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Il ruolo futuro delle associazioni professionali nel settore alberghiero

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Pubblicato da Mino Reganato in Associazioni · 24 Gennaio 2020
E’ innegabile che il ruolo delle associazioni professionali è  cambiato nel tempo, abbandonando la centralità amicale. La forte  componente “dopolavoristica” ha ceduto il passo alle odierne esigenze  professionali del socio e non, che vede nell’associazione un’opportunità  di accrescimento professionale ed eventualmente di supporto per una  collocazione lavorativa.
   
Le caratteristiche richieste qualche decennio fa a chi operava nel  comparto alberghiero sono mutate completamente,  subendo una progressiva  evoluzione. Basti vedere il ruolo di direttore d’albergo: si è passati  dal ruolo di “padrone di casa” a quella di manager a 360 gradi: il  direttore d’albergo oggi deve essere un professionista dotato di un’alta  formazione con competenze multidisciplinari che spaziano da elementi di  marketing e promozione sino alla gestione contabile. La necessità di  aggiornare le proprie competenze, tecniche e personali, interessa non  solo i soggetti con responsabilità manageriali, ma anche quelli cui sono  affidate mansioni di tipo operativo. Il forte cambiamento che sta  interessando il comparto turistico-alberghiero è testimoniato dalla  diffusione di profili che richiedono skill e capacità specifiche, basti  pensare alla miriade di nuove professioni create con l’avvento di  Internet.
   
A latere, vi è l’annosa mancanza di una formazione adeguata che  crea di fatto, una scarsa professionalizzazione nel settore rispetto a  valori ottimali. Tale situazione è notevolmente danneggiata da  un’offerta formativa frammentata ed in alcuni casi di inadeguato  insegnamento. A mio avviso, l’attività formativa continua, attraverso i  corsi di aggiornamento e/o specialistici presso apposite scuole di Alta  Formazione o prodotte da Entità formative costituite da figure  professionali di spessore, rappresenterebbe una soluzione, fermo  restando che venga attivato un iter formativo di base che trasmetta le  competenze necessarie per operare nel settore turistico-alberghiero e si  adegui alle rapide evoluzioni del mercato turistico. Tale attività deve  rivolgersi indistintamente a lavoratori di tutti i livelli, a partire  da quelli con ruoli operativi e tanto nelle piccole strutture ricettive  quanto in quelle medio-grandi. Oggi nel sistema turistico italiano, e  ancor più nel settore alberghiero e della ristorazione, il tema della  formazione rappresenta un “nodo” da risolvere al più presto.
   
Tra i requisiti fondamentali per i “formatori”, l’esperienza dovrebbe superare la teoria.
   
In virtù di quanto esposto, le Associazione professionali  potrebbero inserirsi a pieno titolo quale “contenitore di opportunità  formative” da offrire al settore. Queste hanno competenze e titoli per  poterlo fare in favore di una rilevante domanda (e di un’urgente  necessità) di conoscenze professionali. Un’Associazione professionale  riconosciuta rappresenta peraltro, una garanzia sul mercato e per  l’importante “cantera”  da dove gli alberghi e non solo, potrebbero  prelevare professionisti e servizi qualitativi. La cultura  imprenditoriale del settore, snobba questa importante opportunità a  “parametro zero” per dirla in termini calcistici, preferendo il  suggerimento di un amico (la classica raccomandazione) che il più delle  volte si rivela non efficace e nei casi più estremi rompe amicizie  durature a causa dei drammatici esiti della “segnalazione” oltre a  creare problemi alla gestione della struttura. In precedenti articoli ho  fortemente evidenziato la necessità di obbligare le proprietà  alberghiera di “assoldare” un direttore o responsabile certificato,  proprio per le catastrofiche vicissitudini che si succedono  nell’hotellerie italiana che ricordo, causano un effetto domino a tutto  il contenitore di una destinazione turistica. Prezzi troppo alti o anche  troppo bassi quando gestiti senza senso, abbassano notevolmente il  brand reputation dell’area, creando anche problemi a quelle strutture  che invece adottano protocolli qualitativi e hanno personale con alto  spessore professionale. Aldilà di questo, penso che con l’attuale  gestione di una struttura ricettiva non si può più improvvisare, bisogna  essere sempre al passo con i tempi e costantemente “formati”.
   
E chi più di un’aggregazione professionale potrebbe fornire di più ?     
   
Io penso che nessuno in nessuna parte del mondo possa parlare di  futuro del proprio popolo o della propria organizzazione senza parlare  di formazione. Chiunque controlli la formazione dei nostri ragazzi  controlla il futuro. - Cit. di Wilma Mankiller



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