che sorprende è che una larga maggioranza di chi ha optato per questa soluzione dichiara, a posteriori, di non pentirsene. L’esperienza della vacanza è stata talmente benefica da giustificare pienamente l’esborso dilazionato: è qui che il concetto di “debito sano” trova una sua legittimità. Quando il credito è consapevole, proporzionato, finalizzato al benessere, esso può avere una funzione sociale positiva.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ma se vogliamo che questo equilibrio venga mantenuto, occorre che le istituzioni prendano parte attiva al discorso. Il diritto alla vacanza non dovrebbe essere garantito solo dal mercato finanziario, ma anche da politiche pubbliche mirate. Il turismo sociale, i voucher per famiglie numerose o in difficoltà economica, le agevolazioni per soggiorni educativi o terapeutici potrebbero rappresentare soluzioni concrete per rendere più equa l’accessibilità al tempo libero. Non si tratta di assistenzialismo, ma di una <strong>visione moderna del welfare</strong>, in cui la salute mentale e la qualità della vita sono riconosciute come elementi strutturali dello sviluppo umano.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">In una società dove il tempo è sempre più frammentato, il lavoro spesso precario e la pressione sociale intensa, la vacanza assume il valore di un rito laico, di un balsamo necessario, di uno spazio di resistenza e se per ottenerlo si fa ricorso a un prestito, forse il vero problema non è il debito, ma l’assenza di alternative.</span></div></article></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 07:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Molise: il futuro del turismo esperienziale tra borghi, cultura e necessità di regia professionale]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005E"><div>Nel cuore dell’Italia più autentica, lontano dai circuiti turistici inflazionati e spesso schiacciati dal peso del marketing di massa, si apre una delle regioni più misteriose e sottovalutate del Bel Paese: il<strong> Molise</strong>, dove il 19 e 20 giugno si è tenuta la prima edizione della <strong>Borsa del turismo esperienziale</strong>, alla quale ho avuto il piacere di partecipare, e dove si è riaperto il dibattito sulle reali potenzialità del territorio e al contempo, sulle lacune strutturali e organizzative che ancora ne limitano il pieno decollo.</div><div>Quello Molisano è infatti un territorio che sembra fatto apposta per chi cerca esperienze genuine, luoghi intatti, sapori veri e tradizioni che non hanno ceduto all’omologazione del turismo industriale. È in questo scenario che si affaccia con forza l’idea di<strong> rilanciare il Molise attraverso un modello di turismo esperienziale</strong>, costruito attorno ai borghi, alle comunità locali, ai patrimoni materiali e immateriali che compongono il tessuto vivo della regione.</div><div>Il Molise, con i suoi paesaggi silenziosi e i centri abitati che si arrampicano sui crinali dell’Appennino, rappresenta una delle ultime riserve di autenticità in un’Italia sempre più votata a un turismo “veloce” e consumistico. Qui, il tempo ha un altro ritmo. Non si corre, si ascolta. Non si fotografa soltanto, si respira. E questo rappresenta il suo più grande punto di forza in un’epoca in cui il viaggiatore cerca emozioni, storie e relazioni, piuttosto che monumenti da collezionare. Il turismo esperienziale trova in Molise un habitat naturale, non forzato, perché ciò che altrove si ricostruisce artificialmente, qui esiste ancora nella sua forma più autentica: la transumanza dei pastori, le feste patronali, i forni di paese, le botteghe artigiane, i piccoli teatri, i dialetti che si fondono con le mani callose di chi lavora la terra o il ferro.</div><div>Nel corso della Borsa del turismo esperienziale, organizzata con grande impegno ma anche con limiti di tempo e struttura, sono emerse proposte interessanti e spunti validi, ma anche una carenza strutturale che non può essere ignorata. L’iniziativa, lodevole per intento e contenuti, ha pagato lo scotto di una programmazione frettolosa, che ha lasciato spazio a una certa confusione organizzativa, ma ciò non toglie valore all’evento, anzi: dimostra quanto sia urgente strutturare un piano strategico che preveda una regia composta da professionisti del settore, in grado di dare continuità e visione a un progetto di sviluppo turistico che ha bisogno di metodo, costanza e relazioni con i mercati.</div><div>Una delle principali criticità emerse riguarda il ruolo della politica. In un contesto così delicato e promettente come quello molisano, l’ideale sarebbe un modello in cui la politica si limiti a fornire un sostegno istituzionale e d’immagine, lasciando invece il timone organizzativo a esperti di destination management, marketing territoriale, progettazione europea e comunicazione turistica. Il turismo esperienziale, per sua natura, richiede coerenza narrativa, capacità di mettere in rete le risorse, ascolto delle comunità locali e una profonda conoscenza dei trend e delle aspettative dei viaggiatori. Non è un terreno su cui improvvisare.</div><div><strong>La forza del Molise sta proprio nei suoi borghi</strong>: Agnone, Sepino, Bagnoli del Trigno, Frosolone, Venafro, Ferrazzano, Casalciprano e la stessa Campobasso non sono semplici cartoline, ma ecosistemi vivi, con storie da raccontare e custodire. Passeggiare per le loro vie significa incontrare bottegai che ti raccontano la storia di un formaggio o di un coltello, entrare in chiese che custodiscono secoli di devozione popolare, assistere a riti che sembrano fuori dal tempo e, proprio per questo, affascinanti. Il turismo esperienziale in Molise potrebbe ruotare attorno a percorsi tematici legati all’artigianato, all’enogastronomia, alla spiritualità, alla natura e al patrimonio immateriale ma per farlo servono strumenti concreti: piattaforme digitali di prenotazione esperienze, formazione degli operatori, pacchetti turistici chiari e accessibili, sinergie con i tour operator internazionali.</div><div>Un altro aspetto centrale è la narrazione. Il Molise ha bisogno di una <strong>nuova narrazione identitaria,</strong> forte, coerente e moderna, non “la regione che non esiste”, ma “la regione dove esiste ancora l’Italia più vera”. I social media, i portali internazionali, i travel blogger, le riviste di settore devono essere coinvolti in una campagna strategica che sappia raccontare la regione non solo come meta turistica, ma come esperienza umana. Il viaggiatore di oggi non cerca la “destinazione”, cerca il senso del viaggio e questo, in Molise, si trova in ogni dettaglio: in una casa di pietra, in un anziano che ti offre un bicchiere di vino, in una banda musicale che suona sotto le stelle.</div><div>Per strutturare un piano efficace servono però investimenti intelligenti, bandi ben scritti, regie operative capaci di fare rete. Le organizzazioni di promozione, riunite tutte sotto un unico “cappello”, potrebbero diventare il cuore pulsante di un sistema esperienziale, se affiancate da consulenti esperti e coordinate da un ente di promozione centralizzato e autonomo. Le scuole potrebbero essere coinvolte in progetti di recupero della memoria orale e della cultura locale ed i giovani, essere formati come “ambasciatori del territorio” capaci di guidare esperienze turistiche immersive. Le imprese agricole e artigiane, con adeguato supporto, potrebbero integrare l’accoglienza esperienziale nel loro modello di business.</div><div>La Borsa del turismo esperienziale, con tutte le sue imperfezioni, ha comunque indicato una direzione. Ha mostrato che c’è voglia di fare, che gli operatori ci credono, che il territorio ha risorse straordinarie ma ha anche mostrato che non si può più improvvisare. Il tempo dei progetti estemporanei, degli eventi “mordi e fuggi”, dei fondi europei spesi senza visione è finito. Il Molise ha bisogno di una governance turistica integrata, moderna, fondata sulla competenza, una cabina di regia che sappia costruire un piano triennale, definire target, promuovere il prodotto esperienziale molisano nei mercati giusti, valorizzare l’identità locale con strumenti professionali e soprattutto servono figure professionali dedicate: destination manager, content creator, esperti di comunicazione turistica, project manager capaci di costruire sinergie tra pubblico e privato.</div><div>Se ben orchestrato, il turismo esperienziale potrebbe rappresentare la vera leva di rilancio del Molise non solo in termini economici, ma anche sociali. Potrebbe contrastare lo spopolamento dei borghi, offrire nuove opportunità ai giovani, rafforzare il senso di appartenenza delle comunità, risvegliare orgoglio e partecipazione. Ogni laboratorio di ceramica, ogni cammino di fede, ogni pastore che apre la sua azienda a un gruppo di visitatori diventa così parte di un grande racconto collettivo, capace di generare valore vero, non solo PIL, ma qualità della vita.</div><div>Il Molise dunque ha già dentro di sé tutti gli elementi per diventare un punto di riferimento nel panorama del turismo esperienziale italiano ed europeo ha i luoghi, le storie, le persone ma manca ancora la struttura. La prima Borsa del turismo esperienziale è stata un primo passo, timido ma coraggioso. Ora serve trasformare quell’entusiasmo in strategia, quell’energia in metodo, serve il coraggio di affidarsi a chi conosce il mestiere, di costruire una governance turistica snella, competente e stabile, solo così la regione potrà finalmente liberarsi dell’etichetta di “regione dimenticata” e diventare un simbolo di rinascita turistica, sociale e culturale per tutto il Centro sud d’Italia.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le nuove guerre rallenteranno il Turismo verso l'Italia ?]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005D"><div><header aria-label="Intestazione articolo"><span class="fs14lh1-5 cf1">Negli ultimi mesi il panorama geopolitico mondiale ha subito un'ulteriore e drammatica trasformazione con nuove zone di conflitto che si sono aperte, innescando una spirale di instabilità che inevitabilmente ha effetti anche sul turismo internazionale. Le immagini di guerre lampo, bombardamenti urbani, evacuazioni e mobilitazioni militari scorrono ininterrottamente nei notiziari e nei feed social, generando una diffusa sensazione di vulnerabilità ed in questo contesto, molti operatori del turismo si chiedono se questa percezione di insicurezza globale possa provocare una flessione nei flussi turistici verso l’Italia, un Paese notoriamente percepito come sicuro ma comunque esposto alle dinamiche europee e mediterranee. La domanda, concreta e legittima, è se la paura di attentati terroristici o di escalation regionali possa raffreddare il desiderio di viaggiare in Italia, specie da parte dei turisti extraeuropei.</span><br></header></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Esiste un reale rischio di rallentamento dei flussi? E se sì, come può il sistema turistico italiano rispondere e rafforzare la propria immagine di sicurezza e accoglienza?</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Per rispondere con lucidità è necessario partire dai dati. L’Italia ha chiuso il 2023 con oltre 430 milioni di presenze turistiche, un numero quasi in linea con il periodo pre-Covid. Il 2024 ha confermato la ripresa con percentuali a doppia cifra in molte regioni, e il 2025, si prevede come un anno di ulteriore espansione. L’appeal dell’Italia come destinazione turistica resta altissimo, e Roma, Firenze, Venezia, Milano, Napoli e le grandi località balneari continuano a essere inserite stabilmente nelle classifiche mondiali delle mete più desiderate, tuttavia, parallelamente a questi numeri positivi, si registra un lieve ma costante aumento di una sensazione diffusa di allarme tra i viaggiatori, soprattutto provenienti da Paesi anglosassoni e asiatici, che spesso associano Europa e Mediterraneo a un’area instabile a causa delle tensioni in Medio Oriente, delle frizioni al confine orientale dell’Unione Europea, dei passati attacchi terroristici in Francia, Belgio e Germania. Anche se l’Italia non è stata colpita direttamente da eventi terroristici recenti, l’effetto contagio della paura si trasmette con rapidità nel sistema globale dell’immaginario collettivo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La paura, d’altronde, è uno dei fattori più determinanti nelle scelte turistiche, spesso più della distanza, del costo o del comfort e non è raro che una semplice allerta di viaggio diffusa da uno stato estero possa provocare migliaia di disdette in pochi giorni, anche in assenza di eventi concreti. Questo meccanismo si è osservato durante le fasi più acute della pandemia, ma anche in seguito ad attentati in località come Parigi, Istanbul, Bruxelles, Nizza. La comunicazione immediata, amplificata e spesso sensazionalistica contribuisce a ingigantire la percezione del rischio, ben oltre la sua reale portata e proprio questa discrepanza tra rischio percepito e rischio reale rappresenta la sfida principale per il turismo italiano. Non basta essere sicuri, bisogna anche esserlo nella narrazione che si restituisce al mondo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">L’apertura di nuovi scenari bellici, come le recenti tensioni ed il riaccendersi delle ostilità tra Israele e Hamas con l’epilogo di pochi giorni fa in Iran, rappresenta un contesto potenzialmente minaccioso per la mobilità globale e le compagnie aeree sono spesso costrette a modificare rotte, aumentano i costi assicurativi per i viaggi e a causa di ciò si verificano blocchi improvvisi nei porti o negli aeroporti strategici con ricadute indirette anche su Paesi come l’Italia, che pure non sono coinvolti direttamente.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">L’Italia dispone, da questo punto di vista, di un grande vantaggio competitivo: è percepita nel mondo come un Paese pacifico, stabile, legato alla bellezza, all’arte, alla storia, al cibo, rappresenta nell’immaginario collettivo un rifugio culturale, un simbolo di civiltà, un territorio rasserenante. Tuttavia, la sua collocazione geografica nel cuore del Mediterraneo e le sue frontiere aperte con l’Europa la rendono potenzialmente esposta a infiltrazioni, migrazioni incontrollate e rischi indiretti legati al terrorismo internazionale e non va dimenticato che anche l’Italia è stata oggetto di minacce simboliche da parte di organizzazioni terroristiche benché mai concretizzate. Inoltre, alcuni episodi di violenza urbana o criminalità organizzata, seppur circoscritti, vengono spesso presentati all’estero come segnali di instabilità ed è per questo che la sicurezza deve diventare una priorità strategica anche per il settore turistico.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Gli operatori alberghieri, i tour operator, le compagnie di trasporto e le istituzioni locali devono collaborare per costruire un sistema di accoglienza che sia percepito come protetto, ben organizzato, attento e questo significa innanzitutto comunicare in modo trasparente e costante tutte le misure messe in atto per la sicurezza dei turisti, dalla videosorveglianza urbana ai controlli negli aeroporti, dalla presenza di forze dell’ordine nei luoghi turistici alla gestione delle emergenze. Significa anche formare il personale dell’accoglienza a rassicurare l’ospite in caso di crisi e significa soprattutto, creare un clima sociale favorevole alla convivenza, evitando che fenomeni di degrado urbano o tensione sociale si trasformino in terreno fertile per la radicalizzazione o per atti di emulazione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Oltre agli aspetti legati alla sicurezza interna, l’Italia deve anche rafforzare la propria posizione nei circuiti della diplomazia turistica, essere considerati una destinazione sicura passa anche per il dialogo continuo con le ambasciate, con le compagnie aeree internazionali, con gli enti di promozione all’estero. Bisogna far sapere, con forza, che l’Italia è un Paese attento, stabile, con servizi medici efficienti, con un sistema di protezione civile tra i migliori al mondo, con un settore alberghiero maturo e capillare ed ogni informazione positiva deve essere diffusa capillarmente, non solo attraverso le fonti istituzionali, ma anche attraverso i media, i social network, gli influencer, i testimonial.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il turismo è anche emozione e fiducia e quando un turista decide di prenotare un viaggio, lo fa in base a un desiderio, a una promessa, a un’immagine e se l’immagine del Paese si offusca, se la fiducia si incrina, anche il desiderio si raffredda. Ed è qui che si gioca la partita del futuro! Non possiamo prevedere con certezza se nuove guerre esploderanno o se nuovi attentati colpiranno l’Europa, ma possiamo essere certi che il modo in cui l’Italia saprà raccontarsi farà la differenza tra subire gli effetti della paura o trasformarsi in un’alternativa rassicurante e attrattiva.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 11:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le Associazioni di categoria nel settore alberghiero: una presenza storica e consolidata, ma…]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Associazioni"><![CDATA[Associazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005B"><div>Nel complesso ecosistema dell'industria dell'ospitalità, le associazioni di categoria rappresentano una presenza storica e consolidata, nate con l'obiettivo di tutelare, formare e dare rappresentanza a coloro che operano in un determinato comparto oltre a creare un’aggregazione con valori di "amicalità" e una propensione alla cooperazione tra i soci. Nel settore alberghiero italiano, la loro esistenza è datata e profonda, tuttavia, in un mondo profondamente mutato sotto il profilo economico, sociale e tecnologico è lecito chiedersi se l'esistenza di un'associazione di categoria rappresenti ancora un valore aggiunto oppure se rischi di diventare un orpello autoreferenziale, incapace di rispondere ai bisogni reali dei professionisti di oggi. L'analisi deve quindi tenere conto sia degli elementi positivi che delle criticità, abbandonando ogni approccio ideologico per abbracciare una lettura critica e attuale.</div><div>Tra i principali vantaggi riconosciuti alle associazioni di categoria vi è senza dubbio la loro funzione di rappresentanza. In un settore come quello alberghiero, costituito da una miriade di realtà frammentate per dimensione, vocazione e target, l'esistenza di una voce unitaria capace di dialogare con le istituzioni è fondamentale. Un secondo aspetto positivo riguarda la formazione continua. Il settore alberghiero è tra quelli più esposti a cambiamenti repentini: nuove tecnologie, nuove esigenze dei clienti, trasformazioni nei modelli di gestione, tendenze globali che impattano anche il piccolo albergo di provincia ed in questo contesto, restare aggiornati è una necessità vitale. Le associazioni possono offrire percorsi formativi mirati, seminari, workshop, aggiornamenti normativi, occasioni di scambio tra pari, possono essere un vettore importante per la crescita professionale, specialmente in un Paese come l'Italia, dove la formazione manageriale in ambito turistico è ancora largamente insufficiente, se confrontata con le esigenze di un mercato globale. C'è poi il tema del networking, spesso sottovalutato come l'appartenenza a una rete professionale che può generare benefici importanti in termini di scambio di buone pratiche, accesso a opportunità lavorative, partnership commerciali. Nel caso del professionista alberghiero, una figura tradizionalmente isolata nel proprio ruolo, la possibilità di confrontarsi con colleghi che vivono situazioni analoghe ha un valore psicologico e operativo spesso determinante, qu le associazioni possono fungere da catalizzatore di relazioni, contribuendo a costruire una comunità professionale più coesa.</div><div>Tuttavia, accanto a questi elementi positivi, non si possono ignorare le molteplici criticità che oggi mettono in discussione l'efficacia e la stessa legittimità delle associazioni di categoria. La prima riguarda la loro struttura interna, spesso percepita come rigida, gerarchica, autoreferenziale, in un'epoca che premia la flessibilità, la trasparenza e la capacità di adattarsi rapidamente, molte associazioni sembrano ancorate a modelli organizzativi superati, che scoraggiano la partecipazione attiva, soprattutto da parte delle nuove generazioni. I giovani professionisti, cresciuti in un contesto digitale e interconnesso, difficilmente si riconoscono in forme associative tradizionali, percepite come distanti e poco utili. Altro punto debole è rappresentato dalla mancanza di impatto concreto: molti iscritti, dopo l'entusiasmo iniziale, si allontanano dalle associazioni perché non percepiscono un ritorno tangibile in termini di servizi, opportunità, crescita ed il rischio di diventare club elitari, frequentati da pochi membri storici, è sempre in agguato. Questo porta a una progressiva perdita di vitalità, a una riduzione del numero di soci, a una crescente difficoltà nel reperire risorse economiche e umane per portare avanti le attività ed in alcuni casi, si assiste a una gestione autoreferenziale, dove le stesse figure si perpetuano ai vertici senza reale ricambio generazionale oppure tentano di alimentare la propria immagine nel settore, attraverso titoli e ruoli. Non va sottovalutato, inoltre, il disallineamento tra l'offerta delle associazioni e i bisogni reali dei professionisti, molte iniziative risultano anacronistiche, poco centrate sulle sfide contemporanee: digitalizzazione, sostenibilità, inclusione, gestione dei dati, intelligenza artificiale applicata al turismo. Temi cruciali che spesso non trovano spazio nei programmi associativi, ancora ancorati a modelli formativi del passato, questo gap genera frustrazione e alimenta la percezione di un'associazione "vecchia", incapace di dialogare con il presente.</div><div>Altro elemento critico riguarda la comunicazione: in un'epoca in cui la reputazione si costruisce anche (e soprattutto) online, molte associazioni non sono in grado di presidiare i canali digitali con efficacia, presentano siti web obsoleti, scarsa presenza sui social, difficoltà a generare contenuti coinvolgenti, poca interattività con gli utenti, tutti fattori che contribuiscono a indebolire la percezione esterna e a rendere difficile l'acquisizione di nuovi soci. La comunicazione, oggi, non è più un aspetto accessorio ma un elemento strategico, senza il quale qualsiasi progetto associativo rischia di fallire. Infine, va considerato il contesto economico. In una fase storica segnata da forte incertezza, molti professionisti sono restii a investire risorse economiche (anche modeste) in realtà di cui non percepiscono l'utilità e la competizione con altri strumenti formativi, spesso gratuiti e disponibili online, è altissima. Le associazioni devono dimostrare di offrire un valore aggiunto reale, altrimenti saranno inevitabilmente marginalizzate.</div><div>L'esistenza di un'associazione di categoria nel settore alberghiero non è di per sé un valore, ma dipende dalla sua capacità di evolversi, innovarsi e rispondere alle esigenze attuali dei professionisti. Le potenzialità sono indiscutibili: rappresentanza, formazione, networking, identità professionale, ma servono coraggio, partecipazione, visione strategica e apertura al cambiamento, occorre ripensare le finalità, aggiornare i contenuti, rinnovare i metodi e solo così l'associazione potrà essere non un residuo del passato, ma un motore per il futuro dell'ospitalità italiana.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Jun 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[La “destinazione Napoli” alla ribalta]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005A"><div><span class="fs14lh1-5">Negli ultimi anni Napoli è passata dall’essere una
città spesso trascurata nei grandi circuiti internazionali a diventare uno dei
fenomeni turistici più affascinanti del panorama europeo. La crescita dei
flussi, l’attenzione dei media internazionali, il rinnovato interesse degli
investitori nel settore ricettivo e la riscoperta del suo patrimonio artistico
e culturale ne fanno oggi una delle destinazioni più dinamiche del
Mediterraneo. Ma dietro l’euforia dei numeri si cela una domanda fondamentale
per chi lavora nel turismo, dagli operatori locali agli amministratori
pubblici, dai consulenti agli imprenditori dell’accoglienza: questo boom sarà
duraturo o è destinato a spegnersi come una fiammata passeggera. Per rispondere
occorre innanzitutto comprendere che cosa ha reso possibile questa
accelerazione improvvisa. Napoli è riuscita a coniugare diversi fattori in un
equilibrio potente e al momento vincente, la prima chiave è l’autenticità! In
un’epoca in cui il turista cerca esperienze vere, contatto umano, senso di
appartenenza ai luoghi che visita, Napoli si propone come uno dei pochi spazi
urbani europei dove il vissuto quotidiano è ancora profondamente intrecciato
alla cultura popolare. I vicoli affollati, i mercati rionali, i profumi che
invadono le strade, la gestualità, le voci, i rituali quotidiani sono parte
integrante dell’esperienza turistica. Napoli non è costruita per i turisti,
fuoriesce da un'ipotetica lista di “destinazioni standard” ed è proprio per
questo che i turisti la cercano. Un secondo fattore è legato alla potenza del
suo immaginario culturale, alimentato negli ultimi anni da una produzione
artistica e narrativa di respiro internazionale. I romanzi di Elena Ferrante,
la serie TV Gomorra, il successo di Mare Fuori, la musica di artisti contemporanei
hanno restituito Napoli a un pubblico globale, spesso giovane e cosmopolita,
creando un ponte emozionale tra il visitatore e la città ancor prima
dell’arrivo fisico. Ciò ha permesso a Napoli di diventare più di una meta: è
diventata uno stato mentale, un’idea potente, un simbolo di vitalità e
complessità urbana.</span><br></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Non va sottovalutato il ruolo della gastronomia,
forse il più efficace strumento di attrazione turistica. L’enorme varietà e
qualità della cucina partenopea, dai piatti di strada come la pizza fritta e il
cuoppo, fino ai ristoranti stellati e alle trattorie storiche, rappresenta un
patrimonio immateriale che genera fidelizzazione. I turisti mangiano a Napoli
non solo per necessità, ma per desiderio e la cucina diventa racconto, memoria,
rituale. Il “food tourism” a Napoli non è un comparto a parte ma è parte
integrante della strategia di posizionamento della destinazione. A questi
elementi si aggiunge la riscoperta del patrimonio culturale e museale: il
centro storico di Napoli, tra i più estesi d’Europa e riconosciuto dall’UNESCO,
si propone come una sequenza continua di stratificazioni storiche, che vanno
dalla città greco-romana sotterranea ai fasti del barocco, fino alle
testimonianze contemporanee di street art e design urbano, inoltre la vicinanza
con siti iconici come Pompei, Ercolano, la Reggia di Caserta, Capri e la
Costiera ha contribuito a rafforzare l’attrattività della città come hub
turistico strategico.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Ma è proprio questo successo che impone una
riflessione strategica dove uno dei rischi di questo boom è il collasso. Al
crescere della domanda turistica, le città che non riescono a gestire l’impatto
rischiano di trasformare il turismo da risorsa a problema (Venezia, Barcellona,
Amsterdam lo insegnano). A Napoli si cominciano a vedere i segni di un
overtourism in formazione: congestione nei quartieri centrali, pressione
abitativa legata alla proliferazione di affitti brevi, carichi infrastrutturali
non sempre adeguati, perdita di residenzialità nei luoghi più turistici,
aumento del turismo mordi e fuggi e per evitare che tutto ciò si trasformi in
una deriva, servono visione, coordinamento e lungimiranza. Napoli deve
costruire un modello turistico che vada oltre l’improvvisazione e il vantaggio
immediato, serve innanzitutto una strategia di decentramento dell’offerta: la
città non può più reggere la pressione solo sul centro storico e sul lungomare,
quartieri come la Sanità, Capodimonte, Materdei, Bagnoli e l’area Flegrea
devono essere valorizzati e messi in rete con itinerari alternativi, capaci di
distribuire i flussi e generare benefici economici più equi. Questo implica
investimenti in mobilità, segnaletica, sicurezza, animazione culturale e
supporto all’imprenditoria locale. Un secondo pilastro fondamentale è
l’innalzamento della qualità dell’accoglienza, non basta aprire strutture
ricettive: serve personale formato, preparato, motivato. L’accoglienza è il
primo e l’ultimo punto di contatto con il turista, e spesso ciò che definisce
la reputazione complessiva di una destinazione, occorre quindi investire nella
formazione linguistica, digitale e relazionale degli operatori, valorizzare le
scuole di turismo, sostenere progetti di aggiornamento costante.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Accanto a questo, è necessario regolare in maniera
più efficace il settore dell’extra-alberghiero, il boom dei B&amp;B ha avuto un
ruolo determinante nella rinascita turistica di Napoli ma oggi rischia di
generare effetti distorsivi se non governato: aumento dei prezzi delle
abitazioni, sostituzione della residenza stabile con l’ospitalità temporanea,
concorrenza sleale nei confronti degli hotel tradizionali. Serve una mappatura
completa, una regolamentazione coerente, una fiscalità equa che premi la qualità
e scoraggi l’improvvisazione e l'abusivismo. Altro nodo cruciale è la
valorizzazione del patrimonio immateriale: Napoli è fatta anche di voci, canti,
racconti, rituali, spiritualità popolare, artigianato e i residenti non devono
essere spettatori del fenomeno turistico, ma attori protagonisti. Ogni bottega,
ogni piazza, ogni cucina può diventare luogo di esperienza ma ciò richiede
strumenti, formazione, reti di collaborazione tra pubblico, privato e terzo
settore. A monte di tutto, è necessaria una governance forte, multilivello,
capace di coordinare Comune, Regione, associazioni di categoria, università,
enti culturali e comunità locali, un piano strategico condiviso, fondato su
obiettivi misurabili, visione a lungo termine e monitoraggio costante dei risultati
deve sostituire l’approccio frammentario e reattivo che spesso caratterizza la
gestione del turismo urbano in Italia.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Infine, Napoli deve imparare a conoscersi
attraverso i dati. Solo con strumenti di analisi, big data, osservatori
permanenti sul turismo sarà possibile anticipare i trend, calibrare le
politiche, adattarsi alle sfide. Napoli ha oggi una straordinaria opportunità:
diventare una capitale turistica del Mediterraneo non solo per quantità di
flussi, ma per qualità dell’offerta e sostenibilità del modello ma questo salto
richiede maturità, responsabilità e coraggio e non basta più accogliere il
turismo, bisogna progettarlo, plasmarlo, condividerlo e il boom può diventare
uno spartiacque, l’inizio di una nuova era.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Jun 2025 06:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La nuova normativa europea contro le recensioni false: opportunità o illusione di tutela?]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000059"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel panorama odierno del
turismo digitale, la reputazione online rappresenta un asset strategico
imprescindibile. In un mercato altamente competitivo e disintermediato, dove la
customer journey comincia spesso con una ricerca su Google o su un portale specializzato,
la presenza di recensioni positive può determinare la preferenza per una
struttura ricettiva, mentre pochi giudizi negativi possono comprometterne
irrimediabilmente l'immagine. È in questo contesto che si inserisce la nuova
normativa europea contro le recensioni false, recepita anche in Italia
attraverso il D.lgs. 26/2023, parte integrante del cosiddetto "New Deal
for Consumers".<br></span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La nuova disciplina mira a
contrastare una pratica sempre più diffusa e dannosa: la diffusione di
recensioni manipolate, vendute o pubblicate in maniera sistematica senza
un'effettiva esperienza da parte dell’autore. Le piattaforme digitali,
soprattutto quelle che ospitano valutazioni di prodotti e servizi, sono ora
tenute a dichiarare pubblicamente se adottano procedure di verifica
dell’autenticità delle recensioni e, in caso affermativo, a descriverne la
natura. È altresì vietata ogni forma di compravendita di recensioni false,
positive o negative che siano, l’obiettivo dunque dichiarato è restituire
trasparenza e fiducia al consumatore e tutelare gli operatori onesti da
pratiche concorrenziali scorrette.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Tuttavia, al di là della
portata giuridica, resta da valutare l’efficacia operativa del provvedimento, la
norma, di per sé, costituisce un importante passo avanti, ma la sua reale
implementazione richiederà un cambio di modello da parte di tutti gli attori
coinvolti: piattaforme, autorità di controllo, operatori del settore e
consumatori.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Dal punto di vista delle
piattaforme digitali, il recepimento della norma implica la necessità di
dotarsi di sistemi efficaci e trasparenti per la verifica delle recensioni. Se
alcune realtà, come le Online Travel Agencies più strutturate, già integrano meccanismi
di controllo legati alla prenotazione verificata, molte altre – in particolare
i motori di ricerca e i siti di recensioni aperte – operano ancora con sistemi
di moderazione opachi o del tutto assenti. La differenza tra dichiarare
genericamente che una recensione è “controllata” e poter effettivamente
dimostrare la sua autenticità rappresenta una linea sottile ma fondamentale. Le
sanzioni previste dalla normativa, che possono arrivare fino al 4% del
fatturato annuo, dovrebbero fungere da deterrente, ma il vero nodo sarà la
capacità delle autorità competenti, come l’AGCM in Italia, di effettuare
controlli efficaci e tempestivi.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per gli operatori turistici,
in particolare albergatori e ristoratori, la nuova normativa può rappresentare
una leva strategica importante. La possibilità di richiedere la rimozione di
contenuti falsi o dannosi, e di intraprendere azioni legali qualora si
riscontrino danni reputazionali documentabili, apre scenari di tutela inediti
rispetto al passato. In un settore in cui l'immagine online incide direttamente
sui tassi di occupazione e sul pricing, avere strumenti giuridici a
disposizione per contrastare la diffamazione digitale rappresenta un
significativo passo in avanti. Tuttavia, questo comporta anche una crescente
responsabilità nella gestione della propria presenza online, le strutture infatti,
dovranno dotarsi di competenze specifiche in ambito reputazionale, investire
nella formazione del personale, monitorare costantemente le piattaforme e
rispondere in maniera professionale e tempestiva ai feedback, siano essi
positivi o negativi.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Un ulteriore fronte su cui si
giocherà la credibilità della nuova normativa riguarda la capacità di educare
l’utente finale: la normativa non può funzionare in modo isolato se il
consumatore non viene reso consapevole dei meccanismi alla base delle
recensioni digitali. Servirà promuovere una cultura del consumo informato,
capace di leggere criticamente i contenuti online, di valutare la coerenza
delle esperienze riportate, di riconoscere i segnali di una recensione
potenzialmente manipolata. Solo un consumatore consapevole può essere parte
attiva nella difesa dell’autenticità dei contenuti.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Non va sottovalutato neppure
il ruolo della tecnologia dove l’intelligenza artificiale e gli algoritmi
predittivi possono offrire un valido supporto nell’identificare recensioni
sospette, analizzando metriche comportamentali e stilistiche, rilevando
anomalie nei pattern di pubblicazione, e comparando il linguaggio di recensioni
provenienti da profili differenti ma simili nella costruzione retorica. Tali
strumenti, se utilizzati in modo trasparente e coerente con le normative sulla
privacy, potranno rafforzare la capacità delle piattaforme di prevenire la
diffusione di contenuti fraudolenti prima ancora che essi abbiano effetto.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ciononostante, è necessario
riconoscere che le recensioni false sono un problema strutturale e globale, non
facilmente risolvibile con un intervento legislativo circoscritto. Le aziende
che offrono recensioni a pagamento operano spesso su scala internazionale,
utilizzano server localizzati in Paesi extra-UE e si muovono in zone grigie del
diritto, l'efficacia della normativa sarà quindi strettamente legata alla
cooperazione tra autorità sovranazionali, al rafforzamento dei controlli
incrociati e a un’effettiva volontà politica di reprimere il fenomeno anche sul
piano internazionale.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La vera sfida, dunque, sarà
quella di trasformare la normativa da semplice dispositivo normativo in leva di
rinnovamento culturale. Un sistema digitale trasparente, etico e affidabile non
può basarsi solo sulla repressione, ma deve essere costruito su principi di
responsabilità condivisa. Gli operatori turistici dovranno abbandonare
definitivamente l’idea della recensione come “minaccia” e riscoprirla come
strumento di dialogo e miglioramento continuo, mentre le piattaforme dal canto
loro, dovranno uscire da una logica meramente algoritmica e commerciale, per
assumere un ruolo più attivo e trasparente nella cura della qualità delle
interazioni. I consumatori, infine, dovranno sentirsi parte integrante del
processo di verifica e consapevolezza.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In conclusione, la nuova
normativa europea contro le recensioni false segna un momento di svolta per il
mondo del turismo e dell’ospitalità, non sarà una soluzione miracolosa, né
esente da difficoltà applicative, ma rappresenta un’opportunità concreta per
elevare la qualità del sistema e restituire fiducia a tutti gli attori
coinvolti. Se accompagnata da controlli rigorosi, investimenti in tecnologia,
formazione degli operatori e sensibilizzazione del pubblico, potrà
rappresentare non solo uno strumento di tutela, ma anche un volano di sviluppo
per un turismo più autentico, trasparente e meritocratico.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 May 2025 05:40:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.htmg.it/blog/?la-nuova-normativa-europea-contro-le-recensioni-false--opportunita-o-illusione-di-tutela-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Italia, cosa serve per diventare la destinazione turistica numero uno]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000058"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">L’Italia,
con il suo patrimonio culturale millenario, la varietà paesaggistica, la
ricchezza artistica e la tradizione enogastronomica, rappresenta da sempre una
delle mete turistiche più affascinanti al mondo eppure, nonostante questo
indiscusso potenziale, il Paese non riesce a posizionarsi stabilmente come la
destinazione turistica più visitata del pianeta. Superata da Paesi come la
Francia, la Spagna e gli Stati Uniti, l’Italia continua a inseguire una leadership
turistica che, per caratteristiche intrinseche, potrebbe già appartenerle. La
risposta a questa apparente contraddizione risiede in una serie di fragilità
strutturali e gestionali che impediscono al sistema turistico italiano di
esprimere pienamente la propria competitività a causa soprattutto della
frammentazione della governance. La distribuzione delle competenze tra Stato,
Regioni e Comuni ha prodotto un assetto decisionale disperso, nel quale mancano
una regia unitaria e una visione strategica condivisa dove la promozione del
brand Italia, in particolare, risente dell’assenza di un’entità nazionale forte
e riconoscibile in grado di coordinare efficacemente le azioni promozionali.
Questa debolezza si riflette in un’immagine internazionale a volte confusa, in
cui prevalgono narrazioni locali scollegate anziché una visione integrata
dell’offerta turistica nazionale, accanto alle quali si somma una rete di infrastrutture
inadeguate. Il sistema dei trasporti, soprattutto al Sud e nelle aree interne,
è carente rispetto alle esigenze di un turismo moderno e internazionale e gli
aeroporti secondari faticano a integrarsi con le principali reti ferroviarie e
stradali. Manca un hub aeroportuale nazionale capace di competere con quelli
delle grandi capitali europee e ciò, compromette l’accessibilità delle
destinazioni minori che potrebbero fungere da leva per destagionalizzare i
flussi e distribuire meglio i benefici economici del turismo.<br></span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Un
ulteriore ostacolo risiede nella comunicazione promozionale, spesso superata
nei contenuti e negli strumenti con una narrazione dell’Italia turistica che tende
tuttavia a rifugiarsi in stereotipi consolidati – arte, storia, cibo – senza
riuscire a valorizzare adeguatamente l’enorme varietà di esperienze offerte dal
territorio. L’uso dei canali digitali e delle piattaforme social non è sempre
efficace né sistematico, risultando poco incisivo nel raggiungere i nuovi
target globali, in particolare le giovani generazioni digitalmente native e la
comunicazione, spesso non è orientata verso un marketing strategico, basato
sull’analisi dei dati, sulle preferenze dei mercati e sulle dinamiche
stagionali. Manca una regia capace di collegare narrazione e promozione
commerciale, integrando comunicazione, vendite e relazioni pubbliche in un
disegno coerente e flessibile. In molte realtà, soprattutto nelle piccole
imprese e nei territori meno sviluppati, gli operatori del turismo non
dispongono di una formazione adeguata rispetto agli standard internazionali. La
scarsa conoscenza delle lingue straniere, l’uso limitato delle tecnologie
digitali e la mancanza di una cultura dell’accoglienza orientata al Cliente
internazionale compromettono la qualità dell’esperienza turistica, riducendo le
probabilità di fidelizzazione del visitatore. L’aggiornamento professionale e
la formazione continua dovrebbero diventare pilastri delle politiche pubbliche
e delle strategie d’impresa, con un rafforzamento dei percorsi formativi
tecnico-pratici e accademici.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Un
elemento critico che merita attenzione è anche l’utilizzo dei fondi pubblici,
nazionali ed europei oltre alla finanza agevolata Nonostante la disponibilità
di risorse finanziarie significative, la capacità progettuale e di spesa è
spesso ostacolata da iter burocratici complessi e da una visione di breve
termine con progetti che mancano spesso di coerenza strategica e gli
investimenti non sempre generano ricadute durature sul territorio. Sarebbe
invece fondamentale indirizzare queste risorse verso interventi strutturali,
innovazione dei prodotti turistici e rigenerazione delle destinazioni meno
note. I fondi europei per lo sviluppo regionale (FESR) e i programmi del PNRR
rappresentano un’opportunità storica per trasformare il sistema turistico
italiano, ma solo se guidati da piani coerenti, misurabili e ben integrati nel
tessuto imprenditoriale locale. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">L’over-tourism
è un ulteriore aspetto da affrontare con urgenza. Le grandi città d’arte come
Roma, Venezia e Firenze, oltre ad alcune località costiere e lagunari, soffrono
di un’affluenza turistica incontrollata che compromette il patrimonio
culturale, la vivibilità urbana e la soddisfazione degli stessi turisti. In
parallelo, vaste zone del Paese, ricche di potenzialità, restano ai margini del
sistema turistico nazionale, escluse dai principali circuiti di promozione e
investimento. Occorre sviluppare politiche mirate a favorire il turismo
diffuso, attraverso la valorizzazione di borghi, aree rurali e percorsi
tematici, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla qualità
dell’offerta.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il
concetto di “turismo lento”, che promuove esperienze immersive e rispettose
dell’ambiente e della cultura locale, rappresenta una leva fondamentale per
ridurre le pressioni sulle mete più frequentate e per distribuire i flussi
turistici in maniera più equilibrata. Le reti di cammini, i percorsi
enogastronomici, i festival culturali locali e le esperienze a contatto con la
natura e le tradizioni rappresentano risorse da potenziare, soprattutto in
sinergia con l’agricoltura, l’artigianato e l’economia circolare. L’Italia deve
inoltre rafforzare la sua capacità di attrazione nei confronti dei mercati
emergenti, che rappresentano il futuro della domanda turistica globale mentre la
promozione continua a essere concentrata prevalentemente sui Paesi europei e
nordamericani e risulta ancora debole nei confronti di potenziali flussi
provenienti da Asia, America Latina, Africa e Medio Oriente. Per intercettare
questi nuovi turismi, è essenziale adattare l’offerta culturale, comunicativa e
logistica alle esigenze specifiche di ciascun mercato, potenziando anche le
competenze linguistiche e interculturali degli operatori.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Sarebbe
strategico avviare accordi bilaterali con i Paesi prioritari, facilitare i
visti turistici, sviluppare una presenza istituzionale capillare in fiere
internazionali e incentivare l’apertura di voli diretti verso destinazioni
italiane da grandi hub asiatici e sudamericani, inoltre, bisogna riconoscere
l’importanza crescente delle nuove motivazioni di viaggio, tra cui il turismo
del benessere, il turismo spirituale, il turismo medico, il turismo LGBTQ+ e
quello esperienziale. L’Italia, per sua natura e vocazione, potrebbe proporsi
come meta ideale per tutti questi segmenti, ma è necessario sviluppare prodotti
specifici, infrastrutture adeguate e una comunicazione mirata. Serve anche una
maggiore attenzione all’inclusività e all’accessibilità, per rendere le
destinazioni italiane fruibili a tutti, indipendentemente dalle condizioni
fisiche, economiche o culturali. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La
transizione digitale è un altro nodo centrale: molte strutture ricettive,
attrazioni culturali e destinazioni locali non sono ancora pienamente
digitalizzate e la presenza online è spesso frammentata, non aggiornata o non
ottimizzata per la prenotazione e l’interazione in tempo reale. È invece
fondamentale adottare piattaforme integrate, strumenti di intelligenza
artificiale e analisi dei dati, realtà aumentata, esperienze immersive e
sistemi di customer relationship management per migliorare la gestione, la
promozione e la fidelizzazione del cliente.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In
sintesi, l’Italia dispone di tutte le risorse necessarie per diventare la prima
destinazione turistica mondiale, ma per realizzare questa ambizione è
indispensabile superare le attuali inefficienze, dotarsi di una governance
unitaria, investire in formazione, innovazione e infrastrutture, diversificare
l’offerta e rafforzare la presenza nei mercati emergenti, solo attraverso un
approccio integrato, sostenibile e orientato alla qualità sarà possibile
trasformare il potenziale in leadership effettiva. Il turismo può e deve
rappresentare uno dei pilastri strategici per il futuro del Paese. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">È
il momento di agire con visione, coraggio e determinazione.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 24 May 2025 07:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Oltre il debito: le radici dell’indebitamento alberghiero e il ruolo strategico della finanza agevolata]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000057"><div><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Nel contesto dell’imprenditoria turistica
italiana, l’indebitamento degli albergatori rappresenta un fenomeno ampio e
strutturale, spesso analizzato solo in termini economici ma fortemente
influenzato da fattori culturali, informativi e gestionali. Il settore
dell’ospitalità, per sua natura dinamico e soggetto a cicli stagionali,
richiede investimenti continui per mantenere la competitività dell’offerta,
adeguarsi agli standard di mercato, rispondere a normative ambientali e di
sicurezza, e intercettare una domanda turistica in continua evoluzione.
Tuttavia, la modalità con cui tali investimenti vengono pianificati e
finanziati è spesso inadeguata, con il risultato che una quota significativa
delle imprese alberghiere si ritrova esposta a livelli di indebitamento
eccessivi o mal strutturati.</span><br></div>

<div class="imTAJustify">Molti albergatori, spinti da legittime ambizioni
di crescita o dal desiderio di migliorare il proprio prodotto, si affidano
esclusivamente a strumenti di credito bancario, nella maggior parte dei casi
accesi senza una visione finanziaria complessiva e senza un’analisi puntuale
dei flussi di cassa futuri. Le linee di credito tradizionali, sebbene
facilmente accessibili, comportano tassi di interesse rilevanti, scadenze
rigide e condizioni di garanzia che, nel lungo periodo, possono compromettere
la sostenibilità economica dell’impresa, specie in contesti ad alta
stagionalità o con bassa marginalità operativa. Questo approccio, se non
accompagnato da una strategia finanziaria adeguata, si rivela spesso
fallimentare.</div>

<div class="imTAJustify">Alla base di tale comportamento vi è una diffusa
carenza di cultura finanziaria tra gli imprenditori del settore. In
particolare, la scarsa conoscenza della finanza agevolata rappresenta una delle
principali cause di sovraindebitamento dove nonostante la disponibilità
crescente di fondi pubblici destinati al settore turistico – sia a livello
nazionale, regionale che europeo – gran parte degli operatori continua a
ignorare l’esistenza o il funzionamento di questi strumenti, rinunciando di fatto
a un’importante leva di sviluppo. La finanza agevolata comprende una varietà di
meccanismi di supporto agli investimenti: contributi a fondo perduto,
finanziamenti a tasso agevolato, crediti d’imposta, garanzie pubbliche,
incentivi fiscali, bandi per l’innovazione o la transizione ecologica. Si
tratta di strumenti concepiti per favorire lo sviluppo delle imprese,
migliorare la competitività e ridurre il rischio finanziario, e che
rappresentano oggi una componente imprescindibile per una gestione evoluta dell’attività
ricettiva.</div>

<div class="imTAJustify">Tuttavia, molti albergatori faticano ad accedervi
per diversi motivi: in primo luogo, per una mancanza di informazione aggiornata
e facilmente comprensibile, spesso le comunicazioni istituzionali risultano
eccessivamente tecniche o frammentate, rendendo difficile per l’imprenditore
cogliere le opportunità a disposizione. In secondo luogo, la percezione della
burocrazia associata ai bandi pubblici agisce come deterrente, alimentando
l’idea che accedere a un contributo richieda tempi lunghi, competenze tecniche
elevate e un carico documentale sproporzionato. In terzo luogo, vi è una
scarsità di consulenti specializzati nei territori minori o nelle aree interne,
dove molte strutture turistiche di piccola e media dimensione operano in
condizioni di marginalità organizzativa, In aggiunta tale indirizzamento
dovrebbe essere supportato necessariamente da attività consulenziali con
profonda conoscenza del settore alberghiero al fine di prevedere i segmenti di prodotto
da sviluppare attraverso tali operazioni. &nbsp;</div>

<div class="imTAJustify">Questa situazione produce un doppio paradosso: da
un lato, lo Stato mette a disposizione ingenti risorse per sostenere la
crescita del comparto turistico; dall’altro, le imprese che più avrebbero
bisogno di questi fondi non li intercettano, continuando a fare affidamento su
forme tradizionali di indebitamento bancario, spesso inappropriate. È
emblematico che, in molti casi, gli albergatori scoprano l’esistenza di bandi o
incentivi solo dopo aver già concluso l’investimento, precludendosi la
possibilità di beneficiarne, altri ancora, pur consapevoli dell’esistenza di
agevolazioni, rinunciano ad approfondirne le condizioni per timore di non
essere all’altezza della procedura o per mancanza di tempo e risorse.</div>

<div class="imTAJustify">La questione è aggravata da errori gestionali
ricorrenti all’interno delle strutture ricettive in primo luogo, la mancanza di
una pianificazione finanziaria strutturata. In molte realtà, specie familiari o
a conduzione diretta, le decisioni vengono prese in base a intuizioni o
necessità contingenti, senza una strategia chiara o una valutazione approfondita
del ritorno sugli investimenti. In secondo luogo, permane una pericolosa
commistione tra patrimonio personale e aziendale, che espone gli imprenditori a
rischi elevati in caso di insolvenza o difficoltà operative. Si assiste dunque a
un utilizzo della leva finanziaria privo di equilibrio: il ricorso eccessivo al
debito a fronte di un capitale proprio insufficiente compromette la solidità
patrimoniale dell’impresa, riducendone la capacità di assorbire eventuali shock
esterni.</div>

<div class="imTAJustify">In questo scenario, risulta evidente come la
formazione e l’assistenza qualificata possano rappresentare strumenti
fondamentali per cambiare paradigma. È necessario promuovere una cultura
d’impresa più consapevole, in cui la gestione economica e finanziaria sia
percepita come un ambito strategico e non meramente amministrativo. Le
associazioni di categoria, gli enti di formazione, le Camere di Commercio e le
istituzioni pubbliche dovrebbero giocare un ruolo proattivo, diffondendo le
informazioni in modo capillare, semplificando l’accesso agli strumenti
agevolativi e facilitando l’incontro tra domanda e offerta di consulenza
specializzata anche se, affidarsi a consulenti specifici può senza dubbio
favorire la buona riuscita dell’operazione.</div>

<div class="imTAJustify">L’esperienza dimostra che, laddove vi è
un’adeguata assistenza tecnica, le imprese riescono ad accedere con successo
alla finanza agevolata, ottenendo risultati importanti. Numerosi casi
dimostrano che, grazie al supporto di professionisti competenti, le strutture
alberghiere hanno potuto realizzare progetti di riqualificazione,
digitalizzazione, internazionalizzazione o efficientamento energetico con un
impatto positivo sulla redditività e sulla sostenibilità del business. La
consulenza in questo ambito non deve essere vista come un costo, ma come un
investimento in grado di generare ritorni economici e di rafforzare la
competitività aziendale.</div>

<div class="imTAJustify">Oggi, più che in passato, l’accesso al credito non
può prescindere da una valutazione complessiva del mix di risorse disponibili,
i finanziamenti agevolati non sono più una nicchia riservata a grandi gruppi o
a chi opera in contesti metropolitani. </div>

<div class="imTAJustify">Per cogliere queste opportunità, tuttavia, serve
una nuova consapevolezza imprenditoriale, &nbsp;serve che l’albergatore si trasformi in un
vero e proprio gestore d’impresa, capace di affrontare con competenza non solo
le sfide operative legate alla qualità del servizio e alla gestione del
personale ma anche le dimensioni strategiche della finanza, degli investimenti
e della programmazione. La formazione continua, l’accesso a reti di consulenza
qualificate e il rafforzamento del dialogo tra pubblico e privato sono elementi
centrali in questo processo.</div>

<div class="imTAJustify">In conclusione, affrontare la questione
dell’indebitamento alberghiero richiede un approccio sistemico e una revisione
profonda delle pratiche gestionali oggi prevalenti. L’eccessivo ricorso al
credito bancario non è soltanto una conseguenza della volontà di investire, ma
è spesso il sintomo di una carenza informativa e di una debolezza culturale che
può – e deve – essere superata. La finanza agevolata, se correttamente compresa
e utilizzata, può rappresentare non solo un antidoto all’indebitamento, ma una leva
fondamentale per lo sviluppo sostenibile del settore turistico. In un mondo in
cui la competitività si gioca sempre più sulla capacità di innovare,
diversificare e adattarsi ai cambiamenti, le risorse pubbliche rappresentano un
alleato prezioso ma per trasformarle in vantaggio competitivo, è necessario
prima di tutto conoscerle, comprenderle e saperle utilizzare.</div>

