La nuova normativa europea contro le recensioni false: opportunità o illusione di tutela?
Pubblicato da Mino Reganato in Turismo · Mercoledì 28 Mag 2025 · 4:45
Tags: recensioni, legge, opportunità
Tags: recensioni, legge, opportunità
Nel panorama odierno del
turismo digitale, la reputazione online rappresenta un asset strategico
imprescindibile. In un mercato altamente competitivo e disintermediato, dove la
customer journey comincia spesso con una ricerca su Google o su un portale specializzato,
la presenza di recensioni positive può determinare la preferenza per una
struttura ricettiva, mentre pochi giudizi negativi possono comprometterne
irrimediabilmente l'immagine. È in questo contesto che si inserisce la nuova
normativa europea contro le recensioni false, recepita anche in Italia
attraverso il D.lgs. 26/2023, parte integrante del cosiddetto "New Deal
for Consumers".
La nuova disciplina mira a
contrastare una pratica sempre più diffusa e dannosa: la diffusione di
recensioni manipolate, vendute o pubblicate in maniera sistematica senza
un'effettiva esperienza da parte dell’autore. Le piattaforme digitali,
soprattutto quelle che ospitano valutazioni di prodotti e servizi, sono ora
tenute a dichiarare pubblicamente se adottano procedure di verifica
dell’autenticità delle recensioni e, in caso affermativo, a descriverne la
natura. È altresì vietata ogni forma di compravendita di recensioni false,
positive o negative che siano, l’obiettivo dunque dichiarato è restituire
trasparenza e fiducia al consumatore e tutelare gli operatori onesti da
pratiche concorrenziali scorrette.
Tuttavia, al di là della
portata giuridica, resta da valutare l’efficacia operativa del provvedimento, la
norma, di per sé, costituisce un importante passo avanti, ma la sua reale
implementazione richiederà un cambio di modello da parte di tutti gli attori
coinvolti: piattaforme, autorità di controllo, operatori del settore e
consumatori.
Dal punto di vista delle
piattaforme digitali, il recepimento della norma implica la necessità di
dotarsi di sistemi efficaci e trasparenti per la verifica delle recensioni. Se
alcune realtà, come le Online Travel Agencies più strutturate, già integrano meccanismi
di controllo legati alla prenotazione verificata, molte altre – in particolare
i motori di ricerca e i siti di recensioni aperte – operano ancora con sistemi
di moderazione opachi o del tutto assenti. La differenza tra dichiarare
genericamente che una recensione è “controllata” e poter effettivamente
dimostrare la sua autenticità rappresenta una linea sottile ma fondamentale. Le
sanzioni previste dalla normativa, che possono arrivare fino al 4% del
fatturato annuo, dovrebbero fungere da deterrente, ma il vero nodo sarà la
capacità delle autorità competenti, come l’AGCM in Italia, di effettuare
controlli efficaci e tempestivi.
Per gli operatori turistici,
in particolare albergatori e ristoratori, la nuova normativa può rappresentare
una leva strategica importante. La possibilità di richiedere la rimozione di
contenuti falsi o dannosi, e di intraprendere azioni legali qualora si
riscontrino danni reputazionali documentabili, apre scenari di tutela inediti
rispetto al passato. In un settore in cui l'immagine online incide direttamente
sui tassi di occupazione e sul pricing, avere strumenti giuridici a
disposizione per contrastare la diffamazione digitale rappresenta un
significativo passo in avanti. Tuttavia, questo comporta anche una crescente
responsabilità nella gestione della propria presenza online, le strutture infatti,
dovranno dotarsi di competenze specifiche in ambito reputazionale, investire
nella formazione del personale, monitorare costantemente le piattaforme e
rispondere in maniera professionale e tempestiva ai feedback, siano essi
positivi o negativi.
Un ulteriore fronte su cui si
giocherà la credibilità della nuova normativa riguarda la capacità di educare
l’utente finale: la normativa non può funzionare in modo isolato se il
consumatore non viene reso consapevole dei meccanismi alla base delle
recensioni digitali. Servirà promuovere una cultura del consumo informato,
capace di leggere criticamente i contenuti online, di valutare la coerenza
delle esperienze riportate, di riconoscere i segnali di una recensione
potenzialmente manipolata. Solo un consumatore consapevole può essere parte
attiva nella difesa dell’autenticità dei contenuti.
Non va sottovalutato neppure
il ruolo della tecnologia dove l’intelligenza artificiale e gli algoritmi
predittivi possono offrire un valido supporto nell’identificare recensioni
sospette, analizzando metriche comportamentali e stilistiche, rilevando
anomalie nei pattern di pubblicazione, e comparando il linguaggio di recensioni
provenienti da profili differenti ma simili nella costruzione retorica. Tali
strumenti, se utilizzati in modo trasparente e coerente con le normative sulla
privacy, potranno rafforzare la capacità delle piattaforme di prevenire la
diffusione di contenuti fraudolenti prima ancora che essi abbiano effetto.
Ciononostante, è necessario
riconoscere che le recensioni false sono un problema strutturale e globale, non
facilmente risolvibile con un intervento legislativo circoscritto. Le aziende
che offrono recensioni a pagamento operano spesso su scala internazionale,
utilizzano server localizzati in Paesi extra-UE e si muovono in zone grigie del
diritto, l'efficacia della normativa sarà quindi strettamente legata alla
cooperazione tra autorità sovranazionali, al rafforzamento dei controlli
incrociati e a un’effettiva volontà politica di reprimere il fenomeno anche sul
piano internazionale.
La vera sfida, dunque, sarà
quella di trasformare la normativa da semplice dispositivo normativo in leva di
rinnovamento culturale. Un sistema digitale trasparente, etico e affidabile non
può basarsi solo sulla repressione, ma deve essere costruito su principi di
responsabilità condivisa. Gli operatori turistici dovranno abbandonare
definitivamente l’idea della recensione come “minaccia” e riscoprirla come
strumento di dialogo e miglioramento continuo, mentre le piattaforme dal canto
loro, dovranno uscire da una logica meramente algoritmica e commerciale, per
assumere un ruolo più attivo e trasparente nella cura della qualità delle
interazioni. I consumatori, infine, dovranno sentirsi parte integrante del
processo di verifica e consapevolezza.
In conclusione, la nuova
normativa europea contro le recensioni false segna un momento di svolta per il
mondo del turismo e dell’ospitalità, non sarà una soluzione miracolosa, né
esente da difficoltà applicative, ma rappresenta un’opportunità concreta per
elevare la qualità del sistema e restituire fiducia a tutti gli attori
coinvolti. Se accompagnata da controlli rigorosi, investimenti in tecnologia,
formazione degli operatori e sensibilizzazione del pubblico, potrà
rappresentare non solo uno strumento di tutela, ma anche un volano di sviluppo
per un turismo più autentico, trasparente e meritocratico.
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