<div class="imTAJustify"> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 May 2025 13:18:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.htmg.it/blog/?oltre-il-debito--le-radici-dell-indebitamento-alberghiero-e-il-ruolo-strategico-della-finanza-agevolata</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Caos guide turistiche: il TAR blocca il concorso. Una professione da riformare]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000056"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Negli ultimi giorni, il settore turistico italiano è stato scosso da una notizia che ha riportato al centro del dibattito una professione chiave per la valorizzazione del nostro patrimonio: quella della guida turistica. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha accolto il ricorso presentato dall’ANGT, l’Associazione Nazionale Guide Turistiche, contro il bando del concorso nazionale indetto dal Ministero del Turismo per l’abilitazione delle nuove guide. La notizia ha sollevato reazioni contrastanti, riflessioni profonde e, soprattutto, l’urgenza di ridefinire i criteri di accesso alla professione e i metodi di certificazione delle competenze.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ma andiamo con ordine.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per anni il mondo delle guide turistiche ha vissuto in una sorta di limbo normativo. Dopo l’abolizione delle vecchie norme regionali in attesa di una regolamentazione nazionale uniforme, il Ministero del Turismo ha finalmente bandito un concorso pubblico per la selezione e abilitazione di nuove guide, con validità su tutto il territorio italiano. L’obiettivo dichiarato era duplice: da un lato, colmare il vuoto normativo e dare un assetto definitivo alla professione; dall’altro, rispondere alla crescente domanda di servizi guidati qualificati in un’Italia che continua ad attrarre milioni di visitatori ogni anno. Tuttavia, il bando, seppur atteso da tempo, ha sollevato sin da subito critiche da parte delle associazioni di categoria. Alcuni aspetti, in particolare, sono stati considerati lesivi della professionalità e del valore culturale del mestiere di guida turistica.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">L’ANGT, in rappresentanza di numerosi professionisti del settore, ha presentato ricorso al TAR del Lazio, evidenziando come il bando contenesse diverse disposizioni problematiche. Tra le più contestate, l’accesso al concorso aperto anche a chi è in possesso del solo diploma di scuola superiore, senza l’obbligo di una laurea, una scelta che, secondo l’associazione, rischia di svilire una professione che richiede profonde competenze storiche, artistiche, linguistiche e culturali.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Un secondo punto critico riguarda le lingue straniere: il bando, infatti, non prevede l’obbligo di certificazioni linguistiche internazionali, considerando che il lavoro delle guide turistiche si svolge in gran parte con visitatori provenienti dall’estero, molti ritengono inaccettabile che si possa accedere alla professione senza dimostrare in modo oggettivo un’elevata padronanza di almeno una lingua straniera.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Infine, è stata messa in discussione la scelta di rilasciare un’abilitazione nazionale, senza alcuna distinzione territoriale, in un Paese come l’Italia, la cui ricchezza culturale e paesaggistica varia profondamente da regione a regione, molti operatori considerano essenziale mantenere una dimensione locale o almeno interregionale dell’abilitazione, per valorizzare la specificità dei territori e incentivare una formazione mirata.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il 15 maggio 2025 il TAR del Lazio ha emesso un’ordinanza con la quale ha accolto l’istanza cautelare dell’ANGT, sospendendo di fatto l’efficacia del bando fino alla discussione di merito fissata per il 14 ottobre 2025. La decisione ha suscitato grande attenzione: non si tratta solo di una sospensione tecnica, ma di un riconoscimento, seppur provvisorio, della fondatezza delle argomentazioni avanzate dall’associazione. Il TAR ha anche invitato il Ministero a non procedere con iniziative che possano pregiudicare le istanze sollevate, inclusa l’abilitazione delle nuove guide in forza del concorso impugnato, in parole semplici, tutto è fermo! E con l’alta stagione turistica alle porte, questa situazione ha generato preoccupazione sia tra i candidati sia tra gli operatori del turismo, che già lamentano una carenza di guide autorizzate.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nonostante l’ordinanza, il Ministero del Turismo ha dichiarato pubblicamente che il bando non è stato formalmente sospeso nella sua efficacia e ha annunciato l’intenzione di proseguire con le prove previste entro la fine di luglio 2025. Un segnale che mostra come l’intero impianto normativo sia oggi oggetto di tensioni istituzionali e interpretazioni divergenti.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Altre associazioni di categoria, pur condividendo molte delle perplessità sollevate dall’ANGT, si sono dette preoccupate per l’impatto che un’eventuale cancellazione o modifica del concorso potrebbe avere sull’intero settore, è il caso dell’AGTA, che ha sottolineato come la sospensione possa aggravare la carenza di guide in alcune aree ad alta domanda, proprio nel momento in cui il turismo internazionale sta tornando ai livelli pre-pandemici.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Questa vicenda giudiziaria rappresenta solo la punta dell’iceberg di un problema più ampio e strutturale: la necessità di ripensare il sistema di accesso e abilitazione alla professione di guida turistica in Italia, è giunto il momento di avviare una riflessione profonda e condivisa, che non si limiti alla risoluzione di un ricorso, ma affronti in modo sistemico la questione. In un contesto sempre più competitivo, in cui il turismo esperienziale, culturale e sostenibile richiede figure altamente qualificate, il processo di abilitazione deve essere espressione di eccellenza e non un ostacolo formale. Le guide turistiche sono ambasciatori culturali, narratori del territorio, mediatori tra il patrimonio e il visitatore è quindi doveroso che il percorso per diventarlo sia rigoroso, selettivo e soprattutto coerente con le esigenze del turismo contemporaneo.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Alla luce delle criticità emerse, è possibile avanzare alcune proposte operative per la costruzione di un nuovo modello di abilitazione delle guide turistiche:</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">- L’accesso al nuovo concorso dovrebbe essere riservato a candidati con un indirizzo scolastico in discipline attinenti (beni culturali, storia dell’arte, archeologia, lingue, turismo, ecc.), con l’aggiunta di una certificazione linguistica almeno di livello B2 per la lingua straniera principale, in questo modo, si garantirebbe una solida base culturale e la capacità di comunicare con un pubblico internazionale.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>- </b>Si potrebbe strutturare un’abilitazione su base modulare: una base nazionale comune, con esami e percorsi formativi specifici per aree territoriali (regioni, province, siti UNESCO) o per aree tematiche (turismo enogastronomico, archeologico, religioso, naturalistico). Questo approccio permetterebbe una maggiore valorizzazione delle competenze locali.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>- </b>Una guida turistica non può fermarsi alla formazione iniziale, occorre prevedere un sistema di aggiornamento obbligatorio, con crediti formativi da acquisire annualmente, su temi come nuove tecnologie, accessibilità, sostenibilità e nuove metodologie di storytelling turistico.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>- </b>Per chi già opera nel settore in maniera non regolarizzata, sarebbe opportuno prevedere un percorso di “emersione” che valorizzi l’esperienza documentata, con esami dedicati o corsi di adeguamento. Questo eviterebbe di disperdere un patrimonio di competenze costruito sul campo.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">- Le associazioni di categoria, le regioni e i territori dovrebbero essere coinvolti fin dalle prime fasi della progettazione dei bandi e dei percorsi formativi. Questo garantirebbe una maggiore aderenza alle reali esigenze del mercato e ridurrebbe i conflitti istituzionali.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La sospensione cautelare del concorso nazionale per guide turistiche, al di là degli aspetti giuridici, rappresenta un’opportunità preziosa per ripensare una professione strategica per il turismo italiano. In un’epoca in cui i viaggiatori cercano esperienze autentiche, contenuti culturali approfonditi e relazioni significative con il territorio, il ruolo della guida turistica si fa sempre più centrale.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Occorre dunque costruire un sistema di abilitazione che sia all’altezza di questa sfida: serio, inclusivo, meritocratico, territoriale e aggiornato, un sistema che riconosca le guide turistiche non solo come figure abilitate, ma come veri e propri custodi del patrimonio culturale. L’Italia ha un’occasione per dimostrare che non solo sa accogliere, ma anche formare e valorizzare chi racconta la sua storia.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 May 2025 17:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Hotel al capolinea: la mala gestione che sta affondando una parte dell’Ospitalità Italiana]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000055"><div>Nel mondo dell’ospitalità, la concorrenza non dorme mai. Le esigenze dei viaggiatori evolvono rapidamente e la tecnologia corre a un ritmo serrato, tuttavia alcune strutture alberghiere soprattutto quelle di medie e piccole dimensioni, sembrano ignorare i segnali del cambiamento restando ancorate a modelli gestionali obsoleti. Il risultato è spesso una spirale discendente fatta di personale demotivato, servizi inadeguati, recensioni negative e, infine, calo drastico del fatturato.Il capitale umano è da sempre il cuore pulsante di ogni struttura ricettiva: un receptionist sorridente, un cameriere premuroso, un addetto alle pulizie efficiente possono trasformare un semplice soggiorno in un’esperienza memorabile che contribuisce alla fidelizzazione della Clientela e al miglioramento di livello del brand reputation, importante per incrementare i fatturati e permettere un’auspicata crescita.</div><div>Tuttavia, in molte realtà alberghiere si assiste a un progressivo disinvestimento sul personale con turni massacranti, stipendi bassi, formazione assente e totale mancanza di percorsi di crescita che portano a un ambiente lavorativo demotivante. Il personale non valorizzato non solo riduce la qualità del servizio ma tende ad adottare un atteggiamento passivo o addirittura ostile nei confronti della clientela e ciò si traduce in recensioni negative, perdita di reputazione e conseguente calo della domanda che favorisce impietosamente il passaparola digitale dove una serie di lamentele online compromettono la credibilità dell’albergo.</div><div>Uno dei mali endemici di molte strutture è la presenza di una leadership debole o assente dove spesso i titolari sono imprenditori di prima generazione, tecnicamente competenti ma privi di una visione moderna. Altri, invece, delegano la gestione a figure non adeguatamente formate o motivate ed in entrambi i casi, il risultato è un’azienda senza una direzione chiara. Un buon leader alberghiero sa ascoltare, motivare, soprattutto premiare i successi anche attraverso gratifiche morali oltre che economiche e correggere con empatia gli errori, sa investire in formazione, in tecnologie e in processi che semplifichino e migliorino il lavoro quotidiano e soventemente, dove manca questa guida tutto il sistema tende a degenerare.</div><div>Nel 2025, l’assenza di strumenti digitali efficaci non è più giustificabile! Le tecnologie di automazione, la domotica, i software di gestione (PMS), i channel manager, i CRM, le app per la comunicazione interna e le soluzioni per il check-in digitale sono oggi accessibili anche alle strutture di dimensioni ridotte ma molti albergatori vedono ancora l’innovazione come un costo piuttosto che come un investimento e questo approccio miopico impedisce loro di semplificare i processi, offrire un’esperienza utente fluida e raccogliere dati utili per personalizzare l’offerta.</div><div>Il mercato offre oggi numerose soluzioni per finanziare l’innovazione quali: leasing tecnologico, finanza agevolata, contributi a fondo perduto, bandi regionali ed europei spesso, però, le strutture alberghiere non approfittano di queste opportunità per semplice disinformazione o pigrizia gestionale. Invece di aggiornare l’infrastruttura tecnologica o di ristrutturare camere e spazi comuni, molti albergatori preferiscono adottare una logica attendista sperando in tempi migliori. Ma senza investimenti mirati, è difficile competere con le realtà più dinamiche, soprattutto in mercati turistici ipercompetitivi!</div><div>Il cliente di oggi è informato, digitale, esigente e poco propenso alla fidelizzazione automatica si aspetta servizi efficienti, comunicazione chiara, ambienti curati e, soprattutto, coerenza tra promessa e realtà e se le aspettative non vengono rispettate non solo sceglierà un’altra struttura per il prossimo soggiorno ma lo racconterà a centinaia di altri potenziali clienti. Chi non investe per stare al passo con queste aspettative è destinato a perdere fette sempre più consistenti di mercato e lo spauracchio dei competitor non sarà solo motivo per un raffronto ma una condizione che permetterà loro di capitalizzare l’insoddisfazione del Cliente, offrendo ciò che è mancato altrove.</div><div>Una struttura che non investe nel personale e nella tecnologia inizia lentamente a perdere appeal, la qualità del servizio cala, la reputazione online peggiora, i clienti diminuiscono con la conseguenza di produrre meno entrate e con una montagna da scalare sempre più difficile per migliorare attraverso azioni efficaci. Questo genera un circolo vizioso che spesso porta alla svendita della struttura, al cambio di gestione o, nei casi peggiori, alla chiusura definitiva!</div><div>In molte località turistiche italiane, è facile imbattersi in alberghi che fino a pochi anni fa erano fiorenti e oggi versano in condizioni critiche come ad esempio, in alcune località del litorale adriatico dove la maggior parte delle strutture che non hanno mai rinnovato gli ambienti o formato il personale oggi faticano a riempire le camere anche in alta stagione. Dall’altro lato, ci sono hotel che, pur con risorse modeste, hanno puntato tutto sull’accoglienza calorosa, sulla digitalizzazione intelligente e su collaborazioni con enti locali e influencer per valorizzare il territorio, il risultato? Camere piene, clienti soddisfatti e reputazione solida.Il settore alberghiero sta cambiando, non si tratta più solo di offrire un letto e una colazione, ma un’esperienza completa e chi non capisce questa evoluzione rischia di uscire dal mercato. Ma la buona notizia è che non è mai troppo tardi per cambiare rotta, serve coraggio, formazione, apertura mentale e voglia di mettersi in discussione, una visione chiara del futuro, supportata da strumenti concreti e da un team motivato, solo così si può invertire la rotta e tornare a crescere.</div><div>Il declino di molte strutture alberghiere non è frutto del destino o di congiunture sfortunate, ma spesso il risultato di scelte gestionali sbagliate o non fatte. Investire nel capitale umano, nella tecnologia e nell’innovazione non è un lusso, ma una necessità per sopravvivere e prosperare in un mercato sempre più competitivo dove la vera sfida è passare da una gestione reattiva a una gestione proattiva e chi saprà affrontarla con intelligenza e visione avrà davanti a sé un futuro ricco di opportunità</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 May 2025 16:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il turismo tra 30 anni: come cambieranno i viaggi, i servizi, le professioni e il volto del viaggiatore]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000054"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel prossimo futuro viaggiare
non sarà più un semplice spostarsi da un luogo all’altro per svago o curiosità.
Sarà un’esperienza profonda, tecnologicamente integrata, emotivamente
coinvolgente e, soprattutto, trasformativa. Il turismo, come lo conosciamo
oggi, subirà una metamorfosi radicale, spinta da innovazioni tecnologiche,
esigenze ambientali e cambiamenti culturali. In questo scenario futuro, le
modalità di viaggio, i servizi offerti, le figure professionali coinvolte e lo
stesso turista saranno profondamente diversi da quelli attuali.<br></span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">A guidare questa
trasformazione saranno alcuni fattori chiave: in primo luogo, la tecnologia.
L’intelligenza artificiale, la realtà aumentata, i trasporti iper-veloci, i
gemelli digitali e l’internet sensoriale ridefiniranno completamente
l’esperienza turistica. Ma sarà anche il contesto ambientale a imporre nuove
regole: i cambiamenti climatici trasformeranno la geografia turistica globale,
rendendo alcune destinazioni inaccessibili e altre improvvisamente attraenti. E
infine ci saranno i mutamenti sociali e culturali, con una popolazione sempre
più urbana, longeva, interconnessa e consapevole.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel 2055, la vacanza sarà su
misura, costruita intorno all’individuo, alle sue emozioni, ai suoi valori, al
suo stato di salute. I turisti non si accontenteranno di visitare un luogo,
vorranno entrarci dentro — letteralmente e simbolicamente. Le esperienze
saranno multisensoriali: hotel e musei offriranno ambienti immersivi capaci di
replicare climi, paesaggi, epoche storiche. Sarà possibile, ad esempio, dormire
in una stanza che riproduce le condizioni di una notte nel deserto del Sahara o
vivere un giorno nella Firenze rinascimentale, grazie a proiezioni olografiche
e ambienti dinamici.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel frattempo, i trasporti
saranno rivoluzionati. I viaggi intercontinentali diventeranno più rapidi
grazie a treni superveloci a levitazione magnetica, capsule Hyperloop e
velivoli a idrogeno. I taxi volanti autonomi collegheranno rapidamente centri
urbani e destinazioni isolate. Il turismo spaziale, pur ancora riservato a
un’élite, sarà ormai consolidato, con orbite terrestri basse offerte come
pacchetti premium e soggiorni su hotel orbitanti dotati di gravità artificiale.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Anche il modo di organizzare
un viaggio sarà completamente diverso. Ogni individuo disporrà di un “Gemello
Digitale”, un assistente virtuale evoluto capace di raccogliere dati
biometrici, emozionali, culturali e cognitivi per creare itinerari perfettamente
adattati al proprio stato d’animo, alle esigenze fisiche, alle preferenze
culturali. Non si tratterà più di scegliere da un catalogo, ma di farsi
costruire l’esperienza ideale in tempo reale, con una flessibilità mai vista
prima. Il turista deciderà al mattino dove andare e ci arriverà nel pomeriggio,
senza stress, senza code, senza errori.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ma questi nuovi servizi
richiederanno nuove professionalità. Spariranno molti dei ruoli tradizionali e
ne nasceranno altri, spesso ibridi, tra tecnologia, cura e creatività. Il
consulente di esperienze immersive sarà uno dei protagonisti del settore: sarà
colui che progetterà viaggi emozionali tramite realtà aumentata e narrazione
sensoriale. Al suo fianco opererà il curatore di bio-viaggi, esperto nel
disegnare percorsi rigenerativi che coniughino natura, nutrizione, attività
fisica, meditazione e benessere psicologico. Figure come l’ingegnere delle
destinazioni digitali o l’ethical travel designer modelleranno le nuove
città-turismo, creando ambienti sostenibili e interattivi, capaci di prevenire
l’overtourism e valorizzare le comunità locali.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Cambierà anche la figura del
turista. Si parlerà di “turista post-materialista”: non più attratto da
souvenir e fotografia compulsiva, ma alla ricerca di significato,
trasformazione, autenticità. Viaggerà per apprendere, guarire, evolvere. Sarà
curioso ma consapevole, con un’etica personale che lo guiderà nelle scelte,
attento all’impatto che produce e desideroso di entrare in relazione autentica
con le culture che incontra. Il turista del 2055 sarà anche un “nomade
neurodigitale”, capace di usare la tecnologia per arricchire l’esperienza, ma
anche di disconnettersi quando necessario, in cerca di silenzio, di natura, di
relazioni vere.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Sarà inoltre un “turista
climatico”, motivato dalla volontà di conoscere luoghi fragili, in pericolo,
destinati a trasformarsi o scomparire. Viaggerà spinto dalla consapevolezza
ecologica, interessato a comprendere, testimoniare e, quando possibile, contribuire.
Infine, sarà un turista-ibrido: sempre più spesso il viaggio si fonderà con il
lavoro, in un connubio di workation, co-living e esperienze professionali in
contesti esotici o rurali. Gli spazi di accoglienza saranno pensati per
accogliere questa nuova umanità nomade e produttiva, con connessioni
ultra-veloci, aree di lavoro creative, e al contempo servizi di rigenerazione
psico-fisica.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La nuova ospitalità sarà
quindi centrata sull’empatia. Gli hotel non saranno più solo luoghi in cui
dormire, ma organismi intelligenti, capaci di adattarsi in tempo reale alle
esigenze dell’ospite. Le camere saranno modulabili, gli spazi comuni fluidi, i
servizi personalizzabili all’estremo. L’accoglienza sarà gestita da team misti
di persone e intelligenze artificiali empatiche, in grado di riconoscere le
emozioni del cliente e adattare il tono, le parole, persino l’aroma
dell’ambiente.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Tutto sarà disegnato per
rispondere a un principio chiave: far sentire il viaggiatore parte di un
ecosistema vivente, non di una catena industriale. Anche le esperienze saranno
co-create: il turista contribuirà alla costruzione del proprio itinerario, potrà
interagire con artisti, artigiani, contadini, studiosi, diventando parte di una
rete che valorizza le specificità locali. Il viaggio sarà un atto di
partecipazione.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ma questo scenario luminoso
non è privo di ombre. Ci saranno sfide cruciali: in primo luogo, la privacy. I
dati biometrici ed emozionali raccolti dagli assistenti digitali dovranno
essere tutelati con rigore. L’uso dell’intelligenza artificiale dovrà essere
etico, trasparente, controllabile. Sarà necessario impedire che il turismo
diventi uno strumento di manipolazione o sorveglianza.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Poi c’è il tema dell’equità.
Un turismo sempre più sofisticato rischia di diventare elitario. Sarà
fondamentale garantire accesso e inclusività, creare esperienze significative
per tutte le fasce sociali, evitare che le differenze economiche si trasformino
in barriere esperienziali. Infine, c’è il rischio di una omologazione
culturale. Se ogni destinazione diventa un contenuto digitale,
personalizzabile, c’è il pericolo che perda la sua autenticità, che le culture
locali vengano standardizzate per compiacere il viaggiatore globale.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il futuro del turismo sarà
quindi una sfida di equilibrio. Tra tecnologia ed emozione, tra
personalizzazione e comunità, tra velocità e profondità. Ma sarà anche, e
soprattutto, una straordinaria opportunità per ripensare il senso stesso del
viaggio. Perché viaggiare, tra 30 anni come oggi, resterà un gesto umano
fondamentale: un modo per uscire da sé, per incontrare l’altro, per cambiare
prospettiva. Sarà uno specchio del mondo che avremo costruito. E anche, forse,
una strada per migliorarlo.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 May 2025 07:17:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il Turismo in Italia: dati in crescita ma il cambiamento deve essere generale.]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000053"><div><span class="fs14lh1-5">Negli ultimi anni, il turismo ha riaffermato il suo ruolo strategico nell'economia italiana, registrando numeri da record e confermandosi come uno dei motori principali della crescita nazionale. I dati più recenti relativi al 2024 evidenziano un aumento complessivo delle presenze turistiche del +2,5% rispetto al 2023, con un risultato che assume una portata storica: l’Italia conquista il secondo posto in Europa per numero di presenze, superando la Francia e posizionandosi subito dietro la Spagna. Il dato più rilevante riguarda la componente estera: sono infatti i turisti stranieri a trainare questa crescita, con un incremento costante di arrivi e pernottamenti lungo tutta la Penisola. Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Francia e paesi asiatici come la Cina e il Giappone hanno contribuito in maniera significativa, spinti da una crescente voglia di viaggiare e dalla rinnovata attrattività dell’Italia nel panorama internazionale. Le città d’arte come Roma, Firenze e Venezia rimangono capisaldi assoluti, ma a sorprendere è anche la crescita esponenziale <strong>del turismo nei borghi, nei territori rurali, nelle aree montane e lungo le coste meno conosciute</strong>. L’Italia dimostra di saper intercettare non solo la domanda tradizionale, ma anche quella più recente, legata a esperienze autentiche, sostenibili e personalizzate.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ricordo che il turismo rappresenta <strong>oggi circa il 13% del PIL nazionale, considerando l’indotto diretto e indiretto, e offre lavoro a circa 4 milioni di persone</strong>, tra occupazione diretta e filiere collegate (ristorazione, trasporti, cultura, artigianato). Si tratta di un settore trasversale, che tocca molteplici ambiti produttivi e che ha dimostrato una resilienza straordinaria, anche di fronte a sfide epocali come la pandemia. Il suo contributo è stato essenziale per la ripresa economica post-Covid e continua ad essere un settore chiave per la crescita futura, grazie anche agli investimenti provenienti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che destina fondi consistenti alla digitalizzazione, alla sostenibilità e alla valorizzazione del patrimonio turistico-culturale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ma quali sono stai i fattori che hanno portato a questo boom recente?</span></div><ul><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Diversificazione dell’offerta</span></strong><span class="cf1">: accanto alle mete tradizionali, si sono sviluppati nuovi segmenti come il turismo enogastronomico, quello naturalistico, sportivo, religioso e wellness.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Strategie di promozione mirate</span></strong><span class="cf1">: si è assistito a un potenziamento delle campagne pubblicitarie all’estero puntando su mercati ad alta capacità di spesa.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Miglioramento della qualità dei servizi</span></strong><span class="cf1">: molti operatori del settore hanno investito in strutture ricettive di alta gamma, innovazione tecnologica e formazione del personale. Purtroppo rimane una fetta dell’imprenditoria alberghiera che ostinatamente non reagisce a questa evoluzione che ha segnato un cambio di passo nella gestione dell’ospitalità.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Sostenibilità</span></strong><span class="cf1">: l’Italia si è distinta anche per l’impegno nella promozione di modelli turistici più sostenibili, favorendo forme di turismo lento e responsabile.</span></span></li></ul><div><span class="fs14lh1-5"><strong>Nonostante i successi, il settore turistico italiano deve affrontare alcune sfide importanti,</strong> prima tra tutte, la necessità di gestire i flussi turistici in modo equilibrato per evitare fenomeni di overtourism nelle aree più popolari e, al contempo, promuovere la crescita nelle zone meno conosciute, inoltre, la competitività internazionale richiede un continuo aggiornamento dell’offerta, sia in termini infrastrutturali sia nella capacità di intercettare nuove tendenze (come il turismo digitale, i viaggi esperienziali, il bleisure travel – “business travel” e “leisure” quale combinazione di viaggi per affari e svago).</span></div><div><span class="fs14lh1-5">A mio avviso le azioni da sostenere, sono:</span></div><ul><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">La destagionalizzazione</span></strong><span class="cf1">, per distribuire i flussi turistici durante tutto l’anno;</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">Il rafforzamento dell’offerta nelle aree interne</span></strong><span class="cf1">, lontane dai grandi circuiti turistici tradizionali;</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">La formazione continua</span></strong><span class="cf1">, per garantire standard qualitativi elevati in un mercato sempre più esigente e globalizzato;</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><strong><span class="cf1">La gestione intelligente dei flussi</span></strong><span class="cf1">, soprattutto nelle città d’arte, dove la pressione turistica rischia di compromettere la qualità della vita dei residenti e l’integrità del patrimonio.</span></span></li></ul><div><span class="fs14lh1-5">Un altro <strong>tema cruciale è quello della sostenibilità:</strong> il turismo del futuro sarà sempre più giudicato in base al suo impatto ambientale, sociale ed economico. L’Italia, forte del suo patrimonio unico, <strong>ha tutte le carte in regola per diventare un modello di sviluppo turistico responsabile</strong>. Il turismo italiano non è solo una questione di numeri: è un patrimonio vivente, una leva economica strategica e un simbolo della nostra identità culturale. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il record delle presenze turistiche nel 2024 non rappresenta un traguardo finale, ma <strong>piuttosto un nuovo punto di partenza e per consolidare questo ruolo di leadership</strong>, l’Italia dovrà continuare a investire in qualità, innovazione, sostenibilità e promozione, valorizzando le proprie eccellenze e mantenendo viva quella capacità di incantare il mondo che da secoli ci contraddistingue.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 16:13:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L’illusione del benessere: aziende, apparenze e silenzi]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000052"><div><span class="fs14lh1-5">Viviamo in un’epoca dove l’immagine spesso conta
più della sostanza, dove il marketing ha imparato non solo a vendere prodotti,
ma anche a costruire maschere. Tra le più insidiose c’è quella del “successo
aziendale”, una narrazione confezionata con cura da molte imprese che, pur
navigando in acque incerte o addirittura tempestose, scelgono di apparire
solide e floride. Tale procedura, frequente soprattutto in sede di ostentazioni
costruite ad hoc per “gettare fumo” negli occhi di aziende o clienti con il quale
si sta avviando una collaborazione o una vendita, tenta di innalzare il brand
reputation il più delle volte senza avere una concreta struttura che possa poi
reggere l’operazione commerciale, evidenziando strategie aziendali gestite
“alla giornata” che si trasformano in veri e propri
“harakiri” &nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">E uno degli strumenti più subdoli di questa
illusione è la pubblicazione di offerte di lavoro. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Scorrendo i portali dedicati, mi capita spesso di
imbattermi in annunci entusiastici: ricerche di personale, posizioni aperte
“urgentemente”, opportunità apparentemente concrete per giovani e
professionisti. Le aziende si raccontano come realtà dinamiche, in crescita,
con progetti ambiziosi e obiettivi globali ma a distanza di settimane, talvolta
mesi, nessuna risposta arriva, nessun contatto, nessun rifiuto, nessuna voce
dall’altra parte. &nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">E allora nasce il dubbio: era davvero una ricerca
attiva? Esisteva davvero quella posizione? O si trattava solo di un’operazione
d’immagine?</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Vi sono dunque aziende che pubblicano annunci
fittizi per dare l’idea di essere in espansione, attrattive, competitive, in
alcuni casi servono per ingannare investitori, fingendo una crescita
inesistente in altri, si vogliono testare gratuitamente i trend del mercato del
lavoro, raccogliere CV per “eventuali esigenze future” che non arriveranno mai.
In tutti i casi, è una forma moderna di manipolazione.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Molti candidati si sentono ingannati perché dietro
a ogni curriculum inviato c’è una persona, una speranza, un tempo dedicato.
Quando nessuno risponde, non è solo una mancata opportunità: è un messaggio
silenzioso che scivola tra le crepe dell’indifferenza, diventandone causa della
sfiducia soprattutto giovanile, in un sistema lavorativo che somma alla
frequente mancanza di un giudizio meritocratico, l’inganno verso una categoria
emotivamente provata dai continui tentativi alla ricerca di un futuro. Queste pratiche
non solo compromettono la fiducia tra aziende e lavoratori, ma generano un
clima di sospetto e stanchezza e le aziende perdono una cosa fondamentale: la
credibilità.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">In un mondo dove tutto è comunicazione, la
trasparenza dovrebbe essere l’unico vero vantaggio competitivo perché una
reputazione si costruisce con i fatti, non con le apparenze. E oggi, più che
mai, c’è bisogno di verità, non di vetrine.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Forse è tempo che anche il mondo del lavoro impari
a rispettare il tempo, la dignità e l’intelligenza delle persone. Perché dietro
ogni “candidatura non vista” c’è una storia, e nessuna storia merita di essere
ignorata.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 07:21:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Le difficoltà di reperire personale negli hotel: cause e possibili soluzioni]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000051"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In questi ultimi
anni, il settore alberghiero sta affrontando una seria difficoltà nel reperire
personale qualificato, in particolare nei reparti di cucina e ristorante.
Questa problematica sta avendo un impatto significativo sull'operatività delle
strutture ricettive, mettendo a rischio la qualità del servizio offerto e
seppur io ne abbia scritto in un post relativamente recente vorrei ritornare su
un argomento talmente grave per via di un episodio durante un mio recente
incontro professionale. Un neo albergatore mi ha confessato di non voler aprire
la struttura perché non riesce a trovare personale soprattutto nel settore
cucina, mettendo a repentaglio ingenti capitali investiti per la struttura. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ma quali sarebbero le
cause di questa carenza di lavoratori?</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">I motivi per cui
molte persone evitano di lavorare in hotel, specialmente in cucina e
ristorante, sarebbero legate alle condizioni di lavoro, alle retribuzioni non
sempre adeguate e alle prospettive di carriera. Orari sono spesso lunghi e
irregolari, con turni che comprendono weekend, festività e orari serali
renderebbero difficile la vita professionale con quella personale, inoltre, il
carico di lavoro è spesso intenso, con ritmi serrati che aumentano il livello
di stress e il rischio di burnout. In aggiunta, la grande richiesta di
personale non fa lievitare gli stipendi offerti, non competitivi rispetto ad
altri settori con condizioni di lavoro più regolari e meno stressanti, in particolare,
per ruoli di base come camerieri e aiuto cuochi, la paga non sempre rispecchia
l'impegno e la fatica richiesti. In effetti, l’incremento delle paghe nel
settore alberghiero e ristorativo è stato costantemente penalizzato e ciò si
potrebbe dedurre dai dati ISTAT dove l’inflazione cumulata dal 2007 ad oggi
risulta essere vicina al 38% quindi al netto dei rincari, le retribuzioni dei
lavoratori si sono ridotte di circa il 10%. È anche noto che, la gestione di
strutture nel settore alberghiero ha un profilo di redditività alquanto basso
in quanto il volume di costi non permette di generare un controvalore adeguato
e conseguentemente le retribuzioni risultano essere inferiori rispetto ad altri
settori come l’industria o quelli relativi all’innovazione. Parte del problema
dunque è da imputare ai costi di gestione i quali non permettono di creare
utili adeguati all’imprenditore che di riflesso si rivale sulle retribuzioni dei
lavoratori. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Possibili soluzioni?</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La centralità delle
soluzioni risiede innanzitutto in un abbattimento dei costi di gestione. Pervenendo
a una diminuzione costante della spesa si riuscirebbe a garantire una
condizione lavorativa migliore e quindi una fidelizzazione delle figure
professionali verso l’azienda. Ciò che manca a una gran parte dell’imprenditoria
alberghiera è la consapevolezza che la gestione di un albergo o di un
ristorante è notevolmente cambiata rispetto a pochi anni fa (oserei dire che la
linea di demarcazione tra le due metodologie è fortemente segnata dall’avvento
della scorsa pandemia) e il “modus operandi” necessita di un cambiamento strutturale
che coinvolge alcuni passaggi obbligati come ad esempio, l’efficientamento
energetico quale spesa rilevante di gestione, l’ottimizzazione degli acquisti, l’investimento
sulle attrezzature “salvatempo” (ad esempio in cucina preferire forni combinati
intelligenti, sottovuoto e abbattitori di temperatura di ultima generazione,
robot multifunzioni, software per la gestione delle scorte e del food cost), la
formazione costante del personale per aumentare la produttività e ridurre gli
errori. Altro elemento di pari importanza e nel maggior parte dei casi assente è
la creazione di un ambiente di lavoro positivo, promuovendo il lavoro di
squadra, organizzando eventi aziendali e garantendo una comunicazione
trasparente dove vige una disciplina dosata con gentilezza, lontana dai modelli
stereotipati di certe trasmissioni televisive di “cooking contest”. La
possibilità di avanzamenti interni e il riconoscimento del merito poi possono
aumentare la motivazione e il senso di appartenenza. Bisognerebbe altresì semplificare
le procedure burocratiche per assumere lavoratori stranieri per risolvere la
carenza di personale, le normative spesso rendono difficile il processo di
assunzione ed uno snellimento di queste procedure unitamente a programmi di
integrazione culturale potrebbe essere una soluzione efficace. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ma il cambiamento più
importante resta in capo alla dirigenza operativa, in parte rimasta ancorata a
vecchi cliché antidiluviani i quali necessitano di una revisione drastica nel “modus
operandi” e coadiuvata a mio avviso, dall’obbligo di aggiornamenti periodici
per mantenere lo status di operatore alberghiero. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Se il settore
alberghiero vuole superare questa sfida, deve adattarsi alle nuove esigenze ed
investire in un modello di gestione del personale più sostenibile e inclusivo.
Solo così sarà possibile garantire un servizio di alta qualità e attrarre nuove
generazioni di professionisti motivati.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 14:50:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.htmg.it/blog/?le-difficolta-di-reperire-personale-negli-hotel--cause-e-possibili-soluzioni</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L’evoluzione delle professioni nel settore turistico]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000050"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel 2025, il settore turistico in
Italia sta vivendo una significativa evoluzione con l'emergere di nuove
professioni che rispondono alle mutate esigenze dei viaggiatori e alle
innovazioni tecnologiche. Le professioni tradizionali nel turismo sono oggetto
di una trasformazione graduale ma non vengono ovviamente
"soppiantate" bensì si stanno adattando ed integrando con le tendenze
emergenti del settore anche se per molte professioni il cambiamento è stato
radicale a causa dei mutamenti nelle abitudini dei viaggiatori con una
crescente domanda di esperienze più personalizzate, spesso in forme diverse.<br></span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ve ne sono alcune che sono orientate
verso le nuove aspettative del turista odierno come ad esempio la figura degli Agenti
di Viaggio. Tradizionalmente, gli agenti di viaggio si occupavano di prenotare
voli, hotel e pacchetti turistici per i clienti, con l'avvento delle agenzie di
viaggio online (OTA) e delle piattaforme di prenotazione, il loro ruolo si è
evoluto. Oggi molti agenti di viaggio sono diventati consulenti di viaggi
esperienziali, focalizzandosi su itinerari personalizzati, esperienze
autentiche e turismo di nicchia. Stessa sorte anche per alcune Guide Turistiche
che proponevano visite guidate nei principali siti turistici, ora spesso si
specializzano in esperienze tematiche o immersive anche per l’aumento del
turismo esperienziale e per l’interesse verso programmi più particolari ed
autentici, le stesse propongono tour specializzati in cibo, cultura, arte,
natura e avventure all’aperto.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ma il cambiamento interessa anche gli Alberghi.
Alla stregua delle Agenzie di Viaggio, gli hotel tradizionali si stanno
evolvendo in strutture più uniche, come glamping, eco-lodge e boutique hotel,
per attrarre un pubblico più giovane e sensibile alla sostenibilità. Molti
operatori nel settore alberghiero stanno integrando tecnologie come
l’automazione, app per il check-in e il check-out, e servizi personalizzati
tramite intelligenza artificiale che oramai è entrata a pieno titolo nella
gestione alberghiera fornendo un contributo il quale oltre a coadiuvare l’albergatore
nella vendita dei servizi, riduce sensibilmente i costi superflui che
rappresentano una costante nella conduzione ricettiva. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Tale premessa mi concede l’opportunità
di fornire una sorta di breve vademecum sulle nuove opportunità lavorative che
sostanzialmente riflettono l'adattamento del settore turistico alle nuove
tendenze, focalizzandosi su sostenibilità, personalizzazione dell'esperienza e
integrazione tecnologica e che a mio avviso, bisognerebbe cominciare ad introdurle
soprattutto nel percorso formativo (scuola del turismo e corsi di formazione e
di aggiornamento) per fornire alle “nuove leve” una visione diversificata da
aggiungere alle professioni tradizionali. &nbsp;</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Qui di seguito, alcune delle figure
più “gettonate” con i relativi compiti:</span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">-</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><b>Destination Manager</b>: è un professionista incaricato di sviluppare
strategie innovative per promuovere destinazioni turistiche, utilizzando
tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale e la realtà aumentata. Si
occupa della gestione, promozione e sviluppo di una destinazione turistica dove
il suo obiettivo principale è valorizzare un territorio, attirare visitatori e
migliorare l'esperienza turistica, garantendo al contempo la sostenibilità e il
benessere della comunità locale. </span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">-</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><b>Esperto di Turismo Sostenibile</b>: è uno specialista che orienta le pratiche
turistiche verso la sostenibilità, integrando tecnologie avanzate per ridurre
l'impatto ambientale e promuovere viaggi responsabili, specializzato nello
sviluppo e nella gestione di attività turistiche che rispettano l'ambiente, le
comunità locali e il patrimonio culturale, il suo obiettivo è promuovere un
turismo responsabile, minimizzando gli impatti negativi e massimizzando i
benefici economici e sociali per le destinazioni turistiche.</span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">-</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><b>Consulente di Viaggi Esperienziale</b>: è un professionista del turismo specializzato nella
creazione di viaggi personalizzati e immersivi, che permettono ai viaggiatori
di vivere esperienze autentiche e significative. A differenza dei classici
agenti di viaggio, il consulente esperienziale non si limita a vendere
pacchetti turistici standard, ma progetta itinerari su misura, basati sugli
interessi, le passioni e le esigenze del cliente.</span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">-</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><b>Specialista in Marketing Turistico Digitale</b>: è un esperto nel promuovere servizi e
destinazioni turistiche attraverso canali digitali, utilizzando strategie di
marketing online per raggiungere un pubblico più ampio. Il suo obiettivo è
aumentare la visibilità di una destinazione o di un'attività turistica,
attrarre nuovi clienti e migliorare l'esperienza del viaggiatore grazie agli
strumenti digitali</span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">-</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><b>Gestore di Strutture Eco-Friendly: </b>manager responsabile della supervisione di
strutture ricettive ecologiche, assicurando pratiche sostenibili e un impatto
ambientale ridotto. Si occupa della gestione e promozione di alloggi turistici
sostenibili, come <strong data-start="142" data-end="211">hotel ecologici, agriturismi bio, glamping,
eco-lodge e B&amp;B green</strong>. Il suo obiettivo principale è
offrire ospitalità nel rispetto dell’ambiente, adottando pratiche sostenibili
per ridurre l’impatto ecologico e valorizzare il territorio.</span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">-</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><b>Consulente di Viaggi Virtuali: </b>è una figura emergente nel settore del turismo che
si specializza nell’offrire esperienze di viaggio completamente digitali,
consentendo alle persone di esplorare luoghi, culture e attrazioni senza
doversi spostare fisicamente. Questi viaggi virtuali possono essere realizzati
attraverso la realtà virtuale (VR), tour interattivi online, video
esperienziali e altre tecnologie digitali.</span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">-</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><b>Guida Esperienziale:</b> è una figura professionale che va oltre il
tradizionale ruolo di guida turistica, offrendo esperienze immersive e
autentiche, pensate per coinvolgere i viaggiatori a un livello più profondo e
personale. La guida esperienziale non si limita a raccontare informazioni
storiche o geografiche, ma cerca di far vivere al turista l’essenza di un luogo
attraverso esperienze sensoriali, emozionali e culturali.</span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">-</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><b>Gestore di Centri per Workation</b>: è un professionista che si occupa della gestione
e organizzazione di strutture o spazi ideati per la <strong data-start="140" data-end="153">workation</strong>,
ovvero una combinazione di lavoro e vacanza. La workation è una tendenza che
sta crescendo, dove le persone decidono di lavorare da una destinazione lontana
dal loro ufficio tradizionale, godendo dei benefici di un ambiente più
rilassato e stimolante. I centri per workation offrono spazi di lavoro
attrezzati, ma anche strutture ricettive e attività per il tempo libero,
rendendo la permanenza una vera e propria esperienza di lavoro-vacanza.</span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">-</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><b>Gestore di Glamping</b>: si occupa della gestione e dell’organizzazione
di strutture di <strong data-start="114" data-end="126">glamping</strong>, una forma di campeggio
lussuoso che combina l'esperienza immersiva nella natura con il comfort e i
servizi tipici di un hotel. Il glamping è ideale per chi vuole vivere
l’esperienza del campeggio senza rinunciare al comfort, come letti comodi,
bagni privati, aria condizionata e, talvolta, servizi aggiuntivi come
ristoranti e spa.</span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">-</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><b>Esperto in Salute e Sicurezza dei Viaggiatori</b>: professionista specializzato nella protezione e
nel benessere delle persone che viaggiano, sia per motivi di piacere che di
lavoro. Il suo compito principale è quello di garantire che i viaggiatori siano
adeguatamente preparati per affrontare eventuali rischi legati alla salute e
alla sicurezza durante il loro viaggio, sia nelle destinazioni internazionali
che nazionali.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il settore turistico è in continua
evoluzione, influenzato da cambiamenti nei comportamenti dei viaggiatori,
innovazioni tecnologiche e nuove esigenze di sostenibilità e formarsi sulle
nuove tendenze è un passaggio obbligato che consente a professionisti e
imprenditori del turismo di rimanere competitivi al fine di soddisfare le richieste
del mercato. Formarsi sulle nuove tendenze turistiche non è più un’opzione, ma
una necessità per restare competitivi e attrarre un pubblico sempre più evoluto
e digitale e la formazione continua è l’unico modo per restare concorrenziali,
rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori ed integrare innovazioni che
rendano l’esperienza turistica più fluida, sicura e soddisfacente. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In ogni caso, la centralità delle
professioni turistiche alberghiere e turistiche in generale è e sarà comunque ad
esclusivo appannaggio dell’uomo quale unica entità capace di fornire “emozioni”
e sarà difficile per qualsiasi “robot” rimuovere questa prerogativa. Ciò
nonostante l’avvento della tecnologia, oggi supportata in modo preponderante dalla
A.I. è una condizione che riesce a “smussare” le imperfezioni tipiche del
lavoro effettuato dalla persona, fornendo un importante aiuto a vendere servizi
personalizzati al turista. Proprio come un pilota di formula 1 che unitamente all’uso
di una vettura con tecnologia aggiornata e un motore performante pone la sua
abilità di guida per giungere al traguardo …magari anche in prima posizione.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 10:01:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.htmg.it/blog/?l-evoluzione-delle-professioni-nel-settore-turistico</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sensibilizzazione ed organizzazione del turismo: come evitare danni da Overtourism  ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004F"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La settimana scorsa il piccolo centro di Roccaraso ha subito uno dei momenti più difficili della sua storia di rinomata località sciistica del centrosud. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Oltre 10 mila persone provenienti soprattutto dall’area partenopea, spinti dall’invito lanciato dai numerosi TikToker presenti nell’area campana a trascorrere una giornata sulla neve a basso costo hanno letteralmente preso d’assalto la piccola cittadina che non ha retto all’invasione di circa 220 bus sommati alle numerose autovetture che di fatto hanno paralizzato le strade di collegamento. La reazione del primo cittadino non si è fatta attendere dopo la forte polemica scatenatasi il giorno dopo del misfatto: non solo obbligo di circolazione a targhe alterne con un limite dei pullman ma anche punti di carico e scarico obbligati prima dell’ingresso di Roccaraso e Il rafforzamento delle forze dell’ordine a protezione del territorio.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">C’è da dire che Roccaraso ha sempre ricevuto tanti turisti provenienti soprattutto dalle aree del centro sud sin dagli anni venti dello scorso secolo, quando la famiglia reale frequentava in modo abbastanza continuo le sue piste sciistiche, lanciando una “moda virale” a mo’ di TikToker attuali, soprattutto tra la nobiltà dell’epoca. Ovvio che le condizioni attuali permettono un allargamento ai ceti intermedi di poter disporre di un potere di spesa che consente una vacanza sulla neve ma, a mio avviso il “low cost way” adottato con la complicità dei vettori partenopei è stata una delle cause scatenanti all’effetto di <i>overtourism</i>, da sommare a una condizione problematica di gestione, abbastanza frequente in alcune destinazioni turistiche durante l’alta stagione.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per fronteggiare questo tipo di problema crescente nell’era attuale e che di fatto impatta negativamente sull’ambiente naturale e sulla gestione urbana, occorre adottare strategie che coinvolgono anche l’obbligo di attenersi a disposizioni drastiche ma propedeutiche alla salvaguardia dell’area e alla buona fruizione degli elementi turistici di una destinazione. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Una delle prime azioni da adottare è il controllo degli accessi anche attraverso la prenotazione obbligatoria di tutti i servizi componenti il “contenitore turistico” del territorio (alberghi e strutture ricettive, vie di accesso alla destinazione, piste sciistiche in questo caso). Tale, limiterebbe gli afflussi non organizzati e consentirebbe una gestione equilibrata degli Ospiti.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Anche la tecnologia consente di avere strumenti altamente efficaci dediti al controllo dell’ambiente e ai comportamenti scorretti e a tal riguardo un potenziamento del sistema di videosorveglianza coadiuvata con l’uso di droni soprattutto per monitorare le aree più sensibili, permetterebbe di individuare i soggetti rei di comportamenti scorretti e sanzionarli pesantemente, rimanendo nell’esortazione del principio di legge “sed lex, dura lex”.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Rimane comunque di estrema importanza diffondere elementi educativi e di sensibilizzazione sull'importanza di rispettare l'ambiente e le regole locali, completamente assenti anche nei costosi e faraonici spot pubblicitari che tendono a magnificare un territorio senza far giungere il messaggio relativo alle controindicazioni sull’uso errato degli elementi di una destinazione. Senza far riferimento al mezzo televisivo che assume oggi, connotati obsoleti nella promozione di una destinazione e perde terreno nei confronti delle note piattaforme social che di fatto hanno prodotto un risultato enorme e sarebbero a mio avviso, più efficaci per diffondere consapevolezza di come “essere turisti oggi” &nbsp;</span></div> &nbsp;<span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per dirla in un modo metaforicamente brutale, come le famose raffigurazioni dei pacchetti di sigarette che al piacere del fumo (per alcuni) menzionano i danni che questo produce. Penso che una “Campagna di consapevolezza” produrrebbe in uno spot pubblicitario di una destinazione, un effetto maggiore quale livello attrattivo perché chiunque sarebbe dell’idea di fruire di una vacanza in una condizione che non rispecchia certamente l’episodio di Roccaraso e dove viene messo in risalto un’auspicata attenzione dell’amministrazione locale verso un atteggiamento indirizzato verso un Turismo responsabile.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 17:40:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.htmg.it/blog/files/ROCCARASO_thumb.jpg" length="538371" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.htmg.it/blog/?sensibilizzazione-ed-organizzazione-del-turismo--come-evitare-danni-da-overtourism--</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.htmg.it/blog/rss/00000004F</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il futuro delle professioni nel turismo: tendenze e opportunità]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004E"><div>L'industria del turismo è uno dei settori occupazionali più grandi al mondo e offre diverse opportunità di lavoro nei settori dei viaggi, dell'ospitalità, dell'intrattenimento e delle esperienze culturali. Con l'evoluzione del settore in risposta alle tendenze globali, ai progressi tecnologici e alle mutevoli preferenze dei viaggiatori, il futuro dei posti di lavoro nel turismo sarà caratterizzato da una miscela di sfide e opportunità promettenti. Ecco uno sguardo a ciò che si prospetta per i professionisti di questo settore dinamico:</div><ol><li><strong><span class="fsNaNlh1-5 cf1 ff1">Integrazione della tecnologia</span></strong></li></ol><div>L'ascesa degli strumenti e delle piattaforme digitali sta rivoluzionando il modo in cui le persone viaggiano, prenotano gli alloggi e si relazionano con le destinazioni. Questo cambiamento sta creando una domanda di professionisti esperti di tecnologia con competenze in aree quali:</div><div>a. Analisi dei dati (per analizzare i modelli di viaggio e ottimizzare i servizi).</div><div>b. Intelligenza artificiale (AI): (per chatbot, assistenti virtuali e raccomandazioni personalizzate).</div><div>c. Marketing digitale (per promuovere destinazioni ed esperienze attraverso i social media, i motori di ricerca e le piattaforme di contenuti).</div><div>d. Sviluppo di app (per esperienze di viaggio e prenotazione senza soluzione di continuità)</div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 ff1">2. Specialisti della sostenibilità</span></strong></div><div>Con l'affermarsi del turismo sostenibile, le organizzazioni sono alla ricerca di professionisti che sviluppino pratiche eco-compatibili, gestiscano progetti di conservazione e promuovano iniziative verdi. I ruoli in questo settore includono:</div><div>a. Valutatori dell'impatto ambientale.</div><div>b. Consulenti di turismo sostenibile.</div><div>c. Gestori di resort e attrazioni eco-compatibili.</div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 ff1">3. Lavoro a distanza e nomadismo digitale</span></strong></div><div>L'ascesa del lavoro a distanza ha creato una nuova nicchia nel turismo che si rivolge ai nomadi digitali. Le destinazioni che offrono spazi di coworking, internet stabile e alloggi a lungo termine hanno bisogno di professionisti che comprendano le esigenze di questo gruppo demografico. Le carriere in questo settore includono:</div><div>a. Progettisti di esperienze per i ritiri di coworking.</div><div>b. Gestori di comunità per centri di lavoro a distanza.</div><div>c. Consulenti sullo stile di vita dei nomadi digitali.</div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 ff1">4. Turismo culturale ed esperienziale</span></strong></div><div>I viaggiatori cercano sempre più esperienze coinvolgenti che li mettano in contatto con le culture e le tradizioni locali. Questo ha portato a un aumento della domanda di ruoli quali:</div><div>a. Guide turistiche specializzate in nicchie di mercato (ad esempio, tour culinari, storici o d'avventura).</div><div>b. Organizzatori di turismo esperienziale (esperienze per pacchetti di viaggio personalizzati).</div><div>c. Manager del patrimonio culturale per la conservazione e la valorizzazione delle tradizioni locali.</div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 ff1">5. Impatto dell'automazione e dell'IA</span></strong></div><div>Se da un lato l'automazione e l'IA stanno migliorando l'efficienza di molti servizi turistici, dall'altro stanno trasformando il panorama lavorativo. Le attività di routine come le prenotazioni, i check-in e le richieste dei clienti vengono automatizzate, riducendo la richiesta di alcuni ruoli di base. Tuttavia, questo crea anche opportunità per nuovi posti di lavoro, tra cui:</div><div>a. Formatori di intelligenza artificiale che programmano e mantengono i sistemi automatizzati.</div><div>b. Tecnici che gestiscono le infrastrutture intelligenti negli hotel e negli aeroporti.</div><div>c. Specialisti dell'interazione umana che integrano l'IA con un servizio clienti personalizzato.</div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 ff1">6. Riqualificazione e aggiornamento per le carriere turistiche</span></strong></div><div>Per rimanere competitivi, i professionisti del turismo devono adattarsi acquisendo nuove competenze e abbracciando l'apprendimento continuo. Le aree chiave per la riqualificazione includono:</div><div>a. Alfabetizzazione digitale (competenza nei social media, nell'analisi e negli strumenti online).</div><div>b. Pratiche di sostenibilità (comprendere i principi e le certificazioni dell'ecoturismo).</div><div>c. Soft Skills (intelligenza emotiva, adattabilità e consapevolezza culturale sono fondamentali per offrire esperienze eccezionali ai clienti).</div><div>d. Competenze linguistiche (le capacità multilingue rimangono un bene prezioso per la ristorazione dei viaggiatori internazionali).</div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 ff1">7. Sfide e opportunità globali</span></strong></div><div><strong><em><span class="fsNaNlh1-5 ff1">Recupero post-pandemia</span></em></strong></div><div>La pandemia COVID-19 ha sconvolto il turismo in tutto il mondo, ma la ripresa sta promuovendo l'innovazione. I professionisti che ricoprono ruoli di salute e sicurezza, come i pianificatori della risposta alla pandemia e i responsabili dell'igiene, sono sempre più richiesti.</div><div><strong><em><span class="fsNaNlh1-5 ff1">Crescita nei mercati emergenti</span></em></strong></div><div>Le regioni in via di sviluppo in Asia, Africa e Sud America stanno vivendo una rapida crescita del turismo. Queste aree offrono opportunità di lavoro nello sviluppo delle infrastrutture, nel turismo di comunità e nella promozione internazionale.</div><div><strong><em><span class="fsNaNlh1-5 ff1">Attenzione al benessere e alla salute mentale</span></em></strong></div><div>La crescente popolarità del turismo del benessere sta creando ruoli per istruttori di yoga, terapisti termali e progettisti di programmi di benessere. Le destinazioni che offrono ritiri incentrati sulla salute avranno bisogno di specialisti che curino le esperienze olistiche.</div><div><strong><span class="fsNaNlh1-5 ff1">Conclusione</span></strong></div><div>Il futuro dei posti di lavoro nel turismo è entusiasmante e trasformativo. Man mano che il settore si adatta ai progressi tecnologici, agli imperativi della sostenibilità e al cambiamento delle preferenze dei consumatori, i professionisti dovranno innovare ed evolvere. Le carriere nel turismo si concentreranno sempre di più sulla fusione tra tecnologia ed esperienze incentrate sull'uomo, assicurando che il settore continui a prosperare in un mondo in continua evoluzione.</div><div>Per gli appassionati di viaggi, cultura e ospitalità, il settore del turismo promette un futuro di creatività, crescita e contributi significativi alla connettività globale. Che si tratti di innovazione digitale, conservazione culturale o pratiche sostenibili, i professionisti del turismo svolgeranno un ruolo fondamentale nel plasmare le esperienze dei viaggiatori di domani.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Jan 2025 15:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Futuro del Turismo nella Zona del Basso Lazio: Opportunità e Strategie di Crescita]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004D"><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il Basso Lazio, una terra ricca di storia, cultura, bellezze naturali e tradizioni, un territorio che mi appartiene per le mie origini e che ha spesso vissuto all'ombra delle destinazioni turistiche più blasonate del Lazio, come Roma ma anche Napoli con tutto il suo circondario costituito da poli turistici di fama </span><span class="fs14lh1-5 cf1"></span><span class="fs14lh1-5 cf1">mondiale.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il futuro del turismo in questa area, promette di essere molto più luminoso per il crescente interesse verso destinazioni autentiche e meno affollate grazie (si fa per dire) anche agli effetti della drammatica pandemia di pochi anni fa che sostanzialmente ha cambiato le preferenze di numerosi viaggiatori, alla ricerca di territori che nell’immaginario collettivo esprimono condizioni di moderato assembramento. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Sempre più viaggiatori cercano esperienze autentiche lontano dal turismo di massa e il Basso Lazio, con i suoi borghi tranquilli e paesaggi incontaminati è perfetto per questo tipo di turismo anche per le caratteristiche morfologiche del territorio. Incastonato tra i rilievi dei monti Aurunci e dei monti Lepini e la bellissima costa denominata Riviera di Ulisse in onore dell’eroe greco, Re di Itaca e figlio di Laerte e celebrato da Omero nell'Iliade e nell'Odissea che ebbe in questa terra avventure e disavventure, il Basso Lazio presenta un patrimonio storico e culturale di alto spessore che dal sud di Roma si estende sino alla città di Minturnae con uno degli anfiteatri più importanti della regione, passando per il magico territorio del Circeo e Terracina sino a giungere al famoso golfo di Gaeta, teatro dell’unità nazionale del 1861. All’orizzonte si staglia l’arcipelago delle isole pontine con la sua “capitale, Ponza, una “chicca” per gli amanti del mare. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma come per molte aree a vocazione turistica, presenti sul territorio nazionale è importante adottare una visione strategica che coinvolga tutti gli attori del territorio, sensibilizzandoli a una partecipazione più attiva alle sorti della destinazione attraverso un programma di interventi collettivo dove campeggia la priorità di informazione e formazione. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">A latere di ciò, la zona ha bisogno di alcune rivisitazioni di alcuni punti strategici unitamente a una combinazione di autenticità, sostenibilità e innovazione che può trasformare questa regione in una meta ambita per un turismo consapevole e di qualità. Innanzitutto un potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali come per molte aree turistiche italiane è essenziale per migliorare l’accessibilità della zona dove il traffico di passaggio crea qualche problema ai centri dislocati lungo il percorso da nord a sud e viceversa. L’idea poi, di integrare i collegamenti su strada con un sistema di trasporti marittimi (persone e mezzi) con imbarcazioni specifiche a tale servizio, potrebbe risultare un valido contributo all'alleggerimento del traffico che grava sul percorso e parimenti, un’alternativa per valorizzare il territorio per vivere il contesto paesaggistico della costa da un’angolazione diversa. La possibilità di spostarsi lungo tutta l’area (stabilendo tre punti strategici della costa aventi una portualità adeguata a tali operazioni) può infatti offrire ai turisti differenti chiavi di lettura del territorio: la costa, con i centri storicamente e culturalmente legati e rivolti al mare e il paesaggio dominato dalla catena dei monti Aurunci e Lepini.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Serve una comunicazione integrata che metta in risalto l’intero territorio, superando la frammentazione locale. Una sorta di progetto di conurbazione turistica dove sia presente un’unica denominazione turistica con una sola entità deputata all’organizzazione e alla promozione turistica del territorio composta da delegati dei diversi centri dell’area. Togliere il mandato di rappresentanza turistica a tutte le Associazioni, ai Comuni, alle Pro Loco e alle miriadi di sigle che di fatto, creano confusione e messaggi distorti. A tutti coloro che hanno partecipato a fiere del turismo non sarà sfuggita la visione confusionaria nel vedere tante sigle presso la zona regionale, tutte a rappresentare lo stesso territorio! </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Altro punto è rappresentato dalla sostenibilità ambientale: Il turismo deve essere sviluppato in modo da preservare il patrimonio naturale e culturale. Tutti coloro che fanno parte del “contenitore territoriale” devono contribuire attraverso il proprio operato a ridurre drasticamente gli impatti negativi sull'ambiente, sui beni monumentali, sulla cultura e sulla società, promuovendo ed esaltando le caratteristiche locali, coinvolgendo dunque amministrazioni locali, associazioni e imprenditori del settore per creare una strategia turistica condivisa. Il Basso Lazio ha tutte le carte in regola per diventare una destinazione turistica di rilievo, ma il successo dipenderà dalla capacità di unire risorse locali, iniziative imprenditoriali e supporto istituzionale perché il futuro del turismo in questa zona non è solo una questione di crescita economica, ma anche di valorizzazione di un patrimonio unico che merita di essere conosciuto e apprezzato.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 11:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Professionisti a Partita IVA: vivere in un perenne limbo lavorativo]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004C"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per molti lavoratori italiani impiegati soprattutto nei settori della consulenza, tecnica ed operativa, vi è una condizione conclamata che impone il possesso di una partita iva per poter prestare la propria attività lavorativa. Tale presupposto, alimentato fortemente dal peso fiscale e contributivo per il lavoro dipendente a carico delle aziende che di fatto tendono ad evitare per quanto possibile assunzioni di personale dipendente, obbliga milioni di lavoratori a intraprendere un solo indirizzo: entrare nel “limbo delle partite IVA”</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In poche parole una condizione dove sono pressoché assenti le tutele tipiche del lavoro subordinato come ferie pagate, malattia retribuita, accantonamento di fine rapporto, permessi retribuiti o accesso immediato alla disoccupazione e mai assistita da nessuna corrente politica, sia questa di sinistra o di destra. Una dimensione sospesa tra reale ed intangibile dove non si ha il diritto allo sciopero, tanto apprezzato dalla fazione rossa soprattutto di questi tempi e messa nel cassetto dell’oblio da parte della corrente politica opposta. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Anche la recente introduzione dell'ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) creata al fine di mitigare il problema, si è rivelata un’operazione insensata, la celebre montagna che partorisce il topolino, quasi di sberleffo per i tanti lavoratori a partita iva e alla quale era stata data una grande enfasi dalla politica. Basti pensare che due requisiti prevedono: il primo di avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell'anno precedente alla presentazione della domanda (anno di riferimento), inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo relativo ai due anni precedenti all'anno di riferimento. Esempio: se la domanda è presentata nel 2024, il reddito da considerare è quello risultante dalla dichiarazione dei redditi del 2023 (anno di riferimento) che deve essere inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo degli anni 2021 e 2022 (due anni precedenti all’anno di riferimento) ed il secondo di aver dichiarato, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12mila euro, calcolato ogni anno sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all'anno precedente;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per non parlare del carico fiscale e previdenziale! Nonostante il regime forfettario abbia in qualche modo lenito il pesante fardello, coloro che hanno scelto tale inquadramento si trovano di fronte a un peso fiscale e soprattutto contributivo enorme, senza contare gli acconti da versare con scadenze a giugno e a novembre. Tutto ciò aggravato dai ritardi nei pagamenti, soprattutto per chi lavora con la pubblica amministrazione, creando difficoltà di liquidità e costringendo molti professionisti a ricorrere al credito bancario, quando è possibile a causa delle restrizioni bancarie in Italia.<span class="cf1"> </span>Tutte figure e categorie che, soffrendo per la mancanza di guadagni, andranno in crisi da sovraindebitamento!</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In sintesi, il panorama per i professionisti con Partita IVA in Italia è caratterizzato si, da opportunità crescenti grazie alla propensione delle aziende a esternalizzare molte attività, soprattutto nei settori innovativi, ma rimane gravato da profonde incertezze a causa dei costi elevati e una scarsa protezione sociale. La chiave per affrontare queste sfide è certamente riposta in un auspicato interesse da parte della politica che dovrebbe porre maggiore enfasi a questo vituperato settore che conta in Italia circa 4 milioni professionisti, un numero certamente interessante in termini di voti. Eppure tranne qualche sporadico tentativo di partito dedicato senza continuità alcuna e al quale personalmente ho partecipato contribuendo con progettualità inerenti soprattutto al mio settore lavorativo, non vi è stato e non vi è nessun interesse da parte di nessuna componente politica. Un settore cardine dell’economia nazionale che viene lasciata in balia delle onde, aggravando ulteriormente la lunga coda dei lavoratori finiti sotto la soglia di povertà e limitando ulteriori entrate fiscali a causa di “strangolamenti di sorta” per le condizioni fiscali e contributive.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Movimenti e partiti politici, se ci siete battete un colpo! &nbsp;&nbsp;</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Nov 2024 14:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo sviluppo alberghiero nelle destinazioni minori: un settore in piena crescita]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004B"><div><span class="fs14lh1-5">Nell’era del
turismo globale e del tanto declamato overtourism, le destinazioni minori guadagnano
sempre più attenzione. Luoghi, spesso lontani dalle grandi città e dalle mete
turistiche tradizionali, riescono ad offrire esperienze autentiche e una
connessione più profonda con il territorio, centralità di uno dei segmenti turistici
più in voga: il turismo esperienziale. Rappresentano indubbiamente
un'alternativa al turismo di massa, rispondendo alla crescente domanda di
esperienze uniche e autentiche, alla ricerca di tradizioni, alla cucina e ai paesaggi
e a un disperato bisogno di ritorno alle forme e alle abitudini del passato,
quando la ricerca di una “vita sana” non era pericolosamente compromessa dall’assiduo
lavoro e dalla spasmodica corsa al denaro, questa soprattutto per una condizione
di “status sociale”</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Le
destinazioni minori presentano un fascino originale che può essere valorizzato
per attrarre differenti segmenti di turisti in cerca di esperienze autentiche e
lontane dal turismo di massa. L’approccio non è assolutamente semplice e
comunque non paragonabile all’abbondante “pesca” delle destinazioni famose ma certamente
non impossibile, anzi. È necessario adottare strategie mirate e assolutamente
innovative senza cadere nell’offerta stereotipata ed impersonale della maggior
parte degli alberghi, incentrata su un’immagine di camera uniforme e “saponetta
minuscola” dove ancora vige l’adagio “abbiamo sempre fatto così”. Una buona amministrazione
locale deve supportare lo sviluppo dell’area e scongiurare carenze quali ad
esempio quelle legate ai trasporti o alle reti stradali inadeguate e ancor di
più, l’implementazione di pratiche sostenibili per preservare il patrimonio
naturale e culturale dell’area attraverso investimenti periodici oltre a
sensibilizzare costantemente gli attori principali della filiera. Non bisogna
dimenticare che la chiusura di una struttura alberghiera in una destinazione
potenzialmente d’appeal sul mercato turistico, rappresenta una sconfitta per
tutto il territorio con conseguente perdita di posti di lavoro e relativo
spopolamento dell’area, soprattutto giovanile. &nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Lo
sviluppo alberghiero nelle destinazioni minori è comunque un settore in piena crescita,
ricco di opportunità per chi sa coglierle. Con una visione innovativa e una
strategia ben pianificata, le strutture alberghiere possono diventare veri e
propri motori di sviluppo per un auspicato aumento dei flussi verso le
cosiddette destinazioni minori, una condizione che ha avuto negli ultimi anni
una costante fase ascensionale che ha di fatto rigenerato intere zone a
vocazione turistica con un trend alimentato fortemente dall’ultima e gravosa
pandemia. Personalmente sono stato testimone e fautore di questo passaggio grazie
ai numerosi anni trascorsi di proposito, nella gestione di strutture alberghiere
in località minori dove non esistono battute con “abbondante pesca” e tutto ciò
che arriva è il risultato di sacrifici e di sinergie comuni con un’offerta
creata unicamente grazie alle peculiarità del territorio e soprattutto dall’offerta
alberghiera. Le destinazioni minori offrono spesso un patrimonio culturale,
naturale e gastronomico unico ed è essenziale integrare queste caratteristiche
nell’offerta dell’hotel anche attraverso la sinergia con stakeholder territoriali
come gli organizzatori di eventi della tradizione locale o ancora, i narratori
delle storie e della cultura locale quali guide turistiche o attori dello
storytelling. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Bisogna sapersi ben differenziare per
attrarre turisti! Un’identità forte e ben definita può fare la differenza a
partire dalla struttura ricettiva, bisogna esaltare stili ed offerta in linea
con il territorio e raccontare la storia dell’albergo e della comunità locale
attraverso i social ed il sito web e ancor di più tramite l’ausilio di influencer.
La visibilità online è cruciale per attirare turisti. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Altra leva di persuasione è il prezzo.
</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Non
capisco come ancora oggi vi sia una riluttanza da parte di alcuni alberghi a
gestire prezzi in modo elastico e a offrire sconti in relazione al momento in
cui avviene l’offerta perché una camera invenduta è una perdita economica
proprio per la natura di non poter immagazzinare un prodotto turistico e
venderlo successivamente. All’estremo opposto, mi dissocio dall’enorme orda di Guru
che professa insperati successi di vendita unicamente dalla “stanza dei bottoni”
coadiuvati da giovani adepti che colmi di fondamenti teorici, nella maggior
parte dei casi non hanno vissuto esperienze sul campo. La gestione del “pricing”
a mio avviso è una prerogativa che necessità di profonda conoscenza dei costi e
del territorio di ubicazione oltre al posizionamento per offerta e qualità dei
servizi della struttura in un’ipotetica classificazione a cura dei buyer.
Questo mix è alla base del revenue management e risponde in modo efficace nella
gestione del pricing, assumendo in alcuni casi una condizione di una “forbice ampia”
tra prezzo minimo e prezzo massimo offerto ed estratto da tre grandi linee:</span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<!--[endif]-->Prezzi
basati sui costi (mark-up)</span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Prezzi relativi
al valore percepito dal potenziale buyer </span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<!--[endif]-->Prezzi
relativi al territorio di ubicazione e alla stagionalità &nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Concludendo, attrarre
turisti in alberghi situati in destinazioni minori richiede creatività, impegno
e una visione strategica grazie a un buon mix di competenze ed esperienze
vissute. Valorizzando il territorio, puntando sull’autenticità e sfruttando le
opportunità offerte dal marketing digitale è possibile trasformare una
destinazione poco conosciuta in un luogo ambito dai viaggiatori. In questo
modo, la struttura non solo aumenterà la propria visibilità, ma contribuirà
anche al rilancio economico e culturale della comunità locale.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 20:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le nuove sfide nel turismo come opportunità di cambiamento ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004A"><div><span class="fs14lh1-5">L'Italia è stata a lungo celebrata come una destinazione turistica di primo piano che attira ogni anno milioni di visitatori per il suo ricco patrimonio culturale, gli splendidi paesaggi e la deliziosa cucina. Tuttavia, il futuro del turismo italiano si trova ad affrontare una miriade di sfide che richiedono soluzioni strategiche per garantire una crescita sostenuta e la competitività nel mercato globale. Sfide che necessitano di un radicale cambiamento di veduta e di un passaggio obbligato per traghettare il turismo del Paese da una forma arcaica, costituita da vecchi cliché ancora difficili da estirpare a una condizione che permetterebbe di sfruttare appieno le potenzialità di attrazione, convertendole in un aumento dei flussi dei viaggiatori soprattutto verso le cosiddette destinazioni minori. Mentre città iconiche come Roma, Firenze, Venezia e Napoli attirano orde di turisti per il grande patrimonio monumentale (le stesse necessitano comunque di un cambio del modus operandi), un’offerta adeguata da parte di destinazioni meno conosciute distribuirebbe il traffico di visitatori in modo più uniforme non ultimo per alleggerire il sovraffollamento e la pressione sulle risorse monumentali delle città d’arte.</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Tale condizione aumenterebbe la periodicità degli arrivi in alcune aree, alimentando i benefici economici della collettività locale e facendone riscoprire gli aspetti culturali, gastronomici e monumentali. In un mercato globale competitivo, l'Italia deve differenziarsi per mantenere il suo status di destinazione turistica di punta. Mettere in risalto tutto il suo patrimonio culturale, le sue tradizioni culinarie, i suoi simboli e le sue bellezze paesaggistiche ed attrarre i viaggiatori in cerca di esperienze autentiche, maggiormente presenti nelle destinazioni minori. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Nella mia esperienza professionale dove ho gestito per diversi anni alcuni tour operator, ho potuto sperimentare con successo, alcuni elementi attrattori che di fatto hanno deviato molteplici flussi italiani e stranieri verso alcune destinazioni cosiddette minori. La creazione dei pacchetti turistici incoming a cura del tour operator oltre ad essere un’efficace palestra per meglio interpretare le aspettative del turista, permette di costruire pacchetti con contenuti tematici, esaltando le peculiarità del territorio, attraverso un’accurata selezione delle componenti dell’offerta (attori, servizi e località). La parte progettuale di un tour replicabile, assume una condizione di estrema importanza per la qualità dei servizi da offrire oltre all’appeal che questo deve trasmettere. Dunque un passaggio che tende a selezionare i componenti, unicamente per caratteristiche confacenti alle aspettative del segmento turistico al quale indirizzare l’offerta e che in qualche modo ho sempre correlato a un modello di destination management dove gli elementi da prendere in considerazione erano: </span></div><ul type="disc"><li><span class="fs14lh1-5">Viabilità adeguata</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Presenza di elementi attrattivi (monumentali, culturali, enogastronomici, paesaggistici) nel territorio.</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Possibilità di attività di svago</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Presenza di strutture ricettive con un’offerta adatta &nbsp;</span></li><li>Sensibilità delle amministrazioni locali allo sviluppo turistico della destinazione (gestione del decoro pubblico, sostenibilità ed implementazione di servizi al turista</li><li>Senso dell’accoglienza delle attività commerciali e dei cittadini</li></ul><div><span class="fs14lh1-5">Tutto ciò per sottolineare che la costituzione di una piccola rete formata da attori e servizi che costruiscono un’offerta valida attraverso una regia attenta ed interessata per la buona riuscita del progetto, possa spingere, quasi obbligare il territorio, a modulare l’offerta su parametri orientati ad innalzare il livello di appeal.</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5">La new wave turistica punta su soggiorni esperienziali fuori dalle destinazioni classiche con esperienze pratiche, “immersioni locali” e un legame più profondo con i luoghi dove assaporare l’Italia vera, lontana da falsi miti accompagnati da mandolini e “spaghetti meatball” o “pepperoni pizza”. L'Italia deve trovare il modo di offrire questi incontri significativi, preservando al contempo il suo ricco patrimonio culturale e ambientale. Mettere in risalto il suo patrimonio culturale, le sue tradizioni culinarie, i suoi simboli e le sue bellezze paesaggistiche.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ma tutto ciò ha una particolarità. Una condizione obbligata e non per tutti: la profonda conoscenza del settore attraverso aggiornamenti costanti!</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5">In un mio precedente articolo, ipotizzo la necessità di certificare alcune figure chiave delle professioni turistiche attraverso l’obbligo di aggiornamenti periodici per mantenere lo status di professionista (sarebbe auspicabile anche quello di imprenditore). Tale, rappresenta a mio avviso, una condizione per erudire e formare costantemente l’ambiente al fine di “sotterrare” definitivamente il famoso adagio: <i>abbiamo sempre fatto così</i> e salvare migliaia di strutture ricettive oltre ad evitare la decadenza di territori con un buon potenziale turistico. Manca all’appello anche una condizione di fare rete, un aspetto fondamentale che racchiude un immenso potenziale di crescita e successo della destinazione grazie ai numerosi vantaggi che vanno oltre le capacità individuali, così frequente nella gestione delle strutture turistiche italiane. In Italia, vi sono oltre 64.000 attività di alloggio che includono affittacamere, hotel, alberghi, villaggi turistici e resort dove il 40,5% delle imprese sono individuali, mentre il 38,6% sono società di capitali con un terzo delle attività ricettive classificate come società a responsabilità limitata (33,1%), seguite da società di persone (19,9%) e altre forme societarie (1%). Per quanto riguarda invece le strutture alberghiere di catena, il loro numero è cresciuto negli ultimi anni da poco più di 1.300 unità a 2.200 unità con un incremento del 65% che rappresenta però solo il 6,8% del totale (su circa 32.000 strutture alberghiere). Un dato che la dice lunga sul tipo di offerta alberghiera, dove una grossa fetta dell’ipotetica torta è in mano a privati, dove alcuni (molti) di questi professano ancora la gestione del “si è sempre fatto così”. Un albergo deve considerarsi un elemento di notevole importanza per le sorti di un territorio anche per l’indotto che questo riesce a creare, dunque, una sua possibile chiusura non è da considerarsi una perdita unicamente per la struttura ma per l’intera area, per tale motivo, ritengo oltremodo rilevante che l’apertura di una struttura alberghiera imponga alcuni requisiti essenziali dei “timonieri ed equipaggio”.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Mino Reganato </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 ff1"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 16:19:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Il personale alberghiero: una fuga preannunciata]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000049"><div><span class="fs14lh1-5">L'industria alberghiera sta
affrontando una significativa carenza di personale, con gli hotel che faticano
a coprire posizioni cruciali: dal personale di reception alle mansioni di
pulizia e cucina, i posti vacanti sono sempre più difficili da coprire.</span><br></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Fattori come il boom
dell'industria turistica, i cambiamenti demografici della forza lavoro e
l'evoluzione delle aspettative degli Ospiti hanno contribuito all'attuale
carenza di personale negli hotel, marcando in modo significativo il divario tra
le reali esigenze del comparto e le politiche di sviluppo imprenditoriale e soprattutto
governativo. Salari bassi, benefits limitati e alti tassi di turnover dovuti
all'occupazione stagionale sono alcuni dei fattori economici che hanno dissuaso
le persone dal perseguire una carriera nel settore alberghiero. Tali condizioni
hanno esacerbato il problema della carenza di personale creando di fatto una
negatività mai apparsa prima e di rilevante importanza per lo sviluppo di un
settore economico chiave. È come se si smettesse di costruire macchine ed
elettronica in favore di comparti economici comunque virtuosi comparando questo
al settore turistico dove l’apporto umano rappresenta l’elemento essenziale per
la costruzione del prodotto. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Anche il cambiamento generazionale
della forza lavoro, con l'ingresso nel mercato del lavoro di un maggior numero
di millennial e della generazione Z unitamente alle preferenze per l'equilibrio
vita-lavoro, alle opportunità di avanzamento di carriera e alle condizioni del
posto di lavoro sono diventati fattori chiave per attrarre e trattenere il
personale alberghiero. Purtroppo, nelle maggior parte dei casi si assiste a condizioni
di lavoro tuttavia ancorate a falsi modus operandi che esaltano la quantità di
lavoro a danno della qualità anche per un mancato updating delle procedure che
trovano terreno fertile nel detto “abbiamo sempre fatto così” &nbsp;&nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La carenza di personale ha un
impatto diretto sull'esperienza e sui livelli di soddisfazione degli Ospiti, in
quanto gli hotel con poco personale faticano a fornire un livello di servizio
ottimale, disattendendo le aspettative del Cliente al quale si promette un
livello di servizio che per ovvie ragioni, non potrà mai soddisfare i suoi
desideri. La carenza di personale crea problemi operativi come l'aumento del
carico di lavoro per il personale esistente, il burnout, l'allungamento dei
tempi di attesa per gli Ospiti e la compromissione degli standard di pulizia e
manutenzione e ciò, favorisce problemi di conformità e rischi legali. Questo comporta
un giudizio negativo che in qualche modo contagia il territorio, colpendo
inconsapevolmente tutti gli attori della filiera (anche quelli più attenti). &nbsp;&nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Quali dunque le strategie per
affrontare e superare la carenza di personale?</span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<!--[endif]-->Gli hotel dovrebbero iniziare a proporre
un’offerta di salari più competitivi, benefit, programmi di formazione,
offrendo opportunità di avanzamento di carriera. In un mio articolo ho
ipotizzato anche la possibilità di incentivi meritocratici con una percentuale a
seconda del livello di contribuzione alla preparazione e alla vendita dei
servizi.</span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<!--[endif]-->L'implementazione di opzioni di orario
flessibile, l'utilizzo della tecnologia per una gestione efficiente della forza
lavoro, la formazione trasversale dei dipendenti e la promozione di una cultura
del lavoro di squadra e della responsabilizzazione sono soluzioni propedeutiche
al problema oltre a favorire un’offerta di servizi migliore attraverso un’efficienza
operativa ottimale.</span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<!--[endif]-->La tecnologia svolge un ruolo cruciale
nell'attenuare la carenza di personale nel settore alberghiero. L'automazione e
le applicazioni di intelligenza artificiale possono snellire diverse
operazioni, dai processi di check-in alle richieste di servizio in camera.
Sfruttando la tecnologia, gli hotel possono migliorare l'efficienza e fornire
un'esperienza perfetta agli ospiti con un numero inferiore di dipendenti. Per
tale motivo, è necessario che la formazione debba essere anche indirizzata
verso l’apprendimento di nuove tecnologie e l’implementazione di nuove
posizioni di lavoro devono convergere verso questo settore attraverso la
ricerca di profili professionali che abbiano dimestichezza e conoscenza tecnologica.
Basti pensare alla complessità di dati e di prezzi che una struttura
alberghiera oggi deve gestire ed è impensabile che tale compito possa essere espletato
da un receptionist. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<!--[endif]-->È importante creare condizioni di
coinvolgimento attraverso briefing periodici in una condizione di brainstorming
per settore, seguiti da momenti di convivialità (aperitivo, light lunch). Tali
occasioni permettono di far sentire il lavoratore, compartecipe all’obiettivo
aziendale; uno sprone naturale che migliora la partecipazione al processo
operativo e qualifica certamente il servizio all’Ospite. &nbsp;</span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<!--[endif]-->La formazione è fondamentale per
combattere la carenza di personale negli hotel. Grazie all'aggiornamento, gli
hotel possono ricoprire internamente ruoli critici, ridurre i tassi di turnover
e garantire una forza lavoro più competente. Le iniziative di formazione
adattate alle attuali tendenze del settore e alle aspettative degli Ospiti sono
essenziali per soluzioni sostenibili. Bisognerebbe riportare come elementi di
studio e di approfondimento, le soluzioni adottate da altre strutture
alberghiere quali esempi collaudati per scongiurare la carenza di personale,
studiandone gli effetti al fine di plasmarli alle proprie esigenze. </span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<!--[endif]-->Incoraggiare la mentorship e fornire
chiari percorsi di avanzamento di carriera sono strategie fondamentali per
trattenere i dipendenti dell'hotel in mezzo alle sfide del personale.
Promuovendo una cultura di apprendimento e crescita continua, gli hotel possono
aumentare la fedeltà, la motivazione e le prestazioni dei dipendenti. Investire
nello sviluppo professionale dei dipendenti è un approccio proattivo per
affrontare le carenze di personale.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">In ultimo, lasciatemi una personalissima
considerazione, ovviamente non diretta alla totalità dei destinatari, comunque
a un buon numero di questi. Il nostro Paese conta circa 64mila attività di
alloggio (affittacamere, hotel, alberghi, villaggi turistici, resort, etc.) con
una presenza considerevole di imprese individuali (40,5%) alimentata dal
settore extralberghiero. Quindi una maggioranza evidente di strutture sulla
carta, non facenti parti di gruppi organizzati dove più è presente un tipo di
gestione cosiddetta familiare, non fortemente incline a cambiamenti aziendali e
rimasti staticamente al detto “abbiamo sempre fatto così” di infausta efficacia.
Tale comportamento, come già precedentemente riportato, costituisce un pericolo
per tutto il territorio di ubicazione, in quanto il giudizio negativo da parte
dell’Ospite il più delle volte si riversa su tutto il contenitore (ricettivo,
ristorativo etc.). A mio avviso una delle soluzioni potrebbe essere l’obbligo
di formazione con crediti per tutti gli attori del comparto con periodici
aggiornamenti al fine di mantenere lo status di professionista del settore, ciò
comporterebbe una visione decisamente più attuale del modo di gestire una
struttura ricettiva e probabilmente una condizione che limiterebbe la fuga degli
addetti ai lavori. </span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">Solo gettando il seme del “faire
savoir” si arriva all’agognato “savoir faire” &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Mino Reganato </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 11:38:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.htmg.it/blog/files/large-8805909_thumb.jpg" length="61757" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.htmg.it/blog/?il-personale-alberghiero--una-fuga-preannunciata</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Overtourism: quando un mix di interventi è d’obbligo]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000048"><div><span class="fs14lh1-5">Il
turismo è stato a lungo esaltato per aver alimentato la crescita economica, lo
scambio culturale e l'interconnessione globale. Tuttavia il rovescio della
medaglia, rivela una condizione alquanto negativa a causa dell'aumento degli
arrivi di turisti in destinazioni popolari che di fatto creano un problema noto
come overtourism (aggiungo overtourism disorganizzato), un fenomeno in cui il
volume di visitatori supera la capacità di carico di un luogo a causa anche di
una disorganizzazione gestionale e portando a impatti negativi sulle comunità
locali, sulle infrastrutture e sugli ambienti naturali. Affrontare il fenomeno
dell'overtourism richiede un approccio multiforme che bilanci i benefici
economici del turismo con la conservazione delle risorse ambientali e
culturali. L'eccesso di turismo non è solo un inconveniente, sta causando
problemi seri, dalla distruzione di fragili ecosistemi all’erosione delle
culture locali sino all'aumento dei costi di vita, l'impatto è profondo.</span><br></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Quali
potrebbero essere i rimedi da prendere in considerazione sia per i turisti che
per le comunità locali? </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Sicuramente,
una forte partecipazione dell’amministrazione locale è quanto mai obbligata, al
fine di disciplinare i flussi turistici senza però cercare soluzioni
riscontrabili unicamente nella contribuzione economica del turista con balzelli
e pedaggi della serie “un fiorino” (parafrasando la celebre battuta del duo
quanto mai dimenticato, Benigni-Troisi) e tralasciando volutamente, alcuni
passaggi che assumono un’importanza cruciale. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La
lungimiranza e l’efficacia di una buona amministrazione risiede anche nelle
politiche che proteggano i luoghi. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Validi
obiettivi di sviluppo sostenibile garantiscono che il turismo lasci un'impronta
positiva e non distruttiva e per fare ciò, bisogna creare regolamenti e farli
rispettare! È come stabilire dei limiti per una festa chiassosa, solo che
queste regole servono a proteggere spiagge incontaminate, monumenti antichi e
stili di vita unici. Una delle condizioni di cui l’amministrazione locale non
può far a meno è l’opera di sensibilizzazione (oserei dire di formazione) della
comunità locale che è parte integrante di un progetto di salvaguardia dei
luoghi. Bisogna rendere partecipe la comunità locale alle decisioni da
intraprendere attraverso incontri con i rappresentanti della stessa dando loro
la possibilità di esprimersi sulle modalità di sviluppo del turismo, così
facendo, potremmo garantire che le loro esigenze e preoccupazioni siano in
prima linea nel processo decisionale, in fin dei conti, sono gli abitanti del
posto che chiamano questi luoghi “casa” e la loro voce deve essere ascoltata
forte e chiara quando si tratta di plasmare il futuro del turismo nel loro
territorio. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">A
latere di quanto succitato, gestire il flusso di visitatori e distribuirli può
fare la differenza! </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Oggi,
i flussi turistici si muovono prevalentemente attraverso portali di
prenotazione, uno strumento che permette un controllo e parimenti una gestione
dei flussi, altamente efficace. Basti pensare al sistema dei portali di
prenotazione museale dove è possibile far entrare solo un certo numero di
persone alla volta, limitando il numero di visitatori e scaglionando gli orari
di ingresso. L'adozione di iniziative turistiche intelligenti e di soluzioni
digitali può rendere l'intero processo più fluido e “tranquillo” ai fini della
salvaguardia dei siti di interesse turistico. Applicare il modello ai centri
superaffollati attraverso una sorta di tornelli dove entrare con una
prenotazione confermata online, sulla falsariga di ciò che succede a Venezia,
altra meta dove “l’overtourism disorganizzato” ha fatto sfaceli nel passato
(chi non ricorda il famoso concerto dei Pink Floyd organizzato in una maniera
alquanto discutibile) risulterebbe certamente favorevole al fine di
disciplinare l’affluenza turistica verso un centro d’interesse. &nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Si
tratta di trovare un punto di equilibrio in cui tutti vincono! 
Promuovendo pratiche di turismo responsabile, possiamo garantire la
sostenibilità delle nostre destinazioni di viaggio preferite, il sostegno alle
imprese locali e la conservazione del patrimonio culturale che aggiungono un
ulteriore tocco di bontà al mix. Una governance efficace richiede uno sforzo di
collaborazione tra le parti interessate, soluzioni innovative e un impegno
verso pratiche sostenibili. Comprendendo gli impatti, sviluppando politiche
appropriate, coinvolgendo le comunità locali e sfruttando la tecnologia, le
destinazioni possono raggiungere un equilibrio armonioso tra crescita turistica
e conservazione e attraverso il monitoraggio continuo, la valutazione e la
collaborazione con gli stakeholder. In questo modo, possiamo aprire la strada a
un'industria del turismo più sostenibile e responsabile, a beneficio sia dei
visitatori che delle comunità ospitanti.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Mino
Reganato </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 11:02:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.htmg.it/blog/files/large-1104206_thumb.jpg" length="416401" type="image/jpeg" />
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il Turismo che verrà ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000047"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5">Il prossimo
futuro del turismo subirà certamente una continua e più celere trasformazione,
basata sulla sostenibilità, sulla tecnologia e soprattutto accompagnerà le
preferenze e le aspettative dei turisti.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La
sostenibilità anche grazie a una crescente componente di consapevolezza di
dover salvaguardare i luoghi e le pratiche durante un soggiorno, costituiranno
il “leitmotiv” della gestione dei soggiorni turistici con comportamenti volti a
ridurre al minimo l’impatto ambientale. Indirizzate al pieno rispetto delle
culture locali, in un mondo che deve affrontare sfide ambientali ed erosione
culturale, l'adozione di pratiche sostenibili e responsabili è fondamentale per
rappresentare propriamente il turismo del domani con il passaggio obbligato
attraverso alcuni principi guida, anche coattivi che danno priorità alla
gestione dell'ambiente, al benessere delle comunità e alla sensibilità
culturale.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il turismo
responsabile in questo modo, si confronta con le culture locali in modo
rispettoso, sostenendo le iniziative condotte dalle comunità e ottenendo così,
esperienze autentiche che vanno a beneficio sia per i turisti ma anche dei
residenti. Ma tutto ciò, richiede uno sforzo collettivo da parte di tutti gli
attori, siano questi abitanti, aziende, amministratori locali e turisti, tutti
e dico tutti, impegnati a creare e soprattutto mantenere una condizione
ambientale etica e sostenibile. Anche dalle piccole pratiche quotidiane come ad
esempio l'uso di bottiglie d'acqua e borse della spesa da riutilizzare sino
allo sviluppo dei mezzi di trasporto eco-compatibili soprattutto nei centri
storici, ogni piccola scelta eco-compatibile si aggiunge a un significativo
impatto positivo sull'ambiente.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Qui,
l'educazione dei turisti e delle parti interessate è fondamentale per
promuovere tale condizione. I turisti devono essere consapevoli del loro
impatto sull'ambiente e sulle comunità locali, mentre le parti interessate,
come gli operatori turistici e i proprietari di hotel, che svolgono un ruolo
fondamentale nell'attuazione di pratiche responsabili devono necessariamente
essere “formati” continuamente. In un recente articolo ho ipotizzato una sorta
di abilitazione per gestire aziende alberghiere e turistiche che obblighino una
formazione continua e periodica al fine di mantenere lo status professionale ed
essere eruditi alle persistenti evoluzioni al quale il turismo è assoggettato.
Ciò potrebbe a mio avviso creare i presupposti di offrire un servizio sempre al
passo dei tempi e soddisfare le aspettativi del turista, sensibilizzando e
fornendo risorse educative anche per una gestione più sostenibile.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Altresì, il
sostegno dei governi è essenziale per portare avanti le iniziative per un
turismo sostenibile. Le politiche e i regolamenti possono contribuire a far
rispettare le pratiche responsabili, a incoraggiare gli investimenti in
infrastrutture ecocompatibili e a promuovere il turismo sostenibile come una
priorità. Lavorando insieme alle amministrazioni territoriali, possiamo creare
un'industria del turismo più sostenibile, a beneficio sia delle persone che del
pianeta.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La
sostenibilità è anche inclusione del cibo e delle tradizioni di un’area
geografica specifica e ciò alimenta il fenomeno della vacanza esperienziale che
ha in sé due momenti fondamentali: la </span><span class="fs14lh1-5 cf1">percezione di vivere esperienze diverse e uniche dalla
quotidianità del proprio luogo di origine e successivamente, una fase di
riflessione che induce a meglio comprendere e mettere in atto, pratiche
indirizzate alla conservazione delle culture locali e rispetto dell’ambiente.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">E quindi basta
con i fast food, con i kebabbari, con discutibili carbonare e amatriciane
offerte a Trento o Bolzano, di buffet insipidi di hotel anonimi (con
quest’ultimi che dovrebbero invece esaltare la cucina del posto). Non che
personalmente sia contro l’interscambio culinario, scusatemi pure, ma non
ammetto che in un contesto attrattore di flussi turistici per ragioni afferenti
alle unicità dei luoghi siano queste monumentali, storiche o culturali non
venga esaltata la gastronomia territoriale che rispecchia probabilmente, una
delle aspettative più importanti del turista. Quindi ben vengano, corsi di
cucina con chef locali, tour gastronomici incentrati su ingredienti freschi e
biologici del posto, i viaggiatori non cercano solo piatti visti sui social, ma
specialità che nutrano anche l'anima.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Anche la
tecnologia gioca un ruolo fondamentale con sviluppi della A.I. che permetterà
di far conoscere nuove destinazioni unitamente alle loro unicità. Ecco perché è
di estrema importanza poter offrire la propria cultura, la propria storia, la
propria tradizione anche culinaria. I turisti cercano esperienze autentiche,
fuori dai centri ultra inflazionati, dunque il panorama turistico si evolve
continuamente per soddisfare queste aspettative e bisognerà essere pronti a
subire profondi cambiamenti, dando forma a nuovi paradigmi ed esperienze.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">In
conclusione, il futuro del turismo promette sostenibilità, esperienze
personalizzate e una connessione più profonda con le destinazioni, anche
piccole, di tutto il mondo. Poiché i viaggiatori cercano interazioni
significative, avventure fuori dai centri iper battuti e soggiorni incentrati
sul benessere, l'industria del turismo si dovrà adattare a soddisfare queste
esigenze in continua evoluzione. Abbracciando l'innovazione e le pratiche
responsabili, il turismo del futuro è destinato a offrire esperienze
arricchenti che non solo deliziano, ma contribuiscono anche positivamente ai
nuovi territori che esploriamo. Quindi, operatori, imprenditori e
professionisti del turismo, preparatevi a entrare in una nuova era in cui le
possibilità di “fare turismo” sono infinite e un soggiorno arricchisce quanto
la destinazione stessa ma a una condizione, schematizzata da una “massima” di
Wilma Mankiller, nota politica ed attivista statunitense che cita: “Io penso
che nessuno in nessuna parte del mondo possa parlare di futuro del proprio
popolo o della propria organizzazione senza parlare di formazione”.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Mino Reganato</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 21:22:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.htmg.it/blog/files/large-296693_thumb.png" length="179027" type="image/png" />
			<link>https://www.htmg.it/blog/?il-turismo-che-verra-</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.htmg.it/blog/rss/000000047</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Assumere over 50 in Italia: tanti buoni motivi ma…]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000046"><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Sembra che i lavoratori con carta d’identità over 50 siano oramai alla stregua di vetture destinate alla rottamazione rimanendo in clima di incentivi ma, contrariamente a quanto accade nel settore automotive dove vengono concesse sgravi per coloro che acquistano una autovettura consegnandone la vecchia, questa categoria non giova di beneficio alcuno, ricacciati in un limbo, sospesi tra l’inarrivabile pensione e l’incertezza di ricollocarsi nel mondo del lavoro.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Persone che avvertono una condizione sociale e lavorativa priva di scopo e senza potere, con ampie abilità da condividere ma “a secco” di opportunità, dove nessuno li assume perché considerati “vecchi” ma obbligati a lavorare ancora alcuni anni prima di andare in pensione.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Eppure il loro bagaglio tecnico rimpinguato da esperienze uniche, il più delle volte inarrivabile per qualsiasi giovane professionista, dovrebbe renderli un patrimonio inestimabile per qualsiasi azienda. Aggiungiamoci pure gli sgravi fiscali vigenti quali strumenti atti a ridurre sensibilmente il costo del personale, ciò dovrebbe sollecitare l’imprenditoria a valutare seriamente tali opportunità. Ma in Italia, sembra che non sia così a causa di una “forma mentis” imprenditoriale che soventemente tende a valutare un lavoratore per le “energie” che può mettere in campo a danno di una condizione fatta invece di preziose esperienze e soprattutto di minori costi della forza lavoro.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Negli USA vi è un ritorno delle aziende sulla ricerca di professionisti senior denominati “longennial” ossia over 50/60 che presentano requisiti formativi con una forte componente di esperienze vissute, reputati quali portatori di enorme valore aggiunto per l’organizzazione e la gestione aziendale del Paese. Laddove l’Italia intravede un “peso”, &nbsp;negli States viene visto come una preziosa fonte di ricchezza e questo nasce anche dalla concezione del termine “maturo lavoratore” che non viene vista quale componente relativa all’età bensì quale “maturità lavorativa”. Il loro contributo va al di là del semplice adempimento delle responsabilità lavorative, potrebbero assumere un ruolo cruciale nel guidare il successo di un’azienda, fornendo prospettive preziose sulle tendenze del settore, sulle dinamiche di mercato e sulle opportunità emergenti oltre a condividere le best practice e le intuizioni acquisite in anni di esperienza. Si pensi solamente alle innumerevoli circostanze nel quale un professionista ha dovuto risolvere difficoltà e problemi propri di una gestione aziendale ed applicare soluzioni e rimedi per venirne a capo; tali lezioni apprese dalle sfide passate non potrebbero rappresentare la “cartina tornasole” per anticipare insidie recondite della gestione aziendale? &nbsp;</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Cerchiamo dunque di comprenderne i vantaggi e sensibilizzare l’imprenditoria sul valore aggiunto che scaturisce dall’assoldare un over 50:</span><br><blockquote></blockquote><span class="fs14lh1-5">Capacità di guidare gli altri: la leadership è una competenza personale che, in parte, è naturale e istintiva. Senza dubbio, coloro che hanno guidato gruppi di lavoro per un lungo periodo diventano sempre più abili nel coordinare le attività, comunicare efficacemente con i collaboratori e così via. Per questo motivo, è vantaggioso assumere un professionista ultracinquantenne con una forte capacità di leadership, essenziale per superare situazioni difficili.</span><br><blockquote></blockquote><span class="fs14lh1-5">Eliminazione dei pregiudizi: viene frequentemente affermato che i lavoratori meno giovani o più esperti non sono adeguatamente pronti per operare in un contesto digitale. Questa affermazione non è sempre corretta: quando ci si approccia a un nuovo processo di reclutamento del personale, come gli head-hunter sanno bene, è importante evitare stereotipi e valutare ogni candidato in modo imparziale. Spesso si scopre che molti lavoratori oltre i cinquant'anni sono ben preparati sull'uso della tecnologia, essendo professionisti che hanno iniziato a lavorare quando la rete diventava importante per le aziende, seguendo l'evoluzione tecnologica degli ultimi trent'anni.</span><br><blockquote></blockquote><span class="fs14lh1-5">Sicurezza: l'inserimento di un professionista di età superiore ai cinquant'anni spesso porta maggiore sicurezza al gruppo di lavoro. Se si assume una persona over 50, è probabile che non cerchi nuove opportunità come i giovani che sono spesso desiderosi di nuove sfide e esperienze lavorative.</span><br><blockquote></blockquote><span class="fs14lh1-5">Approfittare della loro maestria: grazie alla loro vasta esperienza lavorativa, i professionisti di età superiore ai cinquant'anni sono per definizione, dei grandi maestri. Incorporare lavoratori over 50 può essere vantaggioso per un'azienda con dipendenti giovani e senza esperienza, poiché i senior possono diventare mentori preziosi per favorire la crescita del team e dell'azienda.</span><br><blockquote></blockquote><span class="fs14lh1-5">Comportamento sul lavoro: non si intende dire che le nuove generazioni sono carenti di etica lavorativa. Tuttavia, i lavoratori ultra-cinquantenni tendono ad essere meno distratti e ad avere una preponderanza al compimento degli obiettivi assegnati, manifestando maggior rispetto per compiti e scadenze.</span><br><blockquote></blockquote><span class="fs14lh1-5">Maggiore fiducia: in molte aree i clienti preferiscono affidarsi maggiormente a individui di età avanzata piuttosto che a lavoratori molto giovani. Si consideri le vendite, il customer service, le consulenze e così via.</span><br><blockquote></blockquote><span class="fs14lh1-5">Minore numero di assenze: i dipendenti più anziani mostrano una tendenza a essere meno assenti e quindi più presenti sul posto di lavoro. Da statistiche effettuate è emerso che solo un quarto degli over cinquantenni si assenta per malattia, un numero che si duplica per i lavoratori tra i 20 e i 29 anni. Non è solo questo: è raro che un dipendente over 50 debba uscire presto dall'ufficio per prendere un figli malato a scuola, o assentarsi per lunghi periodi per maternità o paternità.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Mettete un professionista esperto in una stanza piena di alti dirigenti durante un evento promozionale, a quali proporre prodotti e servizi della propria azienda e guardate come il nostro si comporta. Sicuramente sa come rappresentare l'azienda con stile e grazia, assicurando che il nome del marchio sia sulla bocca di tutti a fine dell'evento, avviando conversazioni e marcando tracce durature che possono apportare preziose connessioni e opportunità commerciali.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">La loro dedizione nel condividere le conoscenze, coltivare i talenti, guidare l'innovazione e promuovere la crescita è fondamentale per far progredire le aziende.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Riconoscendo e valorizzando i contributi dei professionisti esperti, le aziende possono creare un ambiente collaborativo e dinamico che apre la strada al successo e alla sostenibilità a lungo termine, dove l'esperienza e la competenza dei professionisti esperti è un vantaggio strategico e una pietra miliare per costruire un'azienda prospera e resistente in un mercato in continua evoluzione.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Jul 2024 13:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La valutazione alberghiera: insidie e opportunità ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000045"><div><span class="fs14lh1-5">La
valutazione alberghiera è un aspetto cruciale del settore alberghiero che
influenza le decisioni di investimento, il posizionamento sul mercato e le
strategie finanziarie. Capire come valutare accuratamente il valore di una
proprietà alberghiera richiede un'analisi completa di vari fattori,
dall'ubicazione alle tendenze di mercato, dalle prestazioni finanziarie alle
considerazioni normative. Quando si tratta di valutare un hotel, è fondamentale
tenere d'occhio le tendenze del settore per conoscerne l’andamento, ciò al fine
di ottenere alcune prime notizie che rivelano il valore potenziale di una
proprietà alberghiera, seppur in forma alquanto generica.<br></span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Un
metodo abbastanza semplicistico per valutare un hotel è l'analisi comparativa
con proprietà simili. Osservando l'andamento di hotel analoghi nello stesso
segmento di mercato con le relative tariffe di vendita è possibile comprendere,
la posizione dell’albergo in questione in termini di valore e trarne un punto
di partenza per ipotizzare attraverso calcoli basati sul numero delle camere e
servizi offerti, quale potrebbe essere a grandi linee, il ritorno economico e
quindi i tempi di recupero dell’investimento. Fattori come i tassi di
occupazione, le tariffe medie giornaliere e i ricavi per camera disponibile
(RevPAR) possono fornire le prime informazioni su un primo processo di
valutazione e percepire se vi sono elementi negativi che impattano sull’appeal
della struttura. Nella prima fase di valutazione di un albergo, un’analisi
molto empirica nella sua essenza ma che riesce a fornire dei dati interessanti
potrebbe essere la verifica dell’andamento dell’offerta tariffaria sui portali
riferita a periodi specifici, al fine di ottenere, approssimativamente, i
valori di occupazione media e compararli con una struttura simile ubicata nelle
vicinanze. In parole povere se il prezzo è costantemente su livelli di “bottom
rate” ed ovviamente molto più basso rispetto alle strutture competitors
dell’area se ne potrà dedurre che l’appeal della struttura è fortemente
limitato, probabilmente per qualità di servizi o inefficienza gestionale e
quindi il suo valore potrebbe non rispecchiare l’eventuale richiesta della proprietà. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">A
latere di ciò, le fluttuazioni del mercato immobiliare sono un fenomeno comune
che possono avere un impatto significativo a causa dei continui cambiamenti dei
prezzi degli immobili i quali unitamente alle dinamiche della domanda e
dell'offerta e alle condizioni generali del mercato giocano un ruolo importante
ai fini decisionali di una compravendita. Queste fluttuazioni possono essere
influenzate da variazioni dei tassi di interesse, dalle condizioni economiche,
dalle politiche governative e da ulteriori fattori esterni, dunque saperle
interpretare e agire nel modo corretto è sostanziale per incorrere in
operazioni disastrose, nel continuo turbinio dei mercati. In condizioni di
mercato volatile ad esempio, è fondamentale rimanere flessibili, adattando le
proprie strategie di investimento ed essere in grado di cambiarle rapidamente
in risposta alle mutevoli tendenze e condizioni del mercato stesso. Alcuni casi
della storia recente, sono serviti a gestire tragiche ed im”prevedibili” (per
certi versi) situazioni di caduta del settore immobiliare come per la crisi del
2008 a causa del fallimento della Lehman Brothers dove il sistema finanziario Usa (che aveva molti soldi che
rendevano poco) concedeva mutui anche a chi non aveva le garanzie di
solvibilità altrimenti necessarie. Ebbene, alcuni investitori esperti
non si sono lasciati prendere dal panico, riuscendo nel bel mezzo della crisi
ad acquisire immobili di gran pregio a prezzi di gran lunga inferiori al loro
valore effettivo. Hanno visto dunque un'opportunità quando altri vedevano un
disastro grazie anche alla diversificazione del proprio portafoglio immobiliare
tra diverse tipologie di immobili commerciali e altrettante località fuori dai
confini del disastro. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Altre
condizioni da non sottovalutare e che potrebbero disequilibrare l’aspetto
valutativo sono attinenti alle normative vigenti sul territorio di ubicazione
dove regolamenti urbanistici e disposizioni comunali dettano il modo in cui una
proprietà potrà essere utilizzata come hotel. Progettare dunque eventuali
variazioni o ampliamenti dell’immobile, in virtù dell’implementazione di nuovi
servizi rispondenti alle aspettative dei mercati turistici potrebbe non essere
possibile e ciò causerebbe una stagnazione dell’offerta dei servizi di un
albergo (es. mancata creazione di zona benessere). È un elemento importante da
valutare in sede di acquisizione, soprattutto a causa del continuo cambiamento
delle abitudini dei potenziali Clienti. Anche le implicazioni fiscali possono
influire sulla valutazione di un hotel. Le imposte sulla proprietà, le imposte
sul reddito e altre tasse possono incidere sul valore complessivo dell'hotel.
Essere consapevoli di queste considerazioni fiscali è importante per
determinare il valore reale della proprietà. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La
valutazione alberghiera come succitato, comporta dunque una serie di insidie e
opportunità: dal cambiamento delle dinamiche di mercato immobiliare
all'evoluzione delle preferenze dei consumatori sino alla conoscenza della
gestione di un albergo e conoscerne dunque gli aspetti è essenziale. Il segreto
è rimanere costantemente informato sulle tendenze del mercato turistico e
anticiparne (laddove è possibile) le aspettative e il gradimento per certune
offerte di servizi, unendo ciò ad azioni ottimali di valutazione alberghiera si
potrebbe giungere a fornire una più precisa stima dell’immobile e confutare
alcuni valori conferiti in modo alquanto discutibili.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Mino
Reganato &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 May 2024 13:01:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.htmg.it/blog/?la-valutazione-alberghiera--insidie-e-opportunita-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La gestione efficace dell’imposta di soggiorno: investimenti e migliorie sul territorio di applicazione. ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000043"><div class="imTAJustify"><div><div><span class="fs14lh1-5">L'industria
turistica è un motore economico per molte destinazioni che genera entrate
significative attraverso il flusso costante di visitatori. Tuttavia, per
mantenere e migliorare l'attrattiva di una destinazione nel lungo termine, è
essenziale investire in infrastrutture e servizi turistici di alta qualità.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Negli ultimi
anni, il concetto di imposta di soggiorno sta guadagnato terreno quale
potenziale strumento per il sostentamento degli investimenti turistici e la
valorizzazione delle comunità locali. Tale imposta dovrebbe non solo generare
fondi per iniziative volte alla promozione territoriale, ma favorire altresì la
crescita economica locale, investendo in infrastrutture, imprese locali,
creazione di posti di lavoro e destinando i fondi soprattutto per progetti
eco-compatibili al fine della conservazione dell'ambiente. Il funzionamento
della tassa di soggiorno varia da destinazione a destinazione, ma solitamente
viene applicata una tariffa giornaliera o per persona in base alla durata del
soggiorno e al tipo di struttura ricettiva. Questa tariffa può essere inclusa
nel prezzo del soggiorno o aggiunta come addebito separato al momento del
check-out.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Vi è comunque,
una buona maggioranza tra gli addetti ai lavori e turisti non propriamente
d'accordo con l'idea di una imposta aggiuntiva sul costo delle vacanze. I più
critici sostengono che tale, possa essere la causa di potenziali impatti
negativi sul turismo e sulla competitività territoriale nei confronti di mete
soprattutto limitrofe che non applicano il balzello in questione, evidenziando
la necessità quantomeno di una comunicazione efficace e del coinvolgimento
delle parti interessate al fine di “erudire” turisti e attori locali circa le
motivazioni che spingono a introdurre l’imposta.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">A tal uopo,
bisognerebbe attuare campagne educative e programmi di sensibilizzazione volte
a coinvolgere e responsabilizzare le comunità locali, aiutando le imprese e i
turisti a capire l'importanza di versare l'imposta di soggiorno e le
conseguenze del mancato versamento. Coinvolgendo i residenti nei processi
decisionali relativi allo sviluppo del turismo e destinando il gettito fiscale
a progetti comunitari, si può promuovere un senso di appartenenza e di orgoglio
tra i residenti. Questo può portare a pratiche turistiche più sostenibili e
inclusive, a beneficio sia dei visitatori che degli abitanti del luogo.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">È essenziale
comunicare come verranno utilizzate le entrate dell'imposta al fine di
garantire che i fondi siano assegnati in modo efficace ed etico. La trasparenza
sull'impatto dell'imposta e la responsabilità dei funzionari quali responsabili
della sua gestione, crea una condizione di fiducia e il sostegno della
comunità, rafforzata dalla condivisione di esperienze e successi di altre
comunità.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Le insidie che
aleggiano attorno alla gestione dell’imposta di soggiorno sono concentrate
perlopiù nei seguenti punti:</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">-
 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Individuazione delle aree di investimento</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">-
 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Trasparenza nell’assegnazione dei fondi</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">-
 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pianificazione e cooperazione degli
stakeholder</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">-
 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Comunicazione degli indirizzamenti dei
fondi</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">-
 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Monitoraggio dei risultati</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Analizziamo
ora alcuni dei punti succitati al fine di evidenziare taluni difetti nella
gestione dell’imposta, purtroppo presente in numerosi contesti territoriali
italiani.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’imposta
viene introdotta spesso senza definire le aree di indirizzamento e il più delle
volte senza dare notizia sul suo effettivo utilizzo</span><span class="fs14lh1-5 cf1">. In molte occasioni, il suo fine reale sembra
essere quello di chiudere alcune falle nei bilanci comunali tanto è vero che in
numerosi casi, non si conosce l’esatto ammontare in quanto il gettito viene
fatto confluire in una cassa unica assieme a Tari, Imu, multe e tasse sui
rifiuti, instaurando un sistema di rendicontazione forfettario che per ovvie
ragioni non consente un controllo analitico (ricordo che dovrebbe essere
un’imposta di scopo, dunque utilizzabile unicamente in ambito turistico).
Un’errata condizione che porta inevitabilmente a un lento ma inesorabile
declino di molte destinazioni, dove i proventi dell’imposta non apportano
nessuna miglioria alle sorti dell’appeal turistico e negano dunque la fase
evolutiva di sviluppo dell’area e dei servizi in favore dei turisti.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’implementazione
di un'efficace gestione dell’imposta di soggiorno apporterebbe seri benefici
sul territorio grazie a una trasformazione positiva delle infrastrutture,
dell'offerta culturale e delle esperienze in favore dei turisti che scelgono la
meta. &nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Le entrate
della tassa di soggiorno potrebbero essere impiegate in una serie di progetti
di investimento turistico, tra i quali:</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">-
 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Miglioramento delle Infrastrutture:
investimenti nell'infrastruttura turistica, come la manutenzione e
l'ammodernamento delle strade, dei marciapiedi, dei parcheggi e dei trasporti
pubblici, possono migliorare l'accessibilità e la fruibilità della destinazione
per i visitatori.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">-
 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sviluppo delle Attrazioni Turistiche: fondi
destinati allo sviluppo e al potenziamento di attrazioni turistiche esistenti o
alla creazione di nuove attrazioni possono aumentare l'appeal della
destinazione e attirare un maggior numero di visitatori.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">-
 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Promozione e Marketing: investimenti nella
promozione e nel marketing della destinazione possono contribuire a aumentare
la visibilità e l'attrattiva della destinazione, portando a un aumento del
flusso turistico e delle entrate.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">-
 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sostenibilità Ambientale: parte delle
entrate della tassa di soggiorno può essere destinata a progetti di
conservazione ambientale e sviluppo sostenibile, contribuendo così a preservare
le risorse naturali e a ridurre gli impatti negativi dell'industria turistica
sull'ambiente.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Un
miglioramento dell'esperienza complessiva del turista attraverso infrastrutture
e servizi di alta qualità unitamente ad un aumento dell'attrattiva della
destinazione produrrebbe inevitabilmente un aumento delle presenze e di
conseguenza delle entrate, propedeutiche a realizzare investimenti sul
territorio.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Uno degli
aspetti più importanti a mio avviso a cui molte realtà territoriale non fanno
riferimento è la creazione di nuove opportunità lavorative, fulcro
indispensabile per sostenere lo sviluppo economico e sociale della
destinazione.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">È risaputo che
il settore turistico risulta essere uno dei comparti trainanti del PIL
nazionale, dunque, la creazione dei posti di lavoro assume un’importanza
cruciale. In questo contesto, la tassa di soggiorno si pone quale “fonte di
entrate” da reinvestire nella comunità locale al fine di creare un una serie di
opportunità lavorative a beneficio direttamente degli abitanti del luogo.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Vediamo come:</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">1.
 &nbsp;&nbsp;Ospitalità e Servizi: La creazione di nuovi hotel, resort,
ristoranti e strutture ricettive richiede una forza lavoro qualificata e
diversificata, offrendo opportunità di impiego sia nel settore alberghiero che
in quello della ristorazione.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">2.
 &nbsp;&nbsp;Turismo Esperienziale: Le esperienze turistiche uniche, come
visite guidate, attività all'aperto, corsi di cucina locale e tour
enogastronomici, possono essere sviluppate grazie agli investimenti della tassa
di soggiorno, creando opportunità di lavoro per guide, istruttori e operatori
turistici.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">3.
 &nbsp;&nbsp;Cultura e Intrattenimento: La promozione di eventi culturali,
festival, spettacoli e attrazioni locali può generare occupazione nei settori
dell'intrattenimento, dell'organizzazione degli eventi, della produzione
artistica e della vendita al dettaglio di souvenir e prodotti artigianali.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">4.
 &nbsp;&nbsp;Ambiente e Sostenibilità: Investimenti in progetti di
conservazione ambientale, gestione dei rifiuti, energie rinnovabili e sviluppo
sostenibile possono creare opportunità di lavoro nel settore dell'ambiente e
della green economy.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Tale
condizione non si ferma unicamente all’aumento delle opportunità lavorative ma
produce un aumento del reddito e del potere d'acquisto oltre a favorire una
maggiore coesione sociale attraverso la collaborazione tra settori pubblici e
privati e un miglioramento dunque, della qualità della vita per gli abitanti
del luogo. Quando gestita in modo trasparente e inclusivo, questa strategia può
generare una serie di benefici duraturi per la comunità locale, contribuendo
così a garantire un futuro prospero e sostenibile per l'industria turistica e
per l'intera destinazione.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Altro elemento
da considerare è rappresentato dalla modalità di riscossione dell’imposta di
soggiorno, sia in favore della comunità locale a cura delle strutture
ricettive, sia in favore delle strutture ricettive a cura del turista che
soggiorna in una di queste. In questo contesto, l'automazione è fondamentale
per monitorare e riscuotere l’imposta in modo efficiente, in quanto migliora
senza dubbio, l'efficienza e la precisione della raccolta delle quote.
Automatizzare i processi di riscossione dell'imposta di soggiorno può portare a
una maggiore efficienza, accuratezza e conformità normativa, migliorando
complessivamente l'esperienza per gli ospiti e semplificando il lavoro per le
autorità locali e le strutture ricettive.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Relativamente
alla raccolta delle quote in favore della comunità locale è importante
implementare un sistema online dove le aziende ricettive possano comunicare
automaticamente i dati relativi alla riscossione dell'imposta di soggiorno, ciò
al fine di una conformità normativa e poter generare report dettagliati
sull'ammontare raccolto e altre metriche rilevanti. Anche le strutture
ricettive, attraverso l’automatizzazione hanno uno strumento che è in grado di
divulgare le informazioni al turista sull’importanza al territorio di una tassa
di soggiorno e consentire il pagamento attraverso un portale web o
un'applicazione mobile &nbsp;&nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Man mano che
l’operazione di implementazione dell’imposta di soggiorno acquista slancio sul
territorio, cresce l'opportunità di innovare e perfezionare i modelli
organizzativi attraverso la ricerca di soluzioni innovative indirizzate a
soddisfare le variabili esigenze di visitatori e residenti senza che a nessuno
dei due “cluster” si arrechino fastidi o disservizi. La creazione di una rete
di città impegnate in pratiche turistiche sostenibili può contribuire a guidare
un cambiamento positivo su scala e creare condizioni già sperimentate.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">E’ compito
delle comunità attraverso la lungimiranza e la “buona gestione” dei propri
amministratori, applicare “l’odioso balzello” per lo sviluppo e la crescita
locale attraverso strategie innovative, il coinvolgimento degli stakeholder e
l'uso della tecnologia, ingredienti necessari al fine di migliorare
l'osservanza delle imposte, creando destinazioni urbane più sostenibili e
resilienti e garantendo un contributo giusto ed equo per il miglioramento e la
conservazione delle destinazioni.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">Mino Reganato </span></div>

<div> </div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 17:19:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.htmg.it/blog/files/hotel-1623064_1280_thumb.jpg" length="604349" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.htmg.it/blog/?la-gestione-efficace-dell-imposta-di-soggiorno--investimenti-e-migliorie-sul-territorio-di-applicazione--</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Campobasso, una meta turistica da costruire]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000044"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il
turismo gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo economico e culturale di
qualsiasi regione e Campobasso, con la sua ricca storia, i suoi paesaggi
pittoreschi e le sue offerte culinarie uniche, ha un potenziale significativo
per emergere come destinazione turistica ricercata. Per sfruttare appieno
questo potenziale e promuovere Campobasso come una località da visitare, è
essenziale un approccio strategico e completo alla promozione turistica. Dalla
comprensione degli asset turistici della città al coinvolgimento con le
piattaforme digitali e alla collaborazione con gli stakeholder locali, ogni
aspetto contribuisce a creare una narrazione avvincente che invogli i
viaggiatori a esplorare tutto ciò che Campobasso ha da offrire.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Campobasso,
con la sua ricca storia che risale ai tempi antichi, potrebbe offrire ai
turisti un tesoro di punti di riferimento storici e di patrimonio culturale da
esplorare. Dai castelli medievali alle antiche rovine, la città offre uno
sguardo al suo passato ricco di storia, attirando appassionati di storia e
viaggiatori curiosi.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per
promuovere efficacemente il turismo a Campobasso, è fondamentale identificare e
indirizzare un pubblico specifico che sia in linea con le offerte di soggiorno.
Che si tratti di appassionati di storia, di amanti dell'avventura o di
appassionati di gastronomia, adattare gli sforzi di marketing in modo che
risuonino con questi gruppi target può massimizzare il coinvolgimento e la
soddisfazione dei visitatori. È importante in questa fase, creare un
monitoraggio a cura di tutti gli attori che in qualche modo sono parte di un
ipotetico contenitore di servizi ai turisti e a tal proposito porre le basi per
la creazione di una regia fatta di professionisti competenti che possa
attivamente coordinare e gestire le linee guida per lo sviluppo turistico di
concerto con la politica. Stabilire obiettivi e finalità chiare è essenziale
per guidare gli sforzi di marketing verso una promozione efficace di Campobasso,
sia che si tratti di aumentare il numero di visitatori, di rilanciare le
imprese locali o di migliorare la reputazione della città come destinazione
turistica, la definizione di obiettivi misurabili può aiutare a monitorare i
progressi e ad assicurare il successo.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nell'odierna
era digitale, sfruttare le piattaforme dei social media può amplificare in modo
significativo la portata e l'impatto degli sforzi di promozione turistica del
territorio, coinvolgendo i potenziali visitatori attraverso contenuti
accattivanti, immagini straordinarie e campagne interattive, la città può
promuovere una vivace comunità online e generare un'attenzione particolare per
le sue attrazioni. La vivace scena culturale di Campobasso prende vita anche attraverso
eventi che celebrano le tradizioni, le arti e il patrimonio locale. Promuovendo
queste esperienze culturali, la città può creare un'atmosfera di grande
interesse, attirare visitatori e mostrare il suo spirito dinamico a un pubblico
più ampio. Anche la squisita cucina tradizionale e le sue esperienze culinarie
sono decisamente, una prerogativa territoriale: dalle prelibatezze del
territorio alla tavola e alle ricette secolari tramandate da generazioni. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il
settore alberghiero di Campobasso poi, potrebbe svolgere un ruolo fondamentale
nel migliorare l'esperienza dei visitatori partecipando alla creazione di
pacchetti esperienziali in collaborazione con attori quali guide turistiche,
vettori, musei e luoghi di interesse e proporre il tutto attraverso tour
operator locali con un piglio di creatività ed unicità che sono alla base
dell’interesse dei turisti. L’offerta turistica di una destinazione deve
necessariamente avere una componente attrattiva che esprima una propria
peculiarità non riscontrabile in altri territori ed è ciò che seduce ed
interessa il turista in quanto novità ed esperienza unica.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Definita
l’offerta turistica, la fase più delicata è costituita dalla promozione del
territorio. I blogger sono i nuovi campioni del marketing del passaparola.
Assicurandosi recensioni positive e copertura da parte di blogger di viaggio
che hanno un seguito fedele, si può generare un'eco intorno a Campobasso e
accendere la curiosità dei loro lettori attraverso strategie di marketing. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Con
uno sforzo concertato per evidenziare le sue diverse offerte volto a
coinvolgere i viaggiatori attraverso vari canali, Campobasso è potenzialmente
valida ad attrarre un numero crescente di visitatori in cerca di esperienze
autentiche e avventure memorabili ed emergere come una destinazione degna di
nota sulla mappa del turismo.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Mino
Reganato </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 08:38:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.htmg.it/blog/files/campobasso_thumb.jpg" length="655170" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.htmg.it/blog/?campobasso,-una-meta-turistica-da-costruire</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.htmg.it/blog/rss/000000044</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'impatto della mancanza di competenze nel settore alberghiero sulla soddisfazione del Cliente.]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000040"><div class="imTAJustify"><div><div><span class="fs14lh1-5">Nel panorama
dinamico e competitivo dell'industria alberghiera, la competenza gioca un ruolo
fondamentale nel plasmare l'esperienza del cliente e, in ultima analisi,
nell'influenzare i livelli di soddisfazione. Il livello di competenza del
personale alberghiero non solo influisce sulla qualità del servizio offerto, ma
costituisce anche la chiave di volta della percezione e della fedeltà degli
Ospiti.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Gli hotel
dovrebbero essere più che semplici camere e servizi: si occupano di creare
esperienze indimenticabili per i loro Ospiti. La competenza nel settore
alberghiero va oltre il semplice know-how tecnico; si tratta di comprendere le
sfumature dell'ospitalità, anticipare le esigenze degli Ospiti e fare il
possibile per garantire un soggiorno memorabile. Qui, la competenza gioca un
ruolo cruciale nel migliorare la soddisfazione, gli Ospiti si aspettano un
personale competente in grado di fornire consigli personalizzati, soluzioni
rapide a qualsiasi problema e una genuina volontà di rendere speciale il loro
soggiorno. Quando gli hotel danno priorità alla competenza, non solo
soddisfano, ma superano le aspettative degli Ospiti, con conseguente aumento
della fedeltà e delle raccomandazioni positive del passaparola.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La mancanza di
competenze nel settore alberghiero può manifestarsi in due modi: carenza nella
formazione del personale e relativa interruzione della comunicazione.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Quando il
personale non è adeguatamente formato, la qualità del servizio ne risente, con
conseguente insoddisfazione degli Ospiti, inoltre, le interruzioni della
comunicazione tra i membri del team possono causare incoerenze nelle esperienze
degli Ospiti, erodendo ulteriormente la fiducia e la soddisfazione. Le
ripercussioni di una competenza inadeguata nel settore alberghiero possono
essere gravi e sfociare in recensioni negative derivanti da un servizio non
all'altezza che possono danneggiare la reputazione di un hotel e scoraggiare i
potenziali Clienti, inoltre, quando gli Ospiti hanno esperienze insoddisfacenti
a causa della mancanza di competenza, è improbabile che tornino con conseguente
perdita di affari e ricavi.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L'apprendimento
continuo è fondamentale per rimanere rilevanti nel panorama dell'ospitalità in
continua evoluzione. Gli hotel dovrebbero investire in programmi di formazione
regolari per aggiornare il personale sulle tendenze del settore, sugli standard
del servizio Clienti e sulle migliori pratiche. Incoraggiare il personale
esperto a fare da mentore e condividere le proprie conoscenze con i nuovi
dipendenti poi, può creare una cultura del miglioramento continuo, questo
attraverso programmi di mentorship che promuovono un senso di comunità
all'interno del team dell'hotel e forniscono spunti preziosi per la crescita
professionale.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Con la
continua evoluzione dell'industria alberghiera, rimanere al passo con le
tendenze future nello sviluppo delle competenze è fondamentale per migliorare
la soddisfazione dei Clienti. È importante ad esempio approfondire la
conoscenza relativa alle ultime innovazioni tecnologiche nel campo della
formazione e dello sviluppo delle competenze, ciò per ottimizzare i processi di
apprendimento e offrire esperienze formative personalizzate. Dalle simulazioni
di realtà virtuale alle piattaforme di apprendimento basate sull'intelligenza
artificiale, la tecnologia può rivoluzionare il modo in cui vengono coltivate
le competenze nel settore alberghiero.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Gli approcci
di apprendimento personalizzati, come i moduli di micro-apprendimento e la
formazione basata sulle competenze, consentono al personale di acquisire
competenze in un modo ottimale, portando in ultima analisi a un miglioramento
dei livelli di soddisfazione dei Clienti. Affrontando le sfide associate
all'inadeguatezza delle competenze e implementando strategie efficaci per il
miglioramento continuo, gli hotel possono instaurare relazioni più forti con
gli Ospiti, migliorare la propria reputazione e ottenere un successo a lungo
termine nel competitivo mercato dell'ospitalità.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Mino Reganato</span></div>

<div> </div></div>

<div> </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Mar 2024 15:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Qual è il futuro dell'industria ricettiva con l'ascesa dell'extra-alberghiero?]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003F"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5">Negli ultimi
anni si è assistito a un cambiamento significativo nelle preferenze dei turisti
per quanto riguarda le scelte di alloggio. Il concetto tradizionale di
soggiorno in hotel è stato messo in discussione dalla crescente popolarità
delle strutture extra-alberghiere. Tentiamo dunque, un’esplorazione circa
l’evoluzione delle richieste per l’extra-alberghiero, qual è la motivazione che
spinge numerosi viaggiatori a preferire questo tipo di alloggio e l'impatto
della tecnologia sulle decisioni degli stessi.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">In un mondo in
cui il termine "hotel" evoca immagini di camere uniformi e “saponette
minuscole”, l'ascesa delle strutture extra-alberghiere rappresenta un
cambiamento rivoluzionario del modo in cui i turisti scelgono il luogo di
soggiorno. Le strutture extra-alberghiere sono apparse come la soluzione che
offre un'esperienza più personalizzata e coinvolgente e che vada oltre
l'ordinario, ampliata da segmenti di flusso rappresentati dai millennial e
dalla generazione Z, che attualmente dominano il panorama dei viaggi, grazie
soprattutto all’offerta di B&amp;B, Case vacanze e appartamenti ad affitto
breve che offrono esperienze uniche oltre ad essere più “instagrammabili” e
quindi vicine alle tendenze dei suddetti segmenti. Le strutture
extra-alberghiere eccellono nella creazione di esperienze su misura, in forma
maggiore rispetto a quella spesso scontata dell’albergo ed in linea con gli
interessi dei loro Ospiti. Si ritrovano opportunità per una perfetta
integrazione con la cultura locale e possibilità di immergersi nella comunità
come ad esempio assaggiare la cucina autentica locale. In Italia, la situazione
è un po’ diversa: se prendessimo ad esempio l’essenza del vero B&amp;B,
snaturato completamente anche a causa di leggi astruse e sorto soprattutto per
l'esigenza di fronteggiare il previsto aumento di flusso turistico in occasione
del Giubileo del 2000, capiremmo che l’indirizzo doveva essere un altro.
Attualmente gestiti in una maniera perlopiù standardizzata (nei maggiori casi)
e alla stregua di un mini-hotel ma senza regole e “pericolosamente” senza
obblighi di sicurezza per l’Ospite, diffondono un’offerta minima di servizi in
linea con la filosofia di questa tipologia.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Con
piattaforme come Airbnb e Vrbo che hanno livellato l'industria dell'ospitalità,
gli Ospiti hanno ora una sovrabbondanza di opzioni oltre agli hotel
tradizionali. Nell'era digitale di oggi, la comodità delle piattaforme di
prenotazione online ha rivoluzionato il modo in cui gli Ospiti possono
scegliere l'alloggio. Con pochi clic, i viaggiatori possono visionare le
foto/video, confrontare i prezzi, leggere le recensioni e prenotare il loro
soggiorno e questa facile accessibilità ha giocato un ruolo significativo
nell'aumento di popolarità delle strutture extra-alberghiere rispetto agli
hotel tradizionali. Le piattaforme dei social media e le recensioni online sono
diventate strumenti potenti che influenzano le decisioni dei viaggiatori. La
natura visivamente accattivante delle strutture spesso cattura l'attenzione su
piattaforme come Instagram e Pinterest, influenzando i viaggiatori a cercare
alloggi unici ed esperienziali.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Le strutture
extra-alberghiere offrono agli Ospiti un'esperienza completamente diversa da
quella degli Alberghi (che ritroviamo in qualche modo, unicamente nella sola
tipologia Boutique Hotel), con camere dal design unico, alloggi a tema e
servizi su misura e questo consente agli Ospiti di adattare il soggiorno alle
loro preferenze, creando esperienze memorabili e coinvolgenti. Ma se da un lato
le strutture extra-alberghiere rappresentano un'alternativa fresca ed
entusiasmante alle strutture ricettive tradizionali, dall'altro il mantenimento
della coerenza nella qualità e negli standard dei servizi può rappresentare una
sfida. Ogni struttura extra-alberghiera a mio avviso, deve offrire
un'esperienza diversa e è per tale motivo che la forte liberalizzazione
scaturita dall’operazione Giubileo, doveva rimanere un fatto occasionale e non
ripetibile nel futuro. Gli obblighi semmai dovevano già d’allora, richiedere
competenze e requisiti al fine di rappresentare un’offerta ben equilibrata, con
aspetti di sicurezza per l’Ospite e osservanza delle leggi relative
all’ospitalità, alla stregua di un albergo.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Per
distinguersi poi in un mercato fortemente competitivo, bisogna indirizzarsi
verso segmenti di turisti in cerca di esperienze o temi specifici e ciò non è
molto semplice (qui la necessità di gestori con specifiche conoscenze e
titoli). Rivolgendosi a interessi di nicchia come l'ecoturismo, i soggiorni
benessere o il contatto con la storia e la cultura locale, si possono attrarre
Ospiti con gli stessi interessi e alla ricerca di opzioni di alloggio uniche e
specializzate.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Un efficace
storytelling e il marketing esperienziale giocano un ruolo cruciale! Anche
raccontare la storia della struttura, le ispirazioni del design e le esperienze
che gli Ospiti possono aspettarsi, può certamente coinvolgere i viaggiatori a
livello emotivo, invogliandoli a scegliere la propria struttura. Poiché gli
Ospiti sono sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e coinvolgenti, il
settore delle strutture extra-alberghiere è destinato a una crescita continua.
La domanda di alloggi unici e non convenzionali non mostra segni di
rallentamento, indicando un futuro brillante che ridefiniscono in qualche modo,
il settore dell'ospitalità. Con una crescente attenzione alla sostenibilità e
alla coscienza ambientale, le strutture extra-alberghiere stanno esplorando
modi innovativi per implementare pratiche eco-compatibili, dalla progettazione
di edifici ecologici ai servizi di provenienza locale, abbracciando la
sostenibilità come valore fondamentale e attraendo gli Ospiti eco-consapevoli,
promuovendo di fatto, un cambiamento positivo nel settore ricettivo.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Vedremo tra
qualche tempo i risultati di tale cambiamento in corso.</span></div>

<span class="fs14lh1-5">Mino Reganato</span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 14:15:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Perché a volte è il momento di cambiare il posto di lavoro. ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003E"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Le dimissioni da un posto di lavoro sono una decisione alquanto importante che spesso riflettono una complessa interazione di fattori personali, professionali ed esterni. Comprendere le motivazioni che spingono le persone a lasciare il proprio posto di lavoro può offrire preziose indicazioni sulle dinamiche dell'ambiente di lavoro e sull'evoluzione delle priorità del lavoratore. Dalla ricerca di crescita e sviluppo personale alla gestione di conflitti e sfide comunicative, la decisione di dimettersi può derivare da una miriade di influenze che modellano il percorso professionale di un individuo. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">A volte, un lavoro non offre gli stimoli mentali che desideriamo, siamo alla ricerca fortemente di nuove esperienze e sfide che ci spingano oltre i nostri limiti acquisiti, migliorare le nostre competenze con l'apprendimento e la crescita quali parti essenziali del nostro percorso professionale. Se un lavoro non offre più opportunità di migliorare le nostre competenze o di svilupparne di nuove, potrebbe essere il momento di cambiare. Quando i nostri valori non sono più in linea con quelli dell'azienda per cui lavoriamo, questo può portare all'insoddisfazione e alla sensazione di essere fuori posto e probabilmente la consegna delle proprie dimissioni potrebbe essere il passo necessario per trovare soluzioni professionali migliori. Altro elemento cruciale potrebbe scaturire da un accumulo di stress e burnout. Le responsabilità lavorative e la vita privata sono un peso al nostro benessere mentale e fisico e quindi risulta alquanto propedeutico saperle bilanciare affinché l’una non prenda il sopravvento sull’altra. Se il posto di lavoro porta a una condizione troppo opprimente, causando burnout e stress cronico, probabilmente l’ago della bilancia risulta estremamente squilibrato ed è il caso di dare priorità alla cura di sé: la vita non è fatta solo di lavoro. Quando il nostro lavoro inizia a ostacolare la nostra capacità di trascorrere del tempo con i nostri cari o di perseguire interessi personali, potrebbe essere un segno che è necessario un cambiamento per un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ma le condizioni negative non si fermano qui. Ad esempio un ambiente di “lavoro tossico” può deprimere anche i dipendenti più efficienti. Se la cultura gestionale di un'azienda è tossica, genera negatività e influisce sul nostro benessere professionale. Mancanza di riconoscimenti e apprezzamenti, sentirsi sottovalutati e non apprezzati sono aspetti demoralizzanti. La gratifica morale riveste un aspetto importantissimo nei rapporti tra dipendente e proprietà, ciò soprattutto nei settori nei quali “la persona” è al centro di auspicati successi aziendali e una sua demotivazione rappresenterebbe ai fini gestionali, un harakiri disastroso in quanto il Cliente avvertirebbe tale negatività su sé stesso, come un senso di distacco e fastidio. La motivazione è come un motore che ci fa andare avanti più veloce o più lentamente in funzione del livello di passione che ci si mette, ma quando questo si affievolisce o addirittura si spegne per i motivi succitati è segno che qualcosa non va. Se ci si ritrova a trascinare i piedi per recarsi al lavoro e a contare le ore che mancano alla fine dell’orario, potrebbe essere il momento di rivalutare la condizione lavorativa e cominciare ad attuare il cambiamento.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Anche il mancato avanzamento di carriera per meriti professionali è un altro elemento frustrante. La stagnazione dei compiti e delle responsabilità porta inevitabilmente a considerare la giornata lavorativa monotona, creando una condizione di alienazione alle sorti aziendali. Purtroppo nel mio settore (alberghiero), tale condizione è abbastanza frequente e tale, rappresenta un limite nella vendita di ulteriori servizi “in house” al Cliente. Per fare un esempio, potrebbe risultare estremamente proficuo ed interessante poter concedere una minima percentuale al dipendente che “faciliti” la vendita di una cena al Ristorante, un trattamento alla SPA oppure anche un semplice trasferimento all’aeroporto a cura dell’albergo. &nbsp;&nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In conclusione, la decisione di dimettersi da un posto di lavoro è profondamente personale e può essere influenzata da una miriade di fattori unici per ogni individuo. Riconoscendo e comprendendo le ragioni che stanno alla base delle dimissioni, sia i dipendenti che i datori di lavoro potrebbero e dovrebbero cooperare per creare un ambiente di lavoro più solidale e appagante, che favorisca la crescita, la soddisfazione e lo sviluppo professionale. Che siano motivate dalla ricerca di nuove sfide, dal desiderio di un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata o dalla ricerca di maggiori opportunità, il cambiamento di un lavoro può comunque aprire la strada a una continua crescita personale e professionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><i class="fs14lh1-5">Il segreto del cambiamento è concentrare tutta la tua energia non nel combattere il vecchio ma nel costruire il nuovo.</i></div> &nbsp;<div class="imTARight"><b class="fs14lh1-5">Socrate </b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 17:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gestione delle risorse economiche provenienti dalla riscossione dell’imposta di soggiorno turistico.]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003D"><div><span class="fs14lh1-5"><span class="imTAJustify">Prima di fornire un personale parere sull’indirizzamento delle risorse economiche provenienti dalla riscossione dell’imposta di soggiorno relativa alla permanenza di turisti presso le strutture ricettive è bene soffermarsi sulle metodologie di riscossione della stessa.</span><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La riscossione dell’imposta di soggiorno, svolge un ruolo cruciale nel generare entrate per i comuni e nel sostenere le infrastrutture e lo sviluppo del turismo. Tuttavia, l'attuale sistema di riscossione di queste imposte è spesso afflitto da inefficienze, mancanza di trasparenza e problemi di conformità. Garantire la conformità e far rispettare il pagamento dell’imposta di soggiorno può essere complicato, con conseguenti potenziali perdite di entrate. Inoltre, la mancanza di un sistema centralizzato per la tracciabilità e il monitoraggio dei pagamenti rende difficile identificare i fornitori non conformi e intraprendere azioni appropriate e allora perché non sfruttare le meraviglie della tecnologia? Adottando piattaforme online e sistemi automatizzati per la riscossione delle imposte, sia i fornitori di alloggi che le autorità potrebbero risparmiare tempo e ridurre i potenziali errori. Ciò renderebbe il processo più conveniente per tutti i soggetti coinvolti e ridurrebbe al minimo gli oneri amministrativi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Amsterdam ha implementato ad esempio, un sistema di riscossione della imposta di soggiorno (Ad Amsterdam e a Berlino la imposta di soggiorno si calcola sul 5% del pernottamento) che si è dimostrato efficace nel generare entrate riducendo al minimo l'impatto sul turismo. La città ha stabilito linee guida chiare e ha incorporato un portale online di facile utilizzo per il pagamento dell'imposta. Coinvolgendo i fornitori di alloggi e mantenendo linee di comunicazione aperte, raggiungendo un equilibrio tra una riscossione efficace delle imposte e un'esperienza positiva per i visitatori.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Barcellona rappresenta un altro eccellente esempio di sistema di riscossione delle imposte ben implementato. La città ha utilizzato le entrate generate dalla imposta di soggiorno per finanziare varie iniziative, come progetti di turismo sostenibile e conservazione culturale. Barcellona si è impegnata in ampie campagne di sensibilizzazione del pubblico per educare sia gli abitanti che i turisti sullo scopo e sui benefici della tassa, promuovendo un senso di responsabilità collettiva e di comprensione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Sia Amsterdam che Barcellona evidenziano l'importanza di linee guida chiare, di una comunicazione efficace e della collaborazione con i fornitori di alloggi e la comunità. Inoltre, dimostrano i potenziali benefici dell'utilizzo dei proventi per progetti che migliorano direttamente l'esperienza turistica. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il gettito dell'imposta di soggiorno potrebbe essere destinato a investimenti in tecnologie innovative come la segnaletica digitale e le applicazioni di wayfinding basate su dispositivi mobili. Queste tecnologie possono fornire aggiornamenti in tempo reale, mappe interattive e indicazioni personalizzate per aiutare i turisti a navigare in modo efficiente. Inoltre, i fondi possono essere utilizzati per rinnovare la segnaletica obsoleta, implementare informazioni multilingue e collaborare con esperti locali per garantire un'implementazione efficace.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In un mondo che si sforza di essere sostenibile, è essenziale che gli investimenti nella imposta di soggiorno diano priorità alle infrastrutture rispettose dell'ambiente. Si pensi alle attrazioni ad energia solare, ai sistemi di gestione dei rifiuti e alle opzioni di trasporto eco-compatibili. Investendo in un futuro più verde, i comuni non solo attirano turisti attenti all'ambiente, ma contribuiscono anche a preservare le bellezze naturali che attirano i visitatori. Migliorando poi l'accessibilità e la connettività è possibile garantire una condizione dove i visitatori si orientino più facilmente, rendendo l'esperienza più agevole e piacevole. Che si tratti di investire in trasporti pubblici migliori o di migliorare la connettività a Internet nelle aree remote, rendere le cose più facili per i turisti va a vantaggio sia loro che della comunità locale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Una parte della imposta di soggiorno potrebbe sostenere artisti, musicisti e performer locali, organizzando eventi e festival che mettano in mostra il ricco patrimonio culturale della zona. Che si tratti di uno spettacolo di danza tradizionale, di una mostra d'arte o di un tour storico, queste iniziative non solo migliorano l'esperienza turistica, ma contribuiscono anche alla conservazione e alla celebrazione delle tradizioni locali. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">I turisti spesso cercano destinazioni che offrano una varietà di attività ricreative per intrattenersi e impegnarsi. Investendo nello sviluppo di strutture ricreative come parchi, sentieri escursionistici, complessi sportivi e aree lungomare, è possibile attrarre più turisti e farli tornare per un periodo più lungo. Fare kayak su un lago pittoresco, percorrere sentieri panoramici in bicicletta o semplicemente di godersi un picnic in un parco ben curato, queste iniziative non solo migliorano l'esperienza turistica, ma anche la qualità della vita dei residenti locali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Altro elemento da considerare è la pulizia della città: nessuno vuole visitare un luogo che affoga nella spazzatura e sostenendo le infrastrutture per la gestione e la conservazione dei rifiuti, i comuni possono mantenere un ambiente pulito e sostenibile sia per i residenti che per i visitatori. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Una delle chiavi del turismo sostenibile comunque, è il coinvolgimento della comunità locale e la sua educazione ai benefici e alle sfide del turismo attraverso workshop, programmi di formazione e scambi culturali che favoriscano il coinvolgimento della comunità e l'educazione al turismo. Creando opportunità per gli abitanti del luogo di conoscere l'industria del turismo, sviluppare le capacità di ospitalità e confrontarsi con i turisti, si favorirà la creazione di un ambiente accogliente e inclusivo per i visitatori, lasciando un'impressione positiva e duratura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In un mondo pieno di opzioni di viaggio, i comuni devono distinguersi e rendere la loro destinazione irresistibile per i turisti. Investire in una strategia di branding e marketing ben definita può aiutare i comuni a comunicare efficacemente i loro punti di forza e ad attrarre più visitatori. Che si tratti di mettere in risalto le bellezze naturali dell'area, di promuovere le attrazioni e le attività locali o di presentare una cucina appetitosa, una forte strategia di branding e marketing può fare la differenza nel catturare l'attenzione dei potenziali turisti e trasformarli in visitatori fedeli. Sono finiti i tempi in cui ci si affidava esclusivamente a brochure e agenzie di viaggio per promuovere una destinazione. Con l'avvento delle piattaforme digitali e dei social media è possibile raggiungere un pubblico più vasto e coinvolgere i potenziali turisti a una frazione del costo. Investendo in campagne di marketing digitale, creando contenuti accattivanti e sfruttando gli influencer dei social media, aumenta la visibilità, si genera un'eco e si invoglia i viaggiatori a scegliere la destinazione. È il momento di sfruttare il potere degli hashtag, dei video virali e delle foto degne di Instagram per creare una presenza digitale che lasci un'impressione duratura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per massimizzare la portata e l'impatto degli sforzi di marketing turistico è importante stringere partnership con agenzie di viaggio e tour operator. Queste organizzazioni dispongono di competenze, reti e risorse per promuovere efficacemente le destinazioni presso la loro clientela ed instaurare una collaborazione con loro significa attingere ai loro canali di marketing, partecipare a campagne promozionali congiunte e creare pacchetti di viaggio allettanti che mettano in risalto il meglio di ciò che la destinazione ha da offrire. Si tratta di una situazione vantaggiosa per tutti, che spinge un maggior numero di turisti a visitare il comune e allo stesso tempo dà una spinta alle imprese locali. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La collaborazione è la parola d'ordine quando si tratta di promuovere una crescita turistica sostenibile. I comuni possono formare partenariati pubblico-privati con imprese, hotel, ristoranti e attrazioni locali per promuovere collettivamente la destinazione e creare un'esperienza di visita senza soluzione di continuità. Lavorando insieme, queste partnership possono mettere in comune le risorse, condividere le conoscenze e attuare strategie di marketing e sviluppo coordinate. Non solo si migliora l'offerta turistica complessiva, ma si rafforza anche l'economia locale e si crea un senso di orgoglio e di appartenenza tra gli stakeholder.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Altra strada dove indirizzare le risorse provenienti dall'imposta di soggiorno sono i programmi di conservazione e protezione ambientale. Ciò può includere misure come progetti di riforestazione, sforzi per la conservazione della fauna selvatica. Dando priorità alla sostenibilità ambientale, i comuni non solo proteggono le loro risorse naturali, ma creano anche una destinazione più attraente per i turisti attenti all'ambiente che apprezzano le pratiche di viaggio responsabili. Il turismo responsabile va oltre le considerazioni ambientali e comprende anche aspetti sociali e culturali. Sostenere pratiche di turismo responsabile, come la promozione di interazioni etiche con la fauna selvatica, l'incoraggiamento al rispetto dei costumi e delle tradizioni locali e il sostegno a salari e condizioni di lavoro equi per i dipendenti dell'industria turistica.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">“Le </span></i><i>tasse</i><i><span class="cf1"> non sono un </span></i><i>diritto</i><i><span class="cf1"> divino della Pubblica Amministrazione, ma qualcosa che il </span></i><i>cittadino paga</i><i><span class="cf1"> per avere un </span></i><i>servizio</i><i><span class="cf1"> indietro.”</span></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Mino REGANATO</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 Feb 2024 09:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Conoscenza teorica versus esperienza pratica]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003C"><div>Nel campo della conoscenza e dell'apprendimento, le teorie sono strumenti fondamentali per la comprensione di concetti e principi tuttavia, quando si tratta di applicazioni reali, spesso esiste un divario evidente tra teoria e pratica. Ci siamo passati tutti: seduti in un'aula o a leggere un libro di testo, assorbiamo tutte le conoscenze teoriche che ci vengono fornite, prendiamo diligentemente appunti e riflettiamo su concetti complessi, convinti di aver imparato la materia, non appena entriamo nel mondo reale, ci rendiamo conto che la teoria non può portarci lontano. C'è un divario, una discrepanza tra ciò che abbiamo imparato e ciò che sperimentiamo realmente e questo divario non è solo un piccolo "impiccio" ma può avere conseguenze significative.</div><div>La conoscenza teorica è preziosa e ci fornisce una base su cui costruire, spesso però non tiene conto delle intricate sfumature del contesto reale. Le teorie semplificano i concetti e li astraggono dalla realtà disordinata che incontriamo di conseguenza, quando cerchiamo di applicare direttamente queste teorie, spesso scopriamo che non sono in linea con la complessità e l'imprevedibilità della realtà e applicare i concetti teorici può essere molto più impegnativo che comprenderli in un ambiente controllato. Gli scenari del mondo reale sono caratterizzati da una serie di variabili uniche, vincoli e fattori umani che possono influenzare i risultati e sebbene le teorie possano fornire quadri e linee guida, raramente tengono conto della moltitudine di fattori che possono influenzare l'attuazione pratica. Questa discrepanza rappresenta un ostacolo considerevole nel tradurre la teoria in azioni efficaci, mentre la teoria ci fornisce una base, l'attuazione pratica migliora e approfondisce la nostra comprensione. Applicando ciò che abbiamo appreso, otteniamo una comprensione delle sfumature e delle complessità di un argomento che la teoria da sola non può cogliere, ci permette di verificare le ipotesi, di esplorare approcci alternativi e di perfezionare la nostra comprensione alla luce del feedback del mondo reale.</div><div>L'applicazione pratica è l'operazione dove avviene il vero apprendimento. È attraverso l'esperienza pratica che si acquisisce una conoscenza più profonda dei concetti e si sviluppano le competenze necessarie per affrontare le situazioni del mondo reale. L'applicazione pratica ci permette di affrontare sfide, adattarci a circostanze inaspettate e imparare dai nostri errori: é questo apprendimento esperienziale che ci aiuta a colmare il divario e a diventare professionisti più efficaci. Sono numerosi i casi in cui la pratica supera la teoria che si tratti di un trattamento medico rivoluzionario, di una soluzione ingegneristica innovativa o di una strategia aziendale rivoluzionaria, questi fatti dimostrano che l'applicazione pratica può portarci oltre i limiti della teoria.</div><div>Quando la pratica supera la teoria, sorge spontanea la domanda: quali fattori contribuiscono a questo risultato eccezionale? È il risultato della creatività, dell'adattabilità o della pura determinazione?</div><div>Esaminando storie di successo, possiamo identificare temi e strategie comuni che hanno contribuito al loro trionfo. Il fatto di trovarsi nel vivo della situazione, di affrontare i colpi di scena e le svolte inaspettate, insegna cose che non si potrebbero mai trovare in un libro di testo, sfide che spingono a pensare in modo autonomo, a sfruttare la creatività e a trovare soluzioni innovative. Nel mondo reale, le teorie possono portare solo fino a un certo punto. E' l'esperienza acquisita mettendo in pratica le teorie che consente di perfezionare le strategie e di adattarle a un panorama in continua evoluzione ed é così che ci si rende subito conto che ciò che funziona sulla carta potrebbe non funzionare nella realtà.</div><div>Ma teoria e pratica non sono nemiche, anzi, possono essere il binomio dinamico che porta spesso al successo.</div><div>In conclusione, il divario tra teoria e pratica è una realtà con cui molti individui e settori si confrontano, tuttavia, piuttosto che considerare la teoria e la pratica come forze opposte è fondamentale riconoscere la natura complementare di questi due ambiti di conoscenza.</div><div><br></div><div><em><span class="fsNaNlh1-5">“La teoria è quando si sa tutto ma non funziona niente. La pratica è quando tutto funziona ma non si sa il perché. In ogni caso si finisce sempre con il coniugare la teoria con la pratica: non funziona niente e non si sa il perché.”</span></em></div><div><em><span class="fsNaNlh1-5">ALBERT EINSTEIN</span></em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Jan 2024 09:50:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.htmg.it/blog/?conoscenza-teorica-versus-esperienza-pratica</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La gestione di hotel nei centri minori: quando competenze multitasking e creatività sono d'obbligo.]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003B"><div>Gestire un hotel non è un'impresa facile, ma le insidie aumentano quando si tratta di hotel situati in piccoli centri. Mentre le grandi città possono offrire un flusso costante di turisti e un'industria dell'ospitalità sempre in crescita, le piccole città presentano una serie di ostacoli che i gestori di hotel devono superare al fine della propria sopravvivenza. </div><div>Qui, la clientela potenziale è comprensibilmente limitata e a differenza delle grandi città, dove centinaia di migliaia di turisti affluiscono tutto l'anno, risulta difficile attrarne anche una piccola parte, ciò significa di dover <em>“lavorare il doppio”</em> per catturare la loro attenzione. Solo una buona creatività appare quale chiave di volta per raggiungere potenziali Ospiti.</div><div>In queste strutture ricettive, saper bilanciare le spese e gestire il flusso di cassa nei periodi di magra diventa un vero e proprio gioco di prestigio che richiede un'attenta pianificazione e un'ingegnosità. In aggiunta bisognerà considerare la concorrenza che pur non essendo così agguerrita come nelle grandi città non significa che sia inesistente e diventa ancor più critica perché soventemente l’offerta è indirizzata allo stesso bacino di Clientela e capire per cosa ci si distingue è fondamentale per essere scelti.</div><div>In un mercato così difficile, bisognerà sviluppare un certo vantaggio competitivo che faccia risaltare la struttura. Un’accoglienza unica o di servizi unici oppure poter offrire qualcosa di speciale e memorabile aumenta certamente la probabilità di ospitare “repeater guests” Bisogna perseverare, essere creativi e possedere valide competenze da mettere in campo giornalmente, apportando novità attraverso dinamiche uniche, capitalizzare i vantaggi competitivi implementando strategie di marketing tali da trasformare la struttura ricettiva in un sito che si ricorda non per l’ubicazione territoriale ma per il suo brand reputation.</div><div>Altro dilemma è il bacino limitato di dipendenti tra cui scegliere.</div><div>Per ovvie ragioni, l’apertura di una nuova posizione lavorativa in un centro minore, richiama l’interesse di pochi professionisti (da me non condivisibile) e si è fortunati se arrivano curriculum in numero sufficiente per una selezione di profili professionali adeguati. A ragion veduta posso asserire che di questi, meno della metà presentano esperienze lavorative e competenze veritiere. Una strada percorribile è la formazione di qualche aspirante con un discreto potenziale piuttosto che aspettare che il candidato perfetto appaia magicamente. In una tale condizione, la formazione assume dunque un ruolo ancora più cruciale e diviene un passaggio obbligato anche ai fini del successo della struttura.</div><div>Oltre ciò, nei piccoli centri è ricorrente la difficoltà di avere le forniture a portata di mano.</div><div>È essenziale pianificare e coordinare gli acquisti per assicurarsi di avere scorte sufficienti ed evitare acquisti dell'ultimo minuto, in preda al panico. Per tale motivo è importante “fare rete” e considerare dunque, la possibilità di collaborare con strutture presenti sul territorio e creare accordi di acquisto congiunto. La collaborazione è fondamentale quando le risorse scarseggiano e il sostegno della comunità locale può fare la differenza.</div><div>Attraverso un accordo di rete è possibile negoziare tariffe migliori con i fornitori e riuscire ad ottenere la merce in modo costante e tenere sotto controllo le proprie finanze attraverso contratti di fornitura (per alcuni prodotti) a prezzo bloccato. </div><div>Passiamo ora alle strategie di prezzo che rappresentano un punto molto delicato dove l’errore significa perdita economica che in un contesto del genere porta inevitabilmente a esiti disastrosi. Le tariffe dovranno essere ovviamente competitive e una particolare attenzione dovrà essere posta sulla tipologia dell’offerta dei soggiorni. Sono del parere che ogni destinazione piccola o grande che sia, abbia sempre qualcosa nel proprio contenitore da offrire e nella maggior parte dei casi, le tipologie di prodotto “vendibili” sono rappresentate da elementi con caratteristiche di unicità. Una dote non comune a tutti gli attori del comparto e indispensabile invece per coloro che operano nei piccoli centri è rappresentata dalla creatività. Essere creativi significa poter costruire un prodotto turistico valido, perfezionando e ben organizzando quella componente di unicità (sia storica o culturale o enogastronomica) che tutti i centri soprattutto in Italia, possiedono. </div><div>Proporre pacchetti a valore aggiunto con il punto di equilibrio tra convenienza e qualità, attirerà certamente turisti sempre alla ricerca di nuove esperienze.</div><div>In conclusione, la gestione di un hotel situato in centro minore con le innumerevoli insidie ed imprevisti, richiede competenze e una pianificazione strategica multitasking, assente in numerosi profili professionali anche blasonati, operanti nei grandi centri. Dalla gestione di una clientela limitata, alla gestione delle fluttuazioni stagionali, alla concorrenza con le strutture locali, al pensare in modo creativo e sapersi adattare all'ambiente circostante, implementando strategie di marketing efficaci, costruendo solide relazioni con la comunità e trovando un equilibrio tra efficienza dei costi e qualità. Un fardello carico di lavoro e di competenze che pochi possono sostenere o conoscere ma che nelle strutture dei centri minori rappresentano la quotidianità, una sorta di palestra dove allenarsi con attrezzature non sofisticate ma dove si acquisiscono muscoli veri per affrontare le grandi difficoltà di sopravvivenza. E domani si continua.<span class="fsNaNlh1-5"></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 18:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Property manager: professione innovativa ed opportunità per mettere a reddito un immobile ad uso turistico.]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003A"><div><span class="fs14lh1-5">La gestione immobiliare rappresenta un ulteriore tassello ai fini della creazione o della rivalutazione di un’area turistica. Secondo i dati ISTAT più aggiornati, quasi il 30% delle abitazioni censite in Italia, non è occupato. In valori assoluti stiamo parlando di circa 10,7 milioni di abitazioni su 36 milioni di immobili censiti e questo dato è sempre in costante ascesa anche a causa della crisi demografica che attanaglia il Paese da tempo. Sempre secondo l’ISTAT, al Sud ci sono più case inabitate che al Nord (36% delle case risultano inabitate) mentre la regione con il maggior numero di case non abitate è la Valle d’Aosta dove si arriva al 56,7 per cento, seguita dal Molise con il 46,7 per cento. Sono sopra il 40 per cento anche la Calabria (44,5 per cento) e l’Abruzzo (41,1 per cento).</span><br></div><div>Ecco che si prospetta una vera opportunità per una professione che stando ai dati sopracitati avrebbe terreno facile anche se essere un Property manager nel settore turistico non è una vera e propria passeggiata. Le principali attitudini professionali di un Property manager sono rappresentate da un'ampia gamma di compiti, tra cui la soddisfazione degli ospiti, il marketing, la gestione delle entrate e la manutenzione. Comporta la supervisione e la manutenzione degli immobili ad uso vacanza, assicurando agli ospiti un'esperienza positiva e memorabile. Un Property manager ha la responsabilità di garantire il buon funzionamento della struttura ricettiva, dalla gestione delle prenotazioni e del check-in degli ospiti alla risoluzione di eventuali problemi che si presentano durante il soggiorno ed inoltre, supervisiona la manutenzione e le pulizie, gestisce i reclami degli Ospiti e garantisce la conformità alle norme e agli standard. Senza una gestione efficiente delle proprietà, queste strutture potrebbero non soddisfare le aspettative degli Ospiti, con conseguenti recensioni negative e un calo del turismo anche a livello territoriale.</div><div>Per eccellere come Property manager nel settore turistico, sono essenziali alcune competenze. Queste includono eccellenti capacità comunicative e interpersonali per interagire con Ospiti di diversa provenienza, quindi la conoscenza di almeno una lingua straniera è imperativa. Sono inoltre fondamentali forti capacità organizzative e di risoluzione dei problemi per gestire più immobili e risolvere tempestivamente eventuali problemi. Anche se non è richiesta un’abilitazione specifica a termine di legge, un background conoscitivo in gestione dell'ospitalità o in un campo correlato può fornire una solida base e qui un’eventuale esperienza pratica nell'industria del turismo o dell'ospitalità è decisamente importante. La formazione continua e i seminari di sviluppo professionale aiutano poi a rimanere aggiornati sulle ultime tendenze e sulle migliori pratiche del settore.</div><div>Relativamente alla gestione dell’immobile, un piano di Property management (Action Plan) ben definito è essenziale per il buon funzionamento degli immobili ad uso turistico. Dovrebbe includere strategie per la soddisfazione degli Ospiti, la gestione dei ricavi, la manutenzione e la formazione del personale. Delineando obiettivi e procedure chiare, i Property manager possono garantire coerenza ed efficienza nell'offrire esperienze eccezionali agli ospiti. Uno degli aspetti più importanti è relativo alla manutenzione. È un aspetto critico della gestione degli immobili. Ispezioni regolari, programmi di manutenzione preventiva e riparazioni tempestive sono necessari per mantenere gli immobili in ottime condizioni. Affrontando i problemi di manutenzione in modo proattivo, si possono ridurre al minimo i disagi per gli Ospiti e mantenere una reputazione positiva. Alla stregua della buona manutenzione è importante l’implementazione di pratiche efficaci di pulizia e di gestione dell’immobile.</div><div>La pulizia è fondamentale e dunque, dover implementare pratiche rigorose di gestione e pulizia della casa risulta un passaggio obbligato. La formazione regolare del personale addetto alle pulizie, l'uso di prodotti di qualità e protocolli di ispezione accurati sono fondamentali per mantenere elevati standard di pulizia. Una struttura ricettiva impeccabile e ben tenuta contribuisce in modo significativo alla soddisfazione degli Ospiti e alle recensioni positive. Questi due elementi assieme a una buona accoglienza rappresentano la chiave di volta per il successo nella gestione immobiliare turistica: dal momento del loro arrivo fino al check-out, è importante far sentire gli Ospiti a loro agio, accoglierli con un sorriso, rispondere prontamente alle loro esigenze e fare il possibile per superare le loro aspettative. Gli Ospiti felici sono più propensi a lasciare recensioni positive e a raccomandare la vostra struttura ad altri. Nel settore del turismo, sono le piccole cose che possono fare una grande differenza come creare ad esempio, esperienze memorabili oppure offrire spuntini gratuiti, organizzare eventi o attività speciali oppure fornire consigli personalizzati, questi elementi extra possono lasciare un'impressione duratura e gli Ospiti non solo apprezzeranno il loro soggiorno, ma lo ricorderanno con affetto, aumentando la probabilità di ripetere le visite e le recensioni positive. Per quanto un soggiorno sia eccellente, ci saranno sempre momenti in cui gli Ospiti incontreranno problemi o avranno reclami. È fondamentale gestire queste situazioni con professionalità e urgenza, pronti ad ascoltare l’Ospite, a scusarsi per eventuali inconvenienti e trovare soluzioni per risolvere i problemi. Gestendo efficacemente i reclami, è possibile trasformare un'esperienza negativa in una positiva e potenzialmente acquisire clienti fedeli.</div><div>Passiamo ora a come giungere al vero obiettivo della professione cioè come attirare la Clientela e mettere a reddito l’immobile. Nel settore dell’immobiliare turistico, non si tratta solo di avere un'ottima struttura, ma anche di far parlare di sé. Tecniche di marketing e promozione efficaci possono incidere in modo significativo sui tassi di occupazione, dalla creazione di pubblicità accattivanti alla gestione delle piattaforme dei social media sino alla collaborazione con gli influencer locali, ci sono molti modi per attirare gli ospiti. L'obiettivo è quello di creare un'atmosfera di entusiasmo e far sì che i potenziali Clienti vogliano prenotare il loro soggiorno presso la nostra struttura ricettiva. Sono finiti i tempi in cui ci si affidava esclusivamente alle telefonate per effettuare le prenotazioni. Oggi le piattaforme di prenotazione online e i sistemi di prenotazione dominano il settore turistico e attraverso queste, si può raggiungere un pubblico più ampio, snellire il processo di prenotazione e garantire la massima occupazione, inoltre, è comodo per gli Ospiti che possono facilmente controllare la disponibilità, confrontare i prezzi e prenotare in pochi clic. Bisognerà pensare a una conduzione di ricerche di mercato per identificare i mercati target ed implementare tecniche di marketing e promozione per attirare i potenziali Ospiti. Saper segmentare la Clientela in virtù delle loro preferenze, indirizzando l’offerta verso una platea realmente interessata è di estrema importanza in quanto tende ad evitare campagne pubblicitarie “a pioggia” oltre a diminuire sensibilmente i costi dedicati alla promozione. Ma la pubblicità migliore ed assolutamente gratuita è una sola: il passaparola, questo grazie al raggiungimento della soddisfazione degli Ospiti per aver offerto un servizio eccezionale unitamente a esperienze memorabili.</div><div>Con il continuo progresso della tecnologia, il Property management nel settore turistico può trarre grandi benefici dall'adozione di soluzioni innovative. Dai software di gestione immobiliare che semplificano le operazioni quotidiane ai dispositivi intelligenti che migliorano l'esperienza degli ospiti, la tecnologia può semplificare le attività e migliorare l'efficienza. L'adozione di queste soluzioni può aiutare a rimanere all'avanguardia e a fornire un'esperienza senza soluzione di continuità sia agli Ospiti che al personale. L'intelligenza artificiale e l'analisi dei dati non sono solo parole d'ordine, ma stanno diventando sempre più importanti nella gestione degli immobili. Sfruttando le tecnologie AI, le proprietà possono automatizzare processi come il servizio clienti, le chatbot e le informazioni personalizzate. Inoltre, l'analisi dei dati può fornire preziose informazioni sulle preferenze degli Ospiti, sui modelli di prenotazione e sulle tendenze del mercato. Sfruttando queste tecnologie, i Property manager possono prendere decisioni basate sui dati, migliorare la soddisfazione degli Ospiti e ottimizzare i ricavi e l'occupazione. È come avere un aiutante futuristico che ci aiuta a gestire l’immobile con facilità.</div><div>In conclusione, il Property management gioca un ruolo cruciale nel successo degli immobili ad uso turistico anche alla luce dei dati forniti precedentemente e relativi all’innumerevole quantità di immobili non occupati. La professione del Property manager potrebbe rappresentare la spina dorsale per garantire la loro gestione senza intoppi, massimizzare i ricavi e offrire esperienze eccezionali agli Ospiti. Risulta estremamente importante però la formazione costante di tale professione (come molte altre nel settore turistico) oltre a un riconoscimento a livello legale, per quanto potrebbe rappresentare ai fini di un successo o di un insuccesso di un’area turistica.<span class="fsNaNlh1-5"> </span></div><div>Mino Reganato</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 10:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'acquisizione di un immobile preesistente e l'importanza degli interventi di ristrutturazione, ammodernamento o rebranding]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000039"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Le ristrutturazioni e l’ammodernamento aiutano a rinnovare e migliorare la funzionalità degli spazi, risolvendo eventuali problemi esistenti e migliorando le caratteristiche dell'immobile dove è necessario creare un'atmosfera invitante che attirerà clienti o affittuari. Il rebranding, invece, consente di rivitalizzare l'identità dell'immobile, conferendogli un aspetto e un'atmosfera nuovi, in linea con un marchio aziendale.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Tuttavia, intraprendere queste iniziative non è semplice. Dalla valutazione dello stato dell'immobile alla gestione degli aspetti burocratici, ci sono diversi fattori da considerare. Prima di iniziare ad abbattere muri o progettare nuovi indirizzi commerciali è importante valutare lo stato dell'immobile. Questa valutazione aiuterà a identificare i problemi che devono essere affrontati e a scoprire le opportunità di miglioramento. Il primo passo è certamente un’attenta analisi della parte strutturale dell'edificio come ad esempio gli impianti idraulici ed elettrici al fine di ottenere un quadro delle condizioni generali. Un’analisi approfondita dello stato dell'immobile fornirà un quadro più chiaro di eventuali lavori da effettuare e permetterà di pianificare efficacemente i costi di ristrutturazione. In questa fase è importante anzi oserei dire obbligatorio, essere coadiuvati da professionisti specifici (ad e. nel settore alberghiero bisognerà assoldare unicamente architetti o ingegneri specializzati per questo settore e non professionisti di edilizia civile) perché gli spazi da dedicare al pubblico differiscono dalle necessità degli ambienti di back-office ed è estremamente importante creare un mix progettuale che tenga conto della loro disposizione, della funzionalità e dell'estetica. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La ristrutturazione, l'aggiornamento o il rebranding di un immobile richiede altresì un'attenta valutazione finanziaria. È importante procedere a un calcolo accurato dell'investimento e valutare attentamente il ritorno sull'investimento previsto (ROI). Bisognerà dunque stimare i costi associati al progetto di ristrutturazione, manodopera, materiali, permessi ed eventuali servizi professionali esterni necessari. Per tale motivo quindi, ribadisco la necessità di avere al fianco veri professionisti per valutare il potenziale impatto sul valore dell'immobile e questo aiuterà a determinare se l'investimento è in linea con gli obiettivi finanziari. Una volta definito il budget, bisognerà valutare le opzioni di finanziamento e le strategie di gestione dei costi. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La ristrutturazione o il rebranding di una proprietà comporta spesso la necessità di districarsi in una complessa rete burocratica. Ogni territorio ha norme e regolamenti specifici in materia di urbanistica ed è necessario conoscere bene queste norme per evitare costosi ritardi o azioni esecutive. Gestire nel miglior modo possibile la parte burocratica permette di ridurre i rischi e garantire un processo di ristrutturazione, più agevole. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Altro fattore importante è la pianificazione dei tempi. Lo sviluppo di un piano progettuale con una tempistica corretta riduce al minimo potenziali interruzioni delle attività. È utile in questa fase, suddividere il progetto in diversi action plan e attribuire i compiti ai vari responsabili del team che all’occorrenza possono rivedere e nel caso aggiornare, il piano operativo e la tempistica per assicurare che tutto proceda senza intoppi. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La comunicazione è fondamentale durante questo processo, bisogna mantenere una condizione di continua informazione con tutto il personale e con le parti interessate relativamente alle tempistiche e su eventuali interruzioni. Tutti devono sentirsi coinvolti nelle fasi di attuazione del progetto, ognuno per l’area di propria competenza e quindi è molto importante procedere all’identificazione dei ruoli con le rispettive mansioni sin dalle prime fasi del processo, siano questi dipendenti, clienti, membri della comunità locale, fornitori e investitori. Una volta identificati bisognerà creare un programma per coinvolgerli efficacemente attraverso riunioni, sondaggi o focus group per raccogliere feedback e rispondere alle loro eventuali quesiti in modo trasparente. Tale condizione permette di avere in tempo reale la consapevolezza di procedere nel modo giusto e di intervenire prontamente in caso vi fossero problemi di percorso. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel processo di cambiamento strategico della brand identity di un'azienda ovvero di rebranding di una proprietà preesistente non ci si limita a cambiare il nome o il logo, bisogna adottare una strategia e una comunicazione ponderata e completa per trasmettere efficacemente la nuova identità e attrarre il pubblico di riferimento come ad esempio, creare una storia avvincente relativa alle fasi di rebranding, evidenziando le ragioni dell’operazione di rebranding e i vantaggi che ne derivano. Per fare questo è importante che la scelta ricada sui giusti canali di marketing e comunicazione, bisognerà quindi utilizzare canali online e offline fortemente penetranti per raggiungere il pubblico specifico, adattando il messaggio per ciascun canale e mantenendo la coerenza dell'immagine del marchio.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In questa fase bisogna sensibilizzare il pubblico all’inserimento di feedback e di recensioni per mostrare gli effetti positivi della ristrutturazione o del rebranding. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Dopo aver completato gli interventi di ristrutturazione, ammodernamento o rebranding, è importante valutarne il successo e misurarne l'impatto. Per farlo in modo efficace, è necessario stabilire degli indicatori chiave di prestazione (KPI) che siano in linea con gli obiettivi e tracciare le metriche pertinenti. I KPI possono includere parametri come l'aumento del fatturato, il miglioramento del grado di soddisfazione dei clienti, l'aumento del tasso di occupazione o il miglioramento del riconoscimento del marchio. La raccolta di dati è fondamentale per misurare l'impatto dei cambiamenti apportati come i dati di vendita, il feedback dei clienti, le recensioni online o la quota di mercato ciò al fine anche di identificare le tendenze, modelli e aree di miglioramento e confrontarli con quelli precedenti per determinare l'impatto del cambiamento. Questa analisi fornirà preziose indicazioni sul successo del progetto e guiderà il processo decisionale futuro.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 15:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La trasformazione da area depressa a zona turistica: ipotesi e soluzioni ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000038"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il cambiamento da area depressa a una fiorente zona turistica è una trasformazione possibile, grazie ad interventi su un immenso potenziale di sviluppo economico e sociale, il più delle volte lasciato inconsapevolmente in totale abbandono. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In questo articolo, sono evidenziati alcuni punti focali, relativi alle problematiche e alle soluzioni applicate a un territorio ipotetico ed immaginario che versa in una condizione alquanto precaria, analizzandone le iniziative e le strategie da intraprendere per rivitalizzarlo e trasformarlo in una vivace destinazione turistica. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Immaginate quest’area depressa, afflitta da declino economico e sociale che attraverso un piano di destination management viene trasformata in zona turistica.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La fase preliminare di analisi del territorio mette subito in risalto una condizione drammatica dove le industrie un tempo fiorenti sono diminuite, causando alti tassi di disoccupazione che porta inevitabilmente a un declino sociale preoccupante. Ad aggravare i problemi dell'area, anni di incuria e di disinvestimento con forti ripercussioni sulle infrastrutture con edifici fatiscenti, strade piene di buche e strutture pubbliche bisognose di immediati interventi strutturali. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Riconoscendo l'urgente necessità di un cambiamento, l’amministrazione locale avvia urgentemente un programma di rivitalizzazione dell’area, attraverso un’opera di destination management dove viene applicato come linea di intervento, il modello di Miossec che tende a valutare l’esistenza e nel caso rafforzarli o crearli <em>d’emblée</em>, di cinque elementi basilari: </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">1. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->gli atteggiamenti del potere locale </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">2. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->la rete dei trasporti</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">3. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->i siti dell’area deputati a essere luogo di soggiorno</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">4. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->gli atteggiamenti della popolazione</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">5. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->il comportamento dei turisti </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il primo intervento intrapreso dall’amministrazione locale consente un netto miglioramento economico, fornendo incentivi alle imprese, attirando le aziende a insediarsi e creando opportunità di lavoro. Inoltre, provvede ad implementare programmi sociali per rispondere alle esigenze della comunità, potenziando l'istruzione, l'assistenza sanitaria e i servizi sociali.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Accanto agli sforzi dell’amministrazione locale, gli investimenti del settore privato svolgono un ruolo cruciale nella trasformazione. Imprenditori lungimiranti interessati a una condizione vantaggiosa del territorio, investono capitali anche al fine di sviluppare attività legate al turismo quali alberghi, ristoranti e strutture ricreative. I partenariati tra il settore pubblico e quello privato garantiscono un approccio coordinato, facendo leva sulle risorse per ottenere il massimo impatto. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per facilitare il flusso di visitatori, attraverso investimenti significativi nei trasporti e nella connettività, le strade vengono riparate e ampliate e le reti di trasporto pubblico, potenziate. Questi progressi non solo vanno a beneficio dei turisti, ma migliorano la qualità della vita dei residenti locali. Anche le strutture e i servizi pubblici ricevono importanti migliorie grazie a parchi cittadini curati, le istituzioni culturali riprendono le loro attività e gli spazi pubblici trasformati in vivaci aree di aggregazione. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel trasformare un'area depressa in una fiorente zona turistica, è fondamentale valorizzare il ricco patrimonio culturale della comunità. Promuovendo le arti, i mestieri e le tradizioni locali, si celebra l'identità unica del territorio e si attirano i visitatori in cerca di un'esperienza autentica e coinvolgente. Che si tratti di organizzare mostre d'arte, mercati artigianali o festival culturali, questi eventi non solo offrono opportunità economiche agli artigiani locali, ma contribuiscono anche a preservare le pratiche tradizionali per farle apprezzare alle generazioni future.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Oltre a promuovere le arti e i mestieri locali, è altrettanto importante preservare i siti architettonici e storici che contribuiscono al tessuto culturale della zona. Questi siti sono una finestra sul passato e raccontano storie che ci collegano alle nostre radici. Investendo nel loro restauro e nella loro manutenzione, creiamo attrazioni turistiche che non solo educano ma anche affascinano i visitatori. Dai castelli medievali alle piazze delle città antiche, questi siti sono un ricordo vivente della nostra storia comune e devono essere valorizzati e protetti.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Sfruttando la potenza del marketing digitale, possiamo raggiungere un pubblico più vasto e presentare le offerte uniche della nostra zona turistica recentemente rivitalizzata. Dalle campagne coinvolgenti sui social media ai siti web visivamente accattivanti, una presenza online strategica può stimolare la curiosità dei potenziali visitatori e invogliarli a esplorare la destinazione in prima persona.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La collaborazione è fondamentale quando si tratta di promuovere la zona come destinazione turistica e creare un’entità unica che possa coordinare le aziende locali, gli hotel, i ristoranti e i tour operator è propedeutico a creare campagne turistiche complete che mettano in risalto le diverse attrazioni della regione e facilitino un'esperienza di visita senza soluzione di continuità. Queste collaborazioni possono anche andare oltre i partenariati locali, coinvolgendo organizzazioni turistiche regionali o nazionali per amplificare gli sforzi promozionali su scala più ampia. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">L'afflusso di visitatori stimola diversi settori, dall'ospitalità alla vendita al dettaglio, dai trasporti all'intrattenimento, creando opportunità di lavoro per i residenti locali. Inoltre, l'aumento dell'attività economica generato dal turismo può fornire una spinta necessaria all'intera comunità, portando a un miglioramento delle infrastrutture e dei servizi pubblici.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La trasformazione da un'area depressa a una zona turistica fiorente è un percorso pieno di successi e lezioni preziose. Celebrare i successi ottenuti lungo il percorso, sia in termini di crescita economica, creazione di posti di lavoro o conservazione culturale, è essenziale per riconoscere il duro lavoro e la dedizione della comunità coinvolta. Altrettanto importante è riflettere sulle lezioni apprese durante il processo, identificare le aree di miglioramento e adattare le strategie per garantire una crescita e una prosperità sostenute.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Sostenere il successo della zona turistica richiede un approccio lungimirante. Valutare continuamente le tendenze del mercato, diversificare l'offerta e investire in infrastrutture e strutture è fondamentale per rimanere competitivi e attrarre nuovi visitatori. Inoltre, il mantenimento di un forte impegno per la sostenibilità, sia in termini di conservazione dell'ambiente che di coinvolgimento della comunità, garantirà che la zona turistica cresca in armonia con l'ambiente circostante e fornisca benefici a lungo termine a tutti gli stakeholder coinvolti.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In conclusione, la trasformazione da un'area depressa a una fiorente zona turistica dimostra il potere della pianificazione strategica, della collaborazione e degli investimenti. Grazie agli sforzi di resilienza, allo sviluppo delle infrastrutture, alla conservazione culturale e a un'efficace promozione turistica, la regione, un tempo in difficoltà, subisce una notevole e positiva metamorfosi. Sebbene permangano inside e problemi di sostenibilità, gli impatti positivi sull'economia locale, sulla creazione di posti di lavoro e sullo sviluppo della comunità sono innegabili. Quanto riportato nell’articolo è un esempio illuminante di come la determinazione, la lungimiranza e l'attenzione ai punti di forza e al patrimonio unico di un'area possano infondere nuova vita in angoli del mondo un tempo trascurati. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">“Sappiamo cosa deve </span><span class="cf1"><span class="cf2">essere</span></span><span class="cf1"> fatto: tutto ciò che manca è la </span><span class="cf1"><span class="cf2">volontà</span></span><span class="cf1"> di farlo.”</span></i><i><br><span class="cf1"> </span></i></span><div><cite><span class="cf1"><i><span class="fs14lh1-5 cf3">NELSON MANDELA</span></i></span></cite></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Dec 2023 11:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo sviluppo del turismo in Molise, un’opportunità da non perdere]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><div><span class="fs14lh1-5">Il turismo è un settore emozionante e dinamico che attrae milioni di viaggiatori in tutto il mondo. Tuttavia, dietro le quinte di ogni destinazione turistica di successo, ci sono numerose insidie nell'organizzazione e nella gestione di tutti gli aspetti del comparto. Dalla mancanza di infrastrutture ai problemi di comunicazione e coordinamento tra le parti interessate e queste limitazioni possono ostacolare il funzionamento ottimale di una destinazione turistica.</span><br></div><div>Una delle principali insidie in Molise è rappresentata in alcuni contesti, dalla scarsa disponibilità di strutture ricettive. Con la crescita del turismo, aumenta anche la domanda di alloggi e molte destinazioni faticano a tenere il passo con questa domanda, con il risultato di avere opzioni limitate e alloggi spesso non adeguati. Questo non solo influisce sul comfort e sulla convenienza dei viaggiatori, ma limita anche il potenziale di crescita del turismo nella regione molisana. </div><div>A latere di questa problematica è presente un’offerta turistica basata dalla presenza di alcune strutture extralberghiere che spesso evidenziano una gestione basata sull’improvvisazione anche a causa dell’assenza di una formazione obbligata, la quale innalzerebbe certamente il brand reputation dell’offerta regionale. Tale “bruttura” consentita dalle Regioni che rammento hanno potestà legislativa piena ed esclusiva sul comparto del turismo, non consente una certificazione del soggetto gestore oltre a permettere l’assenza di requisiti importanti, presenti invece nelle strutture alberghiere. Questo garantirebbe un’offerta ottimale di serviti turistici oltre a non permettere che un’eventuale accoglienza maldestra possa compromettere il soggiorno di un turista che non ritornerebbe sicuramente sulla destinazione. &nbsp;&nbsp;</div><div>Altro aspetto che rappresenta un vero problema per l'organizzazione del turismo regionale è la mancanza di infrastrutture di trasporto adeguate. Un trasporto efficiente è fondamentale ma reti stradali inadeguate, opzioni di trasporto pubblico limitate rendono difficile ai turisti, accedere ed esplorare le diverse aree all'interno del Molise. Ciò può scoraggiare i potenziali visitatori e ostacolare la crescita del turismo nella regione.</div><div>Una collaborazione efficace tra il governo e i vari attori coinvolti nell’azione di sviluppo e organizzazione ad esempio è fondamentale per il successo di una destinazione. Tuttavia, in molti casi, mancano la cooperazione e il coordinamento tra queste parti interessate e ciò può portare a politiche contrastanti, a un processo decisionale inefficace e alla mancanza di strategie coese per lo sviluppo del turismo. Senza un approccio unificato, il potenziale di crescita del turismo e l'esperienza complessiva dei viaggiatori possono essere compromessi. Una condivisione assente delle informazioni tra gli attori del turismo, come alberghi, operatori turistici e autorità locali, anche a causa di canali di comunicazione inefficienti e per la mancanza di piattaforme standardizzate per la condivisione delle informazioni, genera confusione, errori di comunicazione e opportunità mancate che alimentano esperienze frammentate. Ecco il motivo per cui, il turismo in Molise deve necessariamente avere una regia che esprima alta competenza e dedizione alle sorti della buona riuscita di un’operazione di destination management che attraverso l'attuazione di strategie a lungo termine evitano il sorgere di una crescita disordinata e non pianificata, povera di una chiara visione del futuro dove il potenziale di attrarre e trattenere turisti può essere compromesso. Per affrontare le sfide del settore turistico, la collaborazione e la comunicazione tra le parti interessate sono fondamentali. Le organizzazioni turistiche, le amministrazioni locali, le imprese e le comunità molisane devono lavorare insieme per sviluppare strategie sostenibili e prendere decisioni informate. Condividendo conoscenze e risorse, si può creare un fronte unito e aprire la strada a un'organizzazione turistica efficace. Personalmente, laddove richiesto, ho sempre evidenziato che la buona riuscita di un’operazione di sviluppo territoriale necessita obbligatoriamente di profili professionali con competenze supportate da esperienza trascorse sul campo e non solo di teorici o politici.</div><div>Altro elemento basilare sono gli investimenti! </div><div>Il Molise necessita di infrastrutture e risorse adeguate volte a sostenere uno sviluppo turistico adeguato. Investire in trasporti, alloggi, sistemi di gestione dei rifiuti e strutture per i visitatori è fondamentale per creare un'esperienza positiva per i visitatori, riducendo al minimo gli impatti negativi e dando priorità a questo, si può garantire il successo a lungo termine e l'attrattiva per i turisti. È essenziale altresì che lo sviluppo avvenga attraverso una cultura dell'innovazione e dell'adattabilità, abbracciando le tecnologie emergenti, esplorando nuovi segmenti di mercato e offrendo esperienze uniche, in un panorama in continua evoluzione.</div><div>Attraverso questi semplici passaggi, l'industria del turismo molisano può affrontare le sfide volte a uno sviluppo non solo economico ma anche di inclusione sociale e lavorativa, grazie anche all’enorme indotto che tale comparto riesce a creare garantendo lavoro ai giovani che guardano per ovvie ragioni, verso lontane terre. Bisogna intraprendere questo viaggio insieme, armati di creatività, collaborazione e passione per rendere il turismo un’opportunità reale, riconoscendo e superando problemi come le limitazioni infrastrutturali, le lacune nella comunicazione e le carenze nella pianificazione organizzativa. </div><div>Si può fare!</div><div><br></div><div>Mino Reganato</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 08:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quando l'hotel ti fa sentire a casa!]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Negli
ultimi anni l'industria dell'ospitalità ha subito una trasformazione
significativa. Non è più sufficiente che gli hotel offrano solo un posto per
dormire; gli ospiti ora cercano un'esperienza che li faccia sentire a casa,
anche quando sono lontani. Sono finiti i tempi in cui un hotel era
semplicemente un posto dove riposare dopo una lunga giornata di viaggio. Oggi i
viaggiatori cercano qualcosa di più di un semplice letto o di un tetto sopra la
testa, desiderano un'esperienza che li faccia sentire a proprio agio, accolti e
come sentirsi a casa ed il settore dell’ospitalità ha riconosciuto questo
cambiamento nelle aspettative dei clienti e si sta adattando per soddisfare le
esigenze in evoluzione dei viaggiatori.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">C'è
qualcosa di intrinsecamente confortante nel sentirsi a casa! </span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">È quel senso di familiarità che tutti
desideriamo anche quando siamo lontani da casa e gli hotel che sono in grado di
offrire questa esperienza hanno un netto vantaggio nel competitivo mondo
dell'ospitalità, difatti quando gli ospiti avvertono, appena entrati nella stanza
assegnata un’atmosfera casalinga è più probabile che abbiano un'esperienza
positiva e che tornino per futuri soggiorni e che diffondano la notizia ad
amici e parenti. </span></span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">La prima
impressione è importante e alcuni hotel lo sanno. Dal momento in cui si mette
piede nella hall, un'accoglienza calorosa e amichevole definisce il tono del
soggiorno che si tratti di un personale alla reception genuinamente allegro o
di un biglietto personalizzato che vi aspetta in camera, questi piccoli gesti
contribuiscono a farcii sentire apprezzati e di essere come a casa nostra. L'ospitalità
si basa sulla creazione di esperienze memorabili come ad esempio un servizio
personalizzato che ricordi il nostro drink preferito al bar dell'hotel o le
attrazioni locali in base ai nostri interessi. Quando un soggiorno è creato su
misura è difficile non sentirsi a casa. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Anche l'atmosfera
di un hotel gioca un ruolo importante nel far sentire gli ospiti a proprio agio.
Scelte ponderate di interior design, come un'illuminazione calda, mobili
confortevoli e colori rilassanti, possono creare un'atmosfera accogliente e
invitante. Che si tratti di un boutique hotel o di un bed and breakfast di
charme, l'ambiente giusto può fare la differenza. Le aree comuni come i saloni,
le lobby e le sale da pranzo sono il luogo in cui gli ospiti spesso
interagiscono e si rilassano e gli hotel che danno priorità alla creazione di
spazi confortevoli e invitanti per la socializzazione e il relax aiutano a
promuovere un senso di comunità e di connessione. Dai divani accoglienti ai
tavoli comuni, queste aree incoraggiano gli ospiti a sentirsi a proprio agio,
proprio come nel loro salotto.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Sono
finiti i tempi dell'approccio unico al servizio alberghiero! </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Oggi alcuni
albergatori comprendono l'importanza di soddisfare le preferenze e le esigenze
individuali che si tratti di offrire la possibilità di scegliere la consistenza
dei cuscini o di fornire una selezione di snack locali nel minibar, la capacità
di personalizzare l'esperienza dell'ospite è un fattore chiave per creare un
soggiorno come a casa. Dagli accappatoi e le pantofole di peluche ai prodotti
da bagno di alta qualità e alle macchine per il caffè in camera, questi piccoli
accorgimenti possono fare la differenza nel creare un'esperienza confortevole e
comoda. Dopo tutto, chi non ama svegliarsi con una tazza di caffè nel comfort
della propria camera? Una camera d'albergo accogliente e funzionale questo è
quanto auspichiamo di avere all’arrivo nel nostro Hotel. Dalle ampie
possibilità di riporre gli effetti personali alle comode aree salotto, le
camere odierne negli alberghi market-oriented sono progettate pensando al massimo
comfort. Oggi gli hotel sono dotati di servizi moderni che rendono il soggiorno
più comodo e piacevole: dalle smart TV con funzionalità di streaming al Wi-Fi
ad alta velocità unitamente a tutti gli strumenti necessari per rimanere
connessi con i nostri social preferiti oppure permettere di effettuare sessioni
di videoconferenza per lavoro o con i nostri cari. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Quando
ci si trova in una nuova città, non c'è niente di meglio che sperimentare la
cultura locale e immergersi nelle sue offerte uniche. Un connubio tra soggiorno
e scoperte culturali dei quali alcuni Hotel riconoscono l'importanza di mettere
in contatto i propri ospiti con la comunità locale. Dall'organizzazione di
eventi culturali e visite guidate al suggerimento di attrazioni e punti di
ristoro fuori dai sentieri battuti, assicurando un assaggio dell'autentica
esperienza locale. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Concentrandosi
su un servizio personalizzato, su una calda ospitalità, su un design accurato e
sull'attenzione ai dettagli, gli hotel possono creare un soggiorno memorabile e
piacevole che lascia un'impressione duratura nei loro ospiti. Che si tratti di
una camera accogliente, di esperienze culinarie deliziose o di strutture
termali rigeneranti, gli sforzi per far sentire gli ospiti come a casa propria
possono davvero elevare l'esperienza dell'hotel. </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Quindi sintetizzando
in quattro punti quanto succitato, un Hotel orientato verso la piena soddisfazione
dell’Ospite dovrebbe agire come segue:</span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">1.</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><span class="cf1">Creare un'atmosfera familiare
negli hotel è essenziale perché migliora l'esperienza complessiva degli ospiti.
Quando gli ospiti si sentono a proprio agio, accuditi e curati, si crea un
legame positivo con l'hotel e si incoraggiano le visite ripetute. Inoltre,
aiuta gli ospiti a rilassarsi, a distendersi e a godersi appieno il loro
soggiorno.</span></span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">2.</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><span class="cf1">Personalizzare l'esperienza
degli ospiti attuando diverse strategie. Tra queste, l'offerta di servizi su
misura per gli ospiti, l'accoglienza e i servizi personalizzati e
l'anticipazione delle esigenze degli ospiti durante il soggiorno. Comprendendo
e assecondando le preferenze individuali, gli hotel possono creare un ambiente
più personalizzato e accogliente.</span></span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">3.</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><span class="cf1">Il design e l'arredamento
svolgono un ruolo fondamentale nel creare un'atmosfera di casa negli hotel. Un
design degli interni caldo e invitante, un arredamento confortevole e
l'attenzione ai dettagli come l'illuminazione, gli schemi di colore e le
texture possono avere un impatto significativo sull'esperienza complessiva
dell'ospite. Curando con attenzione l'ambiente, gli hotel possono evocare un
senso di familiarità e creare un ambiente accogliente che assomiglia a una casa
lontano da casa.</span></span></div>

<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">4.</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><!--[endif]--><span class="cf1">Creare esperienze memorabili
per gli Ospiti, sorprendendoli e deliziandoli con gesti inaspettati o tocchi
personalizzati. Ciò può includere qualsiasi cosa: servizi di benvenuto, eventi
o attività speciali, accesso a esperienze locali o creazione di legami con la
comunità locale. Offrendo esperienze uniche e memorabili, gli hotel possono
lasciare un'impressione duratura sui loro ospiti e incoraggiare il passaparola.</span></span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Nov 2023 14:56:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Investire nel turismo ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000035"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Investire nel settore turistico è un’opzione alquanto interessante sia per i privati che per le imprese in cerca di opportunità redditizie. Il settore turistico, sebbene nel corso degli ultimi ed infausti periodi ha subito una crisi che di fatto ha azzerato gli arrivi dei flussi, continua a registrare oggi una crescita economica costante, generando sostanziali ritorni sugli investimenti prodotti. Con la crescente popolarità dei viaggi verso nuove destinazioni oltre a una sempre più ampia offerta di pacchetti turistici che si differenzia per tematica, l'industria del turismo sta vivendo una crescita significativa che la rende un'interessante opportunità di guadagno per gli investitori più attenti. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il turismo è più di una semplice industria! </span><span class="fs14lh1-5">È un fenomeno globale che ha il potere di guidare la crescita economica e creare opportunità di lavoro. Con un forte interesse verso le nuove destinazioni per sperimentare culture diverse, il settore continua a espandersi, offrendo un'ampia gamma di opportunità di investimento con la possibilità di diversificare e riducendo il rischio associato alla scelta di puntare tutto su un unico paniere. Inoltre, l'industria del turismo è nota per la sua resilienza: anche nei periodi di crisi economica, le persone tendono comunque a valutare il viaggio quale bisogno non più secondario, alimentando la domanda di soggiorni soprattutto esperienziali dove l’interesse di ricerca verso esperienze emozionali risulta predominante. In aggiunta, le opportunità di accesso a opzioni di viaggio con prezzi accessibili si allargano verso cluster con potere di spesa più limitato, aumentando di fatto il numero di viaggiatori. Difatti, l'aumento della classe media nelle economie emergenti ha portato a un incremento dei viaggi soprattutto tra i millennial e i giovani professionisti grazie anche al forte progresso tecnologico e alle piattaforme di prenotazione online che semplificano l'intero processo.</span></div><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Sebbene investire nel turismo possa essere redditizio è essenziale considerare alcuni fattori di rischio senza tuffarsi a capofitto. Prima di investire, sono fondamentali ricerche e analisi di mercato approfondite per comprendere le dinamiche del mercato target e identificare le potenziali nicchie ciò include lo studio delle tendenze del mercato, del comportamento dei consumatori e della concorrenza al fine di definire un progetto di investimento con alla base, una serie di dati che permetta di limitare al massimo eventuali insuccessi. Rischi come l’instabilità politica oppure un disastro naturale o ancora un cambiamento nelle preferenze dei turisti potrebbero avere un impatto negativo su operazioni d’investimento. Un solido business plan è il punto di partenza per ottenere risultati apprezzabili con l’analisi dei mercati di riferimento, le strategie di marketing, la proiezione finanziaria al fine di redigere un action plan e “scandire” le fasi operative. Prima di partire con un investimento in ambito turistico è altresì importante possedere una solida conoscenza delle leggi e delle normative locali che regolano il settore e sapersi ben districare nel “groviglio” dei permessi, delle licenze e delle certificazioni, necessarie per operare legalmente. Il rispetto di questi requisiti non solo protegge l’investimento, ma contribuisce a una buona reputazione sul mercato e alla sostenibilità dell’attività.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Comprendere le preferenze e le abitudini di viaggio di uno specifico target demografico è fondamentale parimenti alla conoscenza delle ultime tendenze turistiche (come ad esempio il turismo esperienziale, il benessere o il viaggio culturale), ciò al fine di indirizzare gli investimenti in relazione alle aspettative del turista di oggi. Altro aspetto da non prendere sottogamba è la stagionalità che gioca un ruolo importante nel settore turistico. È necessario considerare i periodi di picco e di scarsa affluenza della destinazione in relazione a un’opportunità di investimento, quindi la conoscenza dei modelli di stagionalità risultano importanti per pianificare un investimento adeguato.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Quando si tratta di investire nel settore del turismo, le possibilità sono tante. Si può spaziare tra gli investimenti nella ricettività (hotel, resort, extralberghiero) sino all’opportunità di gestire piattaforme di prenotazione, gestione di servizi al turista, agenzie di viaggio online sino ad arrivare alle offerte di nicchia come i tour enogastronomici o i tour dedicati alle attività sportive, altresì investire nello sviluppo delle infrastrutture, nei servizi di trasporto o in iniziative di turismo sostenibile. Il segreto è “sentire” le tendenze emergenti e “intercettare” le nicchie di mercato non sfruttate come ad esempio il turismo medico, la vacanza esperienziale o le destinazioni favorevoli ai nomadi digitali che in genere combinano lavoro a distanza e viaggi per vari motivi e per vari periodi di tempo.</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Un aspetto da prendere in considerazione e in voga durante questo periodo è rappresentato altresì dal turismo responsabile. Un investimento oggi in questo specifico comparto apporta sicuramente dei vantaggi grazie al forte interesse dei turisti, fortemente attratti dalle destinazioni nelle quali il rispetto e la conservazione dell'ambiente e delle culture locali sono alla base dell’offerta territoriale. </span></div><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Per far meglio comprendere quanto potrebbe essere utile la conoscenza del mercato, citerò un esempio: un investimento in un hotel di lusso di una destinazione turistica in crescita nel territorio laziale ha dimostrato la potenza del tempismo strategico e dell'analisi di mercato. Individuando il potenziale non sfruttato della regione, gli investitori hanno colto l'opportunità di sviluppare un hotel di fascia alta in grado di soddisfare la crescente domanda di alloggi di lusso. Grazie a un branding accurato a un servizio eccezionale e a un marketing mirato, l'investimento ha guadagnato rapidamente popolarità ed è diventato una meta ambita per i viaggiatori più esigenti, con rendimenti impressionanti.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">In conclusione, investire nel turismo può offrire notevoli opportunità di successo e crescita finanziaria. Comprendendone il potenziale, conducendo ricerche approfondite e attuando strategie efficaci, gli investitori possono capitalizzare la crescente domanda di esperienze di viaggio e di svago da parte dei turisti, tuttavia è fondamentale valutare attentamente i rischi e dare priorità alle pratiche sostenibili per garantire la redditività a lungo termine.</span></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 13:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Come risparmiare, rispettando il budget delle nostre vacanze ed essere felici   ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000034"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Pianificare una vacanza può essere un'esperienza emozionante e appagante, ma è fondamentale considerare anche l'aspetto finanziario. Capire quali sono i fattori di costo di una vacanza è essenziale per definire un budget efficace e garantire un viaggio senza stress. Dalle spese di alloggio a quelle di trasporto, a quelle per i pasti oppure alle attività di intrattenimento senza dimenticare le spese nascoste, ogni aspetto di una vacanza può avere un impatto sulla spesa complessiva.<br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Quando si parla di costi di una vacanza, ci sono diversi fattori da considerare. Tra questi, l'alloggio, il trasporto, il cibo, le attività e le spese varie. Ognuno di questi elementi può avere un impatto significativo sul budget complessivo, quindi è fondamentale tenerne conto quando si pianifica il viaggio. Considerando e gestendo con attenzione questi fattori, sarà possibile trascorrere un’ottima vacanza senza spendere troppo.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il primo passo è intercettare l’alloggio dove trascorrere il soggiorno: bisogna considerare fattori come la posizione, i servizi e, naturalmente, il costo. Soggiornare nel cuore della città o in una zona più appartata? Un hotel di lusso o un ostello economico? Sono tutti fattori importanti che possono incidere sul costo dell'alloggio. &nbsp;Al giorno d'oggi sono disponibili numerose opzioni di alloggio, che vanno dagli hotel tradizionali alle case vacanza, agli ostelli e persino ai campeggi. A seconda delle preferenze e del budget, ogni opzione ha i suoi pro e i suoi contro quindi vale la pena di valutare i diversi tipi di alloggio per trovare quello che offre il perfetto equilibrio tra comfort e convenienza. Trovare un alloggio economico non significa dover sacrificare il comfort, infatti ci sono molti modi per risparmiare pur godendo di un soggiorno accogliente come ad esempio prenotare in anticipo per assicurarsi le offerte in formula “Advance booking” o utilizzare i siti web per il confronto dei prezzi oppure meglio ancora optare per la tipologia di alloggi in zone meno turistiche. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">I trasferimenti altresì, possono essere una delle spese più significative di una vacanza. Che si viaggi in aereo, in treno o in auto, è essenziale valutare le diverse opzioni di trasporto per trovare quella più conveniente. La ricerca e il confronto dei prezzi possono far risparmiare una quantità significativa di denaro ed è estremamente consigliabile anche per questa voce di costo, considerare l'utilizzo di siti web di comparazione. Volare nei giorni feriali anziché nei fine settimana o essere flessibili con le date di viaggio ad esempio, rappresentano opportunità adeguate volte a un significativo risparmio come nel caso di viaggio in treno, approfittare degli sconti sull'acquisto anticipato e prendere in considerazione i treni regionali o locali, che spesso sono più economici. Una volta raggiunta la destinazione, non bisogna dimenticare che il costo per i mezzi di trasporto locali sono un ulteriore aggravio che pesa sul nostro budget di spesa per i trasporti. Ovviamente le opzioni di trasporto pubblico, come autobus, tram o metropolitana sono più convenienti dei taxi o delle auto a noleggio inoltre, se la città lo consente, il mezzo più economico in assoluto è quello di andare a piedi o in bicicletta: non solo è un'opzione conveniente, ma permette anche di esplorare i dintorni in modo piacevole e completo.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Altra spesa da considerare sono i pasti. Degustare la cucina locale è un’esperienza essenziale ma cenare fuori può far lievitare rapidamente le spese e dunque è consigliabile cercare di allontanarsi dai luoghi turistici ed esplorate i quartieri dove la gente locale va a cena o a pranzo. Richiedere consigli agli abitanti del luogo o consultare i forum di viaggio è una strada da percorrere al fine di trovare suggerimenti su ristoranti deliziosi e a prezzi ragionevoli. Poi, se il nostro alloggio dispone di cucina allora prendere in considerazione l'idea di fare la spesa e cucinare i pasti diventa un’ottima prerogativa per difendere il nostro budget vacanziero e in questo modo non solo si risparmia, ma si ha anche l'opportunità di sperimentare ingredienti e prodotti locali. Una bella visita ai mercati rionali o ai supermercati locali per fare scorta di prodotti freschi, snack e bevande è un ottimo modo per degustare le prelibatezze locali senza dover sempre cenare fuori.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Poche ma efficaci azioni, aiutano decisamente a sfruttare al meglio un budget di spesa senza compromettere la qualità e ovviamente il divertimento. Quando si pianifica una vacanza, l'intrattenimento e le attività sono una parte importante dell'esperienza ma non tutti dispongono di un budget illimitato da spendere in attività particolari e costose, ecco perché è fondamentale orientarsi per bene e trovare attività e attrazioni gratuite o a basso costo presenti nel luogo di vacanze. Dai parchi e musei locali che offrono biglietti d'ingresso scontati agli eventi e festival locali, ci sono molti modi per divertirsi senza spendere troppo. Le destinazioni turistiche più gettonate hanno spesso costi elevati, tuttavia ci sono modi per godersi questi luoghi senza svuotare il portafoglio e l'idea di visitarle durante la bassa stagione, quando i prezzi tendono ad essere più bassi è una valida soluzione per permettersi una vacanza. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Prima di partire per le vacanze dunque, è fondamentale stabilire un budget di spesa per non assistere alla metamorfosi delle nostre tasche che si tingono del colore della speranza. Prima di ogni vacanza sarebbe buona abitudine creare un file relativo alla previsione di spesa e confrontarlo con il budget a disposizione dove inserire tutte le spese come i trasporti, l'alloggio, il cibo, le attività ed eventuali costi aggiuntivi come l'assicurazione di viaggio o i visti. Per fortuna sono disponibili molte applicazioni e strumenti di budgeting che rendono questo compito un gioco da ragazzi. Queste applicazioni consentono di classificare le spese, di stabilire limiti di spesa e di monitorare i progressi in tempo reale. Un serio aiuto a pianificare gli imprevisti ed avere un po' di soldi da parte piuttosto che spendere eccessivamente e stressarsi a “fare i conti con un pallottoliere” durante tutta la vacanza.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Sebbene le spese più ovvie sono rappresentate dall'alloggio e dai trasporti, è essenziale essere consapevoli che vi saranno una miriade di costi nascosti o meglio non preventivabili. Spese di soggiorno, di parcheggio o l’aumento improvviso del costo di un servizio sono situazioni ricorrenti che nel loro insieme possono cambiare un budget previsionale ed è importante considerare una percentuale riferita a “varie ed eventuali” da inserire nel computo delle spese da affrontare. Ad esempio a nessuno piace pensare alle emergenze o alle necessità mediche inattese durante la vacanza, ma è importante essere preparati e inserire preventivamente una parte del budget nelle spese impreviste. Questo ulteriore fondo d'emergenza ci farà stare più tranquilli anche se un'assicurazione di viaggio è sempre un saggio investimento per proteggerci da qualsiasi imprevisto.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Altro costo da considerare se si viaggia in Paesi stranieri è rappresentato dalle commissioni per le transazioni e ai tassi di cambio. L'utilizzo della carta di credito all'estero o il cambio di valuta potrebbero comportare spese aggiuntive quindi sarebbe ottimale usare la valuta locale prelevandola dagli sportelli bancomat invece di cambiare denaro negli aeroporti o negli hotel, che spesso hanno tassi e commissioni più elevati.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Insomma è evidente che un'attenta pianificazione del budget e ovviamente dei costi assumono un ruolo fondamentale nel garantire un viaggio soddisfacente e conveniente e ci permettono di affrontare un viaggio, una vacanza come tutti la sogniamo: senza stress e senza nessun pensiero.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 13:55:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sintesi Progetto Operativo Wandering in Italy]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000033"><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5">Introduzione</b></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il turismo è un prodotto ideale per il progetto Wandering in Italy.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">L’operatore che propone una destinazione turistica ai propri Clienti deve conoscere il maggior numero di dettagli relativi al prodotto turistico prima di venderlo in quanto è impossibile vendere un prodotto senza conoscerlo. Il Cliente che è alla ricerca di una destinazione per trascorrere le proprie vacanze o semplicemente per un weekend o per visitare le bellezze locali, necessita di sapere tutti gli aspetti relativi al territorio: cosa c'è da vedere, dove mangiare, le curiosità locali e magari accedere ad ulteriori servizi non sufficientemente pubblicizzati ma di probabile suo interesse e dunque la conoscenza di un prodotto turistico permette una personalizzazione della vendita al proprio Cliente che è elemento essenziale per la sua finalizzazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il progetto Wander in Italy ha nella propria essenza, la prerogativa di promuovere e divulgare l’offerta territoriale con un minimo investimento, volta a far conoscere quegli aspetti che non riescono ad avere una visibilità efficace, erudendo gli Operatori partecipanti e fornendo loro nuovi prodotti turistici da proporre. &nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"> </div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>Chi è </b><b>Wandering in Italy</b><b></b></span></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il marchio Wandering in Italy è un marchio registrato nato nel 2019 dall’esperienza ultra quarantennale nel settore turistico-alberghiero di Mino Reganato, professionista con lunga militanza nel turismo con all’attivo diversi riconoscimenti e premi nazionali il quale ha avuto il merito di ideare un progetto altamente efficace per la visibilità sui mercati nazionale e mondiale con un programma “real time marketing promotion”</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><em>Il progetto nasce</em> da un'idea che trova base e fondamento <em>nella continua ricerca </em>di soluzioni nel settore turistico e degli eventi grazie alla lunga esperienza nella gestione di aziende ricettive e di tour operator/agenzie di viaggio, nello start up di nuovi Hotel, nella ricollocazione di hotel in “distressed asset” attraverso piani operativi e di marketing d'impatto.</span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5"> </b></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>Il metodo </b><b>Wandering in Italy</b><b></b></span></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nell’era della tecnologia del digitale e soprattutto della videoconferenza che è alla base del nostro know-how, il progetto Wandering in Italy rappresenta un servizio altamente valido per attrarre e “conquistare” il mercato in modo veloce e soprattutto senza confini geografici. Prevede campagne di promozione tramite la propria piattaforma in videoconferenza con l’ausilio di programmi informativi in “a real time marketing promotion” dove l’area territoriale interessata viene proposta a potenziali stakeholders nazionali ed esteri, attraverso la presentazione delle peculiarità del territorio (luoghi d’interesse da visitare, attività da offrire al turista, ricettività per tematiche).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Le strategie e gli strumenti di vendita tradizionali non sono più efficaci perchè il settore travel &amp; hospitality è completamente cambiato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La promozione territoriale in modo tradizionale, trova le seguenti difficoltà:</span></div><div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->forte concorrenza da parte di ulteriori destinazioni che offrono il proprio territorio.</span></div><div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->cospicui investimenti, spesso con modesti ritorni in termini di presenze turistiche</span></div><div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->difficoltà d’intercettazione di segmenti specifici per interesse verso la propria destinazione</span></div><div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->difficoltà a trasmettere agli stakeholder il valore della propria area in termini di offerta turistica.</span></div><div class="imTAJustify"> </div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Da queste difficoltà nasce il progetto Wandering in Italy che si snoda in due step:</span></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->la prima fase, prevede l’intercettazione degli stakeholders attraverso campagne divulgative e mirate dove l’operatore (nazionale o straniero) viene invitato nella sessione in videoconferenza al fine di accedere a tutte le informazioni relative al territorio e ai servizi offerti. Alla sessione potranno partecipare un numero indefinito di operatori (solitamente consigliamo di non superare 10/15 operatori) &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->la fase successiva, prevede l’organizzazione dell’evento in favore degli operatori intervenuti attraverso l’ausilio di filmati, presentazioni in diretta, collegamenti esterni con professionisti (guide turistiche o conoscitori del territorio), dati sul territorio mentre l’ultima parte della sessione è destinata a un “question time” dove gli operatori intervenuti potranno approfondire le proprie conoscenze sul territorio e richiedere anche la documentazione in diretta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Tale operazione assume l’aspetto alla stregua di una partecipazione a una Fiera ma con un alto livello di efficacia per entrambi le parti (entità territoriale e stakeholder) per i seguenti motivi:</span></div><div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->La promozione territoriale viene svolta in favore di operatori che intervenendo alla sessione in videoconferenza lasciano intuire un loro interesse a quanto viene loro presentato.</span></div><div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Gli operatori non sostengono spese per trasferimenti e soggiorno e soprattutto potranno dedicare il tempo per la gestione del proprio lavoro senza assentarsi. Essendo una fase esplorativa tale opportunità verrà certamente preferita per poi organizzare un educational in presenza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Il sistema fornisce un’opportunità di coinvolgimento senza confini.</span></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><br><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5">Conclusioni finali</b></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il Progetto Wandering in Italy in sintesi tende ad avviare nuove relazioni commerciali e promuovere l'offerta turistica territoriale sui mercati italiano ed esteri attraverso l'organizzazione di eventi divulgativi sulla nostra piattaforma professionale in videoconferenza e viene gestito da professionisti con lunga esperienza nel settore, profondi conoscitori dei mercati. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div></div><a href="https://youtu.be/zLAbxhvBwY8?si=7xwZ0GU59K96nvsc">https://youtu.be/zLAbxhvBwY8?si=7xwZ0GU59K96nvsc</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Oct 2023 14:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo sviluppo di un'area turistica attraverso il Destination Management]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000031"><div><div><span class="imTAJustify fs14lh1-5">In
un settore turistico altamente competitivo come quello odierno, un'efficace
azione di </span><span class="imTAJustify fs14lh1-5">destination management gioca un ruolo cruciale nel
determinare il successo e la sostenibilità delle aree turistiche. Poiché i
viaggiatori cercano esperienze uniche e autentiche, diventa essenziale per le
destinazioni pianificare e sviluppare strategicamente la propria offerta.</span><br></div></div><div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Questo
articolo esplora i principi chiave e tenterà di fornire le strategie utili allo
sviluppo di un'area turistica con il destination management. </span><br><span class="fs14lh1-5">
</span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs14lh1-5">
</span><!--[endif]--></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Brevemente,
un piano di sviluppo di un'area turistica dovrebbe seguire </span><span class="fs14lh1-5 cf1">le seguenti fasi che scandiscono un </span><span class="fs14lh1-5 cf2">avvio, una pianificazione, l'implementazione e la
chiusura</span><b><span class="fs14lh1-5 cf1">:</span></b><span class="fs14lh1-5"> analisi dello stato attuale dell'area,
definizione degli obiettivi di sviluppo, coinvolgimento degli attori locali,
creazione e/o miglioramento delle infrastrutture (promuovendone la
sostenibilità), implementazione delle strategie di marketing definite e gestione
dei flussi in arrivo.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Approfondiamo
ora le complessità del destination management e scopriamo come può contribuire
alla crescita e alla prosperità complessiva delle aree turistiche.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Quando
si tratta di sviluppare un'area turistica, il </span><span class="fs14lh1-5">destination management gioca
un ruolo cruciale nel garantirne il successo, in quanto implica il
coordinamento e l'integrazione dei vari elementi di un'area turistica, come
attrazioni, alloggi, trasporti e servizi ciò per creare un'esperienza perfetta
e indimenticabile per i visitatori. Pensate al destination management come
al direttore di un'orchestra sinfonica, egli riunisce tutti i diversi musicisti
e si assicura che lavorino in armonia per creare un bel pezzo di musica, allo
stesso modo riunisce tutti gli attori di un'area turistica, compresi gli enti
locali, le imprese e le comunità per lavorare insieme per un obiettivo comune
cioè attrarre e soddisfare i turisti.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">L'implementazione
di un progetto di destination management</span><span class="fs14lh1-5"> offre numerosi vantaggi
sia per l'area turistica sia per i suoi stakeholder in quanto migliora
l'esperienza complessiva del visitatore, offrendo un soggiorno ben organizzato
e piacevole e questo porta a un passaparola positivo e a visite ripetute, che
sono essenziali per il successo a lungo termine di un'area turistica. In
secondo luogo, il destination management aiuta a massimizzare i
benefici economici del turismo, sviluppando e promuovendo strategicamente le
caratteristiche e le attrazioni uniche dell'area turistica, si attirano più
turisti e si generano entrate per le imprese locali e questo a sua volta, stimola
l'economia locale e crea opportunità di lavoro.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Inoltre,
questa operazione considera anche gli impatti ambientali e culturali del
turismo, garantendo l'attuazione di pratiche sostenibili per proteggere
l'ambiente naturale e preservando la cultura e il patrimonio locale, crea
dunque un equilibrio tra sviluppo economico e conservazione dell'ambiente o
della cultura.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In
sintesi, un'efficace operazione di </span><span class="fs14lh1-5">destination management è
essenziale per creare un'area turistica fiorente che offra esperienze
memorabili ai visitatori e di beneficio all'economia locale, preservando il
patrimonio naturale e culturale dell'area.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Prima
di intraprendere qualsiasi iniziativa è fondamentale valutare lo stato attuale
dell'area turistica. Un modo per farlo è condurre un'analisi SWOT, acronimo di
Strengths, Weaknesses, Opportunities, and Threats (punti di forza, debolezza,
opportunità e minacce). L'identificazione dei punti di forza dell'area
turistica consente di evidenziare i suoi plus points e i loro valori, q</span><span class="fs14lh1-5">uesti possono essere forniti dalle attrazioni naturali, dal
patrimonio culturale o dal livello di accoglienza degli abitanti del posto.
Enfatizzando questi punti di forza, è possibile differenziare un'area turistica
dalle altre e attirare più visitatori, del resto riconoscere i punti di
debolezza aiuta a identificare le aree da migliorare. Gestire e limitare i
minus points migliorerà l'esperienza complessiva dei visitatori e renderà
l'area turistica più attraente.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Oltre
all'analisi SWOT, è fondamentale verificare le infrastrutture e le strutture
turistiche esistenti attraverso una valutazione della qualità delle strutture
ricettive, della viabilità, della mobilità, dei punti di ristoro e dei servizi
in generale di cui i turisti potrebbero avere bisogno durante il loro
soggiorno.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Analizzando
le infrastrutture e le strutture attuali è possibile determinare le aree che
richiedono interventi necessari come nel caso della presenza di un </span><span class="fs14lh1-5">esiguo numero di strutture ricettive (oppure obsolete) o ancora se
le opzioni di trasporto e mobilità sono inadeguate.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Una
volta analizzato lo stato attuale dell'area turistica è il momento di
immaginarne il futuro: definire l'identità dell'area turistica desiderata
significa determinare per cosa si vuole che sia conosciuta e come si
differenzierà da altre destinazioni. Bisognerà considerare le caratteristiche
uniche e i punti di forza identificati durante l'analisi SWOT e basarsi
fortemente su di essi come ad esempio un'area turistica caratterizzata da
spiagge bellissime e fauna selvatica e quindi posizionarla come destinazione
ecoturistica o come rifugio per gli amanti della vita all'aria aperta.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">E'
essenziale stabilire obiettivi di sviluppo e traguardi chiari in quanto questi
obiettivi devono essere specifici, misurabili, raggiungibili, pertinenti e
limitati nel tempo (SMART) come aumentare gli arrivi turistici del 20% entro
due anni o migliorare la soddisfazione dei clienti del 15% entro il prossimo
anno.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La
definizione di tali obiettivi fornisce una chiara direzione per lo sviluppo
dell'area turistica e aiuta a stabilire le priorità delle azioni e ad allocare
le risorse in modo efficace, coinvolgendo tutte le parti interessate nel
processo di definizione degli obiettivi per garantire che tutti siano allineati
e impegnati a raggiungere i risultati desiderati. Una volta stabiliti gli
obiettivi e i traguardi di sviluppo, è il momento di creare un piano di
destination management completo e delineare le strategie e le azioni necessarie
per raggiungere i risultati desiderati.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">L'elaborazione
di una strategia di sviluppo turistico comporta l'identificazione dei mercati
target, la progettazione di campagne di marketing e la creazione di partnership
con i soggetti interessati, inoltre è necessario sviluppare esperienze uniche,
migliorare gli standard di servizio al cliente e implementare pratiche
sostenibili.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Bisogna
considerare </span><span class="fs14lh1-5">le implicazioni finanziarie delle strategie proposte e di
determinare le risorse necessarie per eseguirle con successo e per garantire
che le strategie e le azioni siano attuate in modo efficace è necessario un
piano d'azione dettagliato. Questo piano dovrebbe delineare compiti
specifici, soggetti responsabili, tempistiche e indicatori di
successo, componendo il piano di destination management in fasi
attuabili diventa più facile monitorare i progressi, affrontare le sfide e
apportare le modifiche necessarie lungo il percorso. Lo sviluppo di
un'area turistica richiede un impegno a lungo termine e una valutazione
continua e quindi necessita di continue revisioni e modifiche al fine di tenere
il passo con le tendenze in evoluzione e garantire una crescita sostenuta e il
successo dell'area turistica.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Quando
si tratta di sviluppare un'area turistica, la collaborazione e il
coinvolgimento degli stakeholder sono fondamentali. È essenziale identificare e
coinvolgere i principali soggetti interessati allo sviluppo dell'area e tra
questi possono esserci funzionari dell'amministrazione locale, imprenditori e
professionisti del settore turistico, quindi u</span><span class="fs14lh1-5">na volta identificati i
principali stakeholder è fondamentale stabilire gli obiettivi con frequenti
incontri di lavoro che possono offrire agli stakeholder l'opportunità di
scambiare idee, esprimere dubbi e contribuire al processo decisionale in un
contesto di discussione trasparente dove tutti hanno il diritto di esprimersi
positivamente e negativamente. Promuovendo relazioni forti e aperte a tutti è
possibile costruire una rete collaborativa e di supporto che guiderà lo
sviluppo dell'area turistica.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Altro
elemento essenziale è il miglioramento delle infrastrutture e dei servizi
dell'area turistica unitamente alla viabilità</span><span class="fs14lh1-5">, alla gestione dei trasporti
pubblici e alla creazione di percorsi turistici che rendano migliori gli
spostamenti verso e intorno all'area. Inoltre, bisognerà posizionare una
segnaletica chiara e informazioni in più lingue per aiutare i visitatori a percorrere
e visitare la destinazione con più facilità.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Altro
aspetto del miglioramento dell'esperienza turistica è il potenziamento dei
servizi di alloggio e ospitalità con un'offerta di strutture ricettive di alta
qualità con prezzi che abbiano un'ampia forbice di spesa in modo tale da
indirizzarla verso diverse tipologie di Ospiti. Inoltre, formare i
professionisti dell'ospitalità al fine di creare un'ottima offerta di servizi
al Cliente può elevare l'esperienza complessiva dei visitatori, spingendoli a
tornare e a diffondere un passaparola positivo.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel
mondo di oggi, le pratiche di turismo sostenibile sono di estrema importanza
così come bilanciare la crescita economica con la conservazione dell'ambiente è
essenziale per la redditività a lungo termine di un'area turistica. </span><span class="fs14lh1-5">L'attuazione di iniziative di gestione ambientale, come la
riduzione dei rifiuti e i programmi di riciclaggio, la promozione di fonti di
energia rinnovabili e la protezione degli habitat naturali, possono contribuire
a minimizzare l'impatto negativo del turismo sull'ambiente. Dando priorità alla
sostenibilità, è possibile attrarre visitatori attenti all'ambiente e
preservare la bellezza naturale dell'area per le generazioni future. Il
turismo sostenibile implica anche il sostegno alle comunità locali e la conservazione
del patrimonio culturale, bisognerà impegnarsi con le imprese, gli artigiani e
le organizzazioni culturali locali a promuovere e preservare le tradizioni e i
costumi della zona, incoraggiare i turisti a rispettare gli usi e le tradizioni
locali, sostenere i prodotti e i servizi locali e offrire opportunità di
scambio culturale per dare un senso di autenticità e creare un'esperienza unica
per i turisti. Dando la priorità al benessere della comunità locale e alla
conservazione del patrimonio culturale si può garantire la sostenibilità a
lungo termine dell'area turistica.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per
sviluppare un'area turistica di successo, sono fondamentali altresì azioni di
marketing e una promozione efficaci. Lo sviluppo di una strategia di marketing
mirata implica l'identificazione delle bellezze più interessanti dell'area e il
conseguente indirizzamento dell'offerta verso specifici mercati quindi l'azione
di ricerca dei plus points relativa alle bellezze naturali esistenti sul
territorio, alle attrazioni culturali o di altre caratteristiche distintive
dell'area, riveste un'importanza notevole in quanto ciò è alla base della
profilazione del turista, potenzialmente interessato a quanto verrà loro
offerto attraverso i messaggi di marketing.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nell'era
digitale di oggi, l'utilizzo di strumenti e piattaforme di marketing digitale è
essenziale per raggiungere un vasto pubblico. Stabilire una forte presenza
online attraverso un sito web ben progettato, account attivi sui social media e
contenuti coinvolgenti può aiutare ad attrarre potenziali visitatori, inoltre
sfruttare le piattaforme di viaggio online, come i siti web di prenotazione e i
blog di viaggio, può aumentare la visibilità e la portata.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In
conclusione, un'operazione di destination management efficace ha alla
base un mix di competenze, di continuo lavoro e soprattutto di intese comuni
per la pianificazione strategica. Integrando le pratiche sostenibili del destination
management, le aree turistiche possono garantire la redditività a lungo
termine, mitigare i potenziali effetti negativi e creare un'esperienza positiva
e autentica per i visitatori.</span></div>

<div class="imTAJustify"> </div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gestione alberghiera: Come vendere più camere]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000030"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel competitivo settore alberghiero di oggi, è fondamentale per gli albergatori utilizzare tecniche efficaci per attrarre e fidelizzare gli Ospiti. Definendo il mercato di riferimento, implementando strategie di marketing, migliorando la presenza online, ottimizzando la gestione delle entrate, creando un'esperienza eccezionale per gli Ospiti, sfruttando le recensioni dei Clienti e utilizzando tecniche di vendita efficaci, gli hotel possono aumentare le prenotazioni delle camere e raggiungere tassi di occupazione più elevati.<br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per vendere più camere d'albergo, è essenziale definire il proprio mercato di riferimento. Condurre un'accurata ricerca di mercato permette di identificare le fasce demografiche che hanno maggiori probabilità di essere interessate al vostro hotel. Siete un resort di lusso che si rivolge a viaggiatori di fascia alta o un hotel economico che attrae turisti attenti al budget? Raccogliendo dati sulle preferenze, interessi e comportamenti d'acquisto dei vostri potenziali Ospiti, potrete adattare le vostre strategie di marketing per raggiungerli e attirarli in modo efficace.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel mondo competitivo della gestione alberghiera, è fondamentale essere sempre un passo avanti rispetto ai propri competitors. L'analisi delle strategie dei concorrenti fornisce preziose indicazioni sul panorama del mercato e consente di individuare le lacune o le aree in cui è possibile distinguersi. <u>Quali caratteristiche o servizi unici offre il nostro hotel?</u> Evidenziare questi elementi di differenziazione aiuterà ad attirare gli Ospiti che cercano qualcosa di speciale che si tratti di uno splendido roof-garden, di un servizio Clienti eccezionale o di una posizione privilegiata, assicuratevi di comunicare ciò che distingue il vostro hotel dagli altri.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Una volta che viene definito il mercato di riferimento e di ciò che rende unico l’hotel è il momento di creare campagne pubblicitarie mirate. Piuttosto che adottare un approccio unico, bisognerebbe adattare i messaggi in modo da raggiungere direttamente gli Ospiti ideali. Utilizzare piattaforme come i social media per raggiungere i potenziali Clienti e creare contenuti coinvolgenti che rispondano ai loro interessi e desideri. Personalizzando le campagne in modo da riscuotere interesse con il pubblico di riferimento si aumenta la probabilità di attrarre e convertire i potenziali Ospiti in prenotazioni di camere.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per vendere più camere d'albergo, è essenziale realizzare un piano di marketing. Questo piano deve delineare i punti unici del vostro hotel, il pubblico target e i canali di marketing specifici da utilizzare per raggiungere i potenziali Ospiti. Stabilendo obiettivi chiari e definendo strategie per ogni canale di marketing è possibile dar vita ad un approccio coeso ed efficace per ottenere molte prenotazioni di camere.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nell'odierna era digitale, le piattaforme dei social media svolgono un ruolo significativo nel marketing degli hotel. Piattaforme come Instagram, Facebook e Twitter sono validi alleati per mostrare le caratteristiche della struttura, coinvolgere i potenziali Ospiti e promuovere offerte speciali o offerte. Immagini accattivanti e contenuti coinvolgenti contribuiranno a creare un'atmosfera di entusiasmo unica dell’hotel ed a invogliare i follower a prenotare una camera.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">L'e-mail marketing rimane uno strumento potente per promuovere l’hotel e ottenere prenotazioni. E’ importante raccogliere gli indirizzi e-mail dei Clienti durante il processo di prenotazione o attraverso l'iscrizione alla newsletter del sito web. Questi indirizzi serviranno a comunicare con i potenziali Ospiti, condividere offerte esclusive e ricordare loro le esperienze uniche che possono vivere nella nostra struttura. Rimanendo al centro dell'attenzione, si aumentano le possibilità di trasformare i potenziali Ospiti in Clienti habitué.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Un sito web ben progettato e facile da usare è fondamentale per attirare potenziali Ospiti. Bisogna ottimizzare i contenuti e la struttura del vostro sito per migliorarne la visibilità nei risultati nei motori di ricerca, utilizzando parole chiave pertinenti, informazioni dettagliate sulle camere e sui servizi. Un sito web visivamente accattivante e ricco di informazioni non solo attirerà i potenziali Ospiti, ma infonderà anche fiducia e credibilità.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Le agenzie di viaggio online (OTA) come Booking.com ed Expedia possono ampliare la visibilità e apportare più prenotazioni. E’ un canale che usato con attenzione crea condizioni di visibilità incredibili. Con l’inserimento di un numero ragionevole di camere si otterrà il posizionamento nelle prime posizioni dei motori di ricerca beneficiando delle loro incessanti attività di marketing. Altra operazione da prevedere è la pubblicità pay-per-click (PPC. Un modo efficace per aumentare la visibilità online dell’hotel attraverso la creazione di offerte con parole chiave pertinenti, dove avremo anche qui, la possibilità di occupare posizioni di riguardo nei motori di ricerca o sui siti web relativi ai viaggi e all'ospitalità. Questo approccio mirato garantisce che la struttura sia vista dai potenziali Ospiti che cercano attivamente una sistemazione. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Uno degli elementi fondamentali poi per massimizzare l’occupazione e la redditività scaturisce dall’ottimizzazione della gestione dei ricavi. Implementare strategie di pricing dinamico che modifichino le tariffe delle camere in base alla domanda, alla stagionalità e ad altri fattori è estremamente vitate e ciò viene creato attraverso un’adeguata analisi dei dati, unitamente alle tendenze del mercato al fine di stabilire prezzi competitivi che attraggano gli Ospiti e garantiscano la redditività. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La gestione del rendimento consiste nel gestire strategicamente l'inventario delle camere per massimizzare i ricavi. Comprendendo i modelli e le fluttuazioni della domanda, è possibile assegnare le camere al prezzo giusto per ottenere livelli di occupazione ottimali. E’ importante in questa fase attivare strategie come l'overbooking oppure restrizioni sulla durata del soggiorno o ancora politiche di cancellazione flessibili per massimizzare i ricavi senza sacrificare la soddisfazione degli Ospiti.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per misurare il successo delle attività svolte per vendere più camere d'albergo, è fondamentale tracciare e analizzare gli indicatori chiave di prestazione (KPI). Così come i tassi di occupazione, la tariffa media giornaliera (ADR), i ricavi per camera disponibile (RevPAR) e le prenotazioni dirette, tutte azioni che volgono a conoscere ed identificare le aree di miglioramento della gestione.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel meraviglioso mondo della gestione alberghiera, vendere più camere è bello e appagante! </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Dopo tutto, un hotel non può sopravvivere se tutte le sue camere sono vuote (a meno che non si tratti di un hotel per fantasmi). </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">A tutti noi piace sentirci speciali, soprattutto quando siamo in vacanza o in viaggio per lavoro. Allora perché non aggiungere un pizzico di magia personalizzando l'esperienza degli Ospiti con servizi speciali? Che si tratti di un gadget di benvenuto, di un biglietto scritto a mano o anche solo di ricordare le preferenze degli Ospiti, questi piccoli accorgimenti possono contribuire a creare un soggiorno memorabile.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Un sorriso e un saluto cordiale possono fare la differenza. La creazione di un'atmosfera accogliente inizia dal momento in cui gli Ospiti mettono piede in Albergo! Qui scende in campo la formazione del personale della struttura, “vera soluzione” a disposizione per accattivarsi la Clientela e offrire loro servizi unici, indimenticabili. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Un’offerta di ottimi servizi alla Clientela è un “must” di ogni hotel di successo. È prioritario cogliere al volo le aspettative degli Ospiti in ogni occasione, e risolvere eventuali problemi in modo proattivo. Un Ospite felice è un Ospite che ritorna e un “fan” del nostro hotel che porta altri Ospiti felici!</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nell'era delle recensioni online, ciò che le persone dicono del nostro hotel è di estrema importanza. Bisogna rispondere alle recensioni siano queste positive o negative, esprimendo un apprezzamento per i commenti positivi e affrontando qualsiasi commento negativo con garbo e professionalità. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il valore mai definito del personale della struttura può essere un’arma segreta per aumentare le prenotazioni delle camere. Una formazione orientata verso l’upselling e cross-selling dei servizi della camera in modo efficace vale più di mille prenotazioni giunte attraverso i portali online! Che si tratti di offrire un upgrade della camera, di suggerire servizi aggiuntivi o di evidenziare pacchetti speciali, un team di vendita ben addestrato può invogliare senza problemi gli Ospiti a prenotare qualcosa di più di una camera standard.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b><i class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Sentirsi ben accolti e veramente i “benvenuti” è una sensazione che non conosce tempo </span><span class="cf1">e che dona un immediato senso di benessere. </span></i></b><b><i></i></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Sep 2023 15:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come trovare lavoro nel turismo]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002F"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il Turismo offre una vasta gamma di opportunità di lavoro per coloro che sono appassionati di viaggi, ospitalità e scoperta di nuove culture. Tuttavia, come in molti altri settori, vi sono sfide e competizioni da affrontare per trovare lavoro. Questo articolo fornisce una panoramica approfondita sul settore turistico, esplorando le diverse aree di lavoro disponibili, le competenze richieste e le strategie efficaci per la ricerca di lavoro. Inoltre, affronterà le sfide e le tendenze del mercato del lavoro nel turismo, offrendo consigli pratici per aiutarti a avere successo nella tua ricerca di lavoro e a costruire una carriera soddisfacente nel settore turistico.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il turismo è in costante crescita e offre numerose opportunità di lavoro. Con l'aumento dei flussi turistici a livello globale, sempre più persone sono alla ricerca di esperienze di viaggio uniche e memorabili. Ciò ha creato una crescente domanda di professionisti nel campo del turismo, pronti a soddisfare le esigenze e le aspettative dei viaggiatori.<br> Tuttavia, il settore presenta anche alcune sfide. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La competitività è alta e le aspettative dei turisti sono sempre più elevate. Inoltre, gli effetti del cambiamento climatico e le crisi globali possono influenzare negativamente l'industria turistica. È quindi fondamentale che i professionisti del settore siano in grado di adattarsi rapidamente alle nuove tendenze e alle sfide che si presentano.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per trovare lavoro è importante sviluppare le competenze giuste. Alcune delle competenze fondamentali richieste includono:<br> - Eccellenti capacità di comunicazione e relazione con i clienti.<br> - Conoscenza delle lingue straniere.</span></div> <span class="imTAJustify fs14lh1-5">- Capacità di risolvere problemi e prendere decisioni rapide in situazioni impreviste.</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> - Conoscenza delle ultime tendenze del settore e delle nuove tecnologie.<br> - Capacità di lavorare in team e gestire il tempo in modo efficiente.<br> - Creatività e capacità di offrire esperienze uniche ai clienti.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ecco alcune delle principali aree di lavoro nel turismo:<br>1. Se sei una persona socievole e ami l'idea di lavorare in un ambiente dinamico e accogliente, l'ospitalità e l'hotel management potrebbero essere la scelta giusta per te. In questo settore, puoi lavorare come responsabile dell'accoglienza, del ristorante, delle vendite o della gestione di un hotel.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">2. Se sei appassionato di viaggi e desideri aiutare gli altri a scoprire nuove destinazioni, l'industria del viaggio e del trasporto potrebbe essere il settore ideale per te. Puoi lavorare come agente di viaggio, organizzando itinerari personalizzati per i clienti, o come responsabile delle prenotazioni e della logistica nel settore del trasporto.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">3. Se sei affascinato dalla cultura e dall'arte, puoi considerare una carriera nel turismo culturale e artistico. Questo settore ti permette di lavorare come guida turistica per musei, siti storici o gallerie d'arte, o come responsabile di eventi e manifestazioni culturali.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Con l'attenzione crescente verso la sostenibilità e la conservazione dell'ambiente, il turismo ecologico e sostenibile è diventato un settore in rapida espansione. Qui puoi lavorare come guida naturalistica, responsabile di progetti di conservazione ambientale o come consulente per strutture ricettive eco-friendly.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per trovare lavoro nel settore turistico, considera queste strategie:<br>- Adatta il tuo curriculum vitae e la lettera di presentazione alle esigenze del settore. Metti in evidenza le esperienze e le competenze rilevanti per il lavoro a cui stai aspirando. Sii creativo e cerca di mostrare la tua personalità nel tuo curriculum vitae.</span></div><span class="imTAJustify fs14lh1-5">- Sfrutta le piattaforme digitali come LinkedIn, siti web di lavoro specializzati nel turismo e gruppi professionali online per trovare opportunità di lavoro nel settore turistico. Mantieni il tuo profilo aggiornato e partecipa attivamente alle discussioni e alle reti di contatti.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">- Partecipa a eventi e fiere di settore per entrare in contatto diretto con professionisti del settore e scoprire nuove opportunità di lavoro. </span><div><span class="imTAJustify fs14lh1-5">- Fai domande e sfrutta ogni occasione per fare networking e mostrare il tuo interesse e la tua passione per il settore.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">In conclusione, il turismo offre numerose opportunità di lavoro, ma richiede anche competenze specifiche e la capacità di adattarsi alle sfide in continua evoluzione.</span><br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Quando si tratta di trovare lavoro nel turismo, le reti professionali possono fare la differenza. Partecipare a eventi di settore, conferenze o fiere del turismo può metterti in contatto con persone che potrebbero avere opportunità di lavoro interessanti. Non aver paura di metterti là fuori e fare domande. Potresti scoprire che c'è una rete di professionisti che si aiutano a vicenda nel trovare lavoro.<br> Inoltre, considera di prendere parte a programmi di stage nel turismo. Gli stage possono offrire un'esperienza pratica e darti l'opportunità di costruire una rete di contatti nel settore. Anche se all'inizio potresti svolgere mansioni più semplici, potresti dimostrare il tuo valore e aprirti a future opportunità di lavoro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Migliorare le proprie competenze può aumentare le tue possibilità di trovare lavoro e fare carriera. Considera di frequentare corsi di formazione o ottenere certificazioni specifiche, questo potrebbe evidenziare le tue competenze e fornirti una base solida per cercare lavoro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Inoltre, se hai l'opportunità, cerca di fare esperienze internazionali, viaggiare e lavorare in diverse destinazioni può arricchire il tuo bagaglio personale e professionale. Le caratteristiche provenienti da diverse culture e modi di fare turismo, potrebbero essere di grande valore per il tuo futuro lavoro nel settore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Altra condizione è l'impatto continuo della tecnologia: prenotazioni online, app di viaggio e esperienze virtuali che stanno diventando sempre più popolari. Essere disposti ad abbracciare la tecnologia e adattarsi ai nuovi strumenti e alle nuove tendenze può aiutarti a rimanere rilevante nel mercato del lavoro. Inoltre, il mercato turistico globale è soggetto a continui cambiamenti, potrebbero emergere nuove destinazioni, cambiare le preferenze dei viaggiatori o influire eventi globali. Essere consapevoli di queste tendenze e adattarsi ad esse può permetterti di trovare opportunità di lavoro in settori emergenti o in crescita.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ora che hai una visione più completa di come trovare lavoro nel settore turistico, ecco alcuni consigli pratici per avere successo nella tua ricerca di lavoro:</span></div><span class="imTAJustify fs14lh1-5">- Personalizza il tuo curriculum e la tua lettera di presentazione in base alla posizione specifica che stai cercando. Mostra come le tue competenze e l'esperienza passata si applicano al ruolo desiderato nel turismo.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5">- Fai domande durante i colloqui di lavoro per dimostrare il tuo interesse e la tua curiosità nel settore turistico. Mostra agli intervistatori che sei appassionato e pronto ad affrontare le sfide del settore.</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> - Utilizza i social media per creare una presenza professionale online. Partecipa a gruppi di settore, condividi articoli pertinenti e mettiti in mostra come esperto nel campo del turismo.<br> - Sii flessibile e aperto a opportunità diverse. Potresti iniziare con un ruolo o una posizione più umili, ma con impegno e dedizione potresti scalare rapidamente la gerarchia o trovare il lavoro dei tuoi sogni.<br> - Ricorda di mantenere una mentalità positiva e di perseverare nella tua ricerca di lavoro. Il settore turistico può essere competitivo, ma non perdere mai di vista i tuoi obiettivi e la tua passione per il lavoro nel turismo.<br> Con questi consigli, sarai pronto a intraprendere la tua ricerca di lavoro nel settore turistico con entusiasmo e determinazione. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Buona fortuna!</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 15:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come cambia il Mercato del Lavoro: le nuove opportunità  ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5">Trovare un’opportunità di lavoro non è semplice, richiede tempo, competenze, creatività, attenzione e molta fortuna. Il trucco sta nel trovare una soluzione lavorativa che meglio si adatta alle proprie capacità.</span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5">Il mercato della libera professione offre una varietà di idee e per coloro che cercano la libertà finanziaria e soprattutto un’alternativa alla profonda crisi del “posto fisso”. Certo, si può sperare di ottenerlo ma la tendenza della pubblica amministrazione è volta a pubblicare sempre meno bandi per l’assunzione di lavoratori nel pubblico anche per via dello sviluppo della gestione burocratica, attraverso l’uso informatico. &nbsp;</span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5">Il mercato del lavoro nel privato a sua volta è sottoposto a una forte pressione fiscale su lavoro. Basti pensare che il cuneo fiscale (il cuneo fiscale è la differenza tra quanto un dipendente costa all'azienda e quanto egli incassa in netto, in busta paga) e contributivo ammonta al 46,5%. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Di conseguenza, il mercato del lavoro privato è oramai totalmente indirizzato verso le contrattazioni di lavoro atipiche che sono caratterizzate da maggiore flessibilità del lavoro. Quei contratti di lavoro non abituali, diversi dai tradizionali contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato e dalle forme di lavoro autonomo. Il mercato del lavoro italiano ha assistito ad una radicale trasformazione verso la fine degli anni ’90, con l’introduzione delle forme di lavoro atipico. In particolar modo, una normativa quadro di riferimento in materia viene introdotta dal legislatore con la legge del 14 febbraio 2003 che introduce sul mercato del lavoro italiano le forme dei contratti di lavoro non standard (lavoro atipico) regolamentandone le modalità di attuazione. Queste tipologie contrattuali sono caratterizzate da una maggiore flessibilità del lavoro, in risposta alle variazioni della produzione. Esempi di tipologie contrattuali atipiche e flessibili sono il lavoro in somministrazione tramite Agenzia di Lavoro, detto appunto temporaneo (ex lavoro interinale), il rapporto di collaborazione, l’associazione in partecipazione, il lavoro accessorio mediante buoni-lavoro (voucher e solo in alcuni settori), il lavoro a chiamata.</span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Per ovvie ragioni, non esiste più una certezza o sicurezza di un lavoro di lunga durata per le ragioni succitate. In aggiunta vi è la forte concorrenza di tantissime persone disoccupate che seguono perlopiù la chimera di un posto da dipendente a contratto indeterminato. La ricerca in tal senso, diventa estenuante, piena di ostacoli, di fallimenti proprio per la ricerca di un posto di lavoro che possa garantire il futuro, opportunità probabilmente realizzabile in caso di Aziende “ricche e famose” dove l’asticella del livello di competenze richieste è posto molto in alto e probabilmente anche la nostra vita (affetti, residenza, abitudini) ne subisce forti variazioni. &nbsp;</span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5">Insomma, fino a pochi anni fa, l'instabilità era l'eccezione del lavoro a tempo indeterminato oggi è la norma. La situazione oggi è completamente ribaltata. I lavoratori sono sempre più instabili e i lavoratori con contratti a lungo termine sono specie rare e chiaramente a rischio di estinzione. Oggi l'insicurezza è stata considerata come un fatto normale, il che è indubbiamente sgradevole. Da aggiungere quale elemento cruciale, gli effetti della globalizzazione. Il lavoro ha un costo e se un imprenditore può ottenere la stessa manodopera a un costo molto inferiore, cosa possibile in un mondo globalizzato che abbatte le barriere del mercato, lo farà sicuramente senza esitazione.</span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5">Ma non è tutto …</span></div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Con lo sviluppo della tecnologia, il mondo del lavoro ha subito un ulteriore danno. Proviamo ad immaginare un prossimo futuro (nemmeno tanto futuro) in cui l'intelligenza artificiale sostituirà il lavoro svolto dagli esseri umani in molti campi professionali. In passato eravamo abituati a sostituire le persone con macchine per i compiti più ripetitivi, ma ora, con la comparsa di sempre più macchine nel mondo del lavoro, la situazione è molto diversa.</span><br> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il progresso tecnologico, quindi, rischierà di ridurre ulteriormente le opportunità di lavoro, anche se solo diversi tipi di occupazione. Il settore dei servizi alla persona ad esempio, non avrà la stessa sorte dei lavori dove imperversa la tecnologia.</span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5">Quindi quale potrebbe essere la soluzione?</span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5">L'alternativa alle problematiche succitate è da ricercarsi nell'investimento su te stesso. Abbracciare il nuovo che arriva e non rimanere “ancorato” a vecchi cliché di posizioni lavorative anacronistiche e quindi non più al passo dei tempi. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">A seguito della comparsa di Internet, sono avvenuti molti cambiamenti e molte persone stanno cominciando a considerare alcune opportunità di lavoro che in passato erano inimmaginabili. Queste opportunità sono reali e specifiche grazie ad Internet che fornisce uno strumento per proporre servizi alle persone, globalmente.</span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5">Altra opportunità arriva dal settore turistico-alberghiero. </span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5">Non vi è settore economico che possa offrire maggiori opportunità di lavoro e business per tutti coloro che mostrano dedizione, ricerca di una formazione costante e pronti ai continui cambiamenti che il mercato turistico impone. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">In contropartita vi è l’opportunità di un lavoro in un ambiente gradevole e dinamico, dove si assiste in misura crescente a soluzioni di flessibilità, operatività da remoto, contratti brevi e lavoro freelance. La formazione costante diventa dunque un “plus” anche per le caratteristiche del settore turistico, in continuo cambiamento e quindi bisognoso di lavoratori continuamente istruiti e ricercarti sul mercato del lavoro. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5">Vorrei ribadire, laddove ce ne fosse ancora bisogno che, il Turismo è l'unico settore del Paese, in continuo incremento. Vi sono centinaia di opportunità che attendono unicamente di essere prese “al volo” anche per colmare il forte gap dovuto alla mancanza di personale per il quale numerose aziende oggi soffrono. Pensate che nel solo settore alberghiero manca quasi la metà di personale (soprattutto receptionist e camerieri) con un aumento delle richieste del +35% rispetto al 2022.</span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5">Ma l’offerta di lavoro oggi non è riferita solo a quelle professioni consuete quali camerieri, cuochi o agenti di viaggio perché proprio per i continui cambiamenti tecnologici e per l’apertura globale dei mercati si assiste a una continua ricerca di nuovi lavori. Si richiedono professionisti quali <span class="cf1">Destination Manager, Revenue Manager, Travel Designer, Online Booking Specialist, Digital Business Analyst per citarne solo qualcuno. Tutte opportunità di lavoro che richiedono una gran parte di competenze proprie della </span><span class="cf2">Generazione Z</span><span class="cf1"> e della prossima Generazione Alpha o Screenagers, avvezzi nell’uso dell’informatica di nuova generazione.</span></span></div> &nbsp;<br><div><span class="fs14lh1-5 cf3">Per citare uno dei padri della Cina moderna (Mao Tse-Tung) che scrisse "Il mondo è vostro quanto nostro, ma, in fin dei conti, è a voi che appartiene. Voi giovani siete dinamici, in piena espansione, come il sole alle otto o alle nove del mattino. In voi risiede la speranza. Il mondo appartiene a voi. A voi appartiene l'avvenire" … e sappiamo dove la Cina sia arrivata! </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Aug 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’aumento del costo delle vacanze ha una verità taciuta]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002E"><div>La querelle scoppiata in questi giorni e relativa al forte aumento delle tariffe di alcune destinazioni turistiche italiane “strillata” dai media italiani (che non aspettano altro per creare infoterrorismo) cela a mio avviso, un’annosa condizione di una buona parte dell’imprenditoria turistica del Paese. Il <em>modus operandi</em> di molte aziende infatti, mostra uno scarso orientamento al semplice meccanismo, racchiuso in una massima di estrazione popolare che cita:” quando sei incudine statti, quando sei martello batti” Le premesse di un anno votato al ribasso erano da tempo nell’aria non ultimo per via delle decisioni della Banca Centrale Europea che per ben nove volte ha predisposto aumenti del tasso d’interesse che di fatto hanno eroso (congiuntamente con il peso fiscale ed inflazione) il potere d'acquisto della collettività.</div><div>Le previsioni trionfanti di alcuni, percepite in un’ottica gaudiosa da “<em>cacciator che fischiando sta su l'uscio a rimirar” (parafrasando la famosa poesia del Carducci)</em><strong><em> </em></strong>avevano annunciato numeri record, eppure il turismo è diminuito. Tutta colpa di una politica dei prezzi cocciutamente statica e poca attenta a una gestione dinamica dei prezzi che necessitava preventivamente di un’analisi delle condizioni economiche di cui sopra, per praticare una sorta di revenue management quale migliore strategia per scongiurare perdite di flussi in arrivo sulla propria destinazione. Ma qui “cozziamo” contro un altro problema, da sempre irrisolto: la poca attitudine a fare rete sul territorio! Ciò anche a causa di una regia inesistente e colpevolmente causata dall’assenza (e a volte incompetenza) di entità deputate a gestire marketing e promozione territoriale. Gli attori congiuntamente alle amministrazioni locali dovrebbero iniziare a utilizzare i sistemi più adatti per fare previsioni in grado di gestire al meglio l’offerta turistica, utilizzando strumenti idonei gestiti da chi ne ha certa competenza.</div><div>I costi sono aumentati in tutto il mondo a causa dell'inflazione, non solo nel nostro Paese e le tariffe non differiscono da quelle di altri Paesi concorrenti. In Croazia ad esempio (ricordo l’ingresso nell’area Euro dal 1° gennaio 2023) Il turismo ha registrato il 12% in più di arrivi rispetto all'anno scorso. L'euro qui ha rilanciato l'industria dell'ospitalità e a fronte di un aumento dei prezzi, la stessa è riuscita a meglio attrarre turisti offrendo condizioni in cui qualsiasi budget trova una soluzione ideale. Il settore turistico spagnolo prevede altresì, un anno record nel 2023. La Spagna non sta soffrendo la domanda perché è una destinazione consolidata e di valore con un ottimo rapporto qualità-prezzo con un alto grado di soddisfazione in quanto ha creato nel tempo, un’offerta territoriale strutturata in modo omogeneo dove tutti gli attori in campo, seguono e sono guidati da una regia valida e competente che ha di fatto ha forgiato un <em>reputation brand</em> inossidabile e conosciuto in tutto il mondo pur non avendo lo stesso patrimonio monumentale e enogastronomico del nostro Paese.</div><div>Ma ritorniamo all’offerta.</div><div>Uno dei principali fattori di competitività delle imprese e una delle principali leve di marketing è senza dubbio il prezzo. Questo deve essere "calibrato" in base al segmento di mercato a cui è rivolto e al tipo di prodotto o servizio offerto. L’offerta deve essere in qualche modo misurata in virtù del segmento a cui ci si propone, modulata al periodo di vendita, alla qualità dei servizi offerti, al trend e soprattutto saper attrarre i flussi al fine di raggiungere i volumi di vendita previsti (ovviamente e sottolineo ovviamente non perdendo di vista i costi di gestione, ma anche lì avrei molto da dire). Se la mia offerta difetta anche in uno dei punti succitati (ad esempio con un prezzo statico e non dinamico oppure non rappresentando qualitativamente e territorialmente la promessa espressa nei messaggi promozionali) andrò sicuramente incontro a una diminuzione di quote di mercato.</div><div>La pianificazione della capacità produttiva e della produzione di offerta turistica poi, assume una connotazione diversa rispetto all'impresa manifatturiera in quanto soggetta all'imprevedibilità (in termini di tempi e costi) derivante dall'interazione con i clienti e all'impossibilità di produrre riserve di magazzino. Per le imprese turistiche, l'imprevedibilità può anche dipendere da fattori esterni che precedono l'interazione con il cliente, come le condizioni meteorologiche, l'economia e la politica della destinazione, le calamità naturali. Proprio come è capitato nel corso dell’anno in cui un mix di problemi si sono succeduti (v. meteo, economia, guerra, erosione del potere di acquisto) e al quale nessuna regia ha saputo tessere una strategia d’impatto, unica e condivisa territorialmente al fine di meglio gestire un evidente e prevedibile calo del potere di acquisto.</div><div>Concludendo, è il mercato e solo il mercato che decide se una destinazione è meritevole per i punti sopra descritti, di un interesse da parte di potenziali Turisti definiti per segmento di spesa. &nbsp;Quest’ultimi decidono se tale è idonea quale meta di soggiorno in virtù delle loro aspettative <em>e del loro potere di spesa</em>. Oggi le destinazioni economiche più ambite dai nostri connazionali sono rappresentate dalle destinazioni situate nei Balcani o Nord Africa, dove le tariffe sono più strutturate per budget. Di conseguenza, notiamo una riduzione del 20% delle presenze in Puglia ad esempio mentre il turismo italiano in Spagna, Albania, Croazia, Grecia ed Egitto è aumentato grazie anche alla comodità e alla vicinanza. “I prezzi delle spiagge in Puglia, dal Gargano al Salento, sono significativamente più elevati rispetto a quelli in Grecia e Albania” commenta Adoc Puglia. Una famiglia di quattro persone può spendere fino a 500 euro a Gallipoli per una giornata al mare (inclusa una cena in un ristorante) e una notte in un B&amp;B.</div><div>Tutti turisti che non sarebbero “emigrati” in sede di un’offerta ben modulata!</div><div>La giustificazione del crollo della domanda nazionale “sparata in aria” senza illustrarne i motivi reconditi, diventa così una boutade giornalistica degna di gossip da spiaggia e riempitiva di post e carta stampata al quale solo qualche “benpensante” può dar credito.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Aug 2023 10:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'urgenza di riorganizzare il Turismo]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002D"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5">Pur
uscendo da una crisi che ha di fatto azzerato economicamente il settore turistico
per un paio d’anni, &nbsp;lo stesso è alla mercé di un annoso sistema
organizzativo, in parte lacunoso e obsoleto, dove un Paese con un enorme
patrimonio culturale e monumentale è comunque relegato a un quinto posto per
arrivi internazionali alle spalle di Francia, Spagna, Stati Uniti e Cina e con un
enorme tasso di abusivismo a danno di coloro (soprattutto giovani laureati e
professionisti) che molto potrebbero dare ma a causa di ciò, restano incatenati
nei labirinti della precarietà e dell’eterno stage.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Qualche
giorno fa, ho voluto provare l’esperienza da semplice turista nella Capitale,
prediligendo luoghi della città ad alto assembramento turistico. Il Pantheon
sembrava il sito descritto nel capitolo 21 del Vangelo secondo Matteo, dove
mercanti di tutti i generi e nel disordine più totale vendevano di tutto.
Clowns, ambulanti, saltimbanchi, “grattacheccari”, eppoi guide abusive, guide
mute, guide con la guida (leggi libro), guide senza permesso, sembravano tutti
soggetti di un quadro di Guttuso ritraente il famoso quartiere palermitano
della “Vucciria”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Nessun
controllo, neanche un “operatore metropolitano” presente. Un problema che non
riguarda soltanto il furto di esercizio perpetrato dalle guide abusive, ma
anche riferito alla qualità del servizio offerto con l’aggiunta gratuita di
enormi castronerie sulla storia dei nostri monumenti. Ho avuto modo di parlare
con alcuni testimoni che mi hanno riferito con mio immenso stupore che alcune
di loro millantano a gruppi stranieri, meno conoscitori della nostra storia che
il Vittoriano sarebbe stato edificato per volontà di Mussolini e che sempre al
Vittoriano sarebbe sepolto Garibaldi. Provate a farlo in qualche Paese “turisticamente
organizzato”, poi mi direte.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">E
ciò non è che la punta di un iceberg! &nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Basta
frequentare una delle fiere sul turismo che hanno luogo in Italia per vedere un’enorme
giungla di stand con sigle più o meno appartenenti a uno stesso territorio per
capire in quale girone dantesco è sprofondata l’immagine turistica del Paese.
Se ci immedesimassimo in un operatore straniero in fiera, desideroso di
collaborare con un’area turistica specifica, incontreremmo serie difficoltà a
ben individuare le zone a causa delle innumerevoli denominazioni tutte riferite
allo stesso comprensorio, questo in aggiunta alla presenza negli stand, di
persone che nulla hanno a che vedere con la promozione turistica e il più delle
volte, senza conoscere alcuna lingua straniera. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Abusivismo e disorganizzazione imperano comunque,
anche nel comparto extralberghiero (soprattutto negli appartamenti per uso
vacanza), cresciuto in una maniera spropositata e senza freni. &nbsp;&nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La gestione affidata a privati senza
competenze ed in alcuni casi senza autorizzazione, favorisce una dannosa
condizione che colpisce indistintamente e negativamente tutti gli attori della
filiera territoriale, vanificando ogni azione volta ad offrire un’offerta di
servizi competitivi; il turista scontento parlerà male del territorio dove ha
ricevuto i disservizi. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Si comincia ad intravedere comunque, uno
spiraglio di auspicata attenzione verso la riorganizzazione del settore come la
ricettività extralberghiera. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’imminente stretta su Airbnb e sugli
affitti brevi da parte del Governo ne è la prova. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’obiettivo è in primis di scongiurare il
sovraffollamento turistico di numerose città, soffocate dall’enorme mole di
persone grazie alla facilità di reperire alloggi. Unitamente a ciò, vi sarà
quasi sicuramente per ogni immobile ad uso abitativo affittato per fini
turistici, l’obbligo di esporre un <u>Codice Identificativo Nazionale</u> (CIN)
che consentirebbe al turista di soggiornare in strutture non abusive. Il mio
auspicio è quello di obbligare oltre al CIN, il possesso di certificazioni sia
per il conduttore, sia per la struttura stessa, ciò al fine di livellare
l’enorme differenza di requisiti obbligatori richiesti ad esempio, alle
strutture alberghiere oltre a creare figure professionalmente valide proprio
per “impreziosire” il territorio e renderlo interessante ai fini della scelta
della destinazione da parte dei turisti. 
</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Le regole rappresentano così, una
salvaguardia per chi ha titolo a operare nel settore oltre a creare e sostenere
un’occupazione qualitativa, eliminando le numerose difformità organizzative e
ridare al nostro Bel Paese, una giusta posizione nel panorama delle
destinazioni mondiali.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Mino Reganato </span></div></div><div class="imTAJustify"> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 13:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Turismo molisano del futuro è già presente]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><div>La scorsa edizione delle BIT di Milano, termometro da anni dell’andamento dei flussi turistici verso le destinazioni italiane, ha fornito validi elementi al fine di far convergere la promozione e dunque la creazione di pacchetti specifici, in favore di alcuni particolari mercati stranieri (oltre a quello nazionale). Si parla di un 30% di aumento del turismo internazionale verso il nostro Paese e secondo un recente sondaggio del gruppo Globus, l'Italia domina la cima della classifica "must-see" europea per il 2023, con il 22% delle preferenze. Altro dato interessante emerso da un sondaggio riguardante i turisti che ritornano in Italia più volte, viene fuori che almeno il 20% di coloro che hanno trascorso le proprie vacanze negli ultimi 5 anni in Italia sono ritornati per ben tre volte. Non dimentichiamo che il marchio ‘Made in Italy’, è uno dei marchi più conosciuti al mondo! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Il superamento della linea di demarcazione tra il blocco delle attività ed il ritorno alla normalità dopo la terribile pandemia che ha arrestato completamente per quasi due anni tutti i flussi turistici interni ed esterni ha di fatto liberato le persone da un fardello psicologico, spingendole verso un ritorno alle abitudini pre-covid, alimentando a dismisura il desiderio di viaggiare. Tale criticità ha apportato comunque, delle variazioni sulla scelta del luogo e la tipologia di vacanza. Il luogo dove trascorrere le vacanze diventa esperienziale, cambiando di fatto i precedenti stereotipi di centro turistico, spesso preferito per la bellezza oppure per la presenza di beni monumentali. </div><div>Da sondaggi effettuati ultimamente emerge una ricerca da parte dei Turisti di una migliore qualità della vacanza garantita da una maggiore sicurezza del posto, buona alimentazione, un ambiente più sano e la semplicità nel costruire rapporti personali con gli attori e gli abitanti della destinazione scelta. Ciò che non si può avere nel quotidiano, lo si ricerca nel tempo libero. Secondo le stime del Rapporto Ecotur, infatti, emerge che il trend di crescita del turismo natura &amp; buon cibo non si arresta, e circa il 60% dei tour operator è molto attento a questo boom, cercando strutture in grado di fornire prodotti e servizi dedicati.</div><div>La ricerca del nuovo Turista verte verso destinazioni che presentano nel proprio “contenitore di servizi” programmi motivazionali con un’offerta esperienziale, soprattutto nei segmenti naturalistico, enogastronomico e del benessere. Fornire ai mercati più motivazioni per essere preferiti e soprattutto unici e non replicabili altrove, spingono il visitatore a spendere di più, alimentando l’economia locale e favorendo la crescita di posti di lavoro, elemento vitale per scongiurare lo spopolamento di interi villaggi. </div><div>Il turismo natura e benessere, il turismo termale tradizionale ed il turismo culturale e d’arte dei piccoli borghi sono le tipologie di turismo in espansione, seguono il turismo enogastronomico, le crociere ed il turismo montano, si registra un una flessione delle vacanze “all inclusive”.</div><div>Ad esempio, il segmento di prodotto riferito al “Wedding destination” ovvero l’organizzazione di eventi nuziali in favore di coppie provenienti dall’estero (ma anche dall’Italia) è indirizzato fortemente verso destinazioni che rappresentano tradizioni e costumi tipici del posto, i quali proprio per quest’aspetto non hanno nessun riscontro in altri territori (ecco un caso dove il connubio tra unicità e gastronomia rappresentano la motivazione che spinge le coppie a preferire una destinazione anziché un’altra). Basti pensare che tale segmento ha prodotto nel 2022 oltre 2 milioni di presenze! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Le destinazioni molisane possono inserirsi in questo filone a pieno titolo, grazie comunque a una buona “green &amp; food reputation” che in aggiunta ad ulteriori prodotti individuabili attraverso un’anali del potenziale a disposizione (tramite sondaggio di opinione su cluster specifici) formano un ipotetico contenitore in simbiosi con il nuovo trend ma che comunque necessita di azioni di supporto. &nbsp;</div><div>Il clima di relax e di quiete che si respira, la natura incontaminata che offre uno spettacolo di rigogliosità, di profumi, di suoni e di colori e la cultura storica della popolazione offre a pochi chilometri un entroterra ricco di paesi con stupendi centri storici e piccole botteghe artigianali, dove si possono trovare ancora prodotti e oggetti tipici della terra e della civiltà molisana.</div><div>Ribadendo quanto scritto nel mio precedente articolo, risulta “in primis” obbligatorio l’attuazione di un piano programmatico degli interventi e di concerto con le istituzioni deputate alla promozione delle destinazioni italiane all’estero, promuovere le numerose tematiche turistiche molisane attraverso pacchetti di soggiorno. Attraverso la dotazione di 1 miliardo e 380 milioni di euro quale “Fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo” promosso dal Ministero del Turismo e gestito da Invitalia, si vuol favorire un riammodernamento delle strutture italiane al fine di essere al passo con le nuove aspettative dei turisti internazionali, mentre ENIT ha lanciato ultimamente alcune campagne ad hoc per promuovere luoghi e percorsi. </div><div>Ecco, gli ingredienti ci sono, la parola ora alle istituzioni locali. </div><div>Se ci siete, battete un colpo!</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Mar 2023 07:05:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Lo sviluppo del turismo molisano: croce e delizia]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><div class="imTAJustify">L’Italia è una destinazione che attrae flussi turistici per motivi risaputi. Un museo a cielo aperto dove l’arte e le vestigia storiche incontrano gastronomia e made in Italy offrendo un contenitore di opportunità vacanziere, unico nel suo genere.</div><div class="imTAJustify">L’elemento attrattore dunque è costituito dall’enorme Heritage (storico, culturale, monumentale, enogastronomico) di cui il nostro Paese gode oltre a un’invidiabile posizione geografica al centro del Mediterraneo che crea una condizione meteo unica.</div><div class="imTAJustify">In questo contesto, il Molise potrebbe a ragion veduta, inserirsi quale destinazione d’appeal nei confronti di stakeholders nazionali ed internazionali. Un forziere con all’interno bellezze naturali, enogastronomia, paesaggi e borghi unici ma ancora semisconosciuto nei circuiti delle destinazioni che contano.</div><div class="imTAJustify">Un piccolo territorio, dove ancora si assapora la vera tradizione dei piccoli siti dell’Italia centro-meridionale, lontano dagli echi delle grandi città, con spazi verdi collinari e una naturalità imperante.</div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"></span></div><div class="imTAJustify">Qualcuno parafrasando la nomea della “Regione che non esiste” ha ipotizzato invece la presenza di “un’Isola che non c’è” che come nel racconto dei bambini sperduti di Peter Pan, si rivela un luogo fantastico e fiabesco. Il Molise ha dalla sua, la bontà di un contesto “unico” con i suoi paesaggi, la tradizione, il cibo. Qui, ogni piccolo villaggio ha una sua unicità, un suo “prodotto” da poter offrire e assumere una condizione di “attrattore” per tantissimi turisti alla ricerca di destinazioni simili, grazie anche all’attuale trend della domanda turistica, indirizzato verso un’offerta vacanziera basata sulla natura e sulla scoperta di nuovi siti.</div><div class="imTAJustify">A fronte di tutto ciò, manca purtroppo la cognizione dell’enorme possibilità di sviluppo territoriale che apporterebbe auspicati benefici a tutta la collettività locale favorendo la nascita di opportunità lavorative per i tanti, i troppi giovani che lasciano il Molise verso destinazioni che offrono condizioni migliori mentre potrebbero essere impiegati nel settore o nel vasto indotto che il Turismo favorisce. Basti pensare come il Turismo ricopra quale elemento di valorizzazione socio-culturale e soprattutto economico del Paese Italia, il 13% del PIL nazionale al quale bisognerebbe aggiungere un +8% di indotto rappresentato dalle miriadi di aziende fornitrici di prodotti e servizi che orbitano nel comparto.</div><div class="imTAJustify">Vi è comunque la voglia ed il riscatto di alcuni attori molisani che con competenze proprie e per necessità di “fare business” mettono in campo l’eccellenza di questa semisconosciuta regione. Tale condizione seppur encomiabile, dà sfogo ad interventi individualistici che tendono perlopiù a seguire strade diverse, con uno spreco di energie e di economie abbastanza rilevante, senza produrre quell’ipotetico “contenitore territoriale” di servizi e prodotti che dà vita all’offerta turistica.</div><div class="imTAJustify">A latere vi è altresì, la mancanza di una vera e propria programmazione. Tutti sappiamo quanto potrebbe costare caro al “Brand Destination”, un’azione “raffazzonata” nella fase promo-commerciale, soprattutto per un comparto intangibile quale il turismo è, complicato e bisognoso di operazioni corali per un adeguato ritorno in termini di flussi turistici. Avrebbe un effetto devastante, facendo perdere la credibilità nei confronti dell’attento Turista di oggi che boccerebbe immediatamente la destinazione.</div><div class="imTAJustify">Aiuti a “pioggia” non aiutano, di certo, il comparto, come quello di qualche anno fa di diversi milioni di euro per gli alberghi diffusi e la micro ricettività senza adottare un Piano di Azione, quale strumento programmatico e di indirizzo. È noto, tra l’altro che, gli attori del comparto extralberghiero necessiterebbero di una formazione relativa all’accoglienza e alla gestione dell’attività oltre all’applicazioni di norme e obblighi che attualmente sono unicamente presenti nelle strutture alberghiere, creando un forte squilibrio in fatto di sicurezza e tutela del turista soggiornante.</div><div class="imTAJustify">Occorre fare rete, assieme agli attori del “contenitore territoriale”, al fine di creare un prodotto tematico unico e non replicabile, proprio per il suo contenuto esclusivo di territorialità, di servizi e di “emozioni”.</div><div class="imTAJustify">Un prodotto “da consumare” unicamente nel luogo di produzione e non replicabile, costruito da professionisti, i quali ognuno per la propria competenza, apporterebbero senza dubbio, un valore aggiunto alle azioni di divulgazione del Molise sui mercati turistici di riferimento.</div><div class="imTAJustify">Ecco l’importanza di avere un Piano di Azione che deve necessariamente coinvolgere tutti gli attori del comparto attraverso l’obbligo di formazione e l’osservanza di norme e leggi che tutelino il turista ed il suo soggiorno sul territorio molisano con una regia composta da professionisti per modellare il prodotto, la promozione e l’organizzazione. Diamo a loro i mezzi per farlo, senza ingerenze di parte che ostacolino l’operato con azioni maldestre e forse riusciremo a far risalire la china di questa stupenda regione nel panorama delle destinazioni turistiche che contano.</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Mar 2023 16:56:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Boom di dimissioni volontarie ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><div>Stamani mi sono soffermato sulla notizia relativa all’incremento delle dimissioni volontarie, per capirne la dinamica e le ragioni che induce tanti lavoratori a lasciare il posto di lavoro in un momento così delicato per la nazione.</div><div><br></div><div>Toccano la quota di circa 1,6 milioni, le dimissioni registrate nei primi nove mesi del 2022, che producono un incremento del 22% rispetto al 2021 quando ne erano state registrate più di 1,3 milioni. </div><div><br></div><div>Le motivazioni possono essere diverse ma personalmente, temo che vi sia un decadimento dei modelli organizzativi, oramai obsoleti e non più al passo con le aspettative dei lavoratori e dei nuovi mercati.</div><div>Le imprese dove si sviluppa un benessere lavorativo e qualitativo in Italia sono una piccola minoranza e rappresentano circa il 5% del panorama aziendale, il resto è rappresentato da piccole realtà imprenditoriali dove è raro lo sviluppo di forme di welfare integrativo, la contrattazione aziendale è statica, antimeritocratica e mancante di una gestione che favorisce un sistema trasparente di gratifiche che potrebbero rappresentare lo sprone a fare meglio.</div><div><br></div><div>Il settore turistico-alberghiero è tra quelli che soffrono maggiormente di tale incombenza. In aggiunta, non si eroga formazione in un contesto (tra i quali quello della gestione empatica dove una mancanza di interesse e di empatia nell’interlocutore può causare fraintendimenti, tensioni, scarso senso di appartenenza e cali di motivazione) dove la stessa dovrebbe essere obbligata periodicamente oltre al fatto di non generare una forma di conciliazione vita-lavoro.</div><div><br></div><div>Da qui s’innescano altresì, cali di crescita economica e professionali!</div><div><br></div><div>Probabilmente, le ragioni ancora attuali e relative alla difficoltà di reperire personale alberghiero risiedono anche in questa problematica. Un’insoddisfazione crescente per la manifesta staticità del lavoro in albergo e un malessere causato da una mancanza di valorizzazione lavorativa da parte dell’azienda. &nbsp;</div><div><br></div><div>Una condizione diffusa, acuita tra l’altro dalla recente condizione pandemica che ha segnato di fatto, un attributo apripista per l’indirizzamento verso lavori in smart-working, più flessibili e con orari che concedono al lavoratore più tempo per la famiglia.</div><div> &nbsp;</div><div>Un fenomeno preoccupante per il reperimento di personale, tra i quali possibili talenti, che bisognerebbe risolvere a monte, riformulando il modello produttivo attraverso una riconversione della gestione aziendale, finalmente indirizzata verso il maggior coinvolgimento del lavoratore al quale concedere la giusta valorizzazione quale elemento chiave della gestione aziendale.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 09:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Turismo: opera incompiuta dell’economia nazionale    ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000025"><div>È alquanto fastidioso e imbarazzante ripetere ogni volta il “ritornello” sul ruolo di estrema importanza che il turismo ricopre quale elemento di valorizzazione socio-culturale e soprattutto economico del Paese Italia e quindi non dirò nuovamente che tale rappresenta il 13% del PIL nazionale al quale aggiungere un + 8% di indotto. Asserzioni che riempiono il petto dell’oratore di turno, nelle circostanze di turno, alla platea di turno e accendono la “speme” nazionalpopolare di essere un Paese che grazie a fattori unici (fortunatamente ricevuti in eredità dalla storia) non necessiterebbe di attenzioni, programmazioni e soprattutto competenze specifiche. Tale mancanza è palesata dalla perdita di posizioni nel panorama delle destinazioni turistiche mondiali (negli anni 70 eravamo tra i primi posti) pur ostentando un immenso patrimonio monumentale da associare a condizioni meteo-paesaggistiche uniche.</div><div>Detto tutto ciò, non ci resta che evidenziare le “falle” del sistema e cercare di porre rimedio a una situazione quasi irreversibile.</div><div>Utilizzo dei fondi per gli investimenti pubblici volti alla promozione turistica:</div><div>partiamo dal presupposto alquanto generalizzato che la spesa pubblica sia comunque ed in ogni caso, una leva per lo sviluppo economico del settore. Ma siamo poi convinti che le linee di interventi siano efficaci e diano risultati apprezzabili in termini di ritorno economico? Chi garantisce che i risultati ottenuti siano apprezzabili e danno luogo a ritorni in termini di flussi e quindi positivi? &nbsp;</div><div>La fase di verifica dei risultati sino ad oggi, è soventemente inficiata da uno scarso rigore procedurale che scaturisce da presunzioni dell’entità investitrice che non accetta che qualcuno possa dire di aver speso male le risorse. Lo studio dunque, commissionate ad aziende che vengono pagate dall’investitore stesso, per ovvie ragioni tenderà a non “scontentarlo” ed i risultati appariranno in una “magnificenza assoluta” ma non veritieri. In alcuni casi, i risultati vengono secretati e non resi pubblici proprio per non dare adito a possibili controlli da entità che magari vorrebbero conoscere i reali risultati. L’attuale organizzazione per la promozione turistica non potrà mai essere compatibile con un auspicato ritorno in termini di flussi turistici e quindi economia. Se valutassimo attentamente la cronistoria della destinazione Italia, ci accorgeremmo che la perdita di appeal è dovuta soprattutto a una crescita dei Paesi concorrenti in termini di competitività i quali attraverso operazioni efficaci di marketing e con molto meno “materiale” a disposizione, hanno sapientemente attratto flussi turistici sui loro territori. Qui, la mia convinzione che parte degli investimenti dedicati al turismo dovrebbero invece essere indirizzati ad un potenziamento dei servizi sul territorio, al fine di creare un contenitore di attività e attrazioni da offrire e non sperperarli in spot pubblicitari brutti, poveri e banali. È l’esempio della Calabria che nel 2020 ha commissionato un cortometraggio diretto da Gabriele Muccino e con Raul Bova dove per otto minuti sono stati “sborsati” la bellezza di 1.663.101,56 euro. Ovvero oltre 200.000 euro al minuto: un record!</div><div>E ancora, il Molise quale Regione che ha speso di più per ottenere in cambio bassissimi livelli di affluenza verso il territorio. A fronte di un investimento di ben 11 milioni di euro, le presenze turistiche sono state di appena 183.559 persone. Dividendo, la somma investita per il numero di presenza, si deduce che il costo che la Regione Molise ha sostenuto per un singolo turista è stato di ben 63,29 euro.</div><div>Competitività dell’offerta:</div><div>una condizione che nel mercato odierno rappresenta un elemento da non sottovalutare. Gli ultimi sondaggi riportano un basso livello di valutazione della qualità dei servizi raffrontandoli con il prezzo da pagare. Siamo un Paese “caro” (e ovviamente non mi riferisco a una condizione affettuosa) a fronte di ciò che offriamo. Paghiamo un “gap” rilevante nei confronti di mete europee nostre competitor dove a parità di prezzi offriamo servizi peggiori anche a causa di un’annosa condizione che vede l’offerta territoriale di molti centri turistici non equiparata ai nostri “confinanti continentali”. Tale situazione è gravata dalla scarsa formazione degli attori del comparto (basti pensare che l’offerta ricettiva extralberghiera è gestita senza l’obbligo di aver frequentato almeno un corso di formazione) oltre a una staticità cronica nell’offerta turistica che in molti casi è “rimasta al palo” e dunque anacronistica con le aspettative del turista odierno. &nbsp;&nbsp;</div><div>Il professor Nicolò Costa, con il quale partecipai a una tavola rotonda sulla crisi nel Lazio del 2009, nel suo libro “I professionisti dello sviluppo locale” evidenzia una mancanza di “sintonia socioculturale tra operatori dell’offerta e clienti, perché il mercato turistico è cambiato in tutte le sue componenti e gli operatori dell’incoming non si sono rinnovati” che di fatto ha posto le basi per un lento e inesorabile declino che manifesta già da tempo, i suoi segni.</div><div>La soluzione è da ricercare in alcuni fattori da mettere immediatamente in campo:</div><div>1. Una politica di gestione regionale e locale del turismo composta da entità competenti e profonde conoscitrici delle dinamiche che sostengano un comparto così importante per l’economia del Paese con l’obbligo di profili professionali aventi esperienze certificate nel settore per accedere a cariche istituzionali afferenti al Turismo. &nbsp;&nbsp;</div><div>2. Costituzione di “Consulte permanenti” nel Governo centrale e regionale, con studiosi e professionisti del settore turistico al fine di tracciare linee d’interventi propedeutiche alla successiva discussione politica.</div><div>3. Obbligo di formazione per tutti gli attori del comparto con periodici aggiornamenti al fine di mantenere lo status di professionista del settore.</div><div>4. Revisione degli istituti professionali e tecnici del turismo con il coinvolgimento di professionisti del turismo (ripristinare la famosa terza area professionalizzante). Potenziamento delle tematiche relative ai Corsi di Laurea. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Lavoratori nel Turismo:</div><div>A seguito della denuncia di Assoturismo di qualche mese fa, circa la mancanza di 300 mila lavoratori nel settore turistico e che di fatto ha messo in ginocchio Hotel, ristoranti e negozi, si palesa, nella sua irrazionale comparsa dopo due anni di “ferma”, la catastrofica gestione del mercato del lavoro, erede di una gestione “partitistica” volta a far mantenere il proprio “status di politicante per mestiere”. Come non far riferimento al fatidico Reddito di Cittadinanza (fortunatamente al vaglio dell’attuale governo per una revisione), sulla carta comunque benefico per coloro che “temporaneamente” perdevano il lavoro ma con una gestione disastrosa per la mancanza di un’entità che avrebbe dovuto offrire un lavoro confacente al profilo professionale del percipiente. La misura originariamente era stata pensata non per una condizione assistenzialistica ma orientata all’inserimento lavorativo del beneficiario. Questa situazione nella sua fosca interpretazione e per una mancanza di controllo, oltre all’infiltrazione di gruppi malavitosi ha di fatto indirizzato tante persone a richiedere il RDC. C’è da aggiungere però che la mancanza di maestranze non è solamente dovuta a tale condizione ma soprattutto a un carico fiscale che fa rabbrividire. Raffrontando i dati del cuneo fiscale relativo alle retribuzioni, l’Italia ha un “peso” molto elevato rispetto agli altri Paesi: se prendessimo in esame un lavoratore single con una retribuzione media (€ 31k lordi annui), fatta 100 la retribuzione netta: le imposte pesano per il 32% e i contributi carico lavoratori per un altro 14%; i contributi carico datore pesano per il 61%. Sul netto che va al lavoratore si aggiunge dunque, il 107% di tasse e contributi. Tale condizione per ovvie ragioni, tende a favorire e comunque ingiustificatamente, salari prossimi alla soglia del livello minimo di povertà, contratti atipici e soprattutto tanto “lavoro in nero” con ovvie mancate entrate per l’erario.</div><div>Servono politiche volte a far “pagare a tutti le tasse”, in modo equo al fine di abbassare l’ingente peso fiscale a carico delle aziende e sensibilizzare le aziende a una gestione eticamente responsabile (ecco l’importanza della formazione continua, magari per l’acquisizione di una condizione di garanzia sui mercati di riferimento con tanto di marchio a cura dello Stato ai più meritevoli). Le tasse in ogni caso, non sono e non possono essere una soluzione volta a riempire i vuoti delle casse a causa di operazioni di finto assistenzialismo come succitato. Servirebbe tanto “liberismo” ma con una componente qualitativa ed etica prima di essere meritocratica, meno assistenzialista e volta a sensibilizzare l’ambiente con il fare e non solo con l’avere.</div><div>Diceva Winston Churchill: “Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico”</div><div>Ribadendo la potenzialità del comparto turistico per aprire nuove opportunità di lavoro sia direttamente che all’indotto, abbiamo di contro una previsione avversa sul fronte della disoccupazione, nel corso del 2023. L’Ufficio studi della Cgia a fronte di elaborazione dei dati Istat e delle previsioni Prometeia riporta un incremento dei senzalavoro di circa 63k unità, indicando nelle zone del Centro Sud i territori con maggior incremento con in ordine: Napoli, Roma, Caserta, Latina, Frosinone, Bari, Messina, Catania e Siracusa. Il Centro-Sud sarà, appunto, l'area più "colpita": l'incidenza della sommatoria dei nuovi disoccupati di Sicilia (+12.735), Lazio (+12.665) e Campania (+11.054) sarà pari al 58% del totale nazionale. Tutte destinazioni che hanno nel turismo una centralità di apporti economici (forse la principale)! Con politiche di reinserimento dei disoccupati nel mondo del lavoro e con un’adeguata e preventiva formazione si potrebbero creare nuovi posti di lavoro nel settore turistico, non esclusivamente relativi agli impieghi tradizionali (ristoranti, alberghi, svago) ma grazie alle ultime innovazioni apportate alla gestione del settore, si sono aperte numerose nuove posizioni che necessitano di profili professionali, al momento non sufficientemente coperte. </div><div>Chiosando quanto succitato, l’ascesa dal baratro nel quale il Paese da qualche tempo è scivolato è certamente impervia ma con soluzioni adeguate, pragmatiche e soprattutto animate dal “fare” potremmo uscirne, ridando alla nazione una fiducia persa nei meandri di visioni imperfette.</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 16:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'Empatia professionale: tecnica semisconosciuta]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div>Dote essenziale per qualsiasi professione al servizio della persona (aggiungo importante nelle relazioni interpersonali) !</div><div><br></div><div>Ritengo che oltre a una dote innata che certamente risulta essere un elemento di vantaggio, vi è la formazione quale passaggio obbligato per un rapporto empatico nella professione. Proprio in settimana ho avuto modo di essere contattato da un'azienda operante nel settore alberghiero e nella conversazione è emerso un unico e predominante obiettivo: la massimizzazione dei profitti attraverso la diminuzione dei costi tra i quali quelli relativi al personale. A fronte di ciò ho evidenziato l'errore in cui cadono tanti imprenditori soprattutto nel comparto alberghiero: saper differenziare un costo da un investimento!</div><div><br></div><div>La riduzione dei costi si può e si deve fare ma va individuata ad esempio nelle operazioni di acquisto della merce, nella lavorazione dei prodotti della ristorazione, nella riduzione della vendita di camere e servizi attraverso i portali, nella fidelizzazione della Clientela (riducendo le spese sull'attività di promozione) e via dicendo. La formazione del personale è un investimento che tende ad esempio (e non solo) a fidelizzare la Clientela e quindi diminuire le quote di vendita attraverso i portali con un minor costo di commissioni da riconoscere.</div><div><br></div><div>Ribadendo che una buona predisposizione caratteriale è un upgrade nella gestione del Cliente, bisognerebbe dare maggiore enfasi all'apprendimento delle tecniche di vendita, all’arte della conversazione e del farsi ascoltare, all’approccio in virtù dell'azione da effettuare (vendita, reclami, promozione di un servizio o prodotto).</div><div><br></div><div>Siamo portati per natura a valutare elementi tangibili, tralasciando alcuni valori impalpabili che offrono risultati efficaci e soprattutto gratuiti come l'approccio empatico. Ma tale mancanza ha radici più profonde che partono dall'attuale ordinamento scolastico e che soventemente sfociano in situazioni poco edificanti.</div><div><br></div><div>A tal proposito, uno degli nostri obiettivi unitamente all'azione dell'associazione AIRA e del Forum di associazioni SOLIDUS nelle quali sono onorato di far parte è l'affiancamento alla formazione degli Istituti turistici ed Alberghieri senza snaturarne il normale programma di studio ma apportando sicuramente un valore aggiunto grazie all'esperienze professionali degli associati.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Dec 2022 16:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[...l'Italia che non finisce mai di sorprendere.]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Borghi e centri storici semisconosciuti ai più che rivelano tesori artistici intrisi di culture e leggende come in un immaginario caleidoscopio composto da mille colori. Ogni angolo del nostro Belpaese è una continua scoperta.</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">A volte però, tali restano confinati a causa della poca visibilità e con questi, anche le tante strutture ricettive che integrano il "contenitore turistico" a disposizione dell'Ospite che ignaro dell'esistenza di zone bellissime, devia verso destinazioni e servizi conosciute grazie alla pubblicità.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">"L’unione fa la forza e permette anche la crescita" Ed è ciò che maggiormente potrebbe favorire la visibilità di singole strutture ricettive che attraverso una rete ed un innovativo sistema di divulgazione e marketing rendono visibili ai mercati e quindi ai Turisti, i propri servizi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il nostro progetto di rete tende proprio a raggruppare strutture extralberghiere di pregio, gestite da imprenditori piccoli e medi e professionisti. L'intento comune è di poter disporre di strumenti, soluzioni e servizi in grado di incrementare la redditività e la produzione della propria attività ricettiva oltre a una visibilità per non dipendere completamente dalle OTA (Online Travel Agencies).</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Nov 2022 16:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Italia, museo a cielo aperto]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000021"><div><span class="fs14lh1-5 cf1">L'Italia è una destinazione che attrae flussi turistici per i motivi risaputi. Un museo a cielo aperto dove l'arte e le vestigia storiche incontrano gastronomia e made in Italy offrendo un contenitore di opportunità vacanziere, unico.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">L'elemento attrattore dunque è costituito dall'enorme héritage (storico, culturale, monumentale) di cui il nostro Paese gode oltre a un'invidiabile posizione geografica al centro del Mediterraneo che crea una condizione meteo unica.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Confrontando questa condizione con altre destinazioni turistiche che hanno flussi in arrivo più importanti e con caratteristiche di gran lunga inferiori, ci si accorge che il livello di appeal del Belpaese ha qualche problema. È inutile ribadirlo, ciò è a conoscenza di tutti gli addetti. Manca una visione organizzativa e dell'offerta che vada incontro alle aspettative del nuovo Ospite e che personalmente ho trovato nelle nuove strategie di Marketing Museale di alcuni musei italiani. Lo scopo del marketing museale è quello di avvicinare l’offerta alle esigenze culturali dei potenziali visitatori, svecchiando il vecchio cliché di una visita statica e rendendola interattiva e avvolgente con tecnologia e storytelling. Ecco, svecchiare e proporre innovazione con competenza, questa potrebbe e dovrebbe essere la soluzione da implementare al vasto parco ricettivo e all'offerta, ancora con gestioni antidiluviane.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Volere è potere.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 15:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L'innovazione: come creare nuove opportunità di lavoro.]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div><span class="fs14lh1-5 cf1">L'innovazione rappresenta una condizione che crea opportunità nel lavoro, nel sociale, per migliorare insomma la nostra vita. Tale condizione il più delle volte è purtroppo osteggiata dalla burocrazia, dalla mancanza di supporto per lo sviluppo e soprattutto da convinzioni arcaiche sintetizzate tra l'altro in vecchi adagi popolari, ancora molto in voga, nel quale "chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova" </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Tale condizione assieme ad altre tipiche del Paese Italia, ci pone tra le nazioni con il più basso indice di sviluppo tecnologico, seppur con numerose ed interessanti startup. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Bisognerebbe sfoltire e tagliare quanto di più ostico oltre ad informare e formare, solo così potremmo ambire a riprenderci la posizione di Paese che nel corso della Storia ha saputo esprimere, attraverso i suoi Figli, il proprio genio nel mondo.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 15:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Creare il prodotto turistico ? Roba per esperti !]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Personalmente, oltre le ataviche problematiche di totale indifferenza del governo rispetto al turismo, ricordo che questo rappresenta il 13% del PIL nazionale, indotto escluso. Sono stato sempre del parere di fare rete assieme agli attori del "contenitore territoriale" al fine di creare un prodotto tematico unico e non replicabile, proprio per il suo contenuto esclusivo di territorialità, di servizi, di enogastronomia, di "emozioni" . Un prodotto "da consumare" unicamente nel luogo di produzione e non replicabile, costruito da professionisti, i quali ognuno per la propria competenza, apportino un valore aggiunto di spicco.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Noi siamo l'Italia, dove ogni piccolo villaggio ha la sua unicità, il suo "prodotto" da poter offrire.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">L'importante che venga fatto da professionisti competenti ed esperti.</span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Tutti sappiamo quanto potrebbe costare al Brand Destination, un'azione "raffazzonata" nella fase promo-commerciale anche compiuta da un solo attore. Avrebbe un effetto devastante, perdendo di credibilità nell'attento Turista di oggi che boccerebbe immediatamente la destinazione e non l'attore.</span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quindi che siano i professionisti a modellare il prodotto, la formazione, la promozione e l'organizzazione. Diamo a loro i mezzi per farlo senza entità di comodo che ostacolino l'operato con azioni maldestre e forse riusciremo a risalire la china di Paese ad alta vocazione turistica.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 15:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Come cambiano le abitudini del Turista]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><div>L’incidenza delle nuove tecnologie ha trasformato a tal punto le abitudini dei consumatori che questi, ormai, si aspettano servizi innovativi anche durante le proprie vacanze. Questo è il motivo per cui gli hotel e le altre strutture ricettive devono essere in grado di offrire le prestazioni più avanzate nel campo delle hotel facilities, predisponendo appositi servizi tecnologici per accontentare i clienti più esigenti. Le tendenze in atto in questo campo sono molteplici, ma possono essere riassunte in cinque aspetti fondamentali, ciascuno dei quali, come il ricorso all’outsourcing alberghiero, può rappresentare un importante spunto di aggiornamento e innovazione per un albergo all’avanguardia e sensibile ai mutati bisogni della clientela.</div><div>Tale prerogativa è oramai d'obbligo nell'implementazione di azione promo-commerciali al fine di interagire con gli stakeholders che potrebbero essere interessati all'area turistica e quindi alla struttura ricettiva. Il contatto diretto attraverso la tecnologia a nostra disposizione, crea le condizioni per intercettare nuova Clientela. Nelle nostre azioni di marketing, tale azione ha fornito risultati eccezionali e permesso di far conoscere la struttura ricettiva con la quale abbiamo instaurato rapporti consulenziali.</div><div><br></div><div>Parte del testo è stato estratto dal blog di Outsourcing - Servizi per l'albergo.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 15:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Turismo: un baratro senza un’apparente via di uscita.]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div>Turismo: un baratro senza un’apparente via di uscita.</div><div>No, non è una frase a tinte catastrofiche ma una conseguenza alle tante esortazioni rimaste irresponsabilmente inascoltate da chi non ha mai dato il giusto valore al comparto turistico. E alla fine, tanto tuonò che piovve! &nbsp;</div><div>È alquanto fastidioso e imbarazzante ripetere ogni volta la “tiritera” sul ruolo di estrema importanza che il turismo ricopre quale elemento di valorizzazione socio-culturale e soprattutto economico del Paese Italia e quindi non dirò nuovamente che tale rappresenta il 13% del PIL nazionale al quale aggiungere un + 8% di indotto. Asserzioni che riempiono il petto dell’oratore di turno, nelle circostanze di turno, alla platea di turno e accendono la “speme” nazionalpopolare di essere un Paese che grazie a fattori unici (fortunatamente ricevuti in eredità dalla storia) non necessita di attenzioni, programmazioni e soprattutto competenze specifiche. Tale mancanza è palesata dalla perdita di posizioni nel panorama delle destinazioni turistiche mondiali (negli anni 70 eravamo al primo posto) pur ostentando un immenso patrimonio monumentale da associare a condizioni meteo-paesaggistiche uniche. </div><div>Detto tutto ciò, non ci resta che evidenziare le “falle” del sistema e cercare di porre rimedio a una situazione quasi irreversibile.</div><div><br></div><div>Utilizzo dei fondi per gli investimenti pubblici volti alla promozione turistica: </div><div>partiamo dal presupposto alquanto generalizzato che la spesa pubblica sia comunque ed in ogni caso, una leva per lo sviluppo economico del settore. Ma siamo poi convinti che le linee di interventi siano efficaci e diano risultati apprezzabili in termini di ritorno economico? Chi garantisce che i risultati ottenuti siano apprezzabili e danno luogo a ritorni in termini di flussi e quindi positivi? &nbsp;</div><div>La fase di verifica dei risultati è purtroppo inficiata il più delle volte, da scarso rigore procedurale che scaturisce da presunzioni dell’entità investitrice che non accetta che qualcuno possa dire di aver speso male le risorse. Lo studio dunque, commissionate ad aziende che vengono pagate dall’investitore stesso, per ovvie ragioni tenderà a non “scontentarlo” ed i risultati appariranno in una “magnificenza assoluta” ma non veritieri. In alcuni casi, i risultati vengono secretati e non resi pubblici proprio per non dare adito a possibili controlli da entità che magari vorrebbero conoscere i reali risultati. L’attuale organizzazione per la promozione turistica non potrà mai essere compatibile con un auspicato ritorno in termini di flussi turistici e quindi economia. Se valutassimo attentamente la cronistoria della destinazione Italia, ci accorgeremmo che la perdita di appeal è dovuta soprattutto a una crescita dei Paesi concorrenti in termini di competitività i quali attraverso operazioni efficaci di marketing e con molto meno “materiale” a disposizione, hanno sapientemente attratto flussi turistici sui loro territori. Qui, la mia convinzione che parte degli investimenti dedicati al turismo dovrebbero invece essere dirottati per potenziare i servizi sul territorio e creare un contenitore di attività e attrazioni da offrire e non sperperarli in spot pubblicitari brutti, poveri e banali. È l’esempio della Calabria che nel 2020 ha commissionato un cortometraggio diretto da Gabriele Muccino e con Raul Bova dove per otto minuti sono stati “sborsati” la bellezza di 1.663.101,56 euro. Ovvero oltre 200.000 euro al minuto: un record! </div><div>E ancora, il Molise quale Regione che ha speso di più per ottenere in cambio bassissimi livelli di affluenza verso il territorio.</div><div>A fronte di un investimento di ben 11 milioni di euro, le presenze turistiche sono state di appena 183.559 persone. Dividendo, la somma investita per il numero di presenza, si deduce che il costo che la Regione Molise ha sostenuto per un singolo turista è stato di ben 63,29 euro.</div><div><br></div><div>Competitività dell’offerta:</div><div>una condizione che nel mercato odierno rappresenta un elemento da non sottovalutare. Gli ultimi sondaggi riportano un basso livello di valutazione della qualità dei servizi raffrontandoli con il prezzo da pagare. Siamo un Paese “caro” (e ovviamente non mi riferisco a una condizione affettuosa) a fronte di ciò che offriamo. Paghiamo un “gap” rilevante nei confronti di mete europee nostre competitor dove a parità di prezzi offriamo servizi peggiori anche a causa di un’annosa condizione che vede l’offerta territoriale di molti centri turistici non equiparata ai nostri “confinanti continentali”. Tale situazione è gravata dalla scarsa formazione degli attori del comparto (basti pensare che l’offerta ricettiva extralberghiera è gestita senza l’obbligo di aver frequentato almeno un corso di formazione) oltre a una staticità cronica nell’offerta turistica che in molti casi è “rimasta al palo” e dunque anacronistica con le aspettative del turista odierno. &nbsp;&nbsp;</div><div>Il professor Nicolò Costa, con il quale partecipai a una tavola rotonda sulla crisi nel Lazio del 2009, nel suo libro “I professionisti dello sviluppo locale” evidenzia una mancanza di “sintonia socioculturale tra operatori dell’offerta e clienti, perché il mercato turistico è cambiato in tutte le sue componenti e gli operatori dell’incoming non si sono rinnovati” che di fatto ha posto le basi per un lento e inesorabile declino che manifesta già da tempo, i suoi segni. </div><div>La soluzione è da ricercare in alcuni fattori da mettere immediatamente in campo:</div><div>1.	 Una politica di gestione regionale e locale del turismo composta da entità competenti e profonde conoscitrici delle dinamiche che alimentano un comparto coì importante per l’economia del Paese con l’obbligo di profili professionali con esperienze certificate nel settore per accedere a cariche istituzionali afferenti al Turismo. &nbsp;&nbsp;</div><div>2.	Costituzione di “Consulte permanenti” nel Governo, con studiosi e professionisti del settore turistico al fine di tracciare linee d’interventi propedeutiche alla successiva discussione politica. </div><div>3.	Obbligo di formazione per tutti gli attori del comparto con periodici aggiornamenti al fine di mantenere lo status di professionista del settore.</div><div>4.	Revisione degli istituti professionali e tecnici del turismo con il coinvolgimento di professionisti del turismo (ripristinare la famosa terza area professionalizzante). Potenziamento delle tematiche relative ai Corsi di Laurea. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Lavoratori nel Turismo:</div><div>A seguito della denuncia di Assoturismo circa la mancanza di 300 mila lavoratori nel settore turistico che di fatto mette in ginocchio Hotel, ristoranti e negozi si palesa, nella sua irrazionale comparsa dopo due anni di “ferma”, la catastrofica gestione del mercato del lavoro, erede di una gestione “partitistica” volta a far mantenere il proprio “status di politicante per mestiere”. Come non far riferimento al fatidico Reddito di Cittadinanza, sulla carta comunque benefico per coloro che “temporaneamente” perdevano il lavoro ma con una gestione successiva disastrosa per la mancanza di un’entità che avrebbe dovuto offrire un lavoro confacente al profilo professionale del percipiente e a fronte di un diniego, togliere l’indennità. La misura originariamente era stata pensata non per una condizione assistenzialistica ma orientata all’inserimento lavorativo del beneficiario. Questa situazione nella sua fosca interpretazione e per una mancanza di controllo, oltre all’infiltrazione di gruppi malavitosi ha di fatto indirizzato tante persone a richiedere il RDC. C’è da aggiungere però che la mancanza di maestranze non è solamente dovuta a tale condizione ma soprattutto a un carico fiscale che fa rabbrividire. Raffrontando i dati del cuneo fiscale relativo alle retribuzioni, l’Italia ha un “peso” molto elevato rispetto agli altri Paesi: se prendessimo in esame un lavoratore single con una retribuzione media (€ 31k lordi annui), fatta 100 la retribuzione netta: le imposte pesano per il 32% e i contributi carico lavoratori per un altro 14%; i contributi carico datore pesano per il 61%. Sul netto che va al lavoratore si aggiunge dunque, il 107% di tasse e contributi. Tale condizione per ovvie ragioni, tende a favorire e comunque ingiustificatamente, salari prossimi alla soglia del livello minimo di povertà, contratti atipici e soprattutto tanto “lavoro in nero” con ovvie mancate entrate per l’erario. </div><div>Servono politiche volte a far “pagare a tutti le tasse”, in modo equo al fine di abbassare l’ingente peso fiscale a carico delle aziende e sensibilizzare le aziende a una gestione eticamente responsabile (ecco l’importanza della formazione continua, magari per l’acquisizione di una condizione di garanzia sui mercati di riferimento con tanto di marchio a cura dello Stato). </div><div>Le tasse in ogni caso, non sono e non possono essere una soluzione volta a riempire i vuoti delle casse a causa di operazioni di finto assistenzialismo come succitato. Servirebbe tanto “liberismo” ma con una componente qualitativa ed etica prima di essere meritocratica, meno assistenzialista e volta a sensibilizzare l’ambiente con il fare e non solo con l’avere. </div><div>Diceva Winston Churchill: “Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico”</div><div><br></div><div>Mino Reganato </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 May 2022 11:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il ritorno “dei professionisti del turismo” sulle cattedre scolastiche]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5">Tocchiamo oggi, un punto nevralgico dell’ordinamento scolastico che a mio avviso, ha subito nel tempo (nel caso degli istituti professionali alberghieri) un forte depauperamento di contenuti e del modello scolastico originale, creando un sensibile scollamento tra l’opera della scuola e le reali esigenze del mondo del lavoro odierno. Terrei a precisare che non nutro velleità nel generalizzare ed estendere tali situazioni a tutti i plessi scolastici nazionali in quanto ve ne sono alcuni che esprimono un’alta qualità di formazione, questo grazie soprattutto all’opera di docenti con un forte senso del raggiungimento dei risultati che trovano riscontro poi con la collocazione di studenti nel mondo del lavoro ma, il problema è evidente.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il cambiamento dei programmi scolastici degli istituti turistico-alberghieri, virando verso un’offerta di studio basata perlopiù su contenuti teorici ha di fatto spazzato via la componente più importante del ciclo di studi quale la PRATICA o TECNICA PROFESSIONALE. Ha altresì cancellato, l’incontro essenziale tra il mondo dei professionisti e la scuola (Terza Area) propedeutico a far conoscere da vicino il vero “modus operandi” delle aziende del comparto. E ancora, ha volutamente costruito un muro invalicabile sull’evoluzione delle nuove tecnologie 4.0 (CHANNEL MANAGEMENT, SOCIAL NETWORK MANAGEMENT, MARKETING MANAGEMENT, BLOCK CHAINS, REALTA’ AUMENTATA, ASSISTENZA VIRTUALE, BIG DATA etc., per dirne qualcuna), disinteressatosi completamente all’enorme opportunità di lavoro per gli studenti della seconda generazione “</span><b><i><span class="fs14lh1-5">millennials</span></i></b><span class="fs14lh1-5">” (la prima è riferita a coloro nati dal 1980 al 2000).</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Vi è altresì, la mancanza di alcuni corsi come ad esempio:</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">-</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs14lh1-5">Housekeeping</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">-</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs14lh1-5">Destination management</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5">-</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs14lh1-5">Travel &amp; Tour Operator Management</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5">-</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="fs14lh1-5">Manutenzione Alberghiera</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">giusto per citarne alcuni, preferendo un’offerta di corsi “tranquilla” per essere certi di avere iscritti a sufficienza, “abbagliati” perlopiù da programmi televisivi fuorvianti, dove il comparto viene proposto come un set cinematografico di un “contest” dove vale unicamente chi vince.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Personalmente, non riesco a condividere tentativi volti ad avallare l’efficacia dell’attuale scuola, lontana anni luce dalla realtà lavorativa odierna (scusatemi per la franchezza). E lo dico a ragion veduta, in quanto impegnato professionalmente da anni nel settore oltre a svolgere frequentemente, il ruolo di esperto in diversi istituti alberghieri. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">La “mia scuola alberghiera” (frequentata nel lontano 1975) aveva un modello a quei tempi, innovativo e molto più vicino al mondo del lavoro. Basti pensare che “fare la stagione” era quasi un obbligo e al ritorno a scuola, la richiesta di esibire il famoso “benservito” diventava un passaggio obbligato per iniziare l’anno con una buona considerazione da parte del docente di pratica. Avevamo docenti “teorici” (tecnica professionale, OTA, lingue straniere etc.) e docenti “pratici” (perlopiù professionisti con un passato lavorativo in albergo che insegnavano la pratica professionale ed esperti di lingue estere – professori stranieri che parlavano unicamente la lingua estera in classe). Ma ciò era possibile anche grazie all’esistenza </span><i><span class="fs14lh1-5">dell’apprendistato</span></i><span class="fs14lh1-5"> che fiscalmente permetteva alle aziende, un’assunzione e quindi la collocazione del ragazzo all’interno di un organigramma ufficiale.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Parimenti, vi è “un’involuzione” dell'organizzazione del lavoro in Italia. A parte l'annosa problematica dei Centri per l'impiego, mai efficaci e addirittura deleteri per la mancata gestione delle offerte di lavoro per coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza, abbiamo un sistema di tassazione sul lavoro che a dir poco è assurdo e ciò chiaramente non spinge le aziende ad assumere con facilità, limitando di molto la collocazione lavorativa in favore di coloro che terminano gli studi. &nbsp;Devo però aggiungere che tale criticità decade nel momento in cui ho di fronte una figura professionale, formata a dovere.</span><br><span class="fs14lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs14lh1-5"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Ma quale potrebbe essere dunque una soluzione ? &nbsp;</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Una soluzione scaturisce nel riavvicinamento della scuola al mondo del lavoro, rafforzando l’intesa tra la docenza classica e la pratica a cura di professionisti introdotti nei comparti del turismo, certamente prodighi nel trasmettere un “modus operandi” vicino alla realtà e alle necessità di gestione del settore.</span><br></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">A latere, anche le Associazioni di categoria, potrebbero svolgere un’azione di sensibilizzazione nel mondo della scuola e diventare parte attiva nell’illustrare i benefici del ritorno “dell’azienda turismo” tra i banchi di scuola.</span></div> &nbsp;<div><br><span class="fs14lh1-5"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Mino Reganato</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Apr 2022 16:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fare presto per evitare la lenta agonia del Turismo]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div>La crisi pandemica lascia a terra i cocci del settore delle agenzie di viaggio, annientato da una spaventosa catastrofe senza uguali e che a differenza degli alberghi non riesce più a rialzarsi dopo il lento declino subito negli ultimi anni pre-covid. Basti pensare che il 2021 è persino peggiore del 2020 e finirà per mettere a serio rischio gli ultimi “baluardi” rappresentati dalle poche agenzie di viaggio ancora aperte con la perdita di oltre 40 mila lavoratori impiegati nel settore, oltre a influire negativamente sull’indotto che inesorabilmente subirà conseguenze abbastanza critiche. </div><div><br></div><div>A breve la cassa integrazione terminerà e il comparto già duramente colpito non avrà alcun ammortizzatore per far fronte a una condizione giunta oramai allo stremo. Non dimentichiamo tra l’altro che gli operatori devono ancora ricevere i fondi stanziati per il periodo agosto/dicembre 2020. </div><div><br></div><div>La recente apertura di alcune destinazioni di lungo raggio con il varo dei corridoi turistici Covid free, rappresentano sicuramente un segnale positivo verso la normalizzazione dei flussi turistici in uscita ma bisogna fare di più ed in fretta. Tale soluzione fu tra l’altro suggerita in una mia precedente lettera dello scorso anno indirizzata al Presidente Draghi, al ministro del Turismo e al Ministro dello Sviluppo economico attraverso il mio partito politico di appartenenza, nella quale si auspicava un’azione di agreement con alcuni Paesi e avente quale obiettivo, la condivisione di protocolli per dar vita ai corridoi turistico in modus incoming e outgoing dove far transitare unicamente soggetti in possesso di Green Pass. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div>Quali le soluzioni urgenti che potrebbero alleviare tale condizione e apportare un auspicato sollievo alle aziende e ai lavoratori ? </div><div><br></div><div>- &nbsp;Urgente definizione di una lista di Paesi a basso livello di contagio con i quali estendere la condizione di reciprocità di spostamento a soggetti in possesso del Green Pass</div><div>- &nbsp;Urgente definizione di una data per la ripartenza dei flussi turistici al fine di programmare tutte le azioni necessarie per l’organizzazione turistica. </div><div>- &nbsp;Proroga dei termini della CIG sino ad Maggio 2022</div><div> </div><div>Vi è un interesse di tutti gli addetti del settore che anelano di ripartire al più presto. Su questo non vi è dubbio. E tale condizione è certamente suprema su eventuali agevolazioni fiscali o aiuti da parte del Governo che non può perdere un’opportunità di sviluppo anche alla luce delle previsioni positive del PIL che mostrano una discreta ripresa economica (in parte fisiologiche per la forte diminuzione a causa della pandemia) di cui gioverebbe tutto il sistema Italia e di cui il Turismo occupa una posizione alquanto importante. &nbsp;</div><div><br></div><div>La speranza del comparto turistico e l’attesa di ognuno di noi è che da questo declino si possa spiccare il volo verso una rinascita del turismo, poiché quest’ultimo è lo specchio dell’economia, della società, delle politiche ambientali e culturali. E’ una condizione che favorisce l’uscita da una fase di stallo in cui le stesse attività turistiche si sono purtroppo impantanate, che permette il rifiorire dei nostri centri soprattutto minori (così chiamati per una condizione dimensionale ma anch’essi pregni di arte e cultura) che spinge i giovani a non cercare fortuna oltralpe e a fornire loro una speranza per una condizione lavorativa dovuta. </div><div><br></div><div>Fare presto, significa accorciare i tempi evitando lente agonie sociali ed economiche che un’immediata ripresa potrebbero cancellare apportando sicuri ed abbondanti benefici, equamente distribuiti attraverso il vasto indotto del Turismo. </div><div><br></div><div>L’auspicio è di ritornare alla vita dopo quasi due anni trascorsi in un contesto devastante ai fini economici e sociali, convinti che attraverso alcune significative azioni come succitato, si possa certamente giungere alla fine del fatidico tunnel. &nbsp;</div><div><br></div><div>Mino Reganato</div></div><a href="https://">https://</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Oct 2021 09:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La caduta del modello sociale ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A mio avviso la pandemia nella sua nefasta sporta presenta anche un elemento positivo, comune in tutte le criticità del passato. La ricostruzione di un modello che soppianterà quello attuale. Socialmente stiamo assistendo, anche se con il freno tirato, alla decadenza di un bieco nazionalismo degli Stati (e del falso valore della comunità europea) a causa della pandemia che ovviamente non rispetta confini geografici. Si è appurato che la gestione di una criticità così globale non può dipendere dal singolo stato ma da un intervento a livello mondiale, uguale per tutti i continenti (poveri e ricchi). Se si continua con un atteggiamento individualista, la pandemia durerà altri 3 anni e questo oggi, è risaputo. Questa criticità sta sgretolando un modello economico globale che dovrà necessariamente cambiare, non ultimo per il fatto che "democraticamente" sta minando anche i poteri forti. Qualche giorno fa sentivo una notizia del deficit che le ultime olimpiadi apporteranno al Paese del Sol Levante: qualcuno parla di oltre 40 milioni di dollari (anche qui il modello organizzativo delle Olimpiadi ha terminato il suo corso. Le passate edizioni sono state un "bagno di sangue" per gli Stati organizzatori) per mancati incassi per la pandemia. I corsi e ricorsi della storia lo insegnano: qualsiasi criticità che sia dovuta a una guerra, a elementi naturali o pandemie obbligatoriamente apporta radicali cambiamenti.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A latere poi, volando basso sulle problematiche che il comparto turistico sta affrontando oggi, si assiste a un totale disinteresse per le sorti del settore economico che più di altri, apporta benefici alla bilancia economica nazionale. La soluzione come sempre dovrebbe scaturire da intese comunitarie che all’unisono dovrebbero attuare una linea di condotta unica al fine di permettere il libero scambio di persone in quella che utopisticamente viene chiamata Comunità Europea. In Italia poi, vi è la mancanza (voluta) di professionisti competenti atti a gestire politicamente l'organizzazione turistica tutta che alla stregua della sanità (e assistiamo ai disastri compiuti e di quelli a venire), viene demandata ad entità politiche che tendono a "non scontentare nessuno".</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 14:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli eventi in un mondo che cambia: 4 fattori di evoluzione per i prossimi anni]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div class="imTAJustify">Eventi calibrati sulle <b>esigenze relazionali delle persone</b> e sul loro sviluppo professionale, sedi per eventi capaci di garantire <b>ambienti sicuri e riservati</b>, decrescita dei meeting più piccoli a favore di <b>eventi di maggiori dimensioni</b>, format più flessibili con <b>più tempo per il leisure</b> e nuovi standard tecnologici.</div><div class="imTAJustify">Questi i principali fattori di evoluzione che stanno investendo il settore degli eventi <b>in conseguenza dei cambiamenti in atto</b> nella società, nell’economia, nella mobilità e nel mercato del lavoro. A definirli è stato un panel di professionisti degli eventi britannici condotto dal “futurologo” Ian Pearson <b>per conto della catena alberghiera QHotels</b>, con l’obiettivo di indagare i trend della domanda che caratterizzeranno gli eventi nei prossimi anni. Ecco i risultati del report.</div><div class="imTAJustify"><b>Eventi focalizzati sui bisogni “sociali” delle persone</b><br>Un primo trend di evoluzione degli eventi è legato ai cambiamenti nel mercato del lavoro, dove si assiste in misura crescente a soluzioni di flessibilità, operatività da remoto, contratti brevi e lavoro freelance. Di conseguenza le aziende si focalizzeranno su eventi progettati <b>per supportare le capacità relazionali e interpersonali della propria forza lavoro</b>: secondo il panel di professionisti interpellati da QHotels, ad acquisire importanza saranno in particolare gli <b>eventi di formazione sui temi dello sviluppo personale e professionale</b> e gli <b>eventi di team building per creare e rafforzare il senso di appartenenza all’azienda</b>. La cultura della flessibilità, sostiene inoltre la ricerca, porterà maggiore flessibilità anche negli eventi, accrescendone i tempi dedicati ad attività leisure.</div><div class="imTAJustify"><b>La domanda di sedi e location “sicure”</b><br>Sicurezza fisica dei delegati, certo, ma anche <b>sicurezza e riservatezza delle informazioni</b>: l’indagine ha rilevato che la capacità di una location di offrire alle aziende ambienti sicuri per i propri eventi <b>ne diverrà presto uno dei principali “selling point”</b>. Le sedi per eventi dovranno essere in grado di verificare l’identità dei partecipanti e di monitorarne i movimenti dal momento della registrazione e per tutto il tempo in cui permangono nella struttura: secondo il report, <b>i varchi di sicurezza come quelli degli aeroporti saranno sempre più comuni</b> anche nei centri congressi. Le location dovranno inoltre fornire connessioni internet protette, garantire la sicurezza dei dati dei clienti e fornire e spazi dove condurre meeting e negoziazioni riservate <b>senza timore di “intrusioni” fisiche e/o tecnologiche</b>, specialmente quando si trattano temi legati alla proprietà industriale.</div><div class="imTAJustify"><b>Aumentano gli eventi più grandi perché i piccoli diventano virtuali</b><br>Non succederà oggi, e forse nemmeno domani, ma il trend è chiaro: gli eventi più piccoli saranno <b>gradualmente spostati sul “canale” virtuale</b>. Meeting, ma anche corsi di formazione e lanci di prodotto di piccoli numeri, si svolgeranno in format virtuali grazie a tecnologie sempre più evolute ed economicamente accessibili, <b>riducendo così costi e rischi degli spostamenti</b>. Le aziende concentreranno quindi i propri budget <b>sugli eventi di comunicazione e formazione più grandi e più elaborati</b>, che aumenteranno di numero e di dimensioni.</div><div class="imTAJustify"><b>Tecnologia, i due ambiti di maggiore impatto a breve termine</b><br>Se negli eventi la tecnologia non è più un’opzione ma uno standard, l’indagine di QHotels ha evidenziato i due ambiti in cui gli organizzatori ritengono che il suo utilizzo avrà il maggiore impatto nel breve termine. <b>Il primo è la ricerca e scelta della location</b>: realtà virtuale e realtà aumentata “accorciano le distanze” fra organizzatore e sede, <b>rendendo possibili sopralluoghi e prove di allestimento virtuali</b>, da computer o smartphone, che velocizzano i processi e riducono i costi. Il secondo sono gli <b>eventi di formazione e di team building</b>, dove la tecnologia offre nuove opportunità di creare obiettivi e compiti da portare a termine <b>sfruttando gli elementi di gamification digitale</b>.</div><div class="imTAJustify">Source: eventreport.it</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Jul 2021 09:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Contratto di Management]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Management"><![CDATA[Management]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div class="imTAJustify">L’attività alberghiera in Italia è stata tradizionalmente caratterizzata da gestioni di tipo familiare. L’ingresso in Italia di nuove figure di investitori e il desiderio delle catene alberghiere internazionali di trovare rappresentanza anche nel bel paese hanno però contribuito ad una evoluzione della struttura gestionale. Una delle principali novità in questo senso è rappresentata dai contratti di management. Tramite questi contratti, un operatore, spesso una catena alberghiera di richiamo internazionale, gestisce l’albergo fornendo una serie di servizi quali supervisione, prenotazioni, commercializzazione e manutenzione.</div><div class="imTAJustify">Uno dei principali motivi di resistenza nei confronti del contratto di management è il suo carattere atipico non essendo direttamente regolato dal nostro codice civile. Sebbene questa sembri una mancanza di garanzie per il proprietario questa è in realtà all’origine della flessibilità di questo strumento contrattuale. Un esempio di questa flessibilità è la durata del contratto che, non essendo regolata dal Codice Civile come nella locazione, è demandata all’autonomia delle parti. Il proprietario pertanto potrà calibrare la durata del proprio impegno d’accordo con l’operatore e sulla base della propria strategia di lungo periodo. Inoltre, una serie di misure permettono al proprietario di testare la performance dell’operatore e rescindere il contratto se questa non è all’altezza delle aspettative. Le esigenze del proprietario però devono essere contemperate con quelle degli operatori per i quali il contratto deve avere una durata tale da permettere al prodotto di affermarsi sul mercato. Questo periodo è tanto più lungo quanto più deluxe è il posizionamento dell’operatore.</div><div class="imTAJustify">Uno degli aspetti più importanti del contratto di management è la ripartizione del rischio di impresa tra le parti. &nbsp;Il proprietario infatti non percepisce un importo fisso come il canone nel caso della locazione ma un importo legato alla performance dell’hotel al netto del compenso dovuto all’operatore. &nbsp;Da parte sua l’operatore accetta di ancorare il proprio compenso ai ricavi dell’attività alberghiera con una struttura delle fees in parte fissa ed in parte variabile. &nbsp;La parte variabile, la cosiddetta incentive fee, è tradizionalmente calcolata come una percentuale del margine operativo lordo al netto della parte fissa. &nbsp;L’assunzione del rischio di impresa pone anche l’esigenza per il proprietario di esercitare un controllo sulla gestione. &nbsp;Il proprietario dovrà pertanto chiedere ed ottenere di essere coinvolto in tutte le decisioni importanti quali la scelta del personale direttivo, la definizione del budget e delle spese d’investimento in conto capitale. &nbsp;Certamente questo coinvolgimento non può spingersi fino alle questioni operative quotidiane. &nbsp;Ad ogni modo, perché ci sia un effettivo equilibrio di vantaggi tra le parti, è necessario che i termini del contratto vengano attentamente negoziati.</div><div class="imTAJustify">Sebbene questa tipologia contrattuale sia ancora una novità in Italia stiamo già assistendo ad un’evoluzione con un forte riequilibrio di poteri tra le parti. &nbsp;La durata dei contratti tende infatti a contrarsi e si affermano meccanismi di tutela per il proprietario come l’owner’s priority return in base al quale l’incentive fee non è dovuta se non si raggiunge un certo livello di profitti. &nbsp;Questo bilanciamento dei poteri è dovuto da un lato alla competizione tra grandi catene alberghiere per entrare nel mercato Italiano, dall’altro ad una maggiore consapevolezza della fattispecie contrattuale da parte degli investitori ed al ricorso nella negoziazione a consulenti specializzati.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Source Michele De Marco – Associate, Jones Lang LaSalle Hotels</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Jul 2021 09:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un fenomeno mai risolto: l'abusivismo nel settore dei viaggi]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div>L’abusivismo nel settore dei viaggi: una condizione ripetuta e incontrollata che assieme al comparto commercio, produce un giro di affari di ben 23 miliardi di euro, danneggiando l’erario per oltre 11 miliardi per mancati introiti fiscali e contributivi. Basti pensare che eliminando tutte le attività illecite ed abusive, potremmo favorire l’abbassamento delle tasse oltre a un considerevole taglio dell’Irpef, rendendo giustizia a tutti coloro che ligi al dovere fiscale, assistono attoniti e purtroppo impotenti a questa annosa condizione.<br>Vendere un viaggio abusivamente mette a repentaglio la vacanza dello stolto acquirente che comprando un pacchetto o un soggiorno senza ricevere la dovuta documentazione e soprattutto le polizze assicurative (Responsabilità Civile e Fondo di garanzia ed a assicurazioni accessorie), in caso di vacanza rovinata, incidenti durante il soggiorno o per servizi prenotati e non saldati dall’abusivo (capita anche questo) oltre al rischio di non poter per ovvie ragioni, accedere ad eventuali rimborsi può essere costretto a pagare nuovamente i servizi.<br>Basta fare un giro tra siti e social network per assistere a un bazar di proposte di vacanze a cura di abusivi di turno che propinano un elenco di destinazioni e pacchetti tutto incluso da far impallidire i più importanti tour operator nazionali. A latere poi vi sono i famosi “madonnari” cioè coloro che organizzano soggiorni verso mete religiose con formula tutto incluso, prendendo soldi esclusivamente dal colore scuro (leggasi nero) dai partecipanti e saldando i fornitori solo con moneta cash (quindi non tracciabile), richiedendo poi una ricevuta fiscale non intestata (per ovvie ragioni) oppure più ricevute. Et les jeux sont faits!<br>Ma in tutto ciò, lo Stato cosa fa?<br>E qui mi viene in mente la famosa canzone del mai dimenticato Faber De André che recita “e lo Stato che fa? Si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità” Una presenza da ectoplasma disinteressato ma correo nella proliferazione dilagante dell’abusivismo da “all inclusive” dove i malandrini (perché cosi bisogna appellarli) la fanno sempre franca grazie all’azione nell’ombra e dove è assente un controllo continuo, proprio alla stregua di ciò che succede per la classificazione degli alberghi in Italia.<br>Eppure non è che sia così difficile, le soluzioni ci sono. Attuando le giuste operazioni di controllo, si riuscirebbe a far emergere le posizioni abusive dal sottobosco degli irregolari, procedendo ad annotarli penalmente sul taccuino delle malefatte per abuso della professione che ricordo prevede, la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da euro 10.000 a euro 50.000 con buona pace dell’erario che vedrà diminuire la cifra marcata in rosso per mancati introiti da abusivismo. E già questo potrebbe risultare elemento deterrente se applicato correttamente e in modo continuo.<br>Perché dunque un’onesta agenzia di viaggi dovrebbe sottostare a regole inflessibili ma giuste mentre “altri” aggirano l’ostacolo con degli “escamotage” di cui tutti sappiamo la natura e come applicarli. Non è già stata troppo colpita dagli ultimi drammatici eventi (ancora presenti) relativi alla criticità pandemica? E poi, tale “andazzo” non suggerisce a qualche esasperato di emulare le “gesta malandrine”?</div><div>Proporrei a tal riguardo, la creazione di un pacchetto “all inclusive” per coloro che oltre a raggirare le leggi nazionali, usurpano i giusti diritti dei professionisti aventi titolo ad operare nel comparto. Lo chiamerei “Un posto al fresco” dove certamente si ritempreranno dallo stress da lavoro…abusivo.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 14:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ll Green Pass non basta!]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">ll Green Pass non basta: ora bisogna rimuovere tutte le restrizioni e uniformare le regole per salvare l’estate del turismo europeo soprattutto in merito a eventuali viaggi in zone rosse o arancioni e a norme comuni per i bambini e i tamponi.</span><br><span class="cf1">Alla luce della rapida avanzata delle campagne di vaccinazione e dei programmi epidemiologici in Europa, è tempo, secondo l’industria del travel, di far sì che quest’estate sia possibile viaggiare in sicurezza e di implementare la recente approvazione del Green Pass.</span><br><span class="cf1">Le regole da condividere sono state pienamente riconosciute dalle associazioni e sono le seguenti:</span><br><span class="cf1">Le persone completamente vaccinate possono viaggiare senza test o quarantene, da 14 giorni dopo aver completato la loro vaccinazione;</span><br><span class="cf1">Le persone che si sono riprese dal Covid-19 possono viaggiare ugualmente senza essere sottoposte a test o messe in quarantena, 180 giorni dopo il test positivo;</span><br><span class="cf1">Per gli altri viaggiatori, il viaggio dalle zone verdi dovrebbe rimanere possibile senza alcuna restrizione, e viaggiare dalle zone arancioni e rosse dovrebbe essere possibile senza quarantena, sulla base di un test negativo.</span><br><span class="cf1">Gli Stati membri dovrebbero adottare un approccio uniforme per accettare un risultato negativo del test Pcr 72 ore prima dell’arrivo e 48 ore in caso di test antigenici rapidi.</span><br><span class="cf1">Regole unificate per i bambini: i minori che accompagnano i loro genitori non dovrebbero testare/mettere in quarantena dove i genitori non sono tenuti a farlo. I bambini sotto i 6 anni dovrebbero essere esenti da test.</span><br><span class="cf1">Aumento delle soglie della mappa dell’Ecdc (tasso di incidenza a 14 giorni per la categoria “arancione” aumentato da 50 a 75).</span><br><span class="cf1">È possibile dimostrare la vaccinazione, il recupero da Covid-19 o un risultato negativo del test producendo un Certificato Digital Covid (ovvero il Green Pass) o con altri mezzi, fino a quando il Dcc non è disponibile (1° luglio 2021).</span><br><span class="cf1">C’è da ricordare che l’Ue ha previsto un sistema di emergenza in base al quale se lo status di una regione si deteriora rapidamente a causa di un’elevata incidenza di varianti con conseguente cambiamento in “scuro” rosso”, gli Stati membri dovrebbero imporre un test e/o una quarantena anche se i viaggiatori sono in possesso di un Dcc.</span><br><span class="cf1">Questa è una mossa essenziale per ripristinare fiducia dei viaggiatori e riaprire l’Europa. Crediamo che la Commissione Europea abbia fatto la sua parte, ed ora l’industria è pronta a garantire viaggi sicuri e responsabili, però abbiamo bisogno che gli Stati membri agiscano in fretta. Per garantire che tutti i cittadini europei che desiderano viaggiare nel prossimo periodo possano farlo sotto le migliori condizioni possibili, si sollecitano gli Stati membri a concordare rapidamente e attuare pienamente le raccomandazioni della Commissione”.</span><br><span class="cf1">Fonte L'Agenzia di Viaggi 9/6/2021</span></span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Jun 2021 15:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L’impoverimento da crisi pandemica]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><div>Nel ritorno al peregrinare lavorativo nella pre-fase dell’auspicato rientro alla normalità, dove il lumicino in fondo al tunnel (a detta di molti) si sta trasformando in un faro che dovrebbe condurre gli animi delle aziende impoverite ed agitate nel porto sicuro della normalità, lontano dai marosi e verso il mare della tranquillità si assiste a un cambiamento (oserei dire imbruttimento) di una parte della classe imprenditoriale alberghiera.</div><div>Sulla carta alquanto giustificata per l’enorme perdita di fatturato ma ingiustificata per l’acuirsi di un modus operandi sempre uguale e diretta conseguenza dell'imprenditore tipo “mi so tuto” si assiste a un tipo di approccio surreale.</div><div>Cosa sta succedendo dunque?</div><div>Semplicemente un tentativo di tornare alla situazione pre-covid attraverso azioni “ad sensum” senza seguire un iter programmatico il quale necessita di giusti tempi e step adeguati. La criticità oltre ad aver apportato un profondo stato di crisi ha di fatto cambiato le abitudini e le aspettative del nuovo Cliente che è alla ricerca di Alberghi “sicuri e puliti” con marchi, certificazioni, attestati e soprattutto protocolli che apportino un senso di tranquillità. Ma anche alla ricerca di nuovi servizi.</div><div> Ci vuole del tempo e soprattutto ricette giuste, scevre da operazioni frettolose che non fanno altro che allungare i tempi.</div><div>Assistiamo, durante i sopralluoghi alle strutture desiderose di ripartire, a situazioni inverosimili. Proprietà che ti contattano per poi dirti una volta giunto sul posto: “Si, ma abbiamo assoldato già il direttore, lo Chef e contattato una società XXX che ci segue sui Social Media”. Ma abbiamo comunque necessità di avere Clientela!</div><div>La voglia è forte … ma rimaniamo nel nostro “aplomb professionale”</div><div>Oppure c’è l’Albergatore che ti dice “abbiamo dato in gestione a terzi, il nostro Ristorante perché reputiamo che in questo modo vi siano minori costi e una maggiore entrata grazie al canone” La domanda sorge spontanea “Quindi avete già valutato l’operazione attraverso strumenti previsionali e contabili e siete certi che non vi sia un pericolo di decadimento dell’immagine che inevitabilmente toccherà anche la struttura ricettiva?” Risposta “No! Abbiamo sentito parlare bene dello Chef che lo gestirà”</div><div>Ripeto, la voglia è forte …</div><div>Ma spesso è frequente il considerare un progetto consulenziale sempre troppo costoso anche se il nostro gruppo propone condizioni in virtù dei risultati raggiunti. &nbsp;</div><div>Ecco l’impoverimento da crisi pandemica, dove oltre all’immiserimento economico giustificatissimo per carità, assistiamo all’impoverimento qualitativo e gestionale di alcune strutture. Bisognerebbe obbligare l’imprenditoria alberghiera pandemia o non, a possedere alcuni requisiti per ottenere un possibile accreditamento per la gestione di una struttura ricettiva, proprio alla stregua di una clinica privata. Periodicamente controllato dai funzionali regionali per stabilire la genuinità e la correttezza dei servizi erogati e con il rischio di vedersi revocare l’accreditamento, qualora da verifiche effettuate siano venuti a mancare i requisiti qualitativi che hanno permesso di godere della concessione.</div><div>Pensiamo solo all’enorme danno che una struttura ricettiva potrebbe apportare al territorio di ubicazione qualora offrisse servizi scadenti e poca accoglienza! Il Cliente scontento non tornerà probabilmente più sul territorio fornendo un giudizio negativo sull’insieme e non sul singolo servizio. E coloro che invece si adoperano per fare sempre meglio? Sarebbero inesorabilmente danneggiati per colpa di questa struttura.</div><div>Ma tant’è!</div><div>E qui vi è un ulteriore impoverimento: quello culturale! </div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 May 2021 15:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La luce in fondo a un …corridoio ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div><span class="fs14lh1-5">Il settore del turismo nazionale è oramai giunto allo stadio di malato terminale. La crisi sanitaria di proporzioni gigantesche che oramai da quasi un anno imperversa sul comparto, ha lasciato una lunga scia di aziende che hanno chiuso i battenti e altre ancora seguiranno lo stesso destino con una perdita di 53 miliardi di euro in entrate turistiche. E all’orizzonte si prevedono ulteriori 8 miliardi di euro di perdita nel primo trimestre del 2021.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div>Una vera ecatombe! </div><div><br></div><div>Poteva essere evitato un tale disastro? </div><div>Evitare una crisi così importante sarebbe stato impossibile visto che la globalità del pianeta ha subito la stessa sorte. Di contro, limitare i danni e accelerare il ritorno al viaggiare sarebbe possibile attraverso politiche di sviluppo urgenti. Sensibilizzare i politici ad intraprendere percorsi già battuti da altri Paesi come di seguito esposto e dare ampio spazio alle progettualità innovative al fine di limitare i danni e far ripartire l’economia. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div> Una soluzione a mio avviso è l’istituzione dei corridori sanitari internazionali. </div><div>Il Governo di concerto con gli altri Paesi, dovrebbe investire nella costituzione di questa struttura e di contro favorire il soggiorno sicuro nei poli turistici italiani, obbligando loro, l’adozione di protocolli sanitari con la sottoscrizione di polizze assicurative (rilasciate unicamente in sede di verifica dell'applicazione dei protocolli) a cura delle Aziende costituenti la filiera. </div><div>L’assunzione di corridoi sanitari per il turismo è già esistente sulla tratta Londra Heathrow – Dubai con test adeguati e protocolli igienici e ciò dimostra che i viaggi internazionali possono già avvenire con un rischio minimo ed accettabile. Basterebbero l’uso di misure precauzionali che i Governi dovrebbero condividere tra di loro, almeno per quanto riguarda le destinazioni più frequentate, azione peraltro largamente suggerita dal WTTC (World Travel &amp; Tourism Council, il forum dei leader di business globali per i viaggi e il turismo che è composto da Presidenti e Amministratori delegati di 100 delle organizzazioni più importanti del mondo, in rappresentanza di tutte le regioni e settori dell'industria. L'appartenenza a WTTC riconosce che l'industria dei viaggi e del turismo è la più grande industria dei servizi, sostenendo 255 milioni di posti di lavoro e generare il 9 per cento del PIL mondiale. Il monitoraggio della crescita del settore permette WTTC per impostare specifiche priorità strategiche per identificare i problemi che la maggior parte impedire il funzionamento o lo sviluppo del settore). </div><div>Vediamo quali potrebbero essere la 4 mosse propedeutiche alla creazione di un corridoio sanitario per il Turismo: &nbsp;</div><div>1. &nbsp;Introduzione di test rapidi ed economici seguendo i protocolli internazionali al fine di ridurre al minimo rischio, i contagi</div><div>2. &nbsp;Introduzione di protocolli sanitari uguali per tutti i Paesi facenti parte della “cordata” per l’istituzione dei corridoi turistici</div><div>3. &nbsp;Adozione da parte dei governi di una chiara politica di gestione del rischio in conformità con le recenti raccomandazioni degli organi preposti alla sicurezza sanitaria mondiale che di fatto risulta essere in netto contrasto con l'attuale prevenzione dei rischi, riflesso nelle quarantene di 14 giorni che di fatto bloccano gli spostamenti o comunque non li favoriscono.</div><div>4. &nbsp;Integrare il vaccino con l’emissione del pass di viaggio digitale (v. CommonPass, AOK Pass e IATA Travel Pass) per garantire la certificazione comune dei risultati dei test e rilanciare i viaggi, senza la necessità di barriere restrittive e quarantene controproducenti. Al contrario, il tentativo di introdurre i cosiddetti "passaporti sanitari" non farebbe che ritardare ulteriormente i tempi.</div><div>I governi devono dimostrare ora, la propria leadership, aprendo corridoi di viaggio bilaterali su rotte-chiave internazionali con Paesi che applicano stessi processi di gestione delle criticità da COVID-19. Bisogna far ripartire immediatamente il Turismo, non è pensabile ed alquanto pericoloso per tutta la filiera ma soprattutto per l’Italia, attendere che la fase di “vaccinazione di massa” sia conclusa, peraltro senza complicare il tutto con l’introduzione del famoso passaporto sanitario. </div><div>Certamente i vaccini sicuri ed efficaci saranno fondamentali per debellare il virus e apporteranno comunque un beneficio di carattere psicologico. Tuttavia, non devono e non possono essere un requisito per viaggiare in quanto ciò ritarderà ulteriormente la rinascita del già sofferente settore del turismo, che assiste impotentemente, alla perdita di milioni di posti di lavoro nel settore oltre ad apportare seri problemi alla tenuta dell'economia. Una recente ricerca del WTTC parla di 174 milioni di posti di lavoro a rischio nel mondo, relativi al settore dei viaggi e del turismo. Una visione catastrofica che mina terribilmente le già tenui forze economiche, di numerosi Paesi a vocazione turistica, dove primeggia l’Italia. </div><div>Ma la ricetta non è terminata. </div><div>Si parla di innovazione: la pandemia ha di fatto cambiato le nostre abitudini, sviluppando l’uso smodato della videoconferenza (tecnologia tra l’altro usata nel mio franchising dei viaggi incoming già da tempo) che di colpo è diventata una pratica alla stregua dell’uso del cellulare agli albori della telefonia mobile. Ciò ha sviluppato altresì una serie di attività giornaliere di natura lavorativa, sociale e di svago che sostanzialmente limita fortemente la componente di contatto personale ma di contro sviluppa la conoscenza di nuovi orizzonti e rende più assidua la frequentazione tra persone lontane. </div><div>Nel settore turistico ciò è la cartina di tornasole! Nel turismo delle destinazioni minori e fuori dall’occhio del turista internazionale diventa un mezzo con sviluppi incredibili. Lo asserisco a ragion veduta in virtù della mia attività come succitato. </div><div>Ecco il compimento della ricetta: immediati investimenti nella tecnologia digitale! L’Italia è al 25° posto in Europa in fatto di digitalizzazione e all’ultimo posto per competenze digitali (solo il 44% le possiede). </div><div>La tecnologia digitale può favorire l'occupazione, offrendo una migliore qualità della vita, per esempio assicurando un migliore sanità, un ambiente più pulito, nuove possibilità di comunicazione e un accesso più agevole ai servizi pubblici e ai contenuti culturali.</div><div>Internet è ancora un mondo costellato di ostacoli e barriere quando sarebbe opportuno creare un mercato unico che permetta di sfruttare i benefici dell’era digitale anche se allo stato attuale ciò rappresenta ancora un miraggio (Unionem Europaeam docet).</div><div><br></div><div>Mi torna in mente uno storico slogan che più o meno recitava: “basta poco che ce vo’ “che tradotto in lingua pragmatica diventa” è semplicemente fattibile” e saremo certi che vedremo laggiù, in fondo al corridoio, una luce intensa che rivela la nuova strada da percorrere. </div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Dec 2020 17:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In dubio pro reo]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">“in dubio pro reo”, così recita la massima che sancisce un principio di lontana applicazione penale.<br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In una condizione di “dubbia” certezza, il ritorno a viaggiare a breve è un presupposto alquanto remoto. “Noi rei” razionalmente e di conseguenza, pensiamo che ciò sia quantomai veritiero, visto che la recessione dei prossimi mesi potrebbe cancellare migliaia di posti di lavoro in tante attività del comparto che forse non riapriranno anche a causa della chiusura forzata delle feste natalizie.<b> </b>Se non vi sarà un “RISTORI UNIVERSALE” tale scenario potrebbe assumere proporzioni sfavorevoli, lasciando sul campo numerosi lavoratori senza futuro. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Eppure piccoli ma importanti segnali, dimostrano la strana condizione della curva economica che in modo speculare riflette quella dei contagi. &nbsp;L’avvento dei vaccini di imminente diffusione a novembre ha causato l’euforia delle Borse con un inspiegabile rialzo degli indici azionari. Anticipando effetti positivi di una ripresa del Turismo e malgrado a detta di tutti, la normalità sia lontana, nei piani alti delle banche e dei grandi investitori, si prevede un ritorno al periodo ante-covid grazie anche al cambio presidenziale alla Casa Bianca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Altro segnale non di meno importante scaturisce dalle numerose operazioni, anche nascoste, di riorganizzazione di grandi </span><span class="fs14lh1-5">catene alberghiere</span><span class="fs14lh1-5"> e dalla “timida” apertura di alcuni alberghi in mancanza di Clientela. Non a caso, dopo ripetute cadute delle quotazioni, alcuni titoli riferiti al comparto alberghiero, sono in ripresa ma, senza voler tornare a “sparare sulla Croce Rossa” il Governo sta dimostrando un totale disinteresse e un’assenza di tutela nel non volersi occupare di creare un action plan incentrato sulla rinascita e lo sviluppo del Turismo in una condizione che certamente cambierà il modo di promuovere, vendere e soprattutto “fare” Turismo. &nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il nostro Paese è tra le mete più richieste a livello globale: l’Italia vanta una bellezza unica grazie all'arte, al cibo, ai paesaggi e soprattutto al Made in Italy che rappresenta una filosofia di vita, modello che molti Paesi nel mondo ci invidiano. </span></div><div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">È un caleidoscopio di cultura, architettura, cibo, paesaggi, biodiversità, folklore dove ogni territorio è o potrebbe essere un'attrattiva grazie a forti emozioni ed esperienze non riscontrabili in altre realtà territoriali internazionali. Basti pensare che in una ricerca di condotta da IPSOA per conto di ENIT e rivolta a persone di numerosi Paesi nel mondo, alla domanda "dove andresti in vacanza se vincessi un premio" una forte percentuale degli intervistati ha risposto "senza dubbio in Italia”. Ciò dimostra come l’Italia eserciti un fascino unico sui viaggiatori stranieri e le statistiche indicano che il Turismo avrà un incremento esponenziale nel prossimo futuro. </span></div><div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">È pur vero che in una condizione nella quale non è garantita la libertà di spostarsi per ovvie ragioni, la priorità passa alla salvaguardia delle persone ma a latere bisogna programmare il prossimo futuro. Bisogna cominciare a costruire e gettare le basi per non farci trovare impreparati, superare l’annosa ed italica paura di concentrarsi unicamente sulla “spending review”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">I soldi probabilmente arriveranno ma dovranno essere impegnati soprattutto per lo sviluppo economico della nazione e non disposto a pioggia verso settori stagni che nulla apportano ai fini della crescita. Del resto la Storia ci insegna che a seguito di una crisi di vaste proporzioni vi è sempre una rinascita di quei settori più colpiti, pensiamo quindi al Turismo. &nbsp;&nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">È il momento opportuno per costruire il futuro dei nostri figli, per sfatare il principio di eterna giustizia scolpito nell’aurea massima del “In dubio pro reo” dove non dovrebbe vigere un dubbio, ma una certezza che condanna il Reo (di non aver fatto nulla per le sorti del patrio suolo).</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Dec 2020 18:28:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Figli di un Dio Minore ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div class="imTAJustify">Criticità sulle modalità con cui sono stati distribuiti gli aiuti, sperequazione nell’assegnazione delle risorse, ritardi notevoli dei pagamenti insomma il comparto turistico subisce il danno dopo la beffa. Nel secondo trimestre del 2020 il turismo è stato certamente il settore maggiormente colpito dalla crisi, assistendo a un calo del 93% di fatturato nelle agenzie di viaggio, del 66% nella ristorazione, del 60% nello sport, cultura e intrattenimento mentre l’ospitalità denuncia un -58%, in parte recuperato con i vacanzieri di prossimità durante i mesi estivi. Da evidenziare che 3 imprese su 4 prevedono gravi problemi di liquidità a breve e il forecast previsionale della domanda turistica è puntato sulla seconda metà del 2021 per assistere a un primo tentativo di rilancio.</div><div class="imTAJustify"> Tale scadenza causerà purtroppo, la scomparsa di tante, troppe attività che non riusciranno a vedere gli albori di un’auspicata ripresa.</div><div class="imTAJustify"> In un contesto di assoluta criticità sarebbe stata preferibile attuare una forma di aiuto universale. Se non si gestiranno le difficoltà in questo modo, erogando in termini egualitari le risorse, si assisterà a una condizione di emarginazione di alcuni settori economici con effetti disastrosi a catena. La scelta del governo, a mio avviso illogica, di erogare contributi a fondo perduto seguendo un improbabile metodo di distribuzione con i codici ATECO di medievale memoria (vedi corporazioni che nel Medioevo erano conosciute come Arti o Mestieri) e soprattutto ponendo dei paletti per l’accesso ai contributi. Ciò, ha lasciato a “bocca asciutta” numerosi professionisti ed aziende, rimasti praticamente fuori dai giochi, senza pensare poi all’enorme indotto che orbita attorno al comparto turistico e alberghiero completamente dimenticato.</div><div class="imTAJustify">Un sopruso perpetrato anche a danno di tante agenzie di viaggio e tour operator che non rientrano nel FONDO EMERGENZE AGENZIE DI VIAGGIO e TOUR OPERATOR a cura del Mibac è semplicemente inaccettabile. Per non parlare del metodo di assegnazione del fondo perduto. Nella lista dell'allegato 1 presente all'indirizzo qui di seguito riportato, sono rappresentate delle somme relative a contributi teorici concesse ad alcune aziende, molto ingenti. (<u><span class="fsNaNlh1-5 ff1">https://www.turismo.beniculturali.it/.../agenzie-viaggio.../</span></u><u>)</u> Pur rammaricandomi per le presunte forti perdite occorse a qualche azienda, trovo ingiusto che non sia possibile ad esempio, diminuire alcuni importi e "ristorare" le agenzie che non accederanno al contributo a fondo perduto.</div><div class="imTAJustify"> Tutte quelle attività colpevoli di non aver considerato, tra gli imprevisti e i rischi d’impresa, anche una pandemia dalle dimensioni inimmaginabili come il Covid sono praticamente tagliate fuori! Non si è tenuto conto dello sforzo profuso da tante agenzie di viaggio che nonostante la crisi perdurante del settore, hanno investito risorse economiche. E in una fase di startup, sappiamo tutti cosa significa. Senza un ROI adeguato, centinaia di queste, saranno costrette a chiudere alimentando tra l’altro, il numero dei “senza lavoro” che diventeranno ovviamente, un problema sociale con costi lievitati per lo Stato (quindi accollati alla comunità nazionale) quando si poteva fornire un aiuto economico, evitando tutte le problematiche consequenziali. In questo chi ha permesso tale ingiustizia ha evidenziato vedute poco lungimiranti, dimostrando a mio avviso, una totale ignoranza (leggasi disinteresse) verso soluzioni di investimento per scongiurare condizioni succitate.</div><div class="imTAJustify"> Un limbus dal quale nessuno ha saputo o ha voluto fornire un aiuto nemmeno quei Tour operator che a fronte di somme milionarie, senza levare scudo alcuno in favore della propria categoria, hanno egoisticamente e ipocritamente adottato la teoria sempre in voga del “laissez faire” dove il proprio benessere, sarebbe infatti sufficiente a garantire la prosperità economica dell'intera società.</div><div class="imTAJustify"> Praticamente “Figli di un Dio minore” che si ritrovano ad affrontare montagne impervie partendo già con un forte svantaggio, senza tutela, senza aiuti, lasciati praticamente in una condizione di totale abbandono, mentre da lontano si ode poderosa e crepitante, la potenza di fuoco senza precedenti.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Nov 2020 09:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Soluzioni per la ripresa turistica? Ve ne sono, ma qui da noi…]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Turismo"><![CDATA[Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><span class="imTAJustify">La catastrofica situazione del comparto turistico a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sta mietendo vittime giornalmente tra tutti gli attori economici del settore. Vi è una netta sensazione che il problema non animi troppo le coscienze di chi dovrebbe invece fornire SOLUZIONI e non espedienti basati su elargizioni di pochi euro per fronteggiare poi cosa se si continua a vietare tra l’altro, i licenziamenti anche a chi di fatto &nbsp;</span></span><span class="imTAJustify fs14lh1-5">ha dovuto” tirare giù la saracinesca” per mancanza di Clientela! È il solito “leit motiv” tipico di alcuni governi che non attua azioni “del fare” per paura (o per incompetenza) di sbagliare perdendo ovviamente di credibilità, seguendo alla lettera l’adagio che recita “Chi non fa non sbaglia mai”</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><span class="imTAJustify"><br></span></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il problema della stasi nel settore turistico, mette a nudo tra l’altro, un problema oramai conclamato a livello europeo: la mancanza assoluta di condivisione di azioni comuni volte alla risoluzione di criticità che sarebbe invece propedeutico a rendere il continente uno e con diritti e doveri eguali, mettendo da parte tentativi di assurde egemonie di carattere nazionalistico. A tal riguardo, vorrei evidenziare che al momento sono aperti Paesi europei che hanno più di 15 mila contagi al giorno e sono chiusi Paesi extraeuropei che ne hanno solo 200/300 al giorno! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">A mio avviso le soluzioni immediate per la ripartenza del turismo sono racchiuse in due primi punti:</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]--><b>L’istituzione di corridoi turistici all’interno della Comunità europea </b></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]--><b>L’obbligo di effettuare “tamponi veloci” simili a quanto già avviene per le Crociere, prima di partire e al rientro. </b></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Attualmente, funzionari statunitensi stanno spingendo con forza per la creazione di un corridoio turistico transatlantico da/per il Regno Unito e da qualche giorno anche da/per la Germania (questo per sottolineare nuovamente, la totale mancanza di azioni comuni della Comunità europea). Oltre a ciò, il governo spagnolo ha raggiunto un accordo con i dirigenti regionali delle Isole Canarie e delle Isole Baleari su un protocollo per stabilire corridoi di viaggio con i Paesi europei. L'accordo è stato stabilito per consentire la mobilità dei viaggiatori al fine di riattivare il turismo nei due arcipelaghi spagnoli senza mettere a rischio il pubblico. "I protocolli sono una misura utile per raggiungere accordi con i nostri partner europei per permetterci di recuperare la mobilità e riattivare il flusso di turisti in condizioni di sicurezza", ha annunciato il ministro dell'Industria, del Commercio e del Turismo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il protocollo concordato stabilisce che qualsiasi viaggiatore in arrivo alle Isole Canarie o alle Isole Baleari, proveniente da una destinazione con un'incidenza accumulata di 50 o meno ogni 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni non dovrà sottoporsi a nessun test all'arrivo negli aeroporti degli arcipelaghi. Chi arriva da destinazioni con un indice di contagi oltre il 50 dovrà presentare un test diagnostico negativo per infezione attiva effettuato entro 48 ore prima del volo. Prima di lasciare le isole, tutti i viaggiatori dovranno sottoporsi a un test diagnostico per l'infezione attiva, 48 ore prima del volo di ritorno. Tali esami verranno effettuati presso centri assegnati dalle autorità sanitarie, senza alcun costo per il turista. Se l’esito del test fosse positivo, il turista non potrà volare e sarà messo in quarantena nella destinazione. Questa situazione continuerà fintanto che entrambi gli arcipelaghi si troveranno al di fuori della cosiddetta zona verde, secondo le raccomandazioni dell'UE (25 casi ogni 100.000 abitanti).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">I governi delle Isole Canarie e delle Isole Baleari copriranno i costi associati per il turista nel caso ricevesse esito positivo e saranno tenuti alla quarantena, fornendo una serie di alloggi assegnati a tale scopo. Ove necessario, verrebbero coperte anche le spese dell'assistenza sanitaria o il ricovero. Il gruppo di lavoro che ha stabilito questo protocollo per i corridoi turistici ha confermato che i due arcipelaghi hanno le capacità necessarie per adottare queste misure.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Chiosando quanto succitato, mi vien da chiedere: perché da noi, Paese altamente a vocazione turistica, con un PIL che si attesta al 13% oltre l’indotto generato, con un numero di lavoratori impiegati di 1.621.000 unità che rappresentano il 7% del totale nazionale, non riesce a fornire <b>VERE SOLUZIONI</b> e non cure palliative da capezzale di malato terminale? </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Vorrei anche sottolineare, la costante ascesa del numero di partite IVA presenti nel settore turistico (a tutti i livelli e categorie) anche a causa della crisi del lavoro dipendente, oramai conclamata. Lavoratori che attualmente non hanno diritto a nessun ammortizzatore sociale a parte la misera elemosina dei fatidici BONUS del Governo. A mio avviso, bisogna cercare di far giungere in alto loco, la necessità di attuare programmi di ripresa al fine di non consentire che tale criticità possa in qualche modo, tramutarsi in un drammatico scontro sociale. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTARight"><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs10lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 10:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come cambia il Mercato del Lavoro ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div>Trovare un’opportunità di lavoro non è semplice, richiede tempo, competenze, creatività, attenzione e molta fortuna. Il trucco sta nel trovare una soluzione lavorativa che meglio si adatta alle tue capacità.</div><div>Il mercato della libera professione offre una varietà di idee e per coloro che cercano la libertà finanziaria e soprattutto un’alternativa alla profonda crisi del “posto fisso”. Certo, si può sperare di ottenerlo ma la tendenza della pubblica amministrazione è volta a pubblicare sempre meno bandi per l’assunzione di lavoratori nel pubblico anche per via dello sviluppo della gestione burocratica, attraverso l’uso informatico. &nbsp;</div><div>Il mercato del lavoro nel privato a sua volta è sottoposto a una forte pressione fiscale su lavoro, quale:</div><div>- &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<strong><span class="fs15lh1-5">cuneo fiscale</span></strong> e contributivo che ammonta al 46%, ciò significa che a fronte di un lordo di 1.900 euro il <strong><span class="fs15lh1-5">lavoratore</span></strong> percepirà uno stipendio pari a 1.000 euro. In altre parole, (il <strong><span class="fs15lh1-5">cuneo fiscale</span></strong> è la differenza tra quanto un dipendente costa all'azienda e quanto il dipendente incassa, in netto, in busta paga).</div><div>Di conseguenza, il mercato del lavoro privato è oramai totalmente indirizzato verso le contrattazioni di lavoro atipiche che sono caratterizzate da maggiore flessibilità del lavoro. Quei contratti di lavoro non abituali, diversi dai tradizionali contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato e dalle forme di lavoro autonomo. Il mercato del lavoro italiano ha assistito ad una radicale trasformazione verso la fine degli anni ’90, con l’introduzione delle forme di lavoro atipico. In particolar modo, una normativa quadro di riferimento in materia viene introdotta dal legislatore con la legge del 14 febbraio 2003 che introduce sul mercato del lavoro italiano le forme dei contratti di lavoro non standard (lavoro atipico) regolamentandone le modalità di attuazione. Queste tipologie contrattuali sono caratterizzate da una maggiore flessibilità del lavoro, in risposta alle variazioni della produzione. Esempi di tipologie contrattuali atipiche e flessibili sono il lavoro in somministrazione tramite Agenzia di Lavoro, detto appunto temporaneo (ex lavoro interinale), il rapporto di collaborazione, l’associazione in partecipazione, il lavoro accessorio mediante buoni-lavoro (voucher), il lavoro a chiamata.</div><div>Per ovvie ragioni, non esiste più una certezza o sicurezza quel che si voglia, di un lavoro di lunga durata per le ragioni succitate, oltre alla forte concorrenza di tantissime persone disoccupate che seguono perlopiù, la chimera di un posto da dipendente a contratto indeterminato. La ricerca in tal senso, diventa estenuante, piena di ostacoli, di fallimenti proprio per la ricerca di un posto di lavoro che possa garantire il futuro, opportunità probabilmente realizzabile in caso di Aziende “ricche e famose” dove l’asticella del livello di competenze richieste è posto molto in alto e probabilmente anche la nostra vita (affetti, residenza, abitudini) ne subisce forti variazioni. &nbsp;</div><div>Insomma, fino a pochi anni fa, l'instabilità era l'eccezione del lavoro a tempo indeterminato oggi è la norma. La situazione oggi è completamente ribaltata. I lavoratori sono sempre più instabili e i lavoratori con contratti a lungo termine sono specie rare e chiaramente a rischio di estinzione. Oggi l'insicurezza è stata considerata come un fatto normale, il che è indubbiamente sgradevole. Da aggiungere quale elemento cruciale, gli effetti della globalizzazione. Il lavoro ha un costo e se un imprenditore può ottenere la stessa manodopera a un costo molto inferiore, cosa possibile in un mondo globalizzato che abbatte le barriere del mercato, lo farà sicuramente senza esitazione.</div><div>Ma non è tutto …</div><div>Con lo sviluppo della tecnologia, il mondo del lavoro ha subito un ulteriore danno. Proviamo ad immaginare un prossimo futuro (nemmeno tanto futuro) in cui l'intelligenza artificiale sostituirà il lavoro svolto dagli esseri umani in molti campi professionali. In passato eravamo abituati a sostituire le persone con macchine per i compiti più ripetitivi, ma ora, con la comparsa di sempre più macchine nel mondo del lavoro, la situazione è molto diversa.</div><div>Il progresso tecnologico, quindi, rischierà di ridurre ulteriormente le opportunità di lavoro, anche se solo diversi tipi di occupazione. Il settore dei servizi alla persona ad esempio, non avrà la stessa sorte dei lavori dove imperversa la tecnologia. </div><div>Quindi quale potrebbe essere la soluzione?</div><div>L'alternativa alle problematiche succitate è da ricercarsi nell'investimento su te stesso. Abbracciare il nuovo che arriva e non rimanere “ancorato” a vecchi cliché di posizioni lavorative anacronistiche e quindi non più al passo dei tempi. A seguito della comparsa di Internet, sono avvenuti molti cambiamenti e molte persone stanno cominciando a considerare alcune opportunità di lavoro che in passato erano inimmaginabili. Queste opportunità sono reali e specifiche grazie ad Internet che fornisce uno strumento per proporre servizi alle persone, globalmente.</div><div>Le nuove opportunità</div><div>La rete offre una varietà di idee e fornisce opportunità di gestione ad esempio di Agenzie di Viaggio con il supporto della videoconferenza ad appuntamento prefissato! Una soluzione “esplosiva” che permette alle nuove imprese di viaggi di vendere il proprio prodotto, a tutto il mondo. È un’idea che ha un impatto impressionante in termini di successo. Una condizione che sfrutta il “petrolio” dell’Italia: il Turismo!</div><div>Se vuoi ricevere maggiori informazioni sulla nostra idea <span class="fs15lh1-5"><a href="https://www.wanderinginitaly.it/contatti-1.html" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.wanderinginitaly.it/contatti-1.html', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">clicca qui</a></span><span class="fs15lh1-5 cf1"> </span> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Aug 2020 13:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fare Turismo: un bene irrinunciabile ! ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Lavoro"><![CDATA[Lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div><span class="cf1">l</span>l settore delle vacanze può subire uno stop ma continuerà ad essere un bene irrinunciabile !</div><div><br></div><div>Non vi è settore economico che possa offrire maggiori opportunità di lavoro e business per tutti coloro che mostrano dedizione, ricerca di una formazione costante e pronti ai continui cambiamenti che il mercato turistico impone.</div><div>Come ad esempio l'evoluzione dell'offerta di prodotti e servizi turistici. Il mercato turistico è dinamico, è curioso, è sensibile alle novità e a nuovi prodotti, è una "spugna" che assorbe tutti i dettagli e le caratteristiche di una destinazione, di un itinerario, di un pacchetto tematico. <span class="fs14lh1-5">Vorrei ribadire, laddove ce ne fosse ancora bisogno che, il Turismo è l'unico settore per il Paese, in continuo incremento. Anche con i dati negativi del "borsino delle vacanze 2020" in alcune zone si è assistito a un boom inaspettato ! Il Turismo è un bene irrinunciabile ! E' un bisogno diventato primario. Non puoi farne a meno.</span></div><div><br></div><div>Oggi, con un buon piano di sviluppo che tenga conto di quanto succitato, ogni territorio potrebbe ambire ad ergersi a "destinazione turistica" creando indotti economici a beneficio alla collettività locale.</div><div>Anche l'approccio alle professioni turistiche dovrebbe tener conto dell'evoluzione della domanda. I nuovi viaggiatori sono i famosi "millennials" di pochi anni fa. Persone con forte preponderanza all'uso dei sistemi informatici, assetati di conoscere tutti i dettagli di una destinazione e delle opportunità di svago e attività turistica.</div><div>Come prospettare un prodotto turistico a costoro ?</div><div>Personalmente seguo e studio con molto interesse l'evoluzione della domanda turistica, grazie anche agli oramai "tanti anni" di esperienza nel settore e il varo di un mio progetto che tende a fornire un servizio che coglie le aspettative della nuova "domanda turistica" e destinato a coloro interessati a intraprendere un lavoro nel settore più bello in assoluto.</div><div>Il progetto riprende a mio avviso, tutti i punti relativi alle aspettative del nuovo turista: uso della tecnologia informatica, personalizzazione e consulenza diretta, profonda conoscenza del territorio proposto. Bisogna "seguire e sentire il Mercato" e stare al passo con le nuove aspettative dei trend che cambiano come la moda, l'architettura, il nostro stile di vita. Questa criticità in corso ci lascia in eredità un nuovo modo di lavorare e interagire con i nostri interessi ed è proprio in questo indirizzo che si basa il nostro progetto: poter interagire con i Turisti di tutto il mondo (da qui l'acronimo B2W - Business to World) e cambiare radicalmente l'approccio alla professione di Agenti di Viaggio. Una figura che nel proprio tradizionalismo di operatività trova un elemento "demodè" oramai non più proponibile. Il nostro progetto è la soluzione di un passaggio obbligato ad un'offerta di servizi efficace ed attuale dove la tecnologia ed Internet (visti ancora come nemici degli agenti di viaggio) vengono in aiuto e addirittura mettono in risalto l'opera dell'Agenzia di Viaggio, facendo conoscere in modo dettagliato ed in tempo reale, le caratteristiche di un territorio, di un pacchetto turistico, di un itinerario. Un mix che incontrerebbe senza dubbi, pareri favorevoli con alla base strumenti adatti, competenza e ... dedizione.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Aug 2020 08:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Passaggio obbligato nella gestione dei servizi alberghieri]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000000"><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La fine di questa nuova emergenza comporterà certamente delle sensibili variazioni alla gestione dei servizi alberghieri.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Partiamo innanzitutto dall'aspetto psicologico del "nuovo" Cliente.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Tutti &nbsp;usciremo da una condizione vissuta costantemente con paure estreme di &nbsp;un possibile contagio, sviluppando di fatto l'obbligo di individuazione &nbsp;di elementi rassicuranti di una pulizia estrema e sanificazione degli &nbsp;ambienti pubblici. Tale condizione è un passaggio obbligato nelle &nbsp;strutture ricettive e di ristorazione. Si renderà necessario a tal uopo, &nbsp;una costante sanificazione degli ambienti e dei canali aeraulici, di &nbsp;moquette, delle suppellettili, delle sale pubbliche, delle sale &nbsp;ristorante e soprattutto delle camere. Sarebbe ovvio, predisporre un &nbsp;servizio di sanificazione ad ozono uno dei più potenti sterilizzanti &nbsp;(essendo un gas più e pesante dell'aria, penetra in profondità &nbsp;all'interno delle fibre dei tessuti come tappeti, moquette, divani, &nbsp;materassi, eliminando le cariche batteriche con applicazioni periodiche &nbsp;che durano 15/20 minuti). La pulizia estrema poi, quella doveva essere &nbsp;d'obbligo già da prima. Oltre all'aspetto "igiene" tale pratica potrebbe &nbsp;essere motivo di pubblicità, evidenziandola nelle comunicazioni &nbsp;all'interno dell'albergo e degli ambienti, come la classica fascetta di &nbsp;igiene posta nei bagni.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per le strutture spiccatamente &nbsp;congressuali suggerirei di potenziare i sistemi in videoconferenza, &nbsp;apportando modifiche alle sale con pannellature modulari al fine di &nbsp;creare ambienti con capienza minore. Anche la tecnologia dovrebbe essere &nbsp;aggiornata al fine di sviluppare maggiori servizi in favore di questo &nbsp;segmento (copertura Internet permettendo ...ovviamente).</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify">Per la &nbsp;ristorazione, oltre le indicazioni relative alla sanificazione degli &nbsp;ambienti, la ripartizione degli spazi delle sale dovrà essere rivisitato &nbsp;(favorendo la disposizione dei posti che non creano la vicinanza dei &nbsp;commensali) inserendo un'offerta di pietanze a vista in ambienti &nbsp;controllati. Un'attenzione particolare alla conservazione e alla &nbsp;preparazione delle portate, investendo in attrezzature e macchinari ed &nbsp;inserendo nuove tecniche di cottura sono un passaggio a mio avviso da &nbsp;fare. Il tutto sempre nel segno del "faire savoir" che oramai ha &nbsp;superato l'adagio del "savoir faire" quindi con comunicazioni interne &nbsp;che hanno il pregio di evidenziare aspetti che la Clientela si aspetta &nbsp;di trovare.</div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Concludo dicendo che, come per l'undici settembre del &nbsp;2001, nulla sarà come prima e di questo dobbiamo essere consapevoli. È &nbsp;un altro passaggio epocale. Dobbiamo essere pronti ai cambiamenti quale &nbsp;passaggio obbligato e riconvertire quanto fatto sino ad oggi, alle nuove &nbsp;esigenze.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> Ci riusciremo !</span></div></div><a href="https://www.linkedin.com/pulse/passaggio-obbligato-nella-gestione-dei-servizi-mino-reganato/?trackingId=MspL%2FTfMZ5x9ldDrAXVGuA%3D%3D">https://www.linkedin.com/pulse/passaggio-obbligato-nella-gestione-dei-servizi-mino-reganato/?trackingId=MspL%2FTfMZ5x9ldDrAXVGuA%3D%3D</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 17:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non si improvvisa ! ]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000001"><div class="imTAJustify">Pubblico con piacere un mio articolo, nel quale evidenziavo una pratica &nbsp;ricorrente da parte di Guru con la sindrome di autoreferenzialismo ormai &nbsp;conclamata. Gli stessi, appaiono con pose papali, addobbati da collane e &nbsp;catene dei vari ordini monarchico-professionali, incutendo timori &nbsp;reverenziali con un piglio saccente che emana un monito di "Sordiana" &nbsp;memoria cinematografica: Io so io e voi nun siete un .... </div><div class="imTAJustify"> A &nbsp;coloro vorrei suggerire di "provare l'ebbrezza" di operare in strutture &nbsp;situate in destinazioni minori e senza land reputation alcuno, dove ai &nbsp;calcoli bisognerà aggiungere una buona dose di destination management, &nbsp;di organizzazione del personale, di creazione di una rete locale al fine &nbsp;di giungere a risultati quantomeno apprezzabili.</div><div class="imTAJustify">Non si improvvisa</div><div class="imTAJustify">L’abbondante &nbsp;cerchia di GURU presente sul mercato sforna a ritmo continuo, teorie &nbsp;basate su calcoli prefissati senza tener di conto della costante &nbsp;imprevedibilità presente nella gestione alberghiera. Il più delle volte, &nbsp;promettono di sollevare le sorti di un albergo unicamente stando nella &nbsp;“stanza dei bottoni”e attirando la clientela con servizi essenziali e &nbsp;prezzi esenti da uno “straccio” di analisi preventiva dei costi. Il &nbsp;prezzo a mio avviso parte sempre dal costo da sostenere per definire il &nbsp;prodotto seguita da un’analisi del mercato che suggerisce le quote da &nbsp;praticare con una gestione obbligatoriamente flessibile. E’ ovvio che la &nbsp;fase di costruzione del prodotto è la più delicata.</div><div class="imTAJustify">E’ importante &nbsp;saper “fare la spesa” e ottenere un mix favorevole tra qualità e costo &nbsp;della merce da assemblare, per definire il prezzo di un servizio come un &nbsp;pasto al ristorante, una camera, un cocktail al bar, dove la componente &nbsp;di saper comprare e spuntare prezzi ottimali diventa elemento &nbsp;essenziale (un tempo i direttori d’albergo venivano prevalentemente dal &nbsp;reparto economato e controllo). Un buon potere contrattuale con i &nbsp;fornitori diventa elemento essenziale. Oltre a ciò, l’acquisto di &nbsp;alimenti a filiera corta apporta importanti benefici. L’assenza di costi &nbsp;di trasporto, la possibilità di verificare il prodotto direttamente sul &nbsp;posto e ovviamente l’offerta di prodotti locali. Questa ultima &nbsp;caratteristica ha un’importanza notevole per aumentare il grado di &nbsp;appeal della destinazione. Secondo l’ENIT, l’ente di promozione &nbsp;turistica del nostro Paese, l’Italia del turismo non può prescindere dal &nbsp;made in Italy, dal livello di competenze da mettere in campo, dalle &nbsp;eccellenze enogastronomiche e dalla cultura del cibo per promuovere la &nbsp;propria identità ed il proprio valore.</div><div class="imTAJustify">L’albergo è parte di un &nbsp;ipotetico contenitore dove il Cliente attinge servizi ed attività &nbsp;durante il suo soggiorno e dove la sua scelta ricade in primis sulla &nbsp;destinazione e su ciò che questa può offrire durante la sua vacanza, tra &nbsp;cui l’offerta enogastronomica. Ma non solo…. . Vi sono elementi &nbsp;intangibili che nessun potere di acquisto e nessun costo può supplire: &nbsp;il senso dell’ospitalità, la cura del Cliente, le competenza gestionali e &nbsp;tutto ciò non può venir fuori dalla famosa “stanza dei bottoni” di cui &nbsp;sopra !</div><div class="imTAJustify">Vi è un detto dalle mie parti; lo menzionerò ripulendolo &nbsp;dalla componente cruda e scurrile: per fare i figli pescatori ci &nbsp;vogliono i padri marinari. Ciò per significare che nella scelta di &nbsp;partner cari imprenditori alberghieri, le competenze, la lunga &nbsp;esperienza vissuta sul campo, il problem solving nei momenti di &nbsp;“imprevedibilità” dei mercati sono fattori che conducono al &nbsp;raggiungimento degli obiettivi in modo adeguato, senza correre dietro a &nbsp;pietre filosofali o elisir di lunga vita.</div></div><a href="https://www.linkedin.com/pulse/non-si-improvvisa-mino-reganato-1e/">https://www.linkedin.com/pulse/non-si-improvvisa-mino-reganato-1e/</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 17:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il ruolo futuro delle associazioni professionali nel settore alberghiero]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Associazioni"><![CDATA[Associazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000002"><div>E’ innegabile che il ruolo delle associazioni professionali è &nbsp;cambiato nel tempo, abbandonando la centralità amicale. La forte &nbsp;componente “dopolavoristica” ha ceduto il passo alle odierne esigenze &nbsp;professionali del socio e non, che vede nell’associazione un’opportunità &nbsp;di accrescimento professionale ed eventualmente di supporto per una &nbsp;collocazione lavorativa. </div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Le caratteristiche richieste qualche decennio fa a chi operava nel &nbsp;comparto alberghiero sono mutate completamente, &nbsp;subendo una progressiva &nbsp;evoluzione. Basti vedere il ruolo di direttore d’albergo: si è passati &nbsp;dal ruolo di “padrone di casa” a quella di manager a 360 gradi: il &nbsp;direttore d’albergo oggi deve essere un professionista dotato di un’alta &nbsp;formazione con competenze multidisciplinari che spaziano da elementi di &nbsp;marketing e promozione sino alla gestione contabile. La necessità di &nbsp;aggiornare le proprie competenze, tecniche e personali, interessa non &nbsp;solo i soggetti con responsabilità manageriali, ma anche quelli cui sono &nbsp;affidate mansioni di tipo operativo. Il forte cambiamento che sta &nbsp;interessando il comparto turistico-alberghiero è testimoniato dalla &nbsp;diffusione di profili che richiedono skill e capacità specifiche, basti &nbsp;pensare alla miriade di nuove professioni create con l’avvento di &nbsp;Internet. </div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>A latere, vi è l’annosa mancanza di una formazione adeguata che &nbsp;crea di fatto, una scarsa professionalizzazione nel settore rispetto a &nbsp;valori ottimali. Tale situazione è notevolmente danneggiata da &nbsp;un’offerta formativa frammentata ed in alcuni casi di inadeguato &nbsp;insegnamento. A mio avviso, l’attività formativa continua, attraverso i &nbsp;corsi di aggiornamento e/o specialistici presso apposite scuole di Alta &nbsp;Formazione o prodotte da Entità formative costituite da figure &nbsp;professionali di spessore, rappresenterebbe una soluzione, fermo &nbsp;restando che venga attivato un iter formativo di base che trasmetta le &nbsp;competenze necessarie per operare nel settore turistico-alberghiero e si &nbsp;adegui alle rapide evoluzioni del mercato turistico. Tale attività deve &nbsp;rivolgersi indistintamente a lavoratori di tutti i livelli, a partire &nbsp;da quelli con ruoli operativi e tanto nelle piccole strutture ricettive &nbsp;quanto in quelle medio-grandi. Oggi nel sistema turistico italiano, e &nbsp;ancor più nel settore alberghiero e della ristorazione, il tema della &nbsp;formazione rappresenta un “nodo” da risolvere al più presto.</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><strong><u>Tra i requisiti fondamentali per i “formatori”, l’esperienza dovrebbe superare la teoria.</u></strong></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>In virtù di quanto esposto, le Associazione professionali &nbsp;potrebbero inserirsi a pieno titolo quale “contenitore di opportunità &nbsp;formative” da offrire al settore. Queste hanno competenze e titoli per &nbsp;poterlo fare in favore di una rilevante domanda (e di un’urgente &nbsp;necessità) di conoscenze professionali. Un’Associazione professionale &nbsp;riconosciuta rappresenta peraltro, una garanzia sul mercato e per &nbsp;l’importante “cantera” &nbsp;da dove gli alberghi e non solo, potrebbero &nbsp;prelevare professionisti e servizi qualitativi. La cultura &nbsp;imprenditoriale del settore, snobba questa importante opportunità a &nbsp;“parametro zero” per dirla in termini calcistici, preferendo il &nbsp;suggerimento di un amico (la classica raccomandazione) che il più delle &nbsp;volte si rivela non efficace e nei casi più estremi rompe amicizie &nbsp;durature a causa dei drammatici esiti della “segnalazione” oltre a &nbsp;creare problemi alla gestione della struttura. In precedenti articoli ho &nbsp;fortemente evidenziato la necessità di obbligare le proprietà &nbsp;alberghiera di “assoldare” un direttore o responsabile certificato, &nbsp;proprio per le catastrofiche vicissitudini che si succedono &nbsp;nell’hotellerie italiana che ricordo, causano un effetto domino a tutto &nbsp;il contenitore di una destinazione turistica. Prezzi troppo alti o anche &nbsp;troppo bassi quando gestiti senza senso, abbassano notevolmente il &nbsp;brand reputation dell’area, creando anche problemi a quelle strutture &nbsp;che invece adottano protocolli qualitativi e hanno personale con alto &nbsp;spessore professionale. Aldilà di questo, penso che con l’attuale &nbsp;gestione di una struttura ricettiva non si può più improvvisare, bisogna &nbsp;essere sempre al passo con i tempi e costantemente “formati”. </div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>E chi più di un’aggregazione professionale potrebbe fornire di più ? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Io penso che nessuno in nessuna parte del mondo possa parlare di &nbsp;futuro del proprio popolo o della propria organizzazione senza parlare &nbsp;di formazione. Chiunque controlli la formazione dei nostri ragazzi &nbsp;controlla il futuro. - Cit. di Wilma Mankiller </div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 17:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Uniti si va in rete...]]></title>
			<author><![CDATA[Mino Reganato]]></author>
			<category domain="https://www.htmg.it/blog/index.php?category=Hotel"><![CDATA[Hotel]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000003"><div>Quando il raggiungimento di risultati di un’impresa turistica dipende &nbsp;da un’azione obbligata di destination management territoriale.</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Un’impresa ricettiva situata in un’area territoriale con differenti &nbsp;fattori attrattivi non può assolutamente a mio avviso, unicamente &nbsp;indirizzare la gestione in virtù dell’offerta dei suoi servizi. La &nbsp;soddisfazione dell’Ospite non può dipendere da servizi offerti da un &nbsp;unico operatore della filiera, quanto invece dall’insieme di attività e &nbsp;servizi presenti sul territorio. Prendiamo ad esempio, un soggiorno in &nbsp;una località balneare: il grado di soddisfazione dell’Ospite non potrà &nbsp;dipendere unicamente dai servizi della struttura ricettiva ma un’offerta &nbsp;completa, quindi: dalla proprietà dei servizi in spiaggia, dalla &nbsp;qualità delle acque, dalle amenità del posto, dall’offerta degli eventi &nbsp;programmati, dai servizi ludici messi a disposizione dall’area &nbsp;turistica, dalla viabilità per arrivare alla località. Tutte condizioni &nbsp;che creano un “contenitore” che l’Ospite si aspetta nel momento in cui &nbsp;sceglie una destinazione. Dunque una molteplicità di elementi che &nbsp;concorrono all’accrescimento di valore di un’area turistica offerti &nbsp;comunque con una costante componente qualitativa.</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>E’ impensabile che un singolo operatore possa soddisfare da solo il Turista !</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Dunque, un’impresa ricettiva per raggiungere risultati apprezzabili &nbsp;deve necessariamente entrare in un contesto aggregativo di gestione &nbsp;turistica. Un insieme di attori privati e pubblici che concorrono alla &nbsp;creazione di un “contenitore” di servizi ed attività. A definire quindi, &nbsp;un prodotto turistico unico nel suo genere e caratterizzante del &nbsp;territorio di riferimento. Questa ultima caratteristica è alla base di &nbsp;un auspicato successo: proporre quindi un prodotto che non abbia eguali &nbsp;per cui il Turista lo sceglie per sua la particolarità, pensato e &nbsp;gestito da entità capaci e competenti a cambiare se necessario, il &nbsp;fattore di attrattiva e il livello di appeal. Si pensi ad esempio alla &nbsp;realizzazione di eventi che mettano in luce peculiarità tipiche &nbsp;territoriali e quindi all’organizzazione del sistema di trasporti, alla &nbsp;gestione dell’arredo urbano, alla formazione degli attori, alla &nbsp;realizzazione degli impianti. Si evidenzia dunque, la necessità di una &nbsp;regia competente che riesca a raggruppare, formare e gestire gli &nbsp;elementi da mettere in campo. Un’entità con un ruolo di facilitatore, di &nbsp;consulenza e di mediazione allo scopo aumentare il coinvolgimento, la &nbsp;partecipazione e stimolare all’analisi e alla soluzione dei problemi.</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Il successo delle imprese locali, grazie anche all’importante &nbsp;indotto che il fenomeno turistico crea, passa attraverso azioni comuni e &nbsp;dallo sviluppo delle caratteristiche della destinazione, dove un unico &nbsp;operatore non potrà mai essere unico artefice. </div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 17:41:00 GMT</pubDate>
